c`e` una casa rosa in cima a una collina a meta` tra varese e la svizzera, in cui sono nate storie cosi` incredibili da farla sembrare incantata. in quelle stanze, o passeggiando tra i boschi vicini, il suo unico inquilino ha immaginato per oltre quindici anni contro-passati in cui l`austria vince la prima guerra mondiale prendendo alle spalle l`esercito italiano attraverso le alpi, presenti paralleli in cui il papa lascia san pietro per trasferirsi nella periferica zagarolo, un pianeta terra da cui tutta l`umanita` - fatta eccezione per uno - si volatilizza nell`arco di una notte. tra le sue fantasie di romanzi e i continui rifiuti ricevuti dal mondo editoriale, guido morselli ha composto anche decine e decine di racconti: brevi e levigati componimenti, dotati della stessa grazia e bellezza delle acque del lago che guardava dalla finestra. al pari del resto della sua produzione, pero`, questi testi sono rimasti a lungo in un colpevole oblio, rinchiusi tra le pagine dei suoi quaderni o tra quelle di riviste i cui nomi sono ingialliti, condannati a non essere letti e ad alimentare la malinconia del loro autore. "gli ultimi eroi raccoglie" per la prima volta tutti i racconti di guido morselli, narrazioni in cui, come solo nelle sue opere piu` alte, la sua invenzione si libera, dando vita a realta` alternative e a commoventi ritratti umani: da un mussolini che si trasforma per amore in leader democratico all`incontro fra pio xii e uno stalin che vuole sostituirlo con un sosia; dall`ultima grottesca resistenza di un gruppo di soldati nazisti fuggiti da un manicomio a un comico tentativo di far finanziare agli americani l`unita` d`italia. fantasmagorie proiettate sul muro da una lanterna magica, la cui luce ci permette di osservare per una volta, una volta ancora, l`abbacinante talento di un maestro nascosto.
"questo libro brucia. brucia tra le mani di chi lo ha scritto. dopo anni continua a bruciare." uscito per la prima volta nel 2010, la vita oscena e rimasto sin da allora un tizzone che non ha mai smesso di ardere. e il doloroso romanzo di formazione di un ragazzo che osserva il mondo colorato dalla propria infanzia mentre questo gli crolla addosso; ma e anche il racconto, sincero e violento, di una ricerca della purezza all`interno dell`oscenita piu sfrenata. c`e una linea d`ombra al centro di questa storia. subito prima ci sono i cartoni animati alla tv, una madre un po` hippy che indossa lunghe vesti a fiori, le capriole nei prati, i gelati buonissimi, un padre che canta spensierato i jingle di carosello mentre guida a cento all`ora. subito dopo c`e la malattia della madre, i capelli che cadono per la terapia, le preghiere davanti ai lumini accesi nei santuari, una cantina piena di giocattoli rotti, il padre che dal nulla mette l`auto in sosta e "fa la faccia della morte", la scomparsa di entrambi, una dopo l`altro; la solitudine di scoprirsi d`improvviso orfano e adolescente. da quel momento per il protagonista si apre una sorta di iniziazione all`abisso: un viaggio nelle viscere della propria giovinezza che inizia con l`abuso di alcol e droga, attraversa un incendio e culmina nell`abbandono a un irrefrenabile desiderio sessuale. con la scrittura autentica e sospesa, in quest`opera aldo nove riesce a ritrarre l`esistenza come un interrogativo bruciante al quale sembra impossibile dare risposte: un gioco inesauribile di attesa e consumo, dove il corpo si svuota diventando merce per gli altri e riduce i corpi degli altri a merce per riempire il proprio vuoto. ma forse e scavando proprio la dove il rogo scalda di piu che si puo imparare a convivere con le fiamme.