"fu in germania che, nel quattrocento, l`invenzione della .stampa, dell`incisione e della xilografia forni` al singolo la possibilita` di diffondere le proprie idee in tutto il mondo. proprio mediante le arti grafiche la germania assurse al ruolo di grande potenza nel campo artistico, grazie principalmente all`attivita` di un artista che, benche` famoso come pittore, divenne una figura internazionale solo per le sue doti di incisore e xilografo: albrecht durer. le sue stampe per piu` di un secolo costituirono il canone della perfezione grafica e servirono da modelli per infinite altre stampe, come pure per dipinti, sculture, smalti, arazzi, placche e porcellane, non solo in germania, ma anche in italia, in francia, nei paesi bassi, in russia, in spagna e, indirettamente, persino in persia. l`immagine di durer, come quella di quasi tutti i grandi, e` cambiata secondo l`epoca e la mentalita` in cui si e` riflessa, ma sebbene le qualita` distintive della sua innegabile grandezza furono variamente definite, questa grandezza fu riconosciuta subito e mai messa in dubbio".
"cosa c`era nell`animo di mozart? non valgono con mozart consueti metri di misura. la sua genialita` credo consistesse nell`esser lui uomo del tutto comune, uomo qualsiasi, ma di quelli che vivono senza rendersene conto due vite: la vita del volto, con cui si affacciano quotidianamente presso il volto degli altri, e la vita della propria intimita` profonda o della propria verita`. questa rimane loro sempre sconosciuta, o forse gli appare in sogno e, sepolta nelle ore notturne, altrimenti non affiora se non pari a un fortuito e trascurabile trasalire. l`animo di mozart era un abisso: l`abisso della quotidianita` dove ogni differenza sparisce e a galla salgono passioni di breve momento, ricordi casuali, propositi mediocri [...] il delirio di scrittura che imbeve le sue lettere e` fatto apposta per piacerci, affascinarci. mozart vi mette pari seduzione fisica e immaginazione erotica, capacita` stilistica e vezzi ecolalia: potremmo parlare di un rabelais che civetta senza scopi filosofici se, sempre sotterraneamente, non avvertissimo estri infantili, una specie di psicologica timidezza rovesciata in aggressivita`. ho detto fosse uomo comune, ma non ho detto fosse mediocre. esser `comune` vuol dire anche essere pura natura, e l`imprevedibilita` e` sostanza della natura: che e`, di fronte alla ragione che l`osserva, in uno stato di perenne puberta`. il genio di mozart e` confitto in una perenne puberta`: in essa trovava cibo il suo demone dongiovannesco." (e. siciliano)
la provincia emiliana, nel dopoguerra: un mondo il cui segno piu` forte e distintivo sembra essere quello di una rissosa e allegra vitalita`. protagonista e` una famiglia a meta` borghese a meta` contadina, che riassume in se` un po` tutti gli umori, i sentimenti, i rancori, le contraddizioni di una societa` provinciale, in anni piuttosto cruciali. c`e` la nonna che e` rimasta monarchica e fascista; una madre attenta alla posizione sociale della famiglia; un padre (soprattutto un padre) che la coerenza politica portera` a fare scelte spregiudicate e generose. e c`e` il figlio che vive tutto questo periodo di tumultuose passioni da bambino, e che tutto guarda, appunto, con gli occhi avidi e incantati dell`infanzia.
un diario di frammenti e illuminazioni, una raccolta di occasioni registrate dalla mente e trascritte dalla penna sul foglio bianco, una raccolta di impressioni fugaci che diventano ognuna un`epifania, una scoperta o riscoperta della bellezza e della bonta`. attraverso un procedere quasi onirico, simile a quello stato di parziale incoscienza che e` tipico del passaggio dalla veglia al sonno, handke trascrive, quasi medianicamente, i segni del risorgere del bello in una serie di aforismi brucianti e luminosi, che alleggeriscono il mondo del suo "peso" e lo riconducono a una levita` che si direbbe originaria.
