
pianista, bandleader e compositore tra i piu` originali del novecento, in cinquant`anni di attivita` sun ra (1914-93) ha disegnato una vera e propria "storia parallela" del jazz, non soltanto allargandone lo spettro espressivo contaminando lo swing con il funk, il free jazz con l`elettronica - ma anche arricchendolo di fantasiosi elementi extramusicali: coreografie coloratissime, costumi, danze esotiche, e soprattutto leggende. nelle interviste, nei suoi scritti, nelle sue poesie, sun ra indosso` infatti sempre i panni del grande visionario: presentandosi come il discendente del dio egizio del sole o sostenendo di essere arrivato su questa terra da saturno; promuovendo il mito del viaggio nello spazio come metafora del ritorno in africa dei neri americani; incoraggiando la ricerca umana del divino e della spiritualita`, di cui la musica avventurosa e imprevedibile della sua "arkestra" doveva essere il veicolo privilegiato. questa biografia ci permette per la prima volta di addentrarci nella storia (e nelle storie) di sun ra: musicista e filosofo, mistico e profeta, inventore di cosmogonie e creatore di mondi alternativi da cui e` impossibile non rimanere stregati.

simbolo di un`intera generazione di donne, in "girl in a band" kim gordon ci fa rivivere il suo percorso da ragazza a donna, da musicista ad artista. fondatrice, insieme al marito thurston moore, dei sonic youth, iconica band che ha costruito un nuovo vocabolario musicale - aprendo la strada a nirvana, smashing pumpkins e molti altri tra cui, in italia, ai marlene kuntz - kim gordon ci regala un memoir che racconta, con profonda sincerita`, la sua storia pubblica e privata: dagli anni di formazione nella west coast alla schizofrenia del fratello maggiore keller, fino all`incontro con il mondo dell`arte, della moda e del cinema. e ai rapporti con gli altri musicisti, fittissimi: da kurt cobain, raffigurato come un fascio di furia e dolcezza, a jeff koons e billy corgan, che "non piacciono a nessuno", passando per neil young e il suo chitarrista poncho sampedro, che invece sono "ok". "girl in a band" e` il racconto in parole delle immagini e dei suoni di un mondo colto in un momento di profondo cambiamento: il viaggio straordinario di un`artista e con lei di un`attitudine che sta ancora influenzando la nostra cultura.

nei primi anni novanta il cyberteorico arthur kroker profetizzo che la nuova musica elettronica sarebbe stata l`avanguardia per i futuri rapporti tra specie umana e tecnologie digitali. nello stesso periodo brian behlenford, fondatore di apache e guru della silicon valley, lanciava una mailing list tutta dedicata alla cosiddetta intelligent dance music di produttori come aphex twin, autechre e in seguito boards of canada: tre nomi tra i piu venerati del panorama musicale degli ultimi decenni, maestri indiscussi del suono elettronico nato dalla grande stagione techno. eppure afx, ae e boc restano figure misteriose, sfuggenti, le cui biografie non hanno nulla del respiro epico a cui ci hanno abituati decenni di mitologie pop. ma allora perche la loro influenza e tanto cruciale? a trent`anni da artificial intelligence, la compilation-manifesto che sanci la nascita della "musica da ballo intelligente" imponendosi come testo sacro per l`allora emergente internet culture, "exmachina" offre una risposta - azzardata, paranoide, eppure spaventosamente convincente - invitandoci a leggere le parabole di questi artisti come tre capitoli di un`unica storia: quella che comincia con l`irruzione dell`algoritmo nella quiete delle nostre camerette, passa per la spietata potenza di calcolo del processo macchinico, e finisce con l`estinzione della nostra specie. forte di una competenza musicale ai limiti dell`ossessione, mattioli non ha paura di contaminare la teoria - da kerenyi a mcluhan, dalla scuola cibernetica del dopoguerra a mark fisher, da erik davis a nick land - con la propria sensibilita e i propri incubi. il risultato e uno strumento precisissimo che ci ascolta dal futuro, intercettando nella musica la frequenza anomala che e lo spirito di questo tempo terrorizzante. introduzione di simon reynolds.

nel marzo del 1967, il brasile e` governato da una dittatura militare che dura gia` da tre anni, e che ha appena messo al bando l`ultimo baluardo di opposizione democratica, denominato frente ampla. il malcontento popolare monta, pero`, ed e` il movimento studentesco ad avviare un`ondata di proteste, sistematicamente soffocate dalla repressione violenta della policia militar. nel 1967 esce anche il capolavoro dei beatles, sgt. pepper`s lonely hearts club band, che ha un impatto potentissimo su un gruppo di musicisti che gia` da alcuni anni cercano una sintesi tra la grande tradizione della samba e della bossa nova e le nuove possibilita` esplorate dal rock e dal pop britannici. sempre nel 1967, al festival organizzato dalla tv record, una sorta di sanremo brasiliano, i due esponenti piu` geniali di questo gruppo, gilberto gil e caetano veloso, salgono in scena con una band elettrica, ed eseguono rispettivamente e . la perplessita` iniziale degli spettatori si trasforma in ovazione. ne` gil, ne` caetano vinceranno il festival. ma hanno fatto molto di piu`. hanno appena decretato, in diretta televisiva, la nascita di quella rivoluzione estetica e musicale che prendera` il nome di tropicalismo. autentico esperto di musica e cultura brasiliane, pietro scaramuzzo non si limita a raccontare le origini, la nascita e lo sviluppo del tropicalismo, o le biografie dei suoi maggiori esponenti, ma ricostruisce un`epoca irripetibile della storia politica e culturale, nella quale alla ferocia di una dittatura sempre piu` spietata e di un apparato repressivo capillare si e` contrapposto un fervore artistico e una liberta` di sguardo e di voce che mantengono immutata, ancora oggi, la loro forza sovversiva.

