i1 tempo trascorso dalla prima edizione non ha diminuito l`originalita` e l`interesse di questa biografia. ivone kirkpatrick non era storico di mestiere, ma aveva, quando si mise al lavoro, un vantaggio e una virtu`. il vantaggio era la familiarita` con il suo personaggio e con le vicende di cui mussolini fu protagonista. come diplomatico, kirkpatrick aveva conosciuto il dittatore e i suoi uomini, li aveva visti al lavoro, ne aveva ascoltato i discorsi e le battute, ne aveva studiato i caratteri e i comportamenti. come alto funzionario del foreign office, ebbe quello "sguardo dal ponte" senza il quale le grandi vicende diventano soltanto aneddoti divertenti o incomprensibili tempeste, della storia. la virtu` e` quella della tradizione letteraria a cui kirkpatrick appartiene: il gusto innato degli inglesi per il racconto biografico, l`attenzione per il dettaglio, l`equilibrio, il distacco. nel ritratto che kirkpatrick dipinge di mussolini non vi e` ne` rabbia, ne` sarcasmo, ne` acrimonia. vi e` anzi, talvolta, una sorta di simpatia critica che rende il giudizio negativo ancora piu` convincente. grazie alla penna e all`occhio di kirkpatrick, le collere del dittatore, le sue smargiassate, le sue intuizioni e i suoi errori, le sue ingenuita` e le sue furbizie, la sua forza e le sue debolezze, lo straordinario contrasto fra la teatralita` della vita pubblica e la sobrieta` della vita privata compongono un grande ritratto storico, non meno attuale oggi degli anni in cui fu scritto.
il naufragio, l`amore, la solitudine, un inquietante malinteso, una polena restituita dal mare, l`ombra dell`insondabile conde, pescatore di morti, nel racconto di un anonimo barcaiolo del douro che ripercorre la sua vita; paesaggi e figure delineano l`itinerario che conduce a una sgomenta e pur impassibile accettazione di se e del proprio destino.
"cio` che biagio marin canta costantemente e inconsciamente e` la tensione generatrice", ha scritto pier paolo pasolini. la sua poesia, ha aggiunto claudio magris, costituisce "una risposta consapevolmente radicale alla crisi della lirica moderna". l`opera di marin si muove tra questi due poli: un`autenticita` istantaneamente comunicativa e una raffinata coscienza delle lacerazioni del nostro tempo; suo fulcro e chiave e` un linguaggio che si sottrae a ogni compromesso, proteso verso quella "vita vera" di cui la lirica moderna constata e denuncia l`esilio. il dialetto si cristallizza in una lingua poetica immediata, elementare, progressivamente assimilata a oggetti e orizzonti drasticamente semplificati.
tre eccezionali firme - galiani, lorenzi e paisiello -, portarono nell`ottobre del 1775 sul palcoscenico del teatro nuovo una famosa commedia in musica, il "socrate immaginario". una napoli intelligente che trova nella grazia e nella follia del sorriso la sua chiave di interpretazione del mondo, riuscendo con lo sbuffo di una risata amara a rasciugare il tragico dalle sue lacrime e a restituirgli echi forse ancor piu` struggenti. con i "prolegomeni al socrate immaginario", e un altrettanto acuto esercizio d`ironia, roberto de simone propone la sua rilettura dell`opera originale. nasce cosi` un testo che e` surreale luogo narrativo in cui due opere teatrali, con antica intelligenza napoletana, conversano tra loro in un`armonia quasi alchemica.
capolavoro del boccaccio, il "decameron" e` la rappresentazione della commedia dell`esistenza nei suoi risvolti comici, tragici, grotteschi, elegiaci, recitata dall`intelligenza e dall`ingegno nella lotta contro la natura e il caso. dallo scontro, dalla dialettica tra queste forze - movente pittoresco, non unico, l`amore - nascono l`avventura, l`intrigo, la beffa, il gioco degli equivoci: sfilano le figure indimenticabili degli sciocchi, delle femmine astute, dei preti ipocriti e degli imbroglioni sinistri. ma accanto all`affresco ridanciano e scanzonato brillano le virtu` individuali: la finezza d`animo, l`eroismo, la pungente arguzia, lo struggente amore, la passione ardente e delicata.