"il cane di diogene", la monumentale opera satirico-autobiografica di cui il presente volume costituisce un capitolo, e` uno dei "casi letterari" irrisolti del seicento italiano. il suo autore, il genovese frugoni, rappresenta uno dei primi sperimentatori della forma del "romanzo" in lingua italiana. le vicende, narrate in prima persona, del cane saetta scacciato dal filosofo diogene e passato a successivi padroni, descrivono un mondo caleidoscopico, una sfilata di personaggi contro cui si scaglia il moralismo anticonformista dell`autore. il cane saetta si rende conto delle miserie degli uomini e nei suoi "latrati" da` voce alla sua pena e alla sua carica polemica.
da un luogo dove si e` volontariamente ritirata, una donna scrive a un`altra donna lettere che forse non arriveranno mai a destinazione o non saranno neppure spedite, nelle quali racconta se stessa, l`amore per il padre, le tentazioni d`incesto con la madre, gli amori segreti, la vita di collegio, i sogni e gli incubi, le tristi esperienze d`amore, se stessa.
nel 1970 pier paolo pasolini curo` personalmente un volume di "poesie vecchie" tratte da "le ceneri di gramsci" (1957), "la religione del mio tempo" (1961) e "poesia in forma di rosa" (1964). considerava questa scelta come "un atto conclusivo di un periodo letterario per aprirne un altro" e su richiesta di livio garzanti ne scrisse l`introduzione, intitolandola "al lettore nuovo". l`antologia - qui riedita integralmente con l`aggiunta di una breve nota proponeva un volume di poesie a sei anni di distanza dall`ultima raccolta pubblicata.
inghilterra, 1939. l`ultimo sovrano per diritto divino, riccardo ii, viene deposto e assassinato. intorno alla figura dell`ultimo discendente di riccardo cuor di leone e guglielmo il conquistatore si crea ben presto un alone di mistero: shakespeare si propone di rappresentare quell`atmosfera, cercando per essa un`adeguata giustificazione psicologica e una solenne espressione poetica. la leggenda di re riccardo viene narrata nel quinto dei "chronicle plays" shakespeariani, la cui composizione risale al 1595-1596. testo originale a fronte. introduzione di nemi d`agostino. prefazione, traduzione e note di andrea cozza.
l?imprevedibile avventura di un tranquillo impiegato di lisbona che, suonando un campanello piovuto dal nulla, provoca la morte di un mandarino cinese, ereditandone cosi le immense ricchezze. apparso a puntate nel 1880 sul 1diario de portugal", "il mandarino" e divenuto uno dei piu celebri racconti del narratore portoghese jose maria eca de queiroz. apparso dapprima a puntate sulla "gazeta de noticias" di rio de janeiro nel 1895, il racconto la buonanima ha diversi punti in comune con il piu celebre il mandarino. in entrambi, infatti, vivi e morti si trovano non solo a coesistere, ma anche a intrecciare i propri destini; e se nel mandarino si narra di un vivo che per salvarsi l?anima va alla ricerca di un morto da lui stesso ucciso, nella buonanima e il morto che, per quello stesso scopo salvifico, va alla ricerca di un vivo che possa nuovamente ucciderlo. e alla domanda se e vivo o morto, rispondera filosoficamente: "chi puo dire che cos?e la vita? chi puo dire che cos?e la morte?".
sono state le fabbriche della follia. di una lucida, accecante pazzia che ha stravolto i connotati dell`italia, fino a trasformare un paese di agricoltori e di mezzadri in una opulenta potenza industriale. una generazione di imprenditori si e` tuffata a capofitto nel vortice della produzione in serie, delle catene di montaggio, delle ciminiere. non avevano soldi, e sono andati a prenderli ovunque: anche sotto i materassi dei contadini che nascondevano i risparmi di un raccolto generoso, di una buona vendemmia. serviva spazio, e lo hanno trovato ingoiando le campagne, avvicinandole ai centri urbani, e attrezzando delle gigantesche company town. e un viaggio nell`italia di ieri e di oggi, quello attraverso il quale ci conduce antonio galdo. una galleria di luoghi e personaggi nei quali riconosciamo i segni di un paese in perenne trasformazione lungo il filo di una stessa passione oggi quasi dimenticata. da sesto san giovanni a borgo panigale, da alberto pirelli a pietro barilla, da aristide merloni a pilade riello, dai primi capannoni della fiat alla technogym. fino ai call center dell`atesia, regno metafisico del post-operaio.
