
pianista, bandleader e compositore tra i piu` originali del novecento, in cinquant`anni di attivita` sun ra (1914-93) ha disegnato una vera e propria "storia parallela" del jazz, non soltanto allargandone lo spettro espressivo contaminando lo swing con il funk, il free jazz con l`elettronica - ma anche arricchendolo di fantasiosi elementi extramusicali: coreografie coloratissime, costumi, danze esotiche, e soprattutto leggende. nelle interviste, nei suoi scritti, nelle sue poesie, sun ra indosso` infatti sempre i panni del grande visionario: presentandosi come il discendente del dio egizio del sole o sostenendo di essere arrivato su questa terra da saturno; promuovendo il mito del viaggio nello spazio come metafora del ritorno in africa dei neri americani; incoraggiando la ricerca umana del divino e della spiritualita`, di cui la musica avventurosa e imprevedibile della sua "arkestra" doveva essere il veicolo privilegiato. questa biografia ci permette per la prima volta di addentrarci nella storia (e nelle storie) di sun ra: musicista e filosofo, mistico e profeta, inventore di cosmogonie e creatore di mondi alternativi da cui e` impossibile non rimanere stregati.

tom waits e` un artista capace di fondere in una personale e raffinatissima idea di songwriting suggestioni poetiche e musicali molto distanti: la letteratura beat e il vaudeville, il folk e il blues, il jazz e la musica industriale. con la sua voce rauca e cavernosa sa interpretare struggenti ballate d`amore e spericolati arrangiamenti rumoristi, raccontando con il candore di un bukowski l`america dei desperados e degli ubriaconi del sabato sera, delle highway e delle tavole calde. ma nei suoi testi, come nella sua inimitabile presenza scenica, scorre sempre anche una vena comica, quasi clownesca, che attinge a piene mani al nonsense, al surreale, al gioco di parole. questa selezione di interviste ripercorre la sua quarantennale carriera, svelandone le passioni, le idiosincrasie, le fonti di ispirazione, le collaborazioni extramusicali - sono celebri i suoi cameo come attore in film di culto quali america oggi di robert altman, daunbailo` e coffee and cigarettes di jim jarmusch, la leggenda del re pescatore di terry gilliam - e restituendoci quella miscela di umorismo, visionarieta` e disincanto cosi` inconfondibilmente (e irresistibilmente) waitsiana.

simbolo di un`intera generazione di donne, in "girl in a band" kim gordon ci fa rivivere il suo percorso da ragazza a donna, da musicista ad artista. fondatrice, insieme al marito thurston moore, dei sonic youth, iconica band che ha costruito un nuovo vocabolario musicale - aprendo la strada a nirvana, smashing pumpkins e molti altri tra cui, in italia, ai marlene kuntz - kim gordon ci regala un memoir che racconta, con profonda sincerita`, la sua storia pubblica e privata: dagli anni di formazione nella west coast alla schizofrenia del fratello maggiore keller, fino all`incontro con il mondo dell`arte, della moda e del cinema. e ai rapporti con gli altri musicisti, fittissimi: da kurt cobain, raffigurato come un fascio di furia e dolcezza, a jeff koons e billy corgan, che "non piacciono a nessuno", passando per neil young e il suo chitarrista poncho sampedro, che invece sono "ok". "girl in a band" e` il racconto in parole delle immagini e dei suoni di un mondo colto in un momento di profondo cambiamento: il viaggio straordinario di un`artista e con lei di un`attitudine che sta ancora influenzando la nostra cultura.

e proprio vero che la musica ha smesso di evolversi? quel che e` certo e` che gli anni zero non hanno dato inizio al futuro che in campo culturale ci aspettavamo: le reunion piu` o meno riuscite, le cover band, il ritorno del vinile e delle musicassette hanno collaborato alla creazione di uno scenario dove anche i nuovi personaggi assomigliano a un patchwork di fenomeni precedenti. attraverso aneddoti di giganti della vecchia guardia (con esaltanti panoramiche su beatles, patti smith e frank zappa) e di artisti contemporanei - che sono spesso giunti alla notorieta` rielaborando scampoli di musica strappati all`oblio - simon reynolds, incoronato erede di lester bangs, ci racconta questa ossessione per il passato in un saggio che unisce lo sguardo appassionato della critica musicale alla lucidita` dell`indagine sociologica. e, insieme alla denuncia di un futuro che non c`e` stato, pone una domanda a cui ancora non c`e` risposta: continueremo a vivere oppressi dalla nostalgia oppure la retromania si rivelera` una fase storica isolata?

