nei racconti che compongono questo volume, rinvenuti tra le carte di fenoglio dopo la sua morte e rimasti a lungo inediti, scene e personaggi delle langhe sono colti con la vena del cronista disincantato ma partecipe del mondo di casa, tra asprezze e generosita`, miserie e grandezze. ma siccome e` di fenoglio che parliamo, le storie di famiglia, i matrimoni, l`ossessione per la "roba", le beghe e le risse lievitano ben presto, fino ad assumere le dimensioni di una ruvida epica paesana. forse perche` dietro a ognuna di queste vicende sta l`incessante sperimentazione dello scrittore: il linguaggio che utilizza accortamente le durezze del dialetto e le robuste metafore del parlare contadino, con il suo piglio svelto e concreto. o forse perche` fenoglio ha, come pochi, la straordinaria capacita` di consegnarci eventi e personaggi memorabili.
"attenzione: colui che entrera` in scena all`inizio di questo romanzo, in qualita` di umile spalatore di fossi, e` uno dei personaggi piu` leggendari prodotti dalla letteratura moderna. attenzione ad arturo bandini, il possente scrittore, lo spietato condottiero, l`invincibile mezzofondista, l`amante irresistibile, il tenero figlio che da` sangue e sudore per mantenere una famiglia di femmine parassite. bandini l`immortale, orgoglio d`italia e d`america; l`astuto bandini che nessuno mette nel sacco; egli sta per fare la propria comparsa e conquistera` il mondo." (sandro veronesi)
un romanzo di totale spudoratezza e totale pudore insieme, comico e feroce. una donna di successo, esponente di quella generazione che "ha fatto tutte le rivoluzioni" fino a diventare esponenti ufficiali della "correttezza politica" di sinistra, si innamora follemente di un "tanghero", ideologicamente su posizioni opposte e per questa passione mette a rischio le proprie e altrui stabilita`, decidendo di liberare l`unica cosa che fino a quel momento non era ancora stata liberata: se stessa. equivoci, comicita`, sentimenti e un pizzico di dramma si mescolano in una vicenda cui il tango fa da cornice narrativa, appunto, inesorabile.
"mistero buffo" e` certamente il piu` noto, in italia e all`estero, tra gli spettacoli di dario fo e anche quello che ha destato piu` polemiche. prima del gesto, la parola: la forza di quest`opera, che segna un momento di profondo rinnovamento del teatro italiano, sta soprattutto nel linguaggio, qui reinventato attingendo ai dialetti padani (e non solo) dei secoli xiii-xv con effetti esilaranti. il testo e` proposto in una nuova edizione integrale, cioe` proponendo anche i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni e degli oltre cinquemila allestimenti in italia e all`estero, tra il 1969 e il 2003.
marta fa l`attrice e l`estetista per cani; e` piena di grazia, di estro e di paura, ma a volte le sembra di avere il dono speciale di mandare in frantumi qualunque cosa tocchi. suo figlio michele, per contrappasso, e` goffo e saggio come lo si puo` essere solo a tredici anni. clara di anni ne ha solo tre, e negli occhi una meraviglia tanto grande da riuscire ad allargare il mondo. luca, suo padre, e` cosi` abituato a incasellare i sentimenti da non capire piu` niente di cio` che gli accade. e dietro a tutti, due ombre: l`ombra insinuante di certi strani animaletti trasparenti, e l`ombra incombente di un grande scrittore mai esistito, hans floge bauer, l`uomo che corteggiava la stupidita`.
il perseguitato e` il grande semiologo senza nome: il maestro. ma la persecuzione infernale in cui si dibatte non e` rappresentata da cadaveri clonati galleggianti sul po o da cecchini annidati in sardegna, come nei precedenti romanzi della serie, ma dall`aglio! e` proprio questo nobilissimo e saporito bulbo a rendere impossibile la vita dell`illustre professore. e chi sara` il mandante di questo vile attentato?
il primo di due volumi che ricostruiscono la storia degli ebrei nella penisola italiana dal medioevo fino ai giorni nostri: gli insediamenti, l`identita`, la cultura, le attivita` economiche, i rapporti con la chiesa, la vita nei ghetti.
l`egittologo gardiner ha fuso in questo volume i risultati di due secoli di ricerche, con il proposito di offrire un panorama completo della civilta` egizia, dagli inizi alla conquista di alessandro magno. il saggio include non solo le vicende favolose di un regno plurimellenario, ma anche la lingua, le usanze, i mezzi e i modi dell`esistenza, l`arte, la religione, le espressioni della mentalita` collettiva.
