il novecento ha permesso di superare una visione rigida e ristretta dei rapporti fra teatro e letteratura, riassumibile in buona sostanza nella formula: il teatro consiste (esclusivamente) nella rappresentazione di testi drammatici. la vera e propria "esplosione" a cui la contemporaneita` ha sottoposto questi rapporti ha permesso di svelare la ricchezza delle relazioni esistenti fra questi due campi dell`arte e dell`immaginario, agendo retroattivamente anche sulla loro comprensione storica. il presente volume si situa nello spazio letterario del teatro, o meglio, e` dentro quello spazio che abitano gli "oggetti" di cui parla: testi drammatici ma anche, e soprattutto, trattati, saggi critici, teorie, racconti e romanzi, memorie e autobiografie.
l`ansia non e` un sentimento unico ne` di facile definizione. a volte puo` essere, anche, uno stimolo ad agire e scegliere. ma puo` anche diventare una paralisi dolorosa che impedisce una vita normale. individuare il punto in cui si sconfina nella patologia e` arduo. i due autori, servendosi di numerose testimonianze e ricorrendo alla letteratura scientifica a disposizione, indagano a fondo il variegato panorama dell`ansia: i motivi e le occasioni che la scatenano; i modi in cui si manifesta e in cui le vittime cercano di porvi rimedio; le cause familiari, sociali, educative che ne favoriscono lo sviluppo in chi vi e` gia` "predisposto"; e soprattutto, le piu` avanzate risorse terapeutiche.
muovendo dall`accezione piu` ampia del termine - orientalismo come insieme delle discipline accademiche che studiano usi, costumi, letteratura e storia dei popoli orientali - said affronta l`idea della diversita` ontologica tra oriente e occidente ispiratrice di tante pagine di autori diversi e lontani, da eschilo a victor hugo, da dante a marx, chiudendo l`indagine sul complesso di istituzioni create dall`occidente per esercitare il proprio dominio sul mondo orientale.
in questa sintetica analisi sociologica del potere, popitz delinea, con l`ausilio di esempi e resoconti di casi storici, i tratti universali del potere, un fenomeno alla base di qualsiasi forma di socialita` umana. si configurano cosi` quattro forme antropologiche fondamentali di coercizione: potere di offendere, potere strumentale, potere d`autorita`, potere di cambiare il mondo mediante l`agire tecnico. i processi coercitivi presentano modalita` di sviluppo particolari: l`autore da` conto dei rapporti di potere - sia dal punto di vista di chi lo esercita sia da quello di chi lo subisce ricostruendone la genealogia: dalla formazione al consolidamento, al declino.
questo libro ricostruisce gli ultimi cinquecento anni di storia del medio oriente a partire dall`ipotesi generale secondo cui i problemi drammatici che caratterizzano la situazione attuale dipendono in buona parte almeno da cause storiche che affondano le loro radici nel passato di quella regione. in particolare, gelvin si concentra sul processo di definitivo sfaldamento dell`impero ottomano e sulle sue conseguenze, soprattutto la costruzione della dominazione coloniale. la parte preponderante del libro e` quindi e` dedicata al xix e al xx secolo, di cui l`autore interroga sia le dimensioni politiche, economiche e sociali, sia la storia culturale, intellettuale e spirituale, nella convinzione che solo il complesso integrato di tutti questi fattori possa dare conto, ad esempio, dell`emergere e dell`egemonia dell`islam politico e dell`antioccidentalismo dei giorni nostri. tutto cio` senza trascurare di delineare le peripezie, le venture e sventure di altre precedenti vicende, come le particolari declinazioni che il nazionalismo o il socialismo hanno conosciuto nella regione, o la specificita` dell`esperienza religiosa e la sua capacita` di produrre soluzioni di ricambio di fronte alle trasformazioni radicali apportate alle societa` tradizionali dall`avvento della modernita`, garantendo speranze e identita` culturale rispetto a una realta` che ha nel corso degli ultimi secoli inflitto ferite e fallimenti.