
una riflessione radicale, icastica e originalissima, concepita da una delle menti piu luminose e illuminanti che la cultura italiana abbia conosciuto. l`odio e uno dei pochi tabu che non si riescono a infrangere, piu del sesso o della morte. eppure tutti lo proviamo: "io da due a sei volte alla settimana, e cosi spero di voi", scherza michela murgia in questo libro irriverente, nato da una serie di lezioni pubbliche tenute qualche anno fa. la sua tesi e che l`odio possa essere una virtu, dipende da come lo pratichiamo. per esempio, con "odio gli indifferenti" antonio gramsci ha mostrato che, se riconosciuto e disciplinato, questo sentimento non e per forza distruttivo. passando dalle maledizioni sarde ai salmi biblici, da grazia deledda alle lettere di san paolo, murgia smonta i nostri pregiudizi e rivendica il diritto di odiare - specialmente i prevaricatori, i prepotenti, tutti coloro che non credono nella responsabilita collettiva del bene. e compie cosi il miracolo di parlare ancora del nostro tempo, che dall`odio distruttivo e inquinato; sembra rivolgersi proprio a noi che continuiamo ad abitarlo, con la consueta ironia e la lucidita profetica di una voce che nulla potra mai spegnere. "chi sa di provare l`odio vive continuamente in un contesto che gli vieta, per via della presenza del tabu, di dirlo, di manifestarlo, di dichiararlo, di praticarlo. deve vivere come un fuorilegge. io vivo malissimo, ve lo dico: le mie giornate sono terribili, perche due terzi del mio tempo lo devo passare (o lo dovrei passare) a inventare scuse per camuffare quello che in realta provo - che e l`odio, appunto. gli analfabeti relazionali che mi circondano credono di vedere odio in certe cose normali che faccio o dico, come per esempio quando addito l`ipocrisia dei vincoli censori e delle disorganizzazioni in cui il loro, di odio, si trasforma in autogiustificazione o violenza. allo stesso tempo neanche immaginano il vero, autentico odio che coltivo, e che devo nascondergli perche a










