starlet ha diciassette anni, i capelli viola e vive a riccione. e un?estate degli anni novanta "veloce e immortale", e lei e i suoi amici si aggirano per viale ceccarini esibendo bizzarre acconciature, ciglia metallizzate e scarpe buffalo con la para altissima, davanti allo sguardo scandalizzato delle famiglie in vacanza. starlet, nina, moni e edie abitano in una specie di futuro marzianeggiante e policromatico, un cabaret voltaire a cielo aperto parecchio distante dal piattume attuale: un futuro che non sarebbe mai arrivato - e che, come questo libro ormai mitologico racconta, sembra aver raggiunto in quegli anni l?apice della propria espressivita. quando arriva laura, una modella milanese, starlet si trasferisce nel suo appartamento, dove fa la conoscenza di tutta una congrega di personaggi estrosi, giovani famelici di divertimento e qualche "older" di troppo. due universi paralleli si fronteggiano: quello dei vacanzieri in spiaggia, e quello di chi ogni notte balla sotto la piramide del cocorico e vuole farsi scorrere addosso la giovinezza prima che "ogni giorno entri per sempre nella sua pancia". anticipando ogni protagonismo da social, l?esordio di isabella santacroce ci ha mostrato quel grande show che tutti gli adepti delle subculture hanno realizzato dal vivo, per strada - e di cui oggi si sente piu che mai la mancanza. scritto "su una olivetti di mio padre di cui funzionavano solo le lettere maiuscole", fluo ha il dono della "primavoltita", come la chiamava bazlen. innovativo e brutale, notturno eppure sfolgorante di luce sin dal titolo, fluo e il libro che ha rivelato il talento e l?unicita di isabella santacroce. il primo capitolo di una trilogia "dell?incoscienza" cui fanno seguito destroy e luminal.
solo in casa isabel si sente protetta. li, da bimba, ha potuto giocare felice, al riparo dai bombardamenti. ancora oggi, vent?anni dopo, quei muri la difendono. saldi e immobili, come lei. per questo tutto deve essere in ordine: le posate allineate, le stoviglie lucidate, il giardino senza erbacce. un mattino, pero, isabel trova la scheggia di un piatto di porcellana. la prima incrinatura in un mondo perfetto, a cui ne segue presto una seconda, ben piu grave. quel giorno, si presenta sulla soglia di casa eva, la nuova fidanzata del fratello, che isabel e costretta a ospitare per qualche tempo. eva e l?estranea. ha i capelli ossigenati tagliati troppo alla moda, un rossetto rosso troppo audace. soprattutto, e troppo piena di vita e di entusiasmo, che riversa nelle stanze in cui echeggiano passi di danza e risate. nulla e piu immobile come prima. eva ruba il silenzio - o, forse, lo sta dissipando. mentre fuori la primavera tarda a mostrarsi, isabel sente sciogliersi un nodo nel petto. non solo. sente anche una pulsione, una gravita ineluttabile, che la spinge, suo malgrado, verso eva. eppure, qualcosa le dice di rimanere vigile. perche eva fa molte domande. forse la sua non e solo curiosita. forse c?e un segreto in quelle mura, un segreto che non appartiene a isabel. appartiene alla casa stessa, a pareti che non sono permeate di silenzio bensi di grida disperate e mai sopite. ci sono romanzi che ci sfidano a cambiare prospettiva. storie che parlano di ossessioni, scelte, superamento delle proprie convinzioni. di segreti svelati e di come non sempre la nostra verita coincida con quella degli altri. "l?estranea" e uno di questi.