considerati tra i capolavori della letteratura del novecento, questi quindici racconti - terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perche` per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutarono - compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l`infanzia, l`adolescenza, la maturita`, la vecchiaia, la morte. fa da cornice a queste vicende la magica capitale d`irlanda, dublino, con la sua aria vecchiotta, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. una citta` che, agli occhi e al cuore di joyce, e` in po` il precipitato di tutte le citta` occidentali del nostro secolo.
per essere riconosciuto dai tebani come un dio, dioniso instilla una scintilla di follia e di furore nelle donne della citta`, che si ritirano sul citerone a celebrare riti in suo onore. tragedia enigmatica e disorientante, scritta da euripide negli ultimi anni di vita, nelle "baccanti" si mescolano finzione e verita`, gioco ed ebbrezza e nell`alchimia del testo il terribile confina sempre con il grottesco. ma le "baccanti" sono innanzitutto una crudele rappresentazione della fragilita` dell`umano, posta sotto il segno inquietante di dioniso, . e il mondo stabile degli oggetti familiari, delle figure rassicuranti vacilla per divenire un gioco di fantasmagorie in cui l`illusorio, l`impossibile, l`assurdo si fanno realta`.
dalla marcia su roma al 25 luglio 1943, il volume ripercorre in un racconto puntuale e aggiornato i tratti salienti della vicenda ventennale del regime fascista e ne esamina le forme d`impatto sulla societa` italiana. dopo un capitolo introduttivo sul primo dopoguerra, il fascismo delle origini e la marcia su roma, sono analizzati l`instaurarsi e il consolidarsi della dittatura negli anni venti; i caratteri via via assunti negli anni trenta da un regime teso al totalitarismo; la natura, i limiti, il declino del consenso degli italiani; il mito dell` e i disegni di fascistizzazione integrale della gioventu` e non solo; i rapporti con la santa sede; l`evolversi della politica estera dagli esordi di governo alle guerre d`etiopia e di spagna; l`asse con hitler e la politica razziale e antisemita; l`intervento nel secondo conflitto mondiale, le sconfitte militari e il collasso del regime certificato nella seduta del gran consiglio del 24-25 luglio 1943.
nel 1848 la rivoluzione comincio` a palermo e si diffuse subito in tutta europa. folle enormi si radunarono in nome della democrazia e dell`indipendenza nazionale in un flusso inarrestabile che cancello`, in pochi mesi, l`ordine politico che reggeva il continente dalla sconfitta di napoleone. alcuni governanti si arresero subito, altri combatterono aspramente, ma ovunque si fecero strada nuovi politici, nuove convinzioni e nuove speranze, portando a cambiamenti significativi e duraturi che continuano a plasmare il nostro mondo: il ruolo delle donne nella societa`, la fine della schiavitu`, il diritto al lavoro, l`indipendenza nazionale e l`emancipazione degli ebrei. christopher clark, il grande storico autore del bestseller mondiale "i sonnambuli", descrive il 1848 come la "camera di collisione al centro del xix secolo". frutto di una ricerca meticolosa, elegantemente scritto e ricco di descrizioni di figure carismatiche, questo libro offre una nuova interpretazione del 1848. clark, infatti, evoca questo incredibile fermento di idee nuove, ma anche la serie sempre piu` spietata ed efficace di contrattacchi lanciati dagli antichi regimi. nonostante la sconfitta, gli esuli diffusero le idee del 1848 in tutto il mondo e dalle macerie emerse un`europa nuova e molto diversa.
luigi xiv e` il simbolo stesso dell`ancien re`gime, dell`assolutismo al suo stadio piu` alto e fulgido. deprecato da voltaire come tiranno, studiato nell`ottocento come artefice dello stato centralizzato, il re sole ha catalizzato l`attenzione degli storici che a lungo pero` hanno ripetuto un`interpretazione troppo centrata sulla persona del re.
giovanni falcone e paolo borsellino, amici e magistrati in prima linea contro la criminalita` organizzata; peppino impastato, voce libera e ironica contro i mafiosi; emanuela loi, agente della scorta di borsellino, vittima di cosa nostra, insieme a lui e ai colleghi; libero grassi, don pino puglisi, lea garofalo e tante altre storie indimenticabili: per dire di no alla mafia, all`indifferenza e alla paura. eta` di lettura: da 11 anni.