quello della musica da film e` sempre stato un tema impegnativo non solo per gli studiosi, ma anche per cineasti e compositori, per il semplice fatto di richiedere una doppia competenza, musicale e cinematografica. in questo volume si mette a fuoco la complessa relazione tra regista e musicista nel cinema italiano attraverso un`analisi approfondita dell`opera di carlo rustichelli, compositore di musica da film tra i piu` prolifici e sensibili. ripercorrendo la sua estesa filmografia si attraversano cinquant`anni di cinema, dal dopoguerra agli anni novanta, analizzando colonne sonore di film d`autore. dal colloquio con rustichelli si delinea un suo preciso ruolo nel panorama delle relazioni tra registi e musicisti.
il decennio ha prodotto un numero sorprendente di film, dischi, libri e quadri che sono diventati classici. sono gli anni in cui hanno cominciato ad affermarsi registi come woody allen, martin scorsese e francis ford coppola, e musicisti come david bowie, bob marley e i clash. gli architetti hanno rivoluzionato il design, creando strutture di culto come l`opera house di sydney e il centro pompidou,mentre gilbert & george hanno aperto la strada all`arte concettuale. e gli anni settanta sono stati anche il decennio del grande intrattenimento: dalla suspence dello "squalo", che segna la nascita del successo in cassetta, ai romanzi sofisticati di john updike, dall`aggraziato fumetto di snoopy alla comicita` dell`assurdo dei monty python. howard sounes racconta le storie dei personaggi chiave di tutti i settori della cultura - molti dei quali ha intervistato - e rivela dieci anni di straordinaria creativita` artistica: "un periodo in cui le regole stavano cambiando, in cui gli uomini e le donne rompevano le relazioni quando si sentivano oppressi, gli uomini potevano esprimere liberamente ruoli piu` femminili, e viceversa ".
nell`universo interculturale contemporaneo si spalancano minacciosi panorami di scontri di civilta` e si rafforzano pericolosi meccanismi di difesa della propria identita`. mai come oggi l`occidente si sente minacciato dai vari fondamentalismi e troppo facilmente riduce la complessita` dell`islam a quella di una piatta categoria aggressiva. ecco allora che un volume sulla religione dell`islam - da maometto fino alle nuove spiritualita` islamiche di oggi - e` strumento prezioso di conoscenza dell`altro.
la religione dell`israele antico; il giudaismo del secondo tempio, il periodo forse piu` tormentato e drammatico, ma anche creativo e decisivo, della storia millenaria di questa religione; il cosiddetto rabbinismo - cioe` il tipo di ebraismo che si formo` in conseguenza della crisi vissuta tra i e ii secolo dell`era volgare e che ha costituito la forma dominante di ebraismo nei secoli successivi - e la formazione delle differenti tradizioni giudaiche; la diffusione della diaspora e, infine, le correnti riformate sorte tra otto e novecento che costituiscono il contributo piu` importante in periodo moderno alla storia della religione ebraica. questo volume ha il pregio di fornire una ricostruzione completa e organica delle vicende che hanno portato alla elaborazione di un`esperienza religiosa centrata nelle relazioni problematiche e piene di tensione tra dio e il popolo: dio, tora`h, popolo ebraico e il rapporto tra questi tre elementi definiscono, dall`inizio a oggi, l`essenza del giudaismo.
i problemi dei paesi in via di sviluppo coinvolgono l`intera umanita`: l`ambiente e le condizioni di vita sulla terra, i flussi migratori, gli spostamenti fra paesi diversi di unita` produttive.i percorsi dei paesi del terzo mondo sono molto differenziati ed e` ingannevole parlare ottimisticamente di un processo generale di convergenza cosi` come ingannevole parlare di poverta` del terzo mondo. per individuare gli interventi da compiere occorre interpretare le diverse situazioni e tornare all`approccio degli economisti classici, in particolare adamo smith. e` a lui che si richiama la strategia proposta in questo libro, una strategia di riforme riguardanti i trasferimenti della terra, il sistema dei contratti agrari....
