"questo libro brucia. brucia tra le mani di chi lo ha scritto. dopo anni continua a bruciare." uscito per la prima volta nel 2010, la vita oscena e rimasto sin da allora un tizzone che non ha mai smesso di ardere. e il doloroso romanzo di formazione di un ragazzo che osserva il mondo colorato dalla propria infanzia mentre questo gli crolla addosso; ma e anche il racconto, sincero e violento, di una ricerca della purezza all`interno dell`oscenita piu sfrenata. c`e una linea d`ombra al centro di questa storia. subito prima ci sono i cartoni animati alla tv, una madre un po` hippy che indossa lunghe vesti a fiori, le capriole nei prati, i gelati buonissimi, un padre che canta spensierato i jingle di carosello mentre guida a cento all`ora. subito dopo c`e la malattia della madre, i capelli che cadono per la terapia, le preghiere davanti ai lumini accesi nei santuari, una cantina piena di giocattoli rotti, il padre che dal nulla mette l`auto in sosta e "fa la faccia della morte", la scomparsa di entrambi, una dopo l`altro; la solitudine di scoprirsi d`improvviso orfano e adolescente. da quel momento per il protagonista si apre una sorta di iniziazione all`abisso: un viaggio nelle viscere della propria giovinezza che inizia con l`abuso di alcol e droga, attraversa un incendio e culmina nell`abbandono a un irrefrenabile desiderio sessuale. con la scrittura autentica e sospesa, in quest`opera aldo nove riesce a ritrarre l`esistenza come un interrogativo bruciante al quale sembra impossibile dare risposte: un gioco inesauribile di attesa e consumo, dove il corpo si svuota diventando merce per gli altri e riduce i corpi degli altri a merce per riempire il proprio vuoto. ma forse e scavando proprio la dove il rogo scalda di piu che si puo imparare a convivere con le fiamme.

ci hanno sempre insegnato che la storia e fatta dai grandi uomini, dalle loro gesta e decisioni. antichita ribelle ricostruisce invece un racconto "dal basso" che ribalta gli stereotipi sulla classicita, mostrandoci come, mentre pericle, cesare, alessandro magno occupavano la scena dando vita a societa rigidamente separate per classi, ruoli e genere, migliaia di persone sperimentavano modi alternativi di resistere a discriminazioni e gerarchie. ed e proprio nei momenti in cui sembra che la nostra storia sia fatta solamente di prevaricazione, individualismo e ricerca del potere che e bene ricordarci di quanto antico e profondo sia il desiderio umano di emancipazione, amore e solidarieta. christopher b. zeichmann raccoglie e collega le tracce di queste esistenze "anarchiche" rispetto alle narrazioni consolidate, dimostrando come comunita egualitarie e forme di autogoverno non siano eccezioni recenti, ma possibilita ricorrenti nel nostro passato: dai pirati greci che intorno al 580 a.c. fondarono a lipari una democrazia basata sulla condivisione dei prodotti agricoli e dei bottini delle razzie al leggendario gladiatore spartaco che nel 73 a.c. condusse migliaia di schiavi alla rivolta contro i padroni romani, fino ai mazdachiti persiani del v secolo d.c. che promuovevano pacifismo, vegetarianesimo e poliandria; dalle comunita ebraiche in egitto e giudea che promuovevano la rinuncia a qualsiasi forma di proprieta privata, alla scelta radicale dei cinici diogene e cratete, che abbandonarono status e ricchezze per una vita fuori dalle convenzioni della polis. intrecciando documenti paleografici e fonti archeologiche, le vicende di eroi popolari e di persone comuni, antichita ribelle ci offre una controstoria dissidente e rivelatrice. perche e solo quando si distoglie lo sguardo dalle statue monumentali e dagli archi di trionfo che ci si accorge delle tante esistenze che sono vissute nella loro ombra.

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