il primo viaggio e` quello realizzato nel 1503 da giovanni da empoli, giovane mercante fiorentino, che si imbarca sulle navi che conducono per la prima volta alfonso de albuquerque sulle rive dell`india. e l`inizio di un`avventura che durera` per quindici anni e che vedra` giovanni partecipare ad alcuni dei piu` importanti eventi della prima globalizzazione. tre viaggi in tutto, durante i quali tocchera` le rive del brasile, dell`africa orientale, dell`india, della malesia, di sumatra e della cina e sara` testimone di eventi fondamentali come la battaglia di goa nel 1510, la presa di malacca nel 1511, la prima missione diplomatica portoghese in cina nel 1517. il secondo viaggio e` quello realizzato dall`autore sulle orme di quel suo antenato cinque secoli dopo: goa, malacca, sumatra, canton. oltre a rievocare il viaggio dell`antenato, si raccontano i mutamenti che l`oriente sta vivendo oggi. ognuna delle tappe, di conseguenza, si e` trasformata in un`occasione per esplorare un aspetto del risveglio asiatico e della nuova globalizzazione del mondo: dal boom delle fedi orientali (goa) alla rinascita di citta` stato globali come la malacca dell`epoca (singapore, a soli 200 km di distanza). dai buchi neri della globalizzazione (con la pirateria che fa la sua ricomparsa sulle coste di sumatra), alla questione urbana nel sud della cina (che e` stato il primo laboratorio del capitalismo cinese gia` a partire dall`inizio degli anni `80).
tutt`altro che univoci sono i retaggi che il novecento ci ha lasciato. non si e` trattato di un "secolo breve" compresso fra la rivoluzione d`ottobre e la caduta del muro di berlino, e la storia non e` "finita" con il crollo del nazifascismo e del comunismo. valerio castronovo, consapevole che, fra processi d`integrazione economica e telematica e accresciuti poteri delle istituzioni sovranazionali, il nostro destino sara` sempre piu` legato a quello degli altri, compie un`analisi a tutto campo dell`eredita` del novecento.
"ho assunto un filosofo domato!": e` con queste parole che nei primi anni trenta ha inizio lo straordinario rapporto d`amicizia e collaborazione tra l`americanista antonello gerbi, capo dell`ufficio studi della banca commerciale a milano, e raffaele mattioli, "banchiere-letterato". utilizzando soprattutto gli inediti e i carteggi familiari, l`autore, figlio di antonello gerbi, ricostruisce questo sodalizio attraverso una biografia parallela che vede tra gli "attori" toepliz, luigi einaudi, croce, malagodi, solmi, la malfa, bacchelli, togliatti.
ideato, scritto e illustrato da un professore di educazione artistica in stretta collaborazione con i suoi allievi, il volume propone un percorso alla riscoperta della didattica come fonte di creativita`, oltre che di apprendimento. non c`e` limite alla fantasia: partendo da pochi oggetti di base (il foglio bianco, il colore bianco, gli altri colori, la matita) ci si immerge man mano in assonanze, giochi di parole, citazioni con cui dialogare. il gioco diventa lo strumento principale con cui gli allievi diventano soggetti attivi nell`elaborazione. l`introduzione e` di ersilia zamponi.
l`eta` forte narra la vita di simone de beauvoir a partire dalla sua emancipazione intellettuale e sentimentale. rivivono le prime esperienze d`insegnante a marsiglia, a rouen, a parigi, i lunghi viaggi attraverso la spagna, la grecia, l`italia e il marocco, gli incontri e le discussioni con gli intellettuali francesi, da paul nizan a merleau-ponty, da camus a queneau. in ognuna di queste esperienze, la beauvoir ha vicino sartre, l`uomo con cui ha diviso aspirazioni, difficolta`, problemi.