nei primi anni novanta il cyberteorico arthur kroker profetizzo che la nuova musica elettronica sarebbe stata l`avanguardia per i futuri rapporti tra specie umana e tecnologie digitali. nello stesso periodo brian behlenford, fondatore di apache e guru della silicon valley, lanciava una mailing list tutta dedicata alla cosiddetta intelligent dance music di produttori come aphex twin, autechre e in seguito boards of canada: tre nomi tra i piu venerati del panorama musicale degli ultimi decenni, maestri indiscussi del suono elettronico nato dalla grande stagione techno. eppure afx, ae e boc restano figure misteriose, sfuggenti, le cui biografie non hanno nulla del respiro epico a cui ci hanno abituati decenni di mitologie pop. ma allora perche la loro influenza e tanto cruciale? a trent`anni da artificial intelligence, la compilation-manifesto che sanci la nascita della "musica da ballo intelligente" imponendosi come testo sacro per l`allora emergente internet culture, "exmachina" offre una risposta - azzardata, paranoide, eppure spaventosamente convincente - invitandoci a leggere le parabole di questi artisti come tre capitoli di un`unica storia: quella che comincia con l`irruzione dell`algoritmo nella quiete delle nostre camerette, passa per la spietata potenza di calcolo del processo macchinico, e finisce con l`estinzione della nostra specie. forte di una competenza musicale ai limiti dell`ossessione, mattioli non ha paura di contaminare la teoria - da kerenyi a mcluhan, dalla scuola cibernetica del dopoguerra a mark fisher, da erik davis a nick land - con la propria sensibilita e i propri incubi. il risultato e uno strumento precisissimo che ci ascolta dal futuro, intercettando nella musica la frequenza anomala che e lo spirito di questo tempo terrorizzante. introduzione di simon reynolds.

nel marzo del 1967, il brasile e` governato da una dittatura militare che dura gia` da tre anni, e che ha appena messo al bando l`ultimo baluardo di opposizione democratica, denominato frente ampla. il malcontento popolare monta, pero`, ed e` il movimento studentesco ad avviare un`ondata di proteste, sistematicamente soffocate dalla repressione violenta della policia militar. nel 1967 esce anche il capolavoro dei beatles, sgt. pepper`s lonely hearts club band, che ha un impatto potentissimo su un gruppo di musicisti che gia` da alcuni anni cercano una sintesi tra la grande tradizione della samba e della bossa nova e le nuove possibilita` esplorate dal rock e dal pop britannici. sempre nel 1967, al festival organizzato dalla tv record, una sorta di sanremo brasiliano, i due esponenti piu` geniali di questo gruppo, gilberto gil e caetano veloso, salgono in scena con una band elettrica, ed eseguono rispettivamente e . la perplessita` iniziale degli spettatori si trasforma in ovazione. ne` gil, ne` caetano vinceranno il festival. ma hanno fatto molto di piu`. hanno appena decretato, in diretta televisiva, la nascita di quella rivoluzione estetica e musicale che prendera` il nome di tropicalismo. autentico esperto di musica e cultura brasiliane, pietro scaramuzzo non si limita a raccontare le origini, la nascita e lo sviluppo del tropicalismo, o le biografie dei suoi maggiori esponenti, ma ricostruisce un`epoca irripetibile della storia politica e culturale, nella quale alla ferocia di una dittatura sempre piu` spietata e di un apparato repressivo capillare si e` contrapposto un fervore artistico e una liberta` di sguardo e di voce che mantengono immutata, ancora oggi, la loro forza sovversiva.

la musica elettronica ci affascina cosi` tanto perche` promette il futuro: e` la musica di domani, oggi. questa storia personale e dizionario amoroso di mezzo secolo di musica elettronica - costruito attraverso profili, saggi e interviste - non poteva dunque che chiamarsi futuromania. simon reynolds eleva a titolo l`orgogliosa dipendenza dal nuovo, l`amore per tutto cio` che sembra arrivare alle nostre orecchie come un ambasciatore della forma sonora delle cose che verranno. ma il lungo percorso che dagli anni settanta di moroder, kraftwerk e eno porta al synth-pop, alla musica della cultura rave, a burial e ai tardi anni dieci della trap e della conceptronica nasconde un`inquietudine, se non proprio un paradosso: la sensazione che in qualche modo siamo andati oltre il futuro, e lo abbiamo lasciato alle spalle. , e le altre profetiche registrazioni del nostro avvenire pop iniziano a sembrarci memorie fantasmatiche di una modernita` e di un modernismo ormai finiti. i sogni elettronici sono quindi fatti della promessa e del ricordo del futuro, sono desideri e ossessioni insieme. futuromania e` una guida, informa e soprattutto spinge il lettore alla scoperta del nuovo, accompagnandolo in avventure sonore. perche`, come dice l`autore, .

