il libro e` un tentativo di esplorare quella facolta` innata che e` la capacita` di calcolare. per compiere la sua indagine l`autore non sceglie pero` la via teorica: preferisce raccontare la storia stupefacente delle tecniche di calcolo. e` una storia piena di sorprese e di personaggi come gli "idiot savants", persone prive di qualsiasi attitudine specifica, ma capaci di compiere operazioni e dimostrazioni prodigiose.
in questo libro enzo biagi ricorda i luoghi che nel corso di una vita di lavoro sono stati il suo mondo, le citta` che lo hanno accolto, le persone che gli hanno raccontato la loro storia. i silenzi della tundra finlandese, la dolcezza dei boschi di betulle della grande madre russia, le piazze animate d`italia, l`immensita` della cina, il riserbo di londra, la "joie de vivre" di parigi, la frenetica e affollata solitudine di new york, le parole dei potenti e degli umili della terra, il ricordo di una vita e di tempi contemporaneamente lontani e vicini: l`immenso scenario del mondo in cui gli uomini, piccoli-grandi attori, recitano per un attimo la loro breve parte.
si presentano qui tre antiche storie arabe collegate al ciclo delle mille e una notte. il primo racconto, le avventure di sindbad il marinaio, fu scritto nel ix secolo, quando baghdad era il centro delle esplorazioni arabe dell`oriente, fulcro ideale di una geografia insieme reale e fiabesca. il secondo, le avventure di hasan di basra, narra una vicenda dai toni romantici e foschi. il terzo, la storia di aladino e della lampada magica, propone solo apparentemente una storia ben nota, riservando al lettore delle sorprese.
il d`o e` una piccola realta` nella provincia milanese che in pochi anni si e` guadagnata grande fama e prestigio. un locale gestito da davide oldani insieme con il suo "vivaio", dove si propongono piatti della tradizione rielaborati in chiave moderna e preparati rigorosamente con ingredienti di stagione e prodotti del territorio. una cucina allo stesso tempo raffinata e semplice, attenta all`abbinamento di consistenze e sapori contrastanti, secondo il concetto di equilibrio degli opposti. questo ricco libro illustrato racconta per la prima volta, attraverso parole e fotografie, quel mondo, i ragazzi che ci lavorano con passione, i fidati fornitori e le ricette che meglio lo rappresentano... un tuffo nel d`o che solletichera` la curiosita` di ogni appassionato di cucina, un modo per scoprirne la filosofia pop e le fantasiose ricette, magari nell`attesa di sperimentarle direttamente seduti a uno dei suoi tavoli.
benche` prive dei due libri iniziali, le "storie di alessandro magno" costituiscono l`unica opera in latino dedicata completamente alla figura del grande macedone e alla sua spedizione in oriente. l`autore non e` pero` identificabile con sicurezza, ne` si sa esattamente in quale periodo visse, anche se ormai gli studiosi tendono a riconoscerlo nel quinto curzio rufo, cui accennano plinio il giovane e tacito, che raggiunse i vertici della carriera militare e politica nella prima meta` del i sec. d.c. le "storie" presentano la figura del protagonista con un taglio del tutto particolare. infatti, pur conservando all`interno della narrazione una propria aura epica, dell`eroe classico il macedone denuncia grandezze e debolezze, qualita` e difetti.
sono raccolti in questo volume i racconti di un grande protagonista della cultura italiana del secondo dopoguerra, le cui radici affondano nei luoghi natii, l`appennino emiliano, le terre di matilde di canossa, fino alle sponde del po. la scelta, curata dal figlio dell`autore, comprende quattro romanzi: "le parole del padre" (1991), un`intensa storia di dialogo tra padre e figlio, tra l`italia contadina dell`anteguerra e quella urbana del dopoguerra; "la valle dei cavalieri" (1993), rievocazione di quasi un secolo di storia italiana, "appennino" (2003), ritratto di due fratelli tanto diversi quanto complementari, e "cameo" (2006), in cui rivive la storia di una comunita` ebraica. a questi si aggiungono cinque racconti nei quali si respirano le stesse atmosfere sospese tra destini individuali e memoria collettiva.
