florens e` una ragazzina con "le mani di una schiava e i piedi di una signora portoghese", sa leggere e scrivere, le piacciono le scarpe dei grandi, ama con trasporto sua madre e vive in una squallida capanna. e figlia di una schiava e forse del padrone, proprietario di una piantagione nel maryland cattolico. un giorno nella fattoria giunge jacob, commerciante e avventuriere angloolandese con una piccola proprieta` nell`aspro nord, che e` passato a riscuotere un debito. il padrone gli offre la schiava, ma in un attimo lei, che ha colto negli occhi dell`uomo un lampo di bonta`, lo convince a prendersi la piccola florens, certa che avra` un futuro migliore. malgrado la riluttanza a trattare "carne umana", jacob accetta la bambina come indennizzo e la porta con se`. da quel giorno, e per tutta la vita, florens cerchera` invano di colmare il vuoto dell`abbandono materno con l`amore di altri: prima quello di lina, un`altra serva nella tenuta del nuovo padrone, la cui tribu` e` stata sterminata dal vaiolo; poi quello della loro padrona, rebekka, a sua volta vittima dell`intolleranza religiosa in inghilterra; di sorrow, una strana ragazza che ha trascorso l`infanzia in mare; e poi, diventata grande, quello di un fabbro africano, forte e libero, che non ha mai conosciuto la schiavitu`. ma florens ignorera` sempre che quell`abbandono non e` stato altro che un gesto di misericordia, un atto di salvezza, l`estremo straziante dono di sua madre.
questo libro percorre in sedici capitoli i sapori elementari che caratterizzano il nostro gusto. sedici terre di confine in cui, dall`acido (sgombri crudi all`aceto aromatizzato) all`amaro (sorbetto al cioccolato amaro), dalle muffe nobili (terrina di frutta secca al roquefort) alle uova di pesce (penne alla bottarga di tonno), dalla dolce brace (calamari grigliati all`eucalipto) ai bastoncini di pane inzuppato (charlotte magnifica), reimpanama il senso e il meglio della semplicita`. 124 ricette, tra le quali alcuni grandi classici, rivisitati da nicolas le bec (vale la pena di citare una memorabile tartare di manzo al basilico e parmigiano), per festeggiare tra amanti della buona tavola e regalarsi cibi dal gusto intenso.
tom griffin ha dieci anni e vive a dublino con il fratello johnny, maggiore di due anni, la loro madre sandra, la sorellastra grainne e il padre di lei, che ha sposato sandra dopo il divorzio dalla prima moglie. una famiglia allargata come tante, che vive momenti di serenita`, ma anche inevitabili tensioni. grainne in particolare e` una ragazza difficile, dall`adolescenza turbata, che deve fare i conti con il dolore di essere stata abbandonata da piccola dalla madre, trasferitasi in america subito dopo la separazione. ma ora la donna ha deciso di tornare in irlanda, per incontrare la ragazza, e sandra ha pensato che sia meglio lasciare sole madre e figlia in questo difficile incontro: percio` ha organizzato un viaggio-avventura in finlandia per i suoi ragazzi. spostamenti in slitta con i cani, allestimento del campo per la notte: per tom e johnny la vacanza e` un paradiso, finche` la madre, una sera, scompare tra le nevi, e saranno proprio loro a doverla cercare...
la fama di koje`ve resta affidata alle sue lezioni parigine degli anni trenta sulla fenomenologia dello spirito di hegel. da allora, abbandono` ogni attivita` filosofica pubblica per diventare un alto funzionario dello stato francese. ma continuo` a lavorare a una sorta di "aggiornamento" di quel sistema che riteneva ancora valido per la comprensione della realta`: il sistema hegeliano. ha dato vita a un`opera monumentale, rimasta incompiuta e a lungo inedita intesa come un`esposizione completa ed enciclopedica della saggezza hegeliana. questo volume presenta l`introduzione al sistema, nella quale e` sviluppata una riflessione sulla filosofia stessa, definita come quel discorso che puo` parlare di tutto, a condizione di parlare anche del fatto che ne sta parlando.
la prima storia generale del teatro inteso non tanto come scrittura drammatica quanto come rappresentazione e spettacolo. nel medioevo sulle piazze delle citta` montano i loro spettacoli giullari, buffoni, mimi: una giocosita` profana si diffonde per le strade delle grandi e piccole citta`. se i padri della chiesa condannano il teatro, e` proprio all`interno delle chiese che nasce un`altra forma di spettacolo: il dramma sacro.
troviamo giovanni bilob a roma in una torrida giornata estiva. accompagna la figlia che sceglie l`abito di nozze; ma e` distratto, e segni vaghi ma sempre piu` insistenti sembrano voler distoglierlo dal suo presente. decide quindi di fare il viaggio di ritorno a frosinone da solo, in treno, mentre i segni si precisano grazie ad un incontro. piu` tardi, alla cerimonia, conoscera` angelica, sirena del lago e punto di incontro di tradizioni e pensieri diversi. e nella notte che entrambi li avvolge, saranno incantamenti e malie, corpi di luce e animali fantastici, una terra dal respiro sconosciuto eppure finalmente familiare che giovanni bilob riconoscera`, di immagine in immagine, come quella del suo passato.
accanto alla rivoluzione francese, tra la fine del settecento e gli inizi dell`ottocento, ha avuto luogo un evento assai meno appariscente ma dagli esiti altrettanto decisivi per la storia dell`uomo: la scoperta dell`elettromagnetismo e le sue prime applicazioni. alcune eccezionali figure di artisti non tardarono a intuire l`importanza di queste nuove energie. lo svizzero fussli, lo spagnolo goya, il francese david, l`italiano canova e infine gli inglesi blake e turner ripudiarono lo spazio prospettico tanto caro all`eta` moderna e collocarono figure guizzanti, o attorte e rattrappite in una sorta di etere informe, molto simile a quello in cui scorrono le onde delle nostre telecomunicazioni.
cultura e realta` e` la raccolta degli interventi critici di sanguineti non solo letterari ma anche teatrali, musicali, sui nuovi saperi e l`organizzazione degli intellettuali, sulle diverse arti nell`accezione piu` vasta del termine. e un`opera nella quale si vede con chiarezza come la committenza sia rappresentata dalla realta` stessa, capace, attraverso le occasioni di convegni, dibattiti o collaborazioni con altri artisti, fino alla necessita` impellente di trattare alcuni temi richiesti dalla situazione concreta, di dare il ritmo del lavoro intellettuale. in questa maniera, facendoci muovere in una rete dove si incontrano catullo, petronio, dante, petrarca, adorno, gozzi, verdi, baj, celestini, per fare solo alcuni dei nomi possibili, il percorso testuale ci offre una mappa degli interessi privilegiati dell`autore e le sue interpretazioni che pero` diventano la chiave per guardare ai nodi irrisolti o ai temi costitutivi del dibattito delle diverse epoche. questa e` la grande capacita` dell`autore che non si limita alla sua competenza ermeneutica ma si concentra anche sul saper cogliere i punti critici fondamentali delle diverse trasformazioni della tarda modernita` e della globalizzazione.
si chiamavano clara, nadia, magda, felismina, jang qing, elena, caterina, mira... sono state spose, amanti, muse, ammiratrici... si sono innamorate di un uomo crudele, violento e tirannico, l`hanno convinto che era bello, affascinante, onnipotente. a volte l`hanno dominato, a volte sono state tradite e ingannate. alcune di loro sono state quasi piu` feroci del loro uomo. spesso l`hanno seguito fino alla morte. hanno tutte contribuito a plasmare le personalita` piu` potenti e terribili del xx secolo. del resto, uno degli ingredienti fondamentali del successo politico dei grandi dittatori e` proprio il fascino esercitato sulle donne, che li inondavano di lettere d`amore. come aveva capito adolf hitler, "l`importante e` conquistare le donne, il resto arriva dopo". diane ducret ricostruisce gli incontri, le strategie seduttive, gli amori, il peso politico, il destino delle donne che hanno intrecciato le loro vite con quelle di mussolini, lenin, stalin, salazar, bokassa, mao, ceausescu, hitler, fino a entrare nel loro letto. "le donne dei dittatori" esplora cosi` i meccanismi piu` profondi e segreti del rapporto che lega sesso e potere. e, raccontandoci la storia da un`angolatura inedita, ci aiuta a capire l`attualita`.
nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico greg roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. e diventato eroinomane dopo la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. ma gli anni che seguono vedranno greg scappare da una prigione di massima sicurezza, vagare per anni per l`australia come ricercato, vivere in nove paesi differenti, attraversarne quaranta, fare rapine, allestire a bombay un ospedale per indigenti, recitare nei film di bollywood, stringere relazioni con la mafia indiana, partire per due guerre, in afghanistan e in pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, tornare in australia a scontare la sua pena. e raccontare la sua vita in un romanzo epico di piu` di mille pagine.
la seconda guerra mondiale e` un incubo che tuttora si staglia al centro dell`eta` contemporanea: in quanto confutazione totale di ogni nozione di progresso umano e in quanto conflitto la cui eredita` ancora ci perseguita a settant`anni di distanza. il libro di norman stone, che si propone di narrare la guerra nel modo piu` sintetico possibile, rende incredibilmente nuova una vicenda che nei suoi lineamenti fondamentali e` familiare ai piu`. grazie al ritmo di una scrittura capace di catturare l`attenzione, ci si sente di fronte allo svolgersi incalzante di una storia terribile. quello di stone e` un tentativo di trasmettere quel che risulta molto difficile comunicare: il senso di un conflitto epocale quale emerge dalla ricostruzione dei fatti, degli atti e delle scelte dei protagonisti.
in questo dramma holderlin affronta la figura di empedocle e la vicenda leggedaria secondo cui il filosofo agrigentino si sarebbe tolto la vita gettandosi nel cratere dell`etna. il poeta tedesco e` attratto da due temi: la venerazione somma per una natura divina e l`esigenza di fuggire una vita che non sia a misura d`uomo. empedocle e` stato indotto dal suo stesso pensiero all`odio verso la cultura, al rifiuto per tutto cio` che oppone ostacoli sulla via dell`assoluto. di qui quel principio di libera scelta della morte che porta al gesto del suicidio. il dramma, incompiuto, e` stato scritto nel periodo cruciale della vita di holderlin, che da quel momento non si dedico` piu` alla creazione di opere tragiche.
il "galateo ovvero de` costumi", trattato nel quale, sotto la persona di un vecchio idiota ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona de` modi che si debbono tenere o schifare nella comune conversazione, cosi` precisa il sottotitolo, fu pubblicato nel 1558 da monsignor della casa, nunzio pontificio a venezia, temperamento mondano, autore di quello che sara` poi l`"indice dei libri proibiti". vengono esposte norme sul modo di vestirsi, enumerati tutti i gesti e le cose spiacevoli da evitarsi; e` riprovato lo scherno, la beffa, la parola che morde e offende; si suggeriscono i modi del parlare, si consigliano i vocaboli da usare e quelli da evitare. insomma, biasimando ogni eccesso, l`autore incarna il culto della proporzione proprio del rinascimento.
in occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa (luglio `44) dell`autore, vengono pubblicate (o ripubblicate) tutte le sue opere. il primo volume contiene alcuni famosi romanzi (corriere del sud, volo di notte, terra degli uomini), oltre a un inedito (l`aviatore) e ad altri testi vari: scritti giovanili, articoli, prefazioni, diari e lettere.
un celebre sogno, quello di nabucodonosor, re di babilonia del vi secolo a.c.; una celebre sua interpretazione, quella di daniele, profeta ebreo deportato a babilonia; nel sogno daniele scorge un`allegoria della successione dei regni e della loro potenza politica nel mondo fino all`epoca alessandrina, e dell`instaurazione di un regno universale, senza tramonto. da allora il testo di daniele sara` oggetto di un conflitto interpretativo proseguito per secoli. in questo libro l`autore ricostruisce la storia delle reazioni alla profezia di daniele, illuminando in particolare la controversia moderna in un arco temporale che dalla riforma luterana giunge ai testi puritani del seicento e a cromwell, al newton `teologico` e all`illuminismo settecentesco.
l`ultima avventura del commissario montalbano. anno 2005: camilleri ha appena pubblicato la luna di carta. sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a elvira sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario montalbano. si intitola riccardino. l`accordo e` che verra` pubblicato poi, un domani indefinito, si sa solo che sara` l`ultimo romanzo