la musica elettronica ci affascina cosi` tanto perche` promette il futuro: e` la musica di domani, oggi. questa storia personale e dizionario amoroso di mezzo secolo di musica elettronica - costruito attraverso profili, saggi e interviste - non poteva dunque che chiamarsi futuromania. simon reynolds eleva a titolo l`orgogliosa dipendenza dal nuovo, l`amore per tutto cio` che sembra arrivare alle nostre orecchie come un ambasciatore della forma sonora delle cose che verranno. ma il lungo percorso che dagli anni settanta di moroder, kraftwerk e eno porta al synth-pop, alla musica della cultura rave, a burial e ai tardi anni dieci della trap e della conceptronica nasconde un`inquietudine, se non proprio un paradosso: la sensazione che in qualche modo siamo andati oltre il futuro, e lo abbiamo lasciato alle spalle. , e le altre profetiche registrazioni del nostro avvenire pop iniziano a sembrarci memorie fantasmatiche di una modernita` e di un modernismo ormai finiti. i sogni elettronici sono quindi fatti della promessa e del ricordo del futuro, sono desideri e ossessioni insieme. futuromania e` una guida, informa e soprattutto spinge il lettore alla scoperta del nuovo, accompagnandolo in avventure sonore. perche`, come dice l`autore, .

"romantic italia" racconta le canzoni italiane che hanno esplorato, in modi diversi e originali, le molteplici forme dell`amore. un lungo viaggio musicale dentro la storia, il costume e i sentimenti italiani che comincia negli anni cinquanta dei primi festival di sanremo trasmessi alla radio e arriva al presente dei video autoprodotti e caricati su youtube. giulia cavaliere ripercorre i pezzi degli artisti piu` noti della nostra tradizione - dai grandi classici come modugno, mina, tenco e baglioni ai fenomeni piu` recenti come baustelle e liberato - rappresentati di volta in volta da perle nascoste o da brani notissimi che subito risuonano dentro il lettore. la sua da` pero` il giusto spazio anche ad autori come piero ciampi, umberto bindi e sergio endrigo che hanno scritto canzoni meravigliose ma non hanno raccolto tutto il successo che meritavano. "romantic italia" e` un appassionato invito all`ascolto e alla comprensione anche di quella che la critica italiana ha forse troppo a lungo ignorato. e tempo di riappropriarsi delle canzoni d`amore, senza eccessiva nostalgia ne` banali ironie, e di raccontare una storia ricchissima, emozionante e collettiva.

da marc bolan ad alice cooper, da gary glitter a lou reed, dai roxy music ai new york dolls, da wayne county ai queen, dagli ultravox ai kraftwerk, dal rocky horror picture show a l`uomo che cadde sulla terra, senza dimenticare un`esauriente panoramica sugli strascichi del fenomeno: johnny rotten, kate bush, grace jones, prince, madonna, marilyn manson, lady gaga e kanye west, per fare solo alcuni nomi. a farla da padrone e` pero` david bowie. simon reynolds ne ripercorre la traiettoria personale e artistica a cavallo tra inghilterra e stati uniti - non a caso i due paesi d`origine del glam rock - con la vertiginosa e straordinaria profondita` analitica di cui e` maestro, senza tentazioni agiografiche ma con la passione di un fan sconvolto dalla sua morte improvvisa. ancora una volta la musica e` utilizzata come lente per leggere i periodi storici, tracciando nessi spesso coraggiosi tra le forme artistiche piu` disparate: oscar wilde diventa cosi` il , mentre l`ascesa del rock parodico negli anni settanta rientra nel concetto di delineato da oswald spengler nel tramonto dell`occidente. leggere reynolds significa (ri)scoprire interi universi musicali, raccontati con uno stile che da oltre dieci anni affascina un pubblico di lettori sempre piu` entusiasta.

cosa c`e` di piu` punk di una band che non e` mai cambiata, perforando per decenni i timpani dei suoi ascoltatori con pezzi brucianti di tre minuti? a quarant`anni dalla nascita del punk, il primo disco dei ramones lascia ancora stupefatti, fin da quell` con il quale si apre e che rappresenta il perfetto biglietto da visita di un album potente, denso di velocita` e umorismo. se il titolo della prima traccia, , con il suo richiamo inquietante alla guerra lampo scatenata dalla germania durante il secondo conflitto mondiale, incuriosi` testate del calibro di time e newsweek e alimento` una querelle sugli orientamenti politici del punk, per la stampa specializzata fu subito chiaro che i ramones erano diversi da tutto cio` che era venuto prima, e molto piu` astuti di quanto sembrassero. la band elesse giacche di pelle, jeans strappati e un taglio di capelli provocatorio a marchio di fabbrica, cambiando la cultura popolare e l`immaginario giovanile, e trovando sostenitori in ogni ambito, da john landis a stephen king. ancora oggi si discute su cosa sia stato il punk, su come sia iniziato e cosa volesse dire, se fosse intrinsecamente liberale o conservatore. rombes affronta queste domande rifuggendo da vuote teorizzazioni e raccontando i ramones non in quanto prototipi o grandi fondatori, ma semplicemente come gruppo, riportando il discorso sulle persone e sulla musica. e ci regala cosi` il ritratto originale e appassionato di una band e di un`epoca che continuano ad affascinare, turbare e soprattutto a divertirci alla follia.