tra i massimi esponenti del gruppo `63, antonio porta (milano 1935-roma 1989) e` una delle voci piu` alte della poesia italiana d`oggi. "non sono un poeta-ciotolo / come beckett / non interrogo i cieli di carta / pesta del teatro / vi concesso che non so / interpretare le costellazioni / ne` stare li` a guardarle dal buco / del cortile a meraviglia / ma uso quelle delle parole a / mosaico compongo e / ricompongono / per parlarla insieme questa / lingua questi linguaggi / solleviamola la lingua a / vedere che c`e` sotto / parliamola la parola svelata / con le radici senza pudore / (questo biglietto vi consegno a / futura memoria). antonio porta da "l`aria della fine".
nel volume si esaminano la relazione fondamentale fra dialettica e intelligenza della fede nel secolo xi, secolo nel quale si vennero formando, con l`apporto di pensatori dotati di grande capacita` speculativa e logica, una consapevolezza e un metodo di indagine che seppe affrontare le controversie su alcune questioni di rilievo, quali il dibattito sull`eucarestia, o piu` tardi la disputa sull`onnipotenza. secolo fecondo, trova i suoi punti di sintesi nelle sintetiche affermazioni di pier damiani: la dialettica al servizio della parola di dio, e di anselmo, la "ratio fidei".
un sedicenne che ha gia` ucciso piu` di dieci persone puo` ritrovare speranza? e i bambini lasciati per strada in un inferno di baracche e violenza? un viaggio drammatico e intenso alla scoperta di un`opera di accoglienza nel cuore dell`africa. quattro giorni per toccare il mare di sofferenza portato dal sottosviluppo e dalla guerra. e il mare della carita` cristiana che rida` speranza dove sembra impossibile e a chi sembra esserne escluso: i bambini. quattro giorni con padre giuseppe berton, missionario saveriano da quarant`anni in sierra leone, che ha fondato il "family home movement" (un gruppo di famiglie locali che, con l`aiuto di berton, ospitano in casa propria o assistono presso due case di prima accoglienza minori di tutte le eta`, orfani ed ex ragazzi di strada) e dal 1997 ha aperto - a lakka nella penisola di freetown - un centro di accoglienza attivo per il recupero di ex-bambini soldato.
recenti scoperte archeologiche sull`arte preistorica documentano come sin dalle origini l`uomo sia stato religioso e abbia cercato un "ponte" con il mistero dell`infinito, della sua origine e del suo destino. in questo senso le culture dell`africa e dell`australia provocano la realta` odierna a non perdere quel legame simbolico che troppo spesso i fedeli delle cosiddette grandi religioni vivono formalmente o distorcono nei fondamentalismi.insieme al volume dedicato allo scintoismo, il testo conclude una collana per ragazzi che propone un primo incontro con una religione o confessione [dodici uscite di cui sono gia` disponibili: i primi secoli del cristianesimo (1999), i caratteri dell`islam (1999), l`uomo e il divino nell`induismo (2000), la tradizione religiosa dell`ebraismo (2000), i volti del buddhismo (2000), lo sguardo del cattolicesimo (2000), i tratti del protestantesimo (2000), lo spirito religioso degli indiani navajo (2000), il cosmo e la saggezza nel taoismo (2001), la chiesa degli ortodossi (2001)].
il volume, cartonato e ricco di illustrazioni, immagini fotografiche e mappe, presenta il buddismo nei suoi caratteri fondamentali ed e` costituito da dieci capitoli che mirano a darne un`esatta collocazione sotto il profilo storico, della geografia umana, nonche` a evidenziare le condizioni di vita e le abitudini dei credenti nelle diverse parti del mondo, in condizioni di maggioranza e di minoranza.
in questo libro il direttore del centre for the study of world religions presso la harvard university di cambridge, massachusetts e professore di storia delle religioni nella stessa universita`, spiega ai ragazzi le coordiante fondamentali per conoscere il protestantesimo e il suo apporto alla storia religiosa dell`umanita`.
