Un classico del jazz moderno. Rimasterizzato 2005. Con Jimmy Knepper, Danny Richmond, Horace Parlan. Contiene un brano in più.
Il nuovo album del chitarrista / sperimentatore. Con la cellista Joan Jeanrenaud, William Winant e Stephen Drury.
franco loi sceglie e presenta il meglio della sua produzione, realizzata in oltre trent`anni di attivita`. definito da pier vincenzo mengaldo "la personalita` poetica piu` potente degli ultimi anni", loi e` tra i piu` noti poeti dialettali italiani. un poeta che non si limita a usare dialetti diversi, latinismi, toscanismi e persino lingue straniere: la sua e` una lingua poetica spuria, molto personale, contaminata (per esempio il milanese diventa un idioma di contatto tra locali e immigrati). questo perche` il dialetto e` per lui la lingua di un mondo della concretezza, al tempo stesso voce epica portatrice di una coralita` spesso emarginata e voce sola dei versi d`amore o meditativi.
sandro sardella, poeta operaio, ancora nel 2011, usa di base una forma di comunicazione diretta: come in fabbrica distribuiva ad personam i suoi volantini, implementandoli con il suo essere umano pensante, cosi` ancora oggi concepisce il fare un libro: poche copie, distribuite brevi manu. una rivoluzionaria forma di comunicazione interpersonale, l`unica intramontabile arte che raggiunga il prossimo. soprattutto, quando l`arte della "novita` prensile sorridente" (come lo versifica corrado levi) e` responsabilmente civile verso gli "operai marchiati" verso le "rappresentanze sindacali". sandro sardella con i suoi segnali (volantini, poesie e "fuori busta" quotidiani) contesta non solo il potere, ma anche il contropotere. forse connivente, sicuramente funzionale.
un poemetto che riscopre e reinventa l`innologia mariana. trenta canti, ciascuno di sette quartine di endecasillabi fittamente e variamente rimati: aldo nove ha trovato una forma chiusa e una misura che evocano litanie senza tempo, ma paradossalmente, con questa forma e con questa misura, riesce ad articolare un percorso di straordinaria liberta` espressiva, come se la sintassi del verso venisse forgiata ex novo a ogni canto e a ogni quartina. della tradizione medievale mantiene la caratteristica di affrontare temi ardui con il massimo della semplicita`: e questo grazie alla figura di maria, nodo incandescente della cultura e dell`immaginario. attraverso di lei nove descrive visioni cosmogoniche, sonda quei pochi barlumi di eterno percepibili da chi eterno non e`; dall`altro lato, di maria esalta soprattutto lo stupore, l`umilta`, le caratteristiche di donna concretamente viva nel suo presente storico, simbolo di tutti i presenti storici e possibili. il suo destino di incrociare senza volerlo condizione umana e realta` misteriose piu` grandi di lei, se non un esempio, e` una parabola che parla a tutti, laici e credenti.
andrea de alberti e` sostanzialmente un poeta lirico. scrive di se`, delle sue esperienze, della morte del padre, del rapporto con il figlio... pero` lo fa con un taglio disassato rispetto ai canoni della poesia lirica. questi temi entrano come di straforo in discorsi di altro tipo. da quello paleoantropologico ed etologico che da` il titolo al libro, a quello che guarda ai fenomeni sociali della contemporaneita`, siano l`ikea o gli eroi della marvel. ne esce un viaggio antropologico-sentimentale lungo un percorso di poesie stranianti che catturano subito l`attenzione del lettore e lo coinvolgono in fecondi cortocircuiti mentali. e una poesia che provoca stupore perche` nasce da una condizione di stupore e da quel po` di confusione mentale necessaria per cogliere i legami fra le cose. dall`altro lato quella di de alberti e` anche poesia saldamente legata alla tradizione novecentesca, quella piu` profondamente colloquiale, quella di sereni e di raboni. e con i due maestri lombardi de alberti condivide il tema della comunita` tra morti e viventi, che diventa soprattutto comunita` di padri e figli dai ruoli intercambiabili: .
puo` essere che ian fleming, come spesso gli accadeva, abbia usato goldfinger per regolare qualche conto, o sublimare alcuni desiderata. di fatto la sconfitta, nell`estate del 1957, ai campionati semiprofessionistici del berkshire golf club non gli era andata giu`, e ancora meno gli stavano piacendo i progetti di ern? goldfinger, l`architetto che in tutta l`inghilterra demoliva palazzi vittoriani, sostituendoli con discutibili edifici modernisti. quanto alla sua attraente vicina di casa a goldeneye, che sarebbe diventata sua amante, somigliava anche troppo a miss galore: solo che si chiamava bianche blackwell, mentre era il nome in codice di un`agente segreta conosciuta da fleming durante la guerra. serviva altro, per scrivere il romanzo fino ad allora piu` complesso della serie, e da allora in poi forse il piu` celebre? be`, si`, serviva la storia, a dir poco rocambolesca, del . parola di auric goldfinger.
RCA Red Seal LSC3152 1971. Pianoforte: Peter Serkin; New Philarmonia Orchestra diretta da Seiji Ozawa.
London Records CS 6845 (Stampa USA). Vladimir Ashkenazy (Pianoforte) e Itzak Perlman (Violino).
Emi. 7 LP.
LP Warner, 1977, FR. Mint. Contiene Sonate n.8 Op. 13 in DO Minore "Pathetique"; n. 14 Op. 27 n.2 in DO diesis minore "Clair De Lune" e n. 23 Op. 57 in FA minore "Appassionata" eseguite da Alain Balageas.
Composed fall 1994 in Big Sur, California.
Comissioned by Rova Saxophone Quartet.
Recorded February 1999 to January 2000 at Mr. Toad's, San Francisco.
Dedicated to the memory of Charles Mingus.
Composed 1993-1995.
Recorded at Centro Musica, Modena, July 1995.
Voice recorded at Studio Constantinople, Santiago, September 1997.
Mixed at Studio Jankowski, Stuttgart, February 1998.
Mastered at Foothill Digital, NYC.
Packaged in a standard jewel case with a 6-panel folded insert. Track durations are not printed on the release.
