nella prima parte "tibet o cina": intervista dalai lama, "io, buddhista marxista, non voglio il tibet indipendente" (a cura di raimondo bultrini); intervista jamyang norbu "il prezzo (salato) del pacifismo" (in appendice un`intervista a tenzin doniang "i cinesi ci opprimono, ma non boicottate i giochi", a cura di mauro de bonis); federico rampini "la trappola olimpica"; fabio mini "dalla cina con furore"; piero verni "chi e perche` scavalca il dalai lama"; karma chukey "diario della marcia interrotta"; raimondo bultrini "la galassia tibetana"; francesco sisci "i terribili semplificatori"; giorgio giorgio mantici "la gazzella e la tigre"; beniamino natale "l`odio dei cinesi per i tibetani". nella seconda parte "le radici della disputa": fabrizio maronta "piccolo atlante della questione tibetana"; giacomella orofino "orizzonte perduto: le radici culturali dell`antico tibet"; www.china.org.cn "la verita` di pechino". nella terza parte "e il mondo (non) sta a guardare: john c. hulsman "la camera a eco e la lezione di george w. bush"; gianni valente "e se il papa andasse alle olimpiadi?"; b. raman "l`india fra cina e tibet"; francesca marino "il tibet divide gli indiani"; anais ginori "dopo tucci e maraini: il fascino del segreto".
il ferro battuto. applicazioni contemporanee si rivolge ai lettori appassionati di questa materia quanto ai professionisti, che possono servirsene come prezioso strumento di lavoro. in questo volume vengono illustrate sia creazioni artigianali uniche e originali realizzate secondo le tecniche di forgiatura del passato, sia tecniche piu` moderne e produzioni industriali in serie che utilizzano il ferro e alcune sue leghe, l`acciaio e l`ottone. grazie a oltre 600 fotografie e disegni originali, il lettore potra` ammirare numerosi progetti, accompagnati da descrizioni approfondite e aggiornate. per facilitare la comprensione di quest`arte millenaria, il libro e` suddiviso in capitoli: le caratteristiche tecniche del ferro battuto e la sua evoluzione nella storia dell`arte, o progetti per gli esterni e per gli interni, e infine, utili informazioni per fornire fonti di ispirazione agli amanti di questa espressione artistica.
il libro e` stato scritto mentre la guerra devastava quella bellissima e composita citta` che era sarajevo. traccia la cronaca di quei giorni, visti dalla parte degli assediati legando una storia all`altra, la sorte d`un uomo a quella di una donna, di una casa indenne o colpita dalle cannonate. ne risulta un racconto elegiaco e corale, di amore e malinconia per una terra distrutta, ma senza lamenti inutili, accettando l`inevitabilita` della sorte e degli accadimenti. la nuova edizione contiene una prefazione di claudio magris e un racconto inedito dell`autore.
un libro di denuncia sulla malasanita` da parte di chi ha svolto da medico, per venticinque anni, numerosi compiti assistenziali e di ricerca, sempre nel settore pubblico. gli episodi riportati hanno carattere esemplificativo e sono stati scelti dall`autore perche` emblematici di un sistema che da decenni conosce un progressivo degrado culturale e morale. la vittima piu` comune di questo degrado e` stato il comune senso di solidarieta` umana, civile e sociale, radice dell`etica e della deontologia medica.
le riflessioni di dante sulla lingua e la nascente letteratura italiana, in un volume curato e tradotto da giorgio inglese.
la grandezza di descartes, oggi, coincide con la notorieta` del suo metodo: la determinazione a non accettare nulla sulla fiducia influenzera` in modo definitivo l`idea moderna secondo cui la ricerca della verita` e` esclusivamente individuale. il filosofo francese propone il suo discorso, composto originariamente come prefazione ai saggi, "solo come una storia o, se preferire, una favola", nella speranza che "tutti mi siano grati della franchezza". eppure non si deve ignorare che con questa "favola" descartes sta fondando il pensiero scientifico moderno, che le sue pagine contengono l`essenziale di quella`logica della scoperta" che lo aveva condotto a risultati paragonabili a quelli di galileo e newton.