"il respiro del buio" comincia con un viaggio in treno, alcune centinaia di chilometri che sanciscono l`ingresso in una nuova vita. il servizio militare in cecenia e` finito, e` tempo di tornare, ma per il protagonista la parola ritorno ha perso significato. e un altro uomo quello che arriva alla stazione di bender, e un`altra e` la citta` che lo accoglie: identica a un primo sguardo, eppure diversa. rinchiuso nel suo appartamento, solo con le sue armi importate illegalmente dalla cecenia, nicolai vive il suo "dopoguerra" di solitudine, ansia, paura. e, soprattutto, odia. odia gli edifici, le strade, l`umanita` "pacifica" che gli appare fasulla, intollerabile nella sua pretesa di civilta`. per provare a fare i conti con le atrocita` subite e commesse, decide allora di intraprendere un nuovo viaggio, verso il luogo che rappresenta l`unico ritorno possibile: la siberia. immerso nella natura, nel silenzio, guidato dalla saggezza del nonno, sembra trovare una vita semplice e quieta. ma un passato cosi` pesante non si cancella con il silenzio, e neppure con la determinazione, e quella che sembra una possibilita` di riscatto puo` rivelarsi in ogni momento una trappola che inverte la corsa e riporta al punto di partenza. cosi`, puo` succedere che un impiego in una ditta di sicurezza privata a san pietroburgo si trasformi in una nuova guerra, piu` nascosta e apparentemente meno violenta rispetto a quella combattuta in divisa, eppure, se e` possibile, ancora piu` pericolosa. una guerra che fa le sue vittime nelle strade e nelle piazze...
L'arte della commedia è un vero e proprio "manifesto" politico della poetica teatrale del drammaturgo partenopeo. È una commedia di denuncia da parte degli attori verso la borghesia che censura ideologicamente e materialmente i contenuti di verità che gli artisti vorrebbero esprimere e mette in secondo piano il loro ruolo produttivo in società. Una censura di carattere materiale imposta, che evita di far nascere e pubblicizzare lavori di denuncia sociale, per impedire una sensibilizzazione delle coscienze verso i reali problemi della società.
La caduta di Robespierre si distacca nettamente dalla coeva drammaturgia inglese, rappresentando un caso unico di teatro politico direttamente connesso con l'attualità più scottante. E se al dramma non si può riconoscere un autentico valore artistico, non si potrà certo negargli un alto merito documentario, tale da non giustificare l'oblio in cui esso è caduto e la scarsa fortuna editoriale di cui ha goduto nella stessa Inghilterra.
Volume terzo. Anni: 1910-1914
ogni ossessione a sferopoli e` gia` stata catalogata, qualsiasi mito o superstizione trova conferma, i sogni sono moneta corrente, la letteratura e` l`unica divinita`. nella geografia immaginaria e nella filologia fantastica di questo libro puo` capitare che il carteggio fra una padrona di casa e un inquilino precipiti in un contrappasso metafisico, e che al calar delle tenebre i teschi si raccolgano intorno a quello fra loro piu` loquace; che il tema assegnato da un maestro elementare susciti un maleficio, o che un esame universitario sia l`occasione per uno studente impreparato di esibirsi in uno sfoggio linguistico ultraterreno. a furia di passeggiare rimirando ogni angolo di questa dimensione, al turista potrebbe venire fame: e` allora che scoprira` quanto da bambino mozart andasse pazzo per il gorgonzola, e solo dopo aver messo in tasca una ricetta per la coda alla vaccinara potra` proseguire la visita. non mancheranno le dispute: se si e` fortunati si incontreranno gli otto rabbini piu` potenti del mondo pronti a sfidarsi in una gara di golem, o due parroci rivali disposti a tutto pur di raccogliere i funghi migliori. dopo la di leggenda privata, michele mari torna a una delle forme piu` congeniali: il racconto. con la fiducia affabulatoria di chi, esplorando le infinite possibilita` del genere, sa di poter sorprendere - oltre i suoi lettori - prima di tutto se stesso. benvenuti a sferopoli. il visitatore che dopo aver percorso la strada provinciale 921 si perde in queste lande dovra` armarsi di coraggio, mettere in sonno la ragione e accettare il fascino sinuoso dell`ignoto. si sprigiona da queste pagine una cartografia del possibile, in cui smarrirsi e` forse l`unico modo per salvarsi. una collezione di fantasmi, sogni, superstizioni e chimere letterarie: da sempre michele mari distilla nella forma breve l`essenza stessa della sua poetica.