"romantic italia" racconta le canzoni italiane che hanno esplorato, in modi diversi e originali, le molteplici forme dell`amore. un lungo viaggio musicale dentro la storia, il costume e i sentimenti italiani che comincia negli anni cinquanta dei primi festival di sanremo trasmessi alla radio e arriva al presente dei video autoprodotti e caricati su youtube. giulia cavaliere ripercorre i pezzi degli artisti piu` noti della nostra tradizione - dai grandi classici come modugno, mina, tenco e baglioni ai fenomeni piu` recenti come baustelle e liberato - rappresentati di volta in volta da perle nascoste o da brani notissimi che subito risuonano dentro il lettore. la sua da` pero` il giusto spazio anche ad autori come piero ciampi, umberto bindi e sergio endrigo che hanno scritto canzoni meravigliose ma non hanno raccolto tutto il successo che meritavano. "romantic italia" e` un appassionato invito all`ascolto e alla comprensione anche di quella che la critica italiana ha forse troppo a lungo ignorato. e tempo di riappropriarsi delle canzoni d`amore, senza eccessiva nostalgia ne` banali ironie, e di raccontare una storia ricchissima, emozionante e collettiva.

da marc bolan ad alice cooper, da gary glitter a lou reed, dai roxy music ai new york dolls, da wayne county ai queen, dagli ultravox ai kraftwerk, dal rocky horror picture show a l`uomo che cadde sulla terra, senza dimenticare un`esauriente panoramica sugli strascichi del fenomeno: johnny rotten, kate bush, grace jones, prince, madonna, marilyn manson, lady gaga e kanye west, per fare solo alcuni nomi. a farla da padrone e` pero` david bowie. simon reynolds ne ripercorre la traiettoria personale e artistica a cavallo tra inghilterra e stati uniti - non a caso i due paesi d`origine del glam rock - con la vertiginosa e straordinaria profondita` analitica di cui e` maestro, senza tentazioni agiografiche ma con la passione di un fan sconvolto dalla sua morte improvvisa. ancora una volta la musica e` utilizzata come lente per leggere i periodi storici, tracciando nessi spesso coraggiosi tra le forme artistiche piu` disparate: oscar wilde diventa cosi` il , mentre l`ascesa del rock parodico negli anni settanta rientra nel concetto di delineato da oswald spengler nel tramonto dell`occidente. leggere reynolds significa (ri)scoprire interi universi musicali, raccontati con uno stile che da oltre dieci anni affascina un pubblico di lettori sempre piu` entusiasta.

cosa c`e` di piu` punk di una band che non e` mai cambiata, perforando per decenni i timpani dei suoi ascoltatori con pezzi brucianti di tre minuti? a quarant`anni dalla nascita del punk, il primo disco dei ramones lascia ancora stupefatti, fin da quell` con il quale si apre e che rappresenta il perfetto biglietto da visita di un album potente, denso di velocita` e umorismo. se il titolo della prima traccia, , con il suo richiamo inquietante alla guerra lampo scatenata dalla germania durante il secondo conflitto mondiale, incuriosi` testate del calibro di time e newsweek e alimento` una querelle sugli orientamenti politici del punk, per la stampa specializzata fu subito chiaro che i ramones erano diversi da tutto cio` che era venuto prima, e molto piu` astuti di quanto sembrassero. la band elesse giacche di pelle, jeans strappati e un taglio di capelli provocatorio a marchio di fabbrica, cambiando la cultura popolare e l`immaginario giovanile, e trovando sostenitori in ogni ambito, da john landis a stephen king. ancora oggi si discute su cosa sia stato il punk, su come sia iniziato e cosa volesse dire, se fosse intrinsecamente liberale o conservatore. rombes affronta queste domande rifuggendo da vuote teorizzazioni e raccontando i ramones non in quanto prototipi o grandi fondatori, ma semplicemente come gruppo, riportando il discorso sulle persone e sulla musica. e ci regala cosi` il ritratto originale e appassionato di una band e di un`epoca che continuano ad affascinare, turbare e soprattutto a divertirci alla follia.