"c`e` una parola che sembra la piu` conveniente a definire la fase in cui viviamo e che intendo far mia per orientare alla scrittura e alla lettura. e la parola percezione. questa parola difficile e` diventata ultimamente una pacifica protagonista del lessico giornalistico e della cronaca d`ogni giorno. nella realta` `virtuale` che ci penetra e ci avvolge, conta quello che uno `percepisce` non il fatto in se stesso, e sembra anzi grazioso far spallucce al `fatto in se``. i fatti con cui abbiamo a che fare sono - sarebbero - le nostre percezioni. viviamo come se veri fossero, quindi sono veri per noi. se e` cosi`, allora e` andata proprio in questo modo. per `loro` - un buon numero di uomini e di donne, per diverse generazioni, fino a noi - l`italia c`era, era vera, come spazio pubblico del loro anche individuale esserci e vivere. raccontero` questo, una storia dell`italia via via percepita e raccontata nell`otto e nel novecento". e da questa prospettiva, dalla testimonianza di intellettuali, patrioti e politici che hanno partecipato alla costituzione della nazione, dai testi che hanno costruito il romanzo collettivo della nostra identita`, che mario isnenghi tesse la storia d`italia, a partire da alessandro manzoni fino alla cronaca degli ultimi decenni.
all`alba degli anni ottanta qualcosa di profondo cambio l`italia. dalla galassia delle televisioni private emersero quattro network che avrebbero ridisegnato il panorama sociale, politico e culturale del paese: quelli legati a rizzoli, rusconi, mondadori e berlusconi. non fu un`espansione casuale. dietro la spinta alla creazione di queste reti nazionali c`erano esigenze precise: l`interesse dei pubblicitari a raggiungere un mercato piu vasto, la necessita degli editori di ammortizzare i costi dei programmi acquistati all`estero e, soprattutto, l`ambizione di esercitare una nuova forma di potere. l`avvento di nuovi generi televisivi e una fruizione sempre piu intensa del mezzo diedero il via a una trasformazione profonda nel costume italiano. si tratto di una seconda americanizzazione, piu sottile e interiorizzata rispetto a quella del dopoguerra. e mentre i partiti politici permettevano al sistema televisivo privato di crescere senza una legge che lo regolamentasse, accadde l`inevitabile: il peso del potere economico sopravanzo definitivamente le capacita decisionali della politica, con effetti di lungo periodo che avrebbero plasmato l`italia che conosciamo oggi. mirco dondi, sulla base di una documentazione inedita e di interviste ai protagonisti di questa rivoluzione, con un racconto originale e nuovo, getta finalmente luce sulla storia italiana piu recente.
gianni rodari e stato un meraviglioso intellettuale, maestro, scrittore, inviato speciale, militante, promotore instancabile del piu grande strumento di liberazione che gli esseri umani abbiano mai ideato: la parola. un uomo il cui gioco di invenzioni e parole, come ha scritto lui stesso, "pur restando un gioco, puo coinvolgere il mondo". questa e una sua attualissima biografia `per insiemi` che ha l`ambizione di raccontarlo tutto intero e di sottrarlo allo stereotipo dello scrittore `facile`.
negli ultimi cento anni abbiamo visto cambiare i sedili delle auto e l`attrezzatura sportiva, gli uffici e le cucine trasformarsi, le tecnologie evolversi per risolvere bisogni o migliorare l`esperienza d`uso. possiamo dire lo stesso per cio che e stato pensato, progettato, prodotto intorno ai corpi delle donne?
chi sa piu fare a meno dei servizi di amazon, meta, google, apple o microsoft? senza far rumore, con ogni nostro like, post, acquisto online o ricerca in rete, un pugno di aziende ha accumulato in breve tempo un potere spaventoso. oggi guidano l`economia mondiale, dettano l`agenda dei governi, condizionano le nostre scelte. davvero possiamo permetterci di non saperne niente?