le figlie di tores e` una ballata svedese in cui lo schematismo della tradizione orale da` voce a una vicenda fosca, nella quale un mondo in crisi, sospeso fra l`idea pagana della vendetta e la promessa cristiana della grazia, vede consumarsi la tragedia dell`incesto e del sangue. il dramma e` pacificato dal perdono divino, e la trama, nella lotta eterna del bene e del male, realizza l`essenza di un sentire arcaico, le cui pulsioni, desideri e timori primati si risolvono nella coincidentia oppositorum, la conciliazione nota a tante culture primitive e ammantata di arcane risonanze. il grande ingmar bergman, da sempre ispirato dal medioevo nordico, ha fatto della ballata che "ossessionava la sua fantasia dal tempo degli studi a stoccolma" un film evocativo e di profonda umanita`: la fontana della vergine (l959), opera che dimostra quanto o stile mimetico a sequenze concise e giustapposte - cinematografico - di quest`antica leggenda abbia coinvolto il regista, e possa ancora colpire la fantasia del lettore moderno. con questa storia si apre la scelta di ballate magiche svedesi qui proposta per la prima volta al pubblico italiano; la traduzione, che nell`endecasillabo vede insieme un mezzo per non violare il ritmo dell`originale e per fornire a chi legge un comodo approdo, ambisce a non tradite troppo la cadenza che marca, con una fratta paratassi, le tappe dell`incontro dell`uomo col soprannaturale, ovvero con l`ignoto, che domina con le sue lusinghe l`universo mentale del folclore scandinavo.
l`auore svela, con un linguaggio adatto al moderno praticante, gli antichi segreti del taiji quan (la misteriosa arte marziale e disciplina di sviluppo spirituale), custoditi gelosamente per secoli da intere generazioni di maestri e praticanti. gli insegnamenti contenuti in questo libro non sono frutto di traduzione o rielaborazione di testi antichi o moderni, ma d`esperienza diretta con la piu` autentica tradizione marziale dei maestri cinesi. il materiale fotografico e l`apparato di disegni chiariscono le spiegazioni teoriche esposte. e un testo utile al praticante di qualsiasi arte marziale o via di ricerca interiore perche`, come dimostra l`autore, sono piu` le cose che accomunano le differenti "vie" che non quelle che le dividono.
con questo libro l`autore vuole documentare la nascita di uno dei principali stili di kung fu, lo hung gar, emerso dagli ambienti esoterici delle societa` segrete del xix secolo e dalle loro lotte per il ripristino della dinastia ming, spodestata dall`invasione dei manciu`; di questo stile e` stato detto: "nato dalla rivoluzione, creato in segretezza e risorto dalle ceneri di shaolin". ma, per parlare dello hung gar, occorre tornare indietro di qualche secolo rispetto agli eventi che hanno creato le condizioni per la sua nascita; cosi`, nel corso dei vari capitoli, il lettore viene coinvolto in un`indagine sulle radici dello stile - che affondano nel buddhismo chan e nei templi shaolin -, sugli antefatti politici e sociali che hanno fatto da sfondo alla sua creazione e sulle diverse versioni della sua origine; infine, viene introdotto al programma didattico e alle metodologie di allenamento, vivendo, in prima persona, l`evoluzione tecnica di questo stile di kung fu in duecento anni di storia.
la vita, tra storia e romanzo, di molte generazioni della famiglia di marguerite yourcenar, percorsa a ritroso dal novecento al xiv secolo.
oltre a "il furto dell`elefante bianco", breve caricatura del romanzo poliziesco, il volume contiene "alcune osservazioni sconclusionate su una gita di piacere", schizzo su un viaggio alle bermuda e soprattutto "la grande rivoluzione di pitcairn", in cui mark twain narra come, in un`isola sperduta nel pacifico, vivevano in modo idilliaco 90 persone, fino a quando non arriva un americano di buone intenzioni che vuole introdurre i principi della democrazia americana, con il disastro che ne consegue.
Edito nel 1989, EMI UK, EMD 1012. Copia originale dell'epoc.