tutti i lettori sanno bene che le storie narrate dagli scrittori portano sempre in tempi che non si sono vissuti e in luoghi che non si conosceranno mai. cio` vale in modo estremo per "paese dalle ombre lunghe" che, grazie al funambolismo mimetico della voce che narra, addirittura situa il lettore, direttamente, fin dal primo rigo, fra gli inuit, gli eschimesi del nord, in un luogo del pianeta oltre il quale non c`e` piu` pianeta. top of the world e` infatti il titolo originale del libro, pubblicato nel 1950, letto da milioni di persone in tutto il mondo, con una celebre versione cinematografica nel 1960, protagonista anthony quinn. e la storia di ernenek e asiak, che vivono, si amano diventano genitori e muoiono scoprendo tutto come se fosse la prima volta al mondo, un istante prima dell`arrivo della civilta` occidentale, in un luogo violento e ingenuo dove la legge che comanda e` quella della natura, una natura che non risparmia nessuno. . il giorno e la notte durano mesi, le tempeste sottomarine innalzano forme che sembrano rovine pietrificate, il vento rovescia le slitte e sposta i cani, a cui vengono limate le zanne per evitare che, rivoltandosi, possano sbranare l`uomo e i suoi cuccioli. eppure si dorme tutti insieme negli igloo, costruiti sempre uguali ovunque sia necessario, anche al buio, in fretta e a memoria, contro la furia del vento e la morsa del gelo. dentro, gli uomini e le donne si parlano senza dover urlare, mangiano, dormono, finalmente, e si fanno magari , magari gli uni con le mogli degli altri, perche` cosi` e` giusto e cosi` si fa da sempre... la salvezza a queste latitudini della civilta` e del pianeta e` non pensare al futuro piu` di quanto si pensi al passato, dice il narratore, si vive . il mondo e` giovane, gli esseri u
. c`e` in questo libro l`invenzione di una forma, felicissima e leggera: il racconto in fiore, dove ogni uomo si staglia come un albero, a braccia aperte sotto il cielo. una ramificazione di storie, intrecciate come l`edera, antiche come il grano, contorte e nodose e belle come i tronchi di olivo. imparando a leggere le piante forse si scorgono le donne e gli uomini cosi` come sono, nel ciclo spontaneo della loro natura, contraddittoria e vitale. entrate sotto l`ombra dei rami in fiore: qui ci siete voi.
il pianeta terra crediamo che ci appartenga, eppure stiamo qui a guardarlo bruciare da vicino. intorno a noi accadono cose enormi, sempre piu` velocemente, ma le teniamo relegate in un angolo buio della nostra attenzione. se vogliamo capire i tempi che verranno e quelli che gia` viviamo, se vogliamo sentirli davvero, ci servono parole piu` intime, visioni, immaginazione. avvicinarci, immedesimarci: e` questo il senso profondo dell`antologia che abbiamo tra le mani. venti racconti perfetti, limpidi e coraggiosi, per tratteggiare nella sua complessita` la narrazione - e il sentimento - della crisi ecologica. oggi piu` che mai ci serve un alfabeto nuovo con cui ripensare il mondo, e il modo scriteriato che abbiamo di abitarlo. benvenuti nell`antropocene: l`era geologica - la nostra - in cui l`uomo e` diventato l`agente di trasformazione decisivo del pianeta. l`uomo al centro di tutto, che sta distruggendo tutto. siamo gia` in ritardo: dobbiamo intervenire e dobbiamo farlo subito, lo sappiamo, ma per cambiare abbiamo bisogno di comprendere; e per comprendere, fin da bambini, ci servono le parole. al centro dei venti racconti scelti da niccolo` scaffai, il futuro che si apre e il passato profondo della terra si intrecciano e si specchiano. scrittrici e scrittori prodigiosi illuminano il nostro sguardo una volta per tutte, aiutandoci a ragionare sul rapporto che intratteniamo con le altre specie, sul nostro impatto ambientale, sul fantasma dell`emergenza in arrivo. se leopardi nelle operette morali aveva anticipato il tema dell`estinzione, qui si arriva ai territori della distopia esplorati da amis, ballard e le guin, attraversando il tempo e lo spazio del pianeta terra. e poi jack london rovescia nell`allegoria le scoperte scientifiche della sua epoca, rigoni stern sussurra con saggezza dei ghiri e degli abeti, ortese e safran foer denunciano la relazione dispari tra animali e uomini, mentre volodine li colloca finalmente sullo stesso piano, ma spingendosi a un passo dal