se noi donne fossimo umane, saremmo trasportate come merce pronta a essere venduta dalla thailandia al bordelli di new york? saremmo date in sposa ai sacerdoti, in cambio di denaro per espiare i peccati della nostra famiglia, o per migliorare le prospettive terrene della nostra famiglia? ci sarebbe impedito di imparare a leggere e a scrivere? avremmo cosi` poca voce in capitolo nelle deliberazioni pubbliche e nel governo del paesi in cui viviamo? saremmo sessualmente molestate all`interno delle nostre famiglie? saremmo stuprate durante i genocidi per terrorizzare, espellere e distruggere le nostre comunita` etniche, o stuprate durante la guerra non dichiarata che si svolge ogni giorno e in ogni paese del mondo nel cosiddetto tempo di pace? e, se fossimo umane, e queste cose accadessero, non ci sarebbe nulla da fare in proposito?": catharine a. mackinnon non ha dubbi, quel che accade alle donne ha poco a che fare con i diritti umani e c`e` ancora moltissimo da fare, perche` nonostante i buoni propositi e le normative, la societa` resta sessista e a molte, troppe donne e` negata la dignita` oltre che l`eguaglianza. mackinnon, avvocatessa e ordinaria di diritto alla university of michigan law school e` da decenni impegnata a modificare un diritto che riflette il potere maschile. questa raccolta di scritti copre un ampio spazio temporale, dai primi anni `80 fino al 2000.
la fiorita eloquenza delle arringhe, la studiata teatralita` delle testimonianze, l`appassionata partecipazione del pubblico in un resoconto storico. "la rappresentazione cominciava ben prima dell`inizio del dibattimento. per tutto il periodo che lo precedeva, l`imputato, i suoi familiari e i suoi sostenitori si facevano vedere in giro abbigliati a lutto: vesti dimesse, facce scure e torve, occhi pesti per il pianto, barbe trascurate. particolarmente benvenuto era il cordoglio dei fanciulli in tenera eta`." (emanuele narducci)
in questo volume l`autore intende spiegare, con un linguaggio semplice e accessibile anche ai non addetti ai lavori, quali sono i principali problemi dell`unione europea e le difficolta` che ha l`italia nell`affrontarli (in un orizzonte che, naturalmente, va oltre il semestre della presidenza di turno).
a partire da un evento di cronaca della sua andalusia, con "nozze di sangue" garcia lorca concepisce una tragedia classica in cui i contadini sono vittime di passioni dirompenti, divengono corpi sofferenti in azione, archetipi di una cultura universale dominata dall`incapacita` di comunicare e giungere alla comprensione dell`altro, a causa di quella potenza oscura che ognuno porta dentro di se`, subdola e irresistibile. questo dramma e` forse la piu` intensa affermazione dell`universo tragico di federico garcia lorca, l`opera maggiormente pervasa da quell`ansia di rappresentare la scissione tra il fuoco di eros e lo strazio di thanatos, essendo l`uno lo sfondo indissolubile dell`altro. i temi dell`amore impossibile, del tradimento, della fuga e della vendetta sono costantemente alimentati dai simboli tragici della poetica lorchiana; il risultato e` un`allegoria moderna irripetibile e struggente che attribuisce un ruolo centrale alla presenza dell`universo femminile, la cui capacita` generatrice diviene maledizione quando non assolve al ruolo imposto da una societa` patriarcale che ha fallito.
questo e` un viaggio nel cuore della piu` bella stagione del fotogiornalismo internazionale. da parigi a londra, da new york a roma, da budapest a mosca, da kabul alle pianure della cambogia, mario dondero svela le storie che stanno dietro le fotografie sue e di altri, il confronto con mostri sacri come robert capa, i grandi eventi del xx secolo, dalla guerra di spagna alla grande depressione americana, dalla caduta del muro di berlino alla guerra in iraq. nelle sue parole sottili, ironiche, appassionate, scopriremo chi sono stati i primi fotoreporter, i primi creatori di agenzie, le ferree regole del mercato e quello che impongono. ma, soprattutto, troveremo cosa rende straordinario il mestiere del fotoreporter, lo spirito nomade, il misto di adrenalina e paura nelle situazioni di pericolo, l`impegno civile, la curiosita` per l`altro. una storia ricca di persone e umanita`, la vera cifra della migliore fotografia perche` "non e` che a me le persone interessino per fotografarle, mi interessano perche` esistono. diversamente, il fotogiornalismo sarebbe soltanto una sequenza di scatti senz`anima."
proviamo a sederci sulle gradinate del colosseo e immaginiamo di assistere a una giornata di spettacolo, fra cinquantamila romani esultanti. la mattina ci aspettano le lotte tra animali e a ruota le battute di caccia. all`ora di pranzo, le esecuzioni di criminali e di schiavi, intervallate da gare di atletica e numeri comici. finalmente, nel pomeriggio, il pezzo forte del programma: i combattimenti dei gladiatori. fik meijer e` professore ordinario di storia antica all`universita` di amsterdam. all`attivita` accademica unisce il gusto per la divulgazione.