in un terso pomeriggio di febbraio, gavin pretor-pinney, gironzolando in compagnia della figlioletta flora, osserva le onde che si infrangono sugli scogli della cornovaglia: niente di sensazionale, solo una successione disordinata di piccole creste, simili a dei pendolari in una stazione affollata. eppure emanano un fascino ipnotico cosi` potente da suscitare la domanda che da` vita a questo libro: che cos`e` un`onda? la risposta, tutt`altro che banale, ci apre le porte di un universo inaspettatamente variegato. dalla descrizione delle onde che tutti possiamo vedere, come quelle giganti nella baia hawaiana di waimea, le piu` amate dai surfisti, si passa poi alle onde meno evidenti, ma fondamentali per noi perche` attraversano il nostro corpo: si pensi alla circolazione sanguigna o alla digestione. e ancora: quando ascoltiamo la musica, cuciniamo al microonde o semplicemente ammiriamo i colori della natura in una bella giornata di sole, abbiamo a che fare con onde sonore, elettromagnetiche e luminose. ma ci sono anche onde violente, dalle conseguenze terribili: le onde d`urto delle esplosioni e quelle sprigionate da terremoti e tsunami. riprendendo la formula gia` sperimentata in "cloudspotting", pretor-pinney miscela erudizione scientifica e riferimenti al mondo artistico e letterario, con uno stile godibile e un`ammirevole chiarezza, riuscendo nell`impresa di rendere accessibili anche gli argomenti piu` ostici.
Prodotto da The Cramps & Alex Chilton.
il quarto romanzo dedicato alla saga dei rougon-macquart venne pubblicato a puntate sul giornale "le sie`cle" nel 1874 e in volume nel 1876. e strettamente legato alla prima parte del ciclo, "la fortuna dei rougon", e ambientato nella stessa immaginaria cittadina di provincia, plassans, che adombra la aix-en-provence della giovinezza di zola. all`apogeo del secondo impero, nella provincia francese, si intrecciano adulteri, giochi di potere, intrighi e rispettabili violenze fra personaggi studiati nella loro peculiare essenza dall`occhio spietato e acutissimo di un magistrale scrittore naturalista.
scritti tra il 1812 e il 1822, gli inni sacri furono composti da alessandro manzoni per celebrare la sua conversione alla fede cattolica ed esaltare una nuova sensibilita` religiosa. abbandonando gli schemi letterari dell`epoca e rifacendosi alla poesia cristiana antica e medievale, manzoni aveva progettato una serie di dodici composizioni in versi che avrebbero dovuto riguardare le principali festivita` della liturgia cattolica. ne porto` a compimento solo cinque (la risurrezione, il nome di maria, il natale, la passione e la celebre pentecoste), che rappresentano uno degli esiti piu` alti dell`opera manzoniana e contengono soprattutto notevoli anticipazioni di quella concezione della vita che sara` piu` diffusamente espressa nei "promessi sposi".
una notte, in un cantiere navale abbandonato di stoccolma, un vagabondo scopre la vittima di un brutale delitto. le indagini della polizia, condotte dal brillante e promettente commissario della divisione anticrimine john stierna, sono serratissime. purtroppo gli elementi a disposizione per ricostruire i fatti sono molto scarsi. l`assassino non ha lasciato tracce dietro di se` e sfugge immancabilmente alla caccia all`uomo che si e` scatenata. nessun risultato. nessun indizio decisivo. stierna pero` non si da` per vinto: per anni continua a cercare un omicida che sembra svanito nel nulla. le strade della capitale svedese, una stoccolma d`epoca ritratta in maniera molto vivida, si trasformano in un labirinto mentale da cui stierna non riesce piu` a trovare una via d`uscita: l`orribile vicenda del cantiere navale diventa un`ossessione che finira` per divorare la sua vita. venticinque anni dopo, ormai solo e in pensione, stierna non riesce ancora a darsi pace. quando un giornalista lo contatta perche` sta scrivendo un articolo proprio su quel triste caso, la storia che l`ha visto protagonista sta per chiudersi con un finale amaro e gia` scritto. ma il destino ha in serbo la sorpresa piu` insospettata: d`un tratto una finestra si spalanca sul passato, mentre un altro racconto sta per iniziare.