il dibattito pubblico sull`intelligenza artificiale si concentra spesso su scenari futuribili come la creazione di macchine capaci di pensare e provare sentimenti, o un conflitto alla terminator tra umani e robot. ma il futuro a cui dobbiamo prepararci potrebbe essere molto diverso. il problema su cui e` piu` urgente interrogarsi non e` la possibile comparsa di macchine senzienti, quanto la perdita progressiva della nostra facolta` di distinguere gli umani dalle macchine. portando in dialogo informatica, sociologia, psicologia sociale, studi su tecnologia e media ma anche storia dell`arte e delle credenze religiose, simone natale mostra come questo futuro sia in parte gia` attorno a noi. fin dalle sue origini, l`intelligenza artificiale ha stimolato la nostra tendenza a proiettare intelligenza e umanita` su macchine in grado di comunicare, anche in assenza di un`autentica capacita` di pensiero o empatia. una delle caratteristiche fondamentali dell`essere umano, ci ricorda infatti questo libro, e` la sua vulnerabilita` ai giochi dell`illusione e dell`inganno. ogni interazione con macchine capaci di comunicare, come gli assistenti vocali, i chatbot e i bot sui social media, porta con se` la possibilita` di risvegliare questa caratteristica, facendoci proiettare su questi strumenti le stesse convenzioni e le stesse dinamiche a cui ci hanno abituato le interazioni con persone in carne e ossa. "macchine ingannevoli" rovescia il dibattito su tecnologie che sono ormai parte integrante del nostro mondo contemporaneo, portandoci a riflettere non solo sul funzionamento di queste macchine, ma sui modi in cui ci relazioniamo ad esse.
. "tasmania" e` un romanzo sul futuro. il futuro che temiamo e desideriamo, quello che non avremo, che possiamo cambiare, che stiamo costruendo. la paura e la sorpresa di perdere il controllo sono il sentimento del nostro tempo, e la voce calda di paolo giordano sa raccontarlo come nessun`altra. ci ritroviamo tutti in questo romanzo sensibilissimo, vivo, contemporaneo. perche` ognuno cerca la sua tasmania: un luogo in cui, semplicemente, sia possibile salvarsi. ci sono momenti in cui tutto cambia. succede una cosa, scatta un clic, e il fiume in cui siamo immersi da sempre prende a scorrere in un`altra direzione. la chiamiamo crisi. il protagonista di questo romanzo e` un giovane uomo attento e vibratile, pensava che la scienza gli avrebbe fornito tutte le risposte ma si ritrova davanti un muro di domande. con lui ci sono lorenza che sa aspettare, novelli che studia la forma delle nuvole, karol che ha trovato dio dove non lo stava cercando, curzia che smania, giulio che non sa come parlare a suo figlio. la crisi di cui racconta questo romanzo non e` solo quella di una coppia, forse e` quella di una generazione, sicuramente la crisi del mondo che conosciamo - e del nostro pianeta. la magia di "tasmania", la forza con cui ci chiama a ogni pagina, e` la rifrazione naturale fra cio` che accade fuori e dentro di noi. cosi` persino il fantasma della bomba atomica, che il protagonista studia e ricostruisce, diventa un esorcismo: l`apocalisse e` in questo nostro dibattersi, e nei movimenti incontrollabili del cuore. raccogliendo il testimone dei grandi scrittori scienziati del novecento italiano, paolo giordano si spinge nei territori piu` interessanti del romanzo europeo di questi anni, per approdare con felicita` e