da quando e` apparso nel 1677, il capolavoro di spinoza ha sempre suscitato reazioni forti. dopo il clamore di scandalo sollevato ai suoi tempi, e la presenza continuata lungo il secolo dei lumi, oggi "etica" esercita ancora un largo fascino, per la combinazione delle tesi metafisiche piu` ardite con un messaggio di liberazione laica. panteismo e determinismo, ossia naturalizzazione di dio e della mente umana, in alternativa alla trascendenza del divino e all`antropocentrismo. ma anche la denuncia critica dei pregiudizi, una morale antiascetica, e l`appello appassionato per l`ideale dell`. questa nuova traduzione, curata e introdotta da sergio landucci, e` condotta sull`edizione che e` ancora di riferimento: il volume ii degli "opera di spinoza" a cura di cari gebhardt, heidelberg 1925. accoglie pero` diverse modifiche al testo nel frattempo proposte e altre ne avanza essa stessa.
non sappiamo di preciso come nasce la poesia, ma sin dai tempi piu` antichi i poeti e i pensatori hanno individuato tre fonti particolari: l`ispirazione, la meraviglia e l`incanto. la prima si e` sempre detta divina, qualcosa che proviene da un altrove misterioso e remoto e che rende l`uomo un invasato, preda di quella che platone chiamava mania. piu` complessa e` la meraviglia, fonte della filosofia secondo platone, origine, attraverso il mito, anche della poesia secondo aristotele. ma e` l`incanto, il piu` magico e piu` sfuggente degli elementi: lo stregare, il dismagar. da orfeo all`odissea, da pindaro a boezio, da k?lid?sa a du fu, la malia domina le albe provenzali e il risveglio di romeo e giulietta, le poesie che celebrano l`allodola, la canzone di mignon, leopardi e keats, tjut?ev e rilke. la poesia incanta: prima di piombare nel silenzio da cui proviene, si fa musica.
le ventiquattro prose che compongono le "operette morali" nascono durante il lungo periodo di "silenzio poetico" di leopardi e costituiscono un unicum nella storia della letteratura italiana. composte in massima parte in forma di dialogo sull`esempio illustre della trattatistica antica, le "operette" danno sistemazione letteraria e intimamente lirica al sistema filosofico leopardiano. abbandonando gli elementi personali e polemici per assumere un respiro universale e intensamente umano, leopardi oppone ai dei contemporanei il suo poetico empirismo, consegnandoci testi vibranti di ironia, potenza allegorica, profondita` speculativa e vivacita` emotiva.
. questo si diceva del colosso di zeus a olimpia, una delle sette meraviglie del mondo, opera di fidia, insuperabile nel rappresentare la maesta` e la bellezza degli dei. peccato che l`unica testimonianza personale rimasta dello scultore sia un piccolo vaso a olimpia con l`iscrizione parlante: . e le tante statue in oro e avorio, in bronzo e in marmo, che fine hanno fatto? tutte scomparse. e tutte le nuove opere sull`acropoli di atene, , furono veramente sotto la sua sovrintendenza? anche il sodalizio con pericle, inscindibile per gli autori antichi, quanto fu vero? e dov`e` la sua mano nella decorazione del partenone? la biografia di fidia, lo scultore ateniese del secolo di pericle, il piu` `classico` del passato `classico`: un racconto tra arte e potere.
includerli o escluderli, accoglierli o marginalizzarli? i rom costituiscono la minoranza numericamente piu` importante dell`unione europea, ma la loro presenza nelle vicende del continente e` del tutto trascurata. non solo: le persecuzioni antizingare che hanno insanguinato l`europa occidentale sono ampiamente censurate, cosi` come la loro schiavitu` in alcuni paesi del sud-est europeo. allo stesso modo la loro resistenza per il mantenimento di un`identita` distinta e fortemente caratterizzata e` generalmente misconosciuta e il loro radicamento in tante realta` locali e` ignorato o sottostimato. il disprezzo verso di loro e` sempre stato cosi` alto che anche il loro riconoscimento come minoranza `culturale` e` stato, ed e`, un processo contestato. una geostoria tutta iscritta nella modernita`, ma del tutto assente dai libri che quella storia raccontano.
cos`e` la giustizia e il giusto, se e perche` dobbiamo essere giusti, il rapporto fra utilita` e giustizia: sono quesiti fondamentali gia` a partire dall`antichita` con le riflessioni di platone e aristotele. dopo di loro, la riflessione di hobbes, locke, hume, rousseau e kant arriva a inquadrare il problema della giustizia all`interno della discussione pubblica in politica. nel xix secolo marx pone la questione che le riflessioni su questo tema siano in stretta relazione con la capacita` della giustizia di soddisfare fini e aspettative sociali. infine nel xx secolo filosofi come hayek e rawls elaborano diverse ipotesi nell`ambito della teoria politica e arrivano a conclusioni teoriche ancora oggi dibattute.
in parte saggio, in parte romanzo, in parte guida, in parte diario o ancora autobiografia, "morte nel pomeriggio" contiene tra l`altro fondamentali riflessioni sulla letteratura e la scrittura. tutto ruota intorno all`affascinante mondo della corrida che ha da sempre stregato hemingway perche` "la corrida e` una tragedia, non e` uno sport" come sottolinea fernanda pivano. "il torero e` l`uomo che vive in stretta intimita` con la morte, e reca sul viso le tracce di questa intimita`. a hemingway interessa vedere l`uomo unito al toro in un solo corpo nell`istante che decide la morte di uno dei due rivali. il libro e` un crescendo lento e sottile; il crescendo, in fondo, che hemingway stesso denuncia come suo "metodo": non "descrivere" un`emozione ma "suscitarla" descrivendo i momenti, le tensioni, i fatti che l`uno dietro l`altro l`hanno provocata. "morte nel pomeriggio", con tutto il suo glossario, non e` un baedecker della corrida piu` di quanto moby dick sia un baedecker della caccia alla balena".
ai confini della galassia c?e un mondo abitato da tre razze umanoidi: gli gdemiar, cioe il popolo d?argilla, che vivono sottoterra; gli eterei fiia amanti della luce; e infine i liuar, dei clan guerrieri che hanno istituito una sorta di societa feudale. l?etnologo terrestre rocannon, in una missione di studio per conto della lega di tutti i mondi, raggiunge quel pianeta, dove anche i ribelli alla lega hanno una propria base. questi riescono a distruggere l?astronave dello scienziato e a ucciderne i compagni. rimasto solo e senza possibilita di ritorno, rocannon inizia un lungo cammino che lo portera dove non avrebbe mai immaginato: nel cuore della leggenda. primo libro del ciclo dell?ecumene, il mondo di rocannon (1966) inserisce elementi tipici della fantascienza in uno scenario da eta del bronzo eroica, dando vita a un mondo nel quale astronavi ultraluce si affiancano a destrieri del vento e il mantello dell?invisibilita diventa una tuta ipertecnologica. un universo di meraviglia ispirato alla mitologia nordica, che nasconde una profonda riflessione sull?antropocentrismo e su cosa sia "l?altro".
romanzo epistolare del 1941, "lettere di una novizia" racconta la contrastata e sbagliata vocazione di una ragazza della buona borghesia. vero perno dell`opera e` pero` la rappresentazione del sentimento della "malafede", quella scarsa o nulla coscienza di se` che porta i personaggi a occultare le proprie ragioni sotto le giustificazioni piu` tortuose, le motivazioni piu` capziose. confondendo valori e false promesse di un`educazione cattolica e di una formazione fascista, piovene puo` cosi` dare espressione alla condizione di una intera generazione di intellettuali e di uomini forse liberi di scrivere, muoversi e pensare, ma carichi di pregiudizi, prescrizioni, prevenzioni.
"`horcynus orca` e` un mitico e epico poema della metamorfosi. la concezione del mondo come metamorfosi affonda le sue radici nella religiosita` mediterranea... per questo d`arrigo ha potuto creare un epos moderno, riprendendo, come joyce nell`ulisse, un tema mitico: perche` in un`eta` in cui il mito dominante e` quello di dissolvere i miti arcaici, solo la tragedia incommensurabile della loro perdita puo` essere il tema della tragedia." (giuseppe pontiggia)