conservare bellezza e giovinezza a ogni costo, vivere in un infinito presente anche se il prezzo e` un`infinita dannazione: la storia di dorian gray e` probabilmente una delle piu` note che la letteratura abbia mai raccontato, e non c`e` generazione di lettori che non si sia confrontata con la straordinaria favola per adulti scritta da oscar wilde. una favola che intreccia personaggi, o meglio anime molto diverse tra di loro: da dorian gray, il dandy che espia il proprio edonismo con la vecchiaia, a lord henry, il cui spirito cinico e decadente richiama quello dello stesso wilde. ma proprio l`intrecciarsi di tante anime, insieme alla fortissima tensione narrativa, fa si che l`incanto del ritratto resti intatto nonostante il passare del tempo.
pur attratto dalle "corti del mondo", l`aretino in tutte le sue opere non tralascia mai la satira, l`invettiva piu` rovente contro la stessa vita di corte, rivelandone gli inganni, la servitu`, le miserie, le umiliazioni, le delusioni. in questo ragionamento sono introdotti come interlocutori pietro piccardo e giovanni giustiniano. pietro piccardo e` un vecchio prelato, conoscitore della corte romana, giustiniano un valente cultore di studi umanistici. essi si propongono di distogliere un giovane, francesco coccio, noto per le sue traduzioni dal greco e come poeta lirico, dalla risoluzione di abbandonare gli studi e andare a fare il cortigiano (e ci riescono).
Questo libro affronta con passione e competenza una relazione salda quanto controversa, quella tra le parole e le storie del grande schermo. Sono le storie, i volti dei divi che catturano i sogni, rievocati attraverso la lingua che li richiama ancora ad occhi aperti, oltre il buio della sala. Il cinema italiano è ed è stato una magica fucina di autorappresentazioni del carattere, delle idiosincrasie e delle aspirazioni italiane. Mirabile macchina dei sogni, il cinema riempie il cuore o costringe a riflettere più di un saggio di sociologia. In un modo inedito e brillante, questo vocabolario attraversa la storia e la quotidianità dell’Italia su grande schermo.
will freeman e` un londinese trentaseienne, ma con molte caratteristiche e interessi da "ragazzo", il quale vive di una rendita lasciatagli dal padre. frequenta riunioni di genitori single allo scopo di conoscere giovani mamme sole e piacenti; l`ideale e` se e` separata, meglio se abbandonata, con figli e con molti altri problemi, cioe`: ognuno a casa sua e zero complicazioni. al varco lo aspettano due belle sorprese: 1. fiona, troppo hippy, troppo vegetariana, troppo fissata con bob marley, e soprattutto 2. il figlio di fiona, marcus, 12 anni, che non sa nulla di calcio, ai nirvana preferisce j. mitchell e ha un disperato bisogno di qualcuno che gli dia le istruzioni per l`uso del mondo...
il romanzo utilizza una tecnica narrativa particolare: pagine di diario dei due protagonisti, giovanni e maria, rievocazioni, narrazione in terza persona. giovanni e maria conosciutisi a quimper, si confidano il loro passato e le loro precedenti esperienze sentimentali. si sposano e anche dopo il matrimonio continuano nelle reciproche confidenze. poi giovanni sfida a duello un francese che ha insultato l`italia, ma resta ferito. maria muore, uccisa dalla tisi.
il vecchio antonio jose` bolivar vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. vi e` approdato dopo molte disavventure che non gli hanno lasciato molto: i suoi tanti anni, la fotografia sbiadita di una donna che fu sua moglie, i ricordi di un`esperienza, finita male, di colono bianco e alcuni romanzi d`amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore e` custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall`aver vissuto "dentro" la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelici gringos sapra` mai capire.
