le istituzioni pubbliche assorbono molte risorse della collettivita` e in cambio producono beni, servizi, norme, vincoli, opportunita`. l`analisi del percorso che porta da un problema ad una decisione pubblica e alla sua messa in opera serve a mettere in luce il rapporto tra societa` e stato, tra organi diversi della macchina pubblica, tra aspettative dei cittadini e risposte delle autorita`. questa analisi puo` essere utile per chi lavora dentro questo sistema, ma anche per chi, da fuori, ha l`interesse o la curiosita` di capirlo meglio perche` e` qui che la politica si traduce in fatti.
l`intensificazione degli scambi informativi fa parlare spesso d`omogeneizzazione della societa` resa trasparente dalla possibilita` di connettersi con tutte le potenziali fonti di notizie e ricevere informazioni in tempo reale da tutte le parti del mondo. ma il giornalismo non e` una mera trasmissione di dati e di informazioni, bensi` un prodotto culturale. questo libro descrive perche` abbiamo sempre piu` bisogno del giornalismo, come e perche` e` nata questa forma d`intermediazione culturale, come funziona e quali percorsi, probabilmente, prendera` in futuro.
per molto tempo gli storici hanno dato per scontato cio` che era evidente ai testimoni dell`epoca: che la rivoluzione francese fu causata dalle idee radicali dell`illuminismo. negli ultimi decenni gli studiosi hanno invece cominciato a sostenere che la rivoluzione venne portata avanti dalle forze sociali, dalla politica, dall`economia o dalla cultura; da quasi tutto insomma, escludendo pero` i concetti astratti di liberta` e uguaglianza. in questo libro, uno dei maggiori storici dell`eta` dell`illuminismo restituisce alla storia intellettuale della rivoluzione la sua legittima centralita`. attingendo copiosamente a fonti di prima mano, jonathan israel ricostruisce il gigantesco dibattito intellettuale che produsse e accompagno` le varie fasi della rivoluzione francese, dimostrando come tali idee divisero i capi rivoluzionari in blocchi ideologici violentemente opposti, e come questi conflitti sfociarono infine nel terrore. nella rivoluzione culminarono gli ideali di emancipazione e di democrazia dell`illuminismo, se si concluse diversamente e` solo perche` tali idee vennero tradite.
un tempo simboli di forza e grandezza, temuti e venerati come divinita`, leoni e tigri, orsi e coccodrilli (i "predatori alfa") sono ormai specie "terminali". nel giro di centocinquant`anni si prevede che debbano definitivamente uscire di scena. e un altro capitolo della storia evolutiva si sara` chiuso. ma al di la` delle implicazioni strettamente ecologiche vi e` una ragione piu` profonda per osservare con inquietudine il grande invalido, spogliato della sua regalita` e ridotto all`impotenza. da loro, per centinaia di migliaia di anni, gli uomini furono divorati, finche` non si trasformarono essi stessi in animali divoranti. quammen, autore di reportages per national geographic, conduce la sua analisi tra scienza, letteratura e mito.
peron, castro, chavez, i grandi leader populisti dell`america latina sono uniti da un filo rosso che attraversa la storia del continente: l`utopia cristiana del regno di dio sulla terra. una teologia politica che ora, con papa francesco, e` arrivata fino al soglio di pietro. un filo rosso attraversa la storia latinoamericana. risale alla conquista, passa per le missioni del paraguay, subisce l`espulsione borbonica, incrocia le spade col liberalismo, risorge coi populismi fino ad approdare a roma, al soglio pontificio. e il filo gesuita, custode di una poderosa visione del mondo che impregna l`universo morale e materiale dell`america latina. suo cardine e` l`utopia cristiana, il sogno del regno di dio in terra, impermeabile alla corruzione del mondo e della storia; suo modello la cristianita` coloniale, stato cristiano dove si fondevano unita` politica e unita` spirituale, suddito e fedele. l`ordine sociale? un organismo naturale conforme alla volonta` di dio. gerarchia, unanimita`, corporativismo erano i pilastri; la fede il collante; lo stato etico il guardiano. peronismo, castrismo, chavismo: i piu` potenti populismi latini sono uniti da quel filo. da esso emana la teologia del popolo che ispira papa francesco. c`era una volta, predicano, un popolo puro che viveva in armonia e condivideva una cultura formata dalla sua fede. ma ecco le idee `straniere`, il liberalismo senza patria, i protestanti individualisti, il capitalismo egoista, il secolarismo indifferente a dio corromperne l`anima, disgregarne l`unita`, minacciarne l`identita`. contro tali eterni nemici dei popoli d`america s`erge il leader populista, redentore che brandendo la croce della fede e la spada della giustizia sottrae il popolo eletto alla schiavitu` e lo conduce alla terra promessa. non tutti i populismi latini sono gesuiti, ne` tutti i gesuiti sono populisti. in tutti i `populismi gesuiti` e` pero` evidente l`impronta gesuita. per tutti combattere la ricchezza, fonte di corruzione, e` piu` impor
"la vita anteriore" e l`autobiografia della generazione nata a cavallo degli anni quaranta, che ha un tratto che la rende particolare. e l`unica nella storia che si sia trovata a `saltare un evo intero` - o forse piu di uno - e a superare in una vita sola tanti radicali capovolgimenti di modi di vivere e di pensare. nell`intervallo tra allora e ora e infatti cambiata ogni cosa, piu volte, fuori e dentro di noi: le case e le famiglie, l`ambiente, i codici di comportamento, i modi di divertirsi, di lavorare, di stare insieme, di amarsi, le relazioni tra le persone e i rituali sociali, l`educazione e la scuola, gli oggetti e i gadget della vita quotidiana, l`abbigliamento e la concezione del corpo, dell`identita personale e del sesso, le pratiche religiose, il modo di guardare e di fotografare, di parlarsi e di telefonare, i mezzi di trasporto e il modo di viaggiare, la cura della salute, il modo di mangiare, l`eros e le passioni, la compassione e la pieta, le forme politiche e la socialita. questo incessante turbine di cambiamenti, di cui le generazioni successive non sanno nulla, ha bisogno di essere raccontato perche, per una strana deformazione imposta dalla modernita, quanto piu sappiamo di quel che accade, tanto meno ci rendiamo conto di quel che scompare e va via. con una scrittura appassionata, forti zoomate tra passato e presente e continue dissolvenze tra la memoria personale e lo sguardo storico, "la vita anteriore" racconta questo turbine, vividamente restituito dalle molte fotografie di persone, oggetti, ambienti, situazioni sociali e personali.