in una successione di quadri brevi, dove spunti e stile si mescolano alla descrizione visionaria degli aspetti piu` squallidi e degradati di una quotidianita` materialmente e spiritualmente indigente, la smart non smarrisce il filo della sua ispirazione: "non devo perdere d`occhio il mio argomento, vale a dire: l`annientamento dell`amore, affinche` la sofferenza possa generarsi e l`amore, se possibile, rinascere in forma nuova".
"fanciulla e il gran vecchio", "la bella principessa rosalinda" e "bambina" narrano di epoche passate, di realta` sospese nella magia del fantastico e di figure di donne che sembrano racchiudere nei loro sogni o nei loro incubi, tutto il mistero del mondo, della vita e della morte. francesca sanvitale costruisce come un gioco di scatole cinesi la trama di ogni fiaba, che ne racchiude un`altra che a sua volta ne svela un`altra ancora e cosi` via, lasciando socchiusa la porta dell`interpretazione, ma non indicando mai il momento esatto per varcarla.