prendendo le mosse da una novella del "decameron", l`intreccio di "cymbeline", complesso e ricco di elementi fiabeschi, ruota intorno alla scommessa di un marito vanesio sulla fedelta` di sua moglie. la storia ha sullo sfondo un`immaginaria guerra fra roma e la britannia che consente il sorprendente svelamento e il felice esito conclusivo per imogen, l`eroina, perfetta sposa e inimitabile personaggio. definito tecnicamente una tragicommedia - un dramma che consente di sperimentare tutte le emozioni della tragedia, godendo pero` del lieto fine della commedia - "cymbeline" offre al lettore momenti di intensa drammaticita` quali solo i monologhi di "amleto" o di "re lear" possono dare, ma anche rasserenamenti improvvisi che anticipano la conclusione della "tempesta". di entrambi gli atteggiamenti e` sintesi efficace la battuta pacificatrice di re cymbeline: "perdono e` una parola intensa, oggi, per tutti quanti".
le favole di luis sepulveda parlano ai bambini e agli adulti e raccontano i grandi temi universali: l`amicizia, la lealta`, l`amore e il rispetto per la natura. contiene: storia di una lumaca che scopri` l`importanza della lentezza; storia di un cane che insegno` a un bambino la fedelta`; storia di un gatto e del topo che divento` suo amico; storia di una gabbianella e del gatto che le insegno` a volare.
in un freddo e nebbioso venerdi` di ottobre, francesco petrarca si sveglia afflitto da dolori allo stomaco. il cantore di laura e` intento a scrivere una canzone destinata a confluire nel libro delle rime. tuttavia, la composizione si trasforma ben presto nella personale e tormentata via crucis di un uomo ormai invecchiato e logorato dalle perdite della sua vita. la morte del figlio giovanni e del nipotino francesco, portati via dalla peste (come prima la stessa laura), e poi la fuga del giovane copista giovanni malpaghini lo lasciano sempre piu` solo nella casa di padova, con l`unica compagnia della serva francescona. cosi`, a mano a mano che i versi prendono forma, petrarca si rivela una persona inquieta e contraddittoria, che ha perdutola fede fino ad essere incapace di credere alla sopravvivenza dell`anima. con una narrazione malinconica e a tratti impietosa, marco santagata trasforma in romanzo la fantasia di una giornata di petrarca, di cui restituisce un ritratto profondamente umano.
in un unico volume oltre 350 poesie della piu` importante poetessa americana del xix secolo, che la traduzione di silvia bre restituisce in tutta la loro tellurica potenza. (silvia bre). introduzione di sara de simone.
ha scritto la rochefoucauld nelle sue massime. la visione diretta della grande luce e del grande buio sono per noi intollerabili. si puo` essere ciechi per troppa luce o per troppo buio. per questo occorre abituarsi gradualmente all`una come all`altro. ed e` proprio cosi`, per gradi, che queste lezioni di tenebra ci portano al grande buio, al cuore nero della storia: auschwitz. in un racconto nutrito di biografia, che diventa anche biografia di una generazione, l`autrice esplora, pagina dopo pagina sempre piu` in profondita`, il rapporto con sua madre, l`unica di due famiglie numerose a essere sopravvissuta alla shoah, insieme al padre: ebrei polacchi, vissuti in germania, dove la figlia helena e` cresciuta sentendosi totalmente estranea al mondo tedesco e alla sua cultura, pur usandone la lingua. non soltanto una memoria sulla shoah, ma un resoconto appassionato e allo stesso tempo lucido che punta a misurare l`intensita` del contraccolpo nella generazione successiva. e il contraccolpo sta nell`impossibilita` di avere radici, nella confusione linguistica, nel bisogno disperato di appartenere e nella condanna crudele di sentirsi estranei, comunque e dovunque. sta nello stupore di fronte al destino, al male, alla sorte: .
