
La musica degli inglesi Joy Division, P.I.L., Gang of Four e Slits, degli americani Pere Ubu, Devo, Talking Heads e di altri gruppi noti e meno noti continua a essere fonte d’ispirazione per migliaia di artisti in tutto il mondo. Con Post punk Simon Reynolds scrive il suo libro più personale e coinvolgente, mostrando l’erudizione enciclopedica, la raffinatezza d’analisi e l’abilità divulgativa che ne fanno il critico musicale più importante della nostra epoca.

da marc bolan ad alice cooper, da gary glitter a lou reed, dai roxy music ai new york dolls, da wayne county ai queen, dagli ultravox ai kraftwerk, dal rocky horror picture show a l`uomo che cadde sulla terra, senza dimenticare un`esauriente panoramica sugli strascichi del fenomeno: johnny rotten, kate bush, grace jones, prince, madonna, marilyn manson, lady gaga e kanye west, per fare solo alcuni nomi. a farla da padrone e` pero` david bowie. simon reynolds ne ripercorre la traiettoria personale e artistica a cavallo tra inghilterra e stati uniti - non a caso i due paesi d`origine del glam rock - con la vertiginosa e straordinaria profondita` analitica di cui e` maestro, senza tentazioni agiografiche ma con la passione di un fan sconvolto dalla sua morte improvvisa. ancora una volta la musica e` utilizzata come lente per leggere i periodi storici, tracciando nessi spesso coraggiosi tra le forme artistiche piu` disparate: oscar wilde diventa cosi` il , mentre l`ascesa del rock parodico negli anni settanta rientra nel concetto di delineato da oswald spengler nel tramonto dell`occidente. leggere reynolds significa (ri)scoprire interi universi musicali, raccontati con uno stile che da oltre dieci anni affascina un pubblico di lettori sempre piu` entusiasta.

cosa c`e` di piu` punk di una band che non e` mai cambiata, perforando per decenni i timpani dei suoi ascoltatori con pezzi brucianti di tre minuti? a quarant`anni dalla nascita del punk, il primo disco dei ramones lascia ancora stupefatti, fin da quell` con il quale si apre e che rappresenta il perfetto biglietto da visita di un album potente, denso di velocita` e umorismo. se il titolo della prima traccia, , con il suo richiamo inquietante alla guerra lampo scatenata dalla germania durante il secondo conflitto mondiale, incuriosi` testate del calibro di time e newsweek e alimento` una querelle sugli orientamenti politici del punk, per la stampa specializzata fu subito chiaro che i ramones erano diversi da tutto cio` che era venuto prima, e molto piu` astuti di quanto sembrassero. la band elesse giacche di pelle, jeans strappati e un taglio di capelli provocatorio a marchio di fabbrica, cambiando la cultura popolare e l`immaginario giovanile, e trovando sostenitori in ogni ambito, da john landis a stephen king. ancora oggi si discute su cosa sia stato il punk, su come sia iniziato e cosa volesse dire, se fosse intrinsecamente liberale o conservatore. rombes affronta queste domande rifuggendo da vuote teorizzazioni e raccontando i ramones non in quanto prototipi o grandi fondatori, ma semplicemente come gruppo, riportando il discorso sulle persone e sulla musica. e ci regala cosi` il ritratto originale e appassionato di una band e di un`epoca che continuano ad affascinare, turbare e soprattutto a divertirci alla follia.