
in principio fu la frattura. mentre il secondo millennio si chiude sul popolo dimenticato dal benessere globalizzato in rivolta contro l`odiato wto, il terzo si apre con la cancellazione delle torri gemelle e dell`ordine mondiale. in quel corteo di seattle `99, c`e madeleine, dieci anni, che accompagna sua madre. ed e in dialogo con lei - parte per il tutto delle generazioni da x a z - che comincia il viaggio di goffredo buccini nel primo quarto di questo secolo, tra i suoi protagonisti, gli errori e orrori che hanno portato al collasso della democrazia. e il racconto incalzante dei passaggi cruciali che magari abbiamo dimenticato, distratti da accadimenti vieppiu terribili. lo scontro fra stati uniti - colpiti a morte dal terrorismo islamista - e "stati canaglia", giu per il piano inclinato che porta ai diritti umani negati. il naufragio negli anni dieci di ogni illusione: che la democrazia possa essere esportata, la liberta comprata, la vecchia europa (non ancora strangolata dalle sue stesse regole) considerata credibile. il califfato e i massacri parigini che spalancano la via ai sovranisti, agitatori di paura. la "guerra mondiale a pezzetti", la nostalgia aggressiva della grande russia, il 7 ottobre, l`ultima tragedia palestinese, l`onu impotente. la terra che brucia e the president - n? 45 e 47 - che impazza. tirannidi che fanno leva su esclusi/delusi, muovendosi veloci come gli eventi, riaprendo la partita che credevamo chiusa col feroce novecento: quella delle autocrazie. ma per madeleine, oggi una donna, questo racconto illuminante puo diventare possibilita di capire, scintilla per la voglia di reagire, invito a non staccare mai lo sguardo da quel filo d`argento che circonda le nuvole, linea sottile di speranza.

uno spettro si aggira su schermi piccoli e grandi: l`idea che la musica classica sia per eccellenza "la musica dei cattivi". non c`e film o serie tv in cui assassino, terrorista, serial killer, scienziato pazzo, maniaco, megalomane, mafioso, mostro di ogni genere non ami la musica classica, non vada volentieri all`opera, quando non suona in prima persona uno strumento. di piu: se in sottofondo sentiamo un brano di musica classica, possiamo scommettere che sulla scena stia per accadere qualcosa di brutto, o che il personaggio in questione celi un certo grado di malignita. la trovata risale agli albori del cinema ma, sia pur nel mutare di personaggi e ambientazioni, ha finito per attestarsi come luogo comune: un grande equivoco che nel pubblico piu assuefatto agli stereotipi dei media visivi ha insinuato, quantomeno, una forma di sospetto nei confronti di quest`arte. come strumento di difesa e resistenza, carlo fiore passa in rassegna l`immaginario filmico occidentale: da m di fritz lang, in cui l`abietta figura di un assassino di bambini entra in scena fischiettando grieg, alle serie tv degli anni duemila in cui dominano le variazioni goldberg e i carmina burana, passando per i vampiri - il dracula di bela lugosi cosi come quelli "a puntate" che frequentano licei e universita americane. senza dimenticare i pochi casi virtuosi, come il violino di sherlock holmes o il violoncello di mercoledi addams. una ricognizione necessaria, dunque, per strappare la musica classica dal suo status di colonna sonora dei cattivi: per innamorarcene ancora.

l`esploratore conobbe nell`ottocento la sua consacrazione definitiva. l`iconografia popolare racconta le gesta di uomini alla conquista di immensita` sconosciute, con in testa il casco coloniale e nelle mani una mappa, un sestante o un fucile: un ritratto eccezionale, ma ingenuo. nella realta`, gli esploratori furono espressione di un`epoca, con una precisa funzione sociale e politica: informare i contemporanei sullo stato del mondo, cercare risorse, fondare colonie. al tempo stesso, pero`, dai loro diari traspaiono uomini inquieti, a disagio se non in totale rottura con le societa` da cui provengono. nelle gli esploratori cercavano non solo fama e ricchezze, ma la possibilita` di dare un senso alla propria esistenza. di quell`epopea il cinema e l`editoria hanno consegnato una lettura quasi esclusivamente anglosassone, imperniata sui nomi di livingstone, stanley, burton, speke. in italia, per una strana ritrosia, sulla grande stagione dell`esplorazione per decenni si e` preferito sorvolare. marco valle si e` messo sulle tracce di quella italica che percorse le zone piu` selvagge e inesplorate dei cinque continenti: da ippolito desideri in tibet a giacomo beltrami alle sorgenti del mississippi; da orazio antinori a giacomo doria a luigi amedeo di savoia fino a odoardo beccari nel borneo, giacomo bove in patagonia, pietro savorgnan di brazza` in congo, guglielmo massaja e vittorio bottego in abissinia, giovanni miami sul nilo, giovan battista cerruti in malesia. e ancora nel novecento alberto de agostini in patagonia, raimondo franchetti in dancalia, giuseppe tucci in asia e ardito desio nel sahara. fino a oggi, con samantha cristoforetti nello spazio, continuatrice della saga dei nostri .
