Con “Snowdrop”, i MONO trasformano il dolore e la perdita in un’opera monumentale e piena di speranza, in bilico tra la potenza orchestrale e la profondità intima.
Quando i MONO registrarono il loro precedente album “OATH” nel 2023 insieme al loro partner di produzione di lunga data e amico Steve Albini, non avrebbero mai potuto immaginare che sarebbe stato l’ultimo album in studio che avrebbero realizzato insieme. Albini è tragicamente scomparso l’anno successivo, e questa perdita ha lasciato un vuoto incommensurabile – non solo nella vita di tutti coloro che conoscevano Steve personalmente, ma anche per chiunque abbia un legame emotivo con uno qualsiasi delle migliaia di album alla cui realizzazione ha contribuito negli ultimi quattro decenni. Ha portato chiarezza nel caos e una dedizione disinteressata all’arte e agli artisti che non aveva eguali.
Sia a livello personale che pratico, la sua morte ha lasciato i MONO in preda a una profonda tristezza e a una grande incertezza. Albini era diventato una parte fondamentale dell’inconfondibile suono dei MONO, e il solo pensiero di doverlo sostituire era più che scoraggiante. E poi è arrivato Brad Wood (Touché Amoré, The Smashing Pumpkins). Scelto per la sua familiarità con i processi creativi e tecnici dei MONO – oltre che per la sua amicizia decennale con Steve Albini – Brad Wood entrò nel leggendario Electrical Audio Studio nel settembre 2025 per registrare quello che sarebbe poi diventato “Snowdrop”.
1. Snowdrop (7:15)
2. Winter Daphne (5:53)
3. Gerbera (7:45)
4. Statice (5:17)
5. Hedera (4:37)
6. Shion (5:02)
7. Bells Of Ireland (5:59)
8. Farewell To Spring (7:31)













