in una successione di quadri brevi, dove spunti e stile si mescolano alla descrizione visionaria degli aspetti piu` squallidi e degradati di una quotidianita` materialmente e spiritualmente indigente, la smart non smarrisce il filo della sua ispirazione: "non devo perdere d`occhio il mio argomento, vale a dire: l`annientamento dell`amore, affinche` la sofferenza possa generarsi e l`amore, se possibile, rinascere in forma nuova".
"fanciulla e il gran vecchio", "la bella principessa rosalinda" e "bambina" narrano di epoche passate, di realta` sospese nella magia del fantastico e di figure di donne che sembrano racchiudere nei loro sogni o nei loro incubi, tutto il mistero del mondo, della vita e della morte. francesca sanvitale costruisce come un gioco di scatole cinesi la trama di ogni fiaba, che ne racchiude un`altra che a sua volta ne svela un`altra ancora e cosi` via, lasciando socchiusa la porta dell`interpretazione, ma non indicando mai il momento esatto per varcarla.
i temi, i metodi di ricerca, i principali campi di applicazione in un percorso ricco di esempi: questa la lezione di uno dei maggiori studiosi europei per conoscere la disciplina che studia le relazioni fra lingua e societa`. gaetano berruto insegna linguistica generale e sociolinguistica all`universita` di torino. si e` occupato, oltre che di sociolinguistica, di dialettologia, di semantica, di linguistica applicata, dell`italiano parlato e di linguistica del contatto.
il cofanetto contiene quattro volumi, gia` pubblicati separatamente, che ripercorrono la storia italiana dal risorgimento alla prima guerra mondiale attraverso fotografie d`epoca ampiamente commentate. il primo volume, "il risorgimento (1848-1870)", e` di diego mormorio, il secondo, "l`italia liberale (1870-1900)", di giovanna ginex, il terzo, "l`eta` giolittiana (1900-1915)", di gabriele d`autilia, il quarto, "la prima guerra mondiale (1915-1918)", di lucio fabi.
tra gli ultimissimi anni del settecento e i primi decenni dell`ottocento il teatro romantico ha animato una grande stagione di fermenti artistici e di audaci sperimentazioni sulle scene europee. elena randi ne traccia un ricco panorama, analizzando le teorie e i luoghi scenici, i generi spettacolari `minori` e l`arte attorica, le scenografie e i costumi, la drammaturgia e la complessiva messinscena. questo ampio quadro mette a fuoco come la tradizione italiana si differenzi dalla situazione delle grandi capitali dello spettacolo in francia, inghilterra e germania: se l`una tende a essere centrata sulla figura del primo attore, l`altra pone un forte accento sull`insieme dei coefficienti scenici. possiamo leggere, nelle caratteristiche del romanticismo teatrale, le linee genetiche e i destini della scena moderna.
la lingua parlata e scritta, il suo valore di emancipazione sociale e la scuola che ne costituisce il principale veicolo, sono stati al centro della ricerca intellettuale e civile di tullio de mauro. questo libro ne raccoglie alcuni dei principali contributi.
e nel mediterraneo che va diluita la modernita` inconsapevole, troppo presa dalla corsa allo sviluppo. e qui che possono stemperarsi i dilemmi della globalizzazione. occorre restituire al sud l`antica dignita` di soggetto del pensiero, interrompere una lunga sequenza in cui esso e` stato pensato da altri. d`altra parte il pensiero meridiano .
un`esposizione critica del pensiero di wittgenstein puo` difficilmente essere organizzata `per libri`. egli pubblico` un solo libro e la produzione successiva al 1929 e` un unico grande work in progress. ma non e` facile nemmeno organizzarla `per temi`, dato che non abbiamo a che fare con un pensatore sistematico o comunque orientato a disporre i suoi pensieri secondo partizioni tradizionali - logica, metafisica, etica, filosofia di questo e di quello. l`articolazione che si e` scelta ha lo scopo di dare autonomia e unita` ai singoli contributi, illuminando al tempo stesso la maggior parte degli argomenti della riflessione di wittgenstein.