due citta` rivali, siena e firenze. due fazioni in lotta, guelfi e ghibellini. due poteri che si scontrano, impero e chiesa. tutti questi conflitti convergono il 4 settembre 1260 a montaperti per dare vita a una battaglia che segna una svolta nella storia d`italia. "balestracci ricostruisce la battaglia di montaperti basandosi su cronache e su storie, scavando nei vuoti documentali, analizzando gli antefatti, le astuzie, le contro astuzie e i tradimenti, gli intrecci sublimi, i presagi positivi e nefasti per entrambe le fazioni" (sabina minardi, "l`espresso"). "un libro godibile, ricco di informazioni e suggestioni riapre il dossier sulla battaglia di montaperti. duccio balestracci utilizza in modo parallelo e quasi cinematografico le fonti di entrambe le parti: alcune, piu` vicine al tempo della battaglia; altre, piu` lontane, recuperate da quella memoria collettiva che nel corso dei decenni ciascuna delle citta` in causa ha coltivato" (gianluca briguglia, "il sole 24 ore").
l`epoca in cui viviamo si definisce post-ideologica. e il tempo della post-politica e della post-verita`. ovvero (cambiando l`ordine degli addendi, la somma non cambia) politica e verita` da post. parole e slogan virali che fanno il giro della rete propagandando spesso opinioni su fatti mai esistiti. quello a cui ci si riferisce con questa sfilza di post e`, in realta`, un pensiero prepolitico. e la lingua che lo veicola, piu` che una neolingua, e` una veterolingua che invece di mirare al progresso vorrebbe farci regredire, riportandoci agli istinti e alle pulsioni primarie. indietro, o popolo! dal si e` passati al . come la pubblicita`, come la televisione, anche la politica alimenta il narcisismo dei destinatari, i quali - lusingati - preferiscono riflettersi che riflettere. il meccanismo del ricalco espressivo innesca una continua corsa al ribasso. un circolo vizioso che toglie al discorso politico qualunque forza propulsiva, qualunque dinamismo. non una risposta ai bisogni degli italiani, ma pura ecolalia: ripetizione ridondante. cosi` le parole stanno paralizzando la politica.
jullien insegna all`universita` di paris-viii e si occupa dello studio del pensiero e dell`estetica della cina classica in una prospettiva interculturale. in questo volume analizza l`i ching, il libro-non libro servito da testo fondamentale per tutta una civilta`, come strumento, mettendo a frutto il commento agli stessi ching di uno dei grandi pensatori cinesi del xvii secolo, wang fuzhi.
"il problema e` l`euro", "e` tutta colpa delle banche", "bisogna fare le riforme", "le banche centrali pensano solo all`inflazione"... chi non ha letto o ascoltato molte volte queste frasi sui giornali, nei talk show, all`interno delle istituzioni nazionali e internazionali? si tratta di una serie di luoghi comuni che, ripetuti acriticamente, diventano mantra, assiomi indiscutibili, verita` univoche, scientifiche. federico caffe` sosteneva che . fine del libro e` proprio questo: smontare, spiegare e liberarsi da sette luoghi comuni sull`economia contemporanea. scopriremo che ognuno di essi contiene elementi di verita`, ma sottolineare solo questi elementi o nascondere quelli che li contraddicono conduce alla costruzione di un`ideologia insidiosa. un`ideologia che - messa in pratica prima e soprattutto dopo lo scoppio della grande crisi del 2008 -ha fatto molti danni: piu` disoccupazione e per piu` tempo di quanto fosse inevitabile; meno crescita di quanto fosse possibile; piu` poverta` e disuguaglianza di quanto sia moralmente accettabile; meno inflazione di quanto fosse economicamente conveniente. milioni di persone hanno sofferto per tutto questo. non era destino: poteva essere evitato, se solo avessimo agito diversamente da come alcuni luoghi comuni ci spingevano e tuttora ci spingono a fare.
nel senso comune la storia e la storiografia hanno ben poco a che vedere con la teoria. quello storico e` un sapere ritenuto empirico e artigianale, basato sulla ricerca documentaria e su una ricomposizione il piu` possibile accurata delle tracce del passato. ma e` davvero cosi`? chi si occupa di indagine storica lavora in questo modo? non proprio. la ricerca storica dialoga con un quadro teorico di riferimento che sorregge l`analisi e l`interpretazione delle fonti e contribuisce a dare senso alle esperienze degli uomini e delle donne del passato. la svolta culturale che ha attraversato le scienze umane e sociali a partire dagli anni settanta del novecento ha accentuato gli scambi tra storia e teoria culturale. e nel contempo ha prodotto nel lavoro storico delle trasformazioni importanti in termini di metodo, di temi, di fonti. quali relazioni allora possono intercorrere tra riflessioni teoriche e pratica storiografica, quali opportunita` e occasioni esse aprono a una conoscenza piu` profonda del passato, e in ultima istanza quali lasciti la svolta culturale ha consegnato al fare storia oggi? questo libro offre ai lettori non soltanto una sintesi dei dibattiti e delle tendenze piu` interessanti ma anche un bilancio attento dei vantaggi e delle ambiguita` della svolta culturale.
questa e` la storia di tre vite che si intrecciano indissolubilmente. una storia di clandestinita`, di estenuanti bracci di ferro e di colpi di mano. di tre uomini che, combattendo contro i nazifascisti, il 25 aprile 1945 provano a rifare un paese da capo. raffaele cadorna, ferruccio parri e luigi longo sono nati a pochi chilometri e a pochi anni l`uno dall`altro, con retroterra differenti, biografi`e politiche e culturali diversissime, eppure con un destino comune. pochi ricordano i loro nomi di battaglia: il generale valenti, comandante del corpo volontari della liberta`, e i suoi due vice, maurizio e italo, alias comandante gallo. un militare, un azionista e un comunista che il 26 agosto del 1944 si incontrano per la prima volta, in clandestinita`, e si stringono la mano. senza sapere cosa succedera` nei mesi successivi, senza sapere dove saranno e se ci saranno, alla fine di tutto, otto mesi dopo. e chiedendosi chi di loro sara` ai posti di comando, al momento dell`insurrezione. sono ore che segnano una delle rotture piu` profonde della storia italiana, quelle in cui i vertici della lotta di liberazione si incontrano con i gerarchi di salo` in arcivescovado, a milano. tutto intorno alla trattativa divampa l`insurrezione, mentre alla radio si sente una voce calma e determinata che intima ai fascisti: .
cesare lombroso e` stato senza dubbio uno degli intellettuali italiani che hanno esercitato maggiore influenza sulle politiche sociali in tutto il mondo. alla fine dell`ottocento, poi, l`america latina impazzi` per le sue teorie: tourne`e nei teatri, conferenze di fronte a capi di stato e parlamenti, sembrava che si fosse trovata la formula magica per disinnescare i conflitti razziali o di classe. questo enorme successo non fu casuale ma il prodotto dell`attivismo di una vera e propria `galassia` che si riuniva attorno allo studioso piemontese, ovvero la famiglia e i ricercatori a lui piu` vicini, capace di operare una sorta di `marketing` delle idee oltre oceano e di costruire una rete di relazioni importante, sfociata in viaggi, traduzioni di libri, riviste e incontri accademici. ecco allora che in brasile, in argentina e a cuba si sviluppo` un vero e proprio culto per la categoria di `criminale nato`, per la `fisiognomica`, con un influsso molto forte tanto sul sistema repressivo, carcerario e manicomiale quanto sulle relazioni razziali di questi paesi. un fenomeno culturale di enorme significato e finora dimenticato.
a cento anni dalla nascita del pci, canfora si interroga sulla metamorfosi progressiva di quel grande partito. una metamorfosi che ha al centro il `partito nuovo` di togliatti. quella fu, nel 1944, una seconda fondazione. fu la non facile nascita di un altro e diverso partito: diverso rispetto alla formazione `rivoluzionaria` sorta vent`anni prima. la nuova nascita era una necessita` storica, nella situazione mondiale del tutto nuova determinata dalla sconfitta dei fascismi. ma le potenzialita` insite in tale nuovo inizio non furono sviluppate con la necessaria audacia da chi venne dopo: berlinguer incluso. riannodando i fili di questa storia, canfora cerca le ragioni del mancato riconoscimento dell`approdo socialdemocratico che il mutato contesto storico determinava. una timidezza che ha contribuito alla successiva debolezza progettuale e `svogliatezza` pratica. e alla progressiva perdita di contatto con i gruppi sociali il cui consenso veniva dato ottimisticamente per scontato.
nell`ottocento il colonialismo europeo ando` di pari passo con il ricorso alla deportazione, basti pensare al caso dell`australia o quello della guyana francese. anche in italia, all`indomani dell`unita`, si immagino` che la deportazione potesse essere lo strumento ideale per sconfiggere i briganti, tanto da essere al centro dell`attenzione del partito colonialista italiano e di molte iniziative di esploratori e avventurieri italiani che cercavano terre da conquistare in quadranti che vanno dal marocco al mar rosso, dal borneo alla polinesia. molti vedevano nella deportazione l`occasione per dare il via all`espansione coloniale e nei loro scritti attingevano a un immaginario utopico che si nutriva dell`idea che i criminali, deportati in lande selvagge, potessero rigenerarsi lavorando la terra e dominando i selvaggi. fondato su una ricerca d`archivio originale e solidissima, questo libro riporta alla luce un tema dimenticato della nostra storia, di grande attualita` oggi con il ritorno delle `classi pericolose` e del tema del controllo sociale al centro del dibattito pubblico.
il libro perfetto e` sullo scaffale in alto, nell`angolo, a portata della tua mano. l`ignoto ignoto, cio` che non sapevi di non sapere, e` li` che ti aspetta in fondo alla libreria.
il susseguirsi delle stagioni, l?importanza dell?acqua e dei suoi movimenti; la paura e l?incanto che scaturiscono dal contatto senza mediazioni con la natura; l?indicibile bellezza dei luoghi e dei suoi abitanti; i lenti viaggi lungo i fiumi a bordo di un battello, la magia degli spiriti della selva, la conoscenza delle piante medicinali, la vita quotidiana nel villaggio. ma anche la violenza, le miniere illegali, il disboscamento, le speculazioni, il bracconaggio, la lotta dei nativi per preservare le terre in cui vivono. emanuela evangelista racconta l?amazzonia da un punto di vista unico: quello di un?italiana, diventata parte integrante della comunita? dei popoli della foresta.
come puo` il cervello pensare, percepire, dare luogo a esperienze coscienti? come fa la mente a rappresentarsi la realta` esterna? si possono spiegare compiutamente i fenomeni mentali all`interno delle scienze della natura? come dobbiamo studiare la mente? a questi interrogativi cercano di dare risposta gli studiosi di filosofia della mente, scienza che occupa oggi un ruolo di grande importanza all`interno della filosofia analitica, anche in virtu` degli stretti legami che essa intrattiene con la scienza cognitiva, ovvero lo studio interdisciplinare delle capacita` mentali. questa nuova edizione tiene conto dell`impulso arrivato negli ultimi anni dalla ricerca scientifica e dalle ultime teorie che hanno fatto irruzione nel dibattito. un capitolo intero riguarda l`ultimo decennio, in cui sono discussi criticamente i nuovi spunti teorici e i risultati della ricerca empirica di maggior rilievo filosofico: dalla nuova visione del rapporto tra percezione e azione al concetto di mente estesa, dalla scoperta dei neuroni specchio alle ultime frontiere della ricerca sulla coscienza.
metti una sera nel deserto della california, le stelle luccicanti nel cielo, la migliore musica classica, la giusta quantita di lsd e uno dei piu grandi filosofi del novecento. questo libro e il racconto dell?"esperienza piu importante" della vita di michel foucault, narrato da chi lo ha guidato lungo una notte che molti pensavano leggenda e invece e stata una rivoluzione personale. un viaggio nelle profondita di se stessi che ha cambiato per sempre il pensatore francese, tanto da spingerlo a riscrivere il suo capolavoro "storia della sessualita". dopo trent?anni dentro uno scatolone, la testimonianza di quell?esperienza mistica ha preso forma divenendo un libro unico. tra sedute di yoga, riflessioni sulla natura umana, confessioni e visioni, "foucault in california" e romanzo on the road, dialogo filosofico e racconto di formazione queer. un viaggio vertiginoso e stravagante, che dimostra come per giungere alla verita si possano prendere le strade piu varie. e talvolta allucinanti.