nella istanbul tra i primi anni quaranta e la fine degli anni cinquanta, si intrecciano vite e racconti di un gruppo di adolescenti e di un loro insegnante, figura carismatica, innamorato della letteratura e di nazim hikmet, uno dei piu` grandi poeti del ventesimo secolo, costretto al carcere e poi all`esilio. sono anni centrali nella storia della turchia moderna, stretta tra il sogno di mantenere in vita il grande progetto democratico di kemal ataturk, di un moderno stato laico, multirazziale e pluriconfessionale, e l`addensarsi dell`ombra lunga del nazismo, con le persecuzioni di ebrei e comunisti, che lambisce e sconvolge le vite dei piu` in questo tratto, tollerante e vitale, dell`ex-impero ottomano.
matteo ricci fu l`uomo che con maggiore determinazione ed efficacia tento` di far comunicare due grandi civilta` che per secoli si erano ritenute autosufficienti. gesuita, di quell`epoca in cui i gesuiti erano anche uomini temerari, che partivano verso i luoghi piu` remoti con l`intenzione non soltanto di convertire ma di capire chi vi abitava, pati` in cina traversie di ogni genere ma riusci` a offrire dell`europa e della cristianita` un profilo che si impresse profondamente nell`immaginario cinese, e divenne anzi un tramite obbligatorio verso l`occidente. matteo ricci non cerco` solo di ritrovare confucio in epitteto e far scoprire epitteto in confucio. al fine di entrare con sottile precisione in un sistema psichico totalmente alieno, utilizzo` anche un`arte antica e segreta dell`occidente, la mnemotecnica, elaborando un palazzo della memoria che doveva fissare indelebilmente alcuni punti essenziali della dottrina cristiana. e intorno alle immagini di quel palazzo jonathan spence ha costruito un libro che ci invita a intraprendere un viaggio in compagnia di matteo ricci: dall`infanzia a macerata, "un mondo invaso dalla guerra e dalla violenza", alla logorante e malsicura esistenza nelle missioni asiatiche tra cinquecento e seicento; dalle terrifiche traversate degli oceani agli ardui tentativi di evangelizzazione dell`india; dall`illuminante impatto con la spiritualita` orientale ai lunghi anni in cina.
passeggia per le circostanze della sua vita, come si passeggia per le vie di una citta`, l`io narrante di cornia, lasciandosi riflettere sulle mille cose che gli capitano durante l`esistenza esattamente al pari del disoccupato camminatore che fantastica automaticamente su cio` che vede accadere agli angoli delle strade. e uno spettatore puro di se stesso. il suo modello segreto di osservazione sta tra monsieur hulot e bouvard e pe`cuchet: un composto di innato senso del comico e dell`assurdo, di sensibilita` accesa verso il carattere fluido dell`esistere e candida voglia di afferrare un senso che non c`e`. eppure dalla sua ossessione ingenua e febbrile di onnicomprensione discende una capacita` di penetrazione psicologica che riesce, in realta` in poco e come parlando d`altro, a tratteggiare efficacemente personaggi e situazioni fino a comporre trame umane fittissime pur nella loro occasionalita` minimalistica. nel suo dinamismo "le pratiche del disgusto" ha la velocita` dell`invettiva. ma con un centro di gratitudine e rimpianto. si tratta dell`amicizia, grandissimo mistero: piccoli episodi richiamano all`io narrante la catena di sue amicizie, cosi` diverse, cosi` ariose o anguste, tutte sospese come oasi o come colline verdi sul deserto del conformisno di vite legate, che per quanto lo si esplori in lungo e in largo appare solo uguale e desolante.
il volume contiene tre parti, fra loro collegate dalla stessa domanda sullo stato del mondo - piu` esattamente: sulla fine del mondo - e sulla combinazione fra memoria e smemoratezza. un capitolo si chiede che cosa sia davvero quella "eterogenesi dei fini" che, nonostante l`astrusita`, e` diventata cosi` ricorrente nella pubblica conversazione. e che conseguenze abbia l`idea che i risultati delle azioni umane non corrispondono, e spesso tradiscono e rovesciano, gli scopi da cui sono partite, sul modo di pensare alla politica, e di praticarla. un capitolo si interroga sull`ottimismo, dunque sul pessimismo. sull`effetto che la lontananza e la vicinanza, e la grandezza e la piccolezza, esercitano sulla compassione per le sciagure umane. un ultimo capitolo ripubblica la "lettera a un aspirante terrorista" (maggio 2007) ed esamina i commenti turbolenti che ha suscitato, raccontando una serie sorprendente di precedenti, e mostrando i capricci della memoria pubblica e privata.
dalle ultime scoperte nel campo delle neuroscienze e della fisica quantistica alla funzione dei neurotrasmettitori, senza tralasciare cio` che danneggia il cervello (onde elettromagnetiche, metalli pesanti, pesticidi ecc.), "le sbalorditive capacita` del cervello" costituisce una lettura, semplice, accessibile ma al tempo stesso ricca di dati e informazioni sulla natura del nostro organo principe. scopriamo che le capacita` cerebrali non si riducono necessariamente con l`eta`, come siamo indotti a credere, bensi` che per mantenere in forma il nostro cervello occorre darsi da fare, utilizzandolo in modo corretto e nutrendolo con il carburante di cui ha bisogno: acidi grassi, zuccheri, proteine, vitamine e integratori alimentari. insomma, il cervello e` il nostro passaporto per una vita serena e felice, purche` impariamo a conoscerlo e a prendercene cura.
una ragazza viene trovata, nascosta in una stanza segreta, all`indomani di un terribile delitto avvenuto a pochi metri da lei. sporca e affamata, si rifiuta di dire il suo nome, la sua eta`, da dove viene. forse ha dodici anni, forse quindici. sei anni dopo, ancora non identificata, vive in un orfanotrofio con un nuovo nome, evie cormac. quando avvia una causa in tribunale per rivendicare la sua indipendenza perche` adulta, lo psicologo forense cyrus haven deve determinare se evie e` pronta per essere libera. ma lei e` diversa da chiunque abbia mai incontrato: affascinante e pericolosa in egual misura; evie capisce subito quando qualcuno sta mentendo. e nessuno intorno a lei dice la verita`. nel frattempo, cyrus viene chiamato a indagare sullo scioccante omicidio di una campionessa di pattinaggio artistico del liceo, jodie sheehan. bella e popolare, jodie e` ritratta da tutti come la ragazza della porta accanto, ma mentre cyrus indaga, emerge una vita segreta. cyrus e` intrappolato tra i due casi: una ragazza che ha bisogno di essere salvata e un`altra che ha bisogno di giustizia. che prezzo paghera` per la verita`?
nel ricordo di azar nafisi, rientrata in patria proprio nel 1979, l`anno della rivoluzione di khomeini, la parola che piu` di frequente ricorreva nelle riflessioni sul nuovo destino che incombeva su di lei era : la repubblica islamica aveva infatti confiscato la storia dell`iran, la sua cultura e la sua tradizione, e insieme l`identita` di ogni individuo. esiliata in patria, prigioniera di un regime totalitario ostile a tutto cio` che lasciasse spazio all`unicita`, lacerata da un sentimento di irrealta`, abbandono e isolamento, azar nafisi non poteva che tornare all`amato nabokov, e condividere con i suoi studenti l`esperienza di un rapporto improntato a un`esaltante reciprocita`, giacche` via via che si immerge nell`universo di uno scrittore il lettore non fa che arricchirlo di una percezione nuova, di una nuova dimensione. e nato cosi` un libro tanto affascinante e singolare da ricordare alcuni ritratti dotati di coperchio del rinascimento: il ritratto di nabokov - frutto di un`analisi delle sue opere che sembra rispondere all`auspicio formulato in lezioni di letteratura: - cela infatti quello della realta` dell`iran di allora, ma .
il giornalista newyorkese (e dongiovanni passivo) patrick wallingford sta facendo un reportage in india quando si vede divorare una mano da un leone da circo. milioni di spettatori assistono all`episodio in tv e wallingford diventa celebre ben oltre i confini del suo paese. e un`occasione d`oro per il dottor zajac, un famoso chirurgo di boston, che aspetta da anni di eseguire il suo primo trapianto di mano. zajac ha un`ex moglie che lo vuole morto, un figlio dodicenne con problemi di anoressia e un cane molto bizzarro. proprio mentre zajac contatta wallingford per proporgli l`intervento, un`ammiratrice, doris clausen, decide di donare al giornalista la mano del marito. il problema e` che il marito e` ancora vivo, giovane e in buona salute.
nella georgia della prima meta` dell`ottocento, la giovane schiava nera cora decide di tentare la fuga dalla piantagione di cotone in cui vive in condizioni disumane, e insieme all`amico caesar comincia un arduo viaggio verso il nord e la liberta`. servendosi di una misteriosa ferrovia sotterranea, cora fa tappa in vari stati del sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscira` a guadagnarsi la salvezza? grazie all`invenzione fantastica di una , colson whitehead da` forma concreta all`espressione con cui si indica, nella storia degli stati uniti, la rete clandestina di abolizionisti che aiutavano gli schiavi nella loro fuga.
quasi un decennio dopo "farla finita" con eddy bellegueule, il suo esordio divenuto un caso editoriale internazionale, edouard louis torna a parlare della sua storia e lo fa con un romanzo malinconico, lucido e affascinante. una storia di apprendimento, di lotta e di metamorfosi per sfuggire alla poverta`, alla violenza e all`esclusione. il racconto del percorso lungo e doloroso che l`ha portato da un`infanzia difficile, segnata dalla miseria economica, morale e culturale, ad affermarsi come una delle voci piu` forti e interessanti della letteratura francese. "metodo per diventare un altro" e` un viaggio che, da racconto autobiografico, si fa denuncia della societa` e del sistema di valori in cui viviamo, ma che vuol essere anche una speranza per chiunque voglia, sopra ogni cosa, essere se stesso.
una donna si confronta con la sua infanzia segnata da un problema alla nascita: un neo bianco sulla cornea che l`ha costretta a portare per anni un grosso cerotto sull`occhio sinistro. la bambina, immersa in un universo fatto di suoni nitidi e di immagini sbiadite, sviluppa fin da piccolissima un profondo senso di estraneita` nei confronti del mondo che la circonda. sullo sfondo, il messico degli anni settanta, la scuola montessori, i figli degli esuli politici e i suoi genitori in una relazione aperta. ma poi, con gli anni ottanta, tutto viene spazzato via: la famiglia si disgrega, il padre sparisce e la madre vola in francia per proseguire gli studi lasciando la giovane protagonista, e il fratello, a casa di una nonna un po` bigotta. "il corpo in cui sono nata" e` un romanzo di iniziazione alla vita e alla letteratura, un viaggio a ritroso verso l`accettazione di se`, un bildungsroman ambientato tra l`america latina e l`europa.