jean-baptiste grenouille nasce nella parigi del settecento, nel luogo piu` mefitico della capitale: il cimitero degli innocenti. orfano, brutto, apparentemente insensibile, ha una caratteristica inquietante: in una societa` non ancora asettica come quella contemporanea e impregnata di mille effluvi e miasmi, non emana alcun odore. e pero` dotato di un olfatto unico al mondo, e il suo sogno e` quello di dominare il cuore degli uomini creando un profumo capace di ingenerare l`amore in chiunque lo fiuti. per realizzarlo e` pronto a tutto...
un professionista e` sempre un professionista, ma la giornata era iniziata male: faceva un caldo infernale a madrid e la sua amichetta francese l`aveva piantato come un cretino per qualcuno incontrato a veracruz. la compagnia di una buona bottiglia di whisky e di una mulatta che si portava dietro tutta l`aria dei caraibi non gli aveva risollevato l`umore, quella ragazzina viziata dai fianchi sodi e dalla bocca rossa lo aveva proprio messo al tappeto. in fondo, dietro i modi da duro, lui era un killer sentimentale. non che fosse superstizioso, ma in una giornata del genere la cosa migliore sarebbe stata non accettare incarichi, anche se la ricompensa aveva sei zeri sulla destra ed era esentasse. il tipo che doveva eliminare, uno con l`aria dell`idealista, ma anche di chi non soffre la solitudine fra le lenzuola, non gli piaceva affatto, puzzava troppo di filantropia. i retroscena dell`incarico, pero`, lo incuriosivano stranamente. chi voleva la morte di quel messicano? quali peccati aveva commesso? come mai due gringo, agenti della d.e.a., sorvegliavano la sua camera? perche` un filantropo appariva coinvolto in traffici di droga? era sempre rischioso farsi troppe domande in un mestiere come il suo dove non esistevano licenziamenti ma certificati di morte.
testimonianza unica di un tiziano terzani reporter, giovane ed entusiasta, interessato ai "fatti", che con stupore si avvicina a ogni dettaglio e crede ancora sia possibile influenzare la storia, questo testo ricostruisce in presa diretta l`olocausto che fece della cambogia il regno dell`orrore. i suoi reportage ci raccontano non soltanto la storia che trasformo` un intero paese ma anche l`uomo che la segui` per documentarla. da qui infatti prese corpo la svolta che lo portera` ad abbandonare ogni fiducia nell`ideologia, in cui pure aveva creduto, per iniziare un nuovo cammino di ricerca. nella cambogia - unico paese dell`asia che aveva continuato a visitare per 25 anni - terzani vedeva rappresentata nella sua essenza la tragedia del pianeta intero. fantasmi e` dunque un testo imprescindibile per capire le ragioni che lo spinsero a voltare le spalle al mondo e a cambiare direzione. "i cambogiani lo sanno da secoli: la vita e` una ruota e la storia non e` progresso", ricordava gia` allora, prima che altre guerre di invasione e altre lotte fratricide conferissero un`eco per sempre attuale alle sue parole. "tornammo da quel viaggio che eravamo stravolti,"anche dalla apparente impossibilita` che questa civilta`"potesse mai rimettersi in piedi. come poteva?"e li` ebbi quest`altra bella visione, che mi piaceva:"che la vita non si ferma". con uno scritto di angela terzani staude.
il mare e la spiaggia, da sempre simboli di liberta ed evasione, sono il tema di questo volume che, attraverso gli scatti di otto celebri fotografi dell?agenzia magnum - ferdinando scianna, bruno barbey, bruce gilden, harry gruyaert, martin parr, trent parke, olivia arthur e newsha tavakolian - racconta la spiaggia come scenario di momenti intimi e universali, in cui si intrecciano corpi, emozioni e paesaggi. un luogo di contrasti e riflessioni, dove la gioia spensierata si mescola alla solitudine, all?introspezione e all?umorismo sottile della vita quotidiana. attraverso lo sguardo di questi grandi fotografi, si osserva come la fotografia "balneare" possa andare ben oltre l?immaginario estetico tradizionale, rivelando le sfumature piu profonde dell?esistenza umana. il volume accoglie un testo introduttivo di andrea holzherr.