
"questo libro brucia. brucia tra le mani di chi lo ha scritto. dopo anni continua a bruciare." uscito per la prima volta nel 2010, la vita oscena e rimasto sin da allora un tizzone che non ha mai smesso di ardere. e il doloroso romanzo di formazione di un ragazzo che osserva il mondo colorato dalla propria infanzia mentre questo gli crolla addosso; ma e anche il racconto, sincero e violento, di una ricerca della purezza all`interno dell`oscenita piu sfrenata. c`e una linea d`ombra al centro di questa storia. subito prima ci sono i cartoni animati alla tv, una madre un po` hippy che indossa lunghe vesti a fiori, le capriole nei prati, i gelati buonissimi, un padre che canta spensierato i jingle di carosello mentre guida a cento all`ora. subito dopo c`e la malattia della madre, i capelli che cadono per la terapia, le preghiere davanti ai lumini accesi nei santuari, una cantina piena di giocattoli rotti, il padre che dal nulla mette l`auto in sosta e "fa la faccia della morte", la scomparsa di entrambi, una dopo l`altro; la solitudine di scoprirsi d`improvviso orfano e adolescente. da quel momento per il protagonista si apre una sorta di iniziazione all`abisso: un viaggio nelle viscere della propria giovinezza che inizia con l`abuso di alcol e droga, attraversa un incendio e culmina nell`abbandono a un irrefrenabile desiderio sessuale. con la scrittura autentica e sospesa, in quest`opera aldo nove riesce a ritrarre l`esistenza come un interrogativo bruciante al quale sembra impossibile dare risposte: un gioco inesauribile di attesa e consumo, dove il corpo si svuota diventando merce per gli altri e riduce i corpi degli altri a merce per riempire il proprio vuoto. ma forse e scavando proprio la dove il rogo scalda di piu che si puo imparare a convivere con le fiamme.

un poemetto che riscopre e reinventa l`innologia mariana. trenta canti, ciascuno di sette quartine di endecasillabi fittamente e variamente rimati: aldo nove ha trovato una forma chiusa e una misura che evocano litanie senza tempo, ma paradossalmente, con questa forma e con questa misura, riesce ad articolare un percorso di straordinaria liberta` espressiva, come se la sintassi del verso venisse forgiata ex novo a ogni canto e a ogni quartina. della tradizione medievale mantiene la caratteristica di affrontare temi ardui con il massimo della semplicita`: e questo grazie alla figura di maria, nodo incandescente della cultura e dell`immaginario. attraverso di lei nove descrive visioni cosmogoniche, sonda quei pochi barlumi di eterno percepibili da chi eterno non e`; dall`altro lato, di maria esalta soprattutto lo stupore, l`umilta`, le caratteristiche di donna concretamente viva nel suo presente storico, simbolo di tutti i presenti storici e possibili. il suo destino di incrociare senza volerlo condizione umana e realta` misteriose piu` grandi di lei, se non un esempio, e` una parabola che parla a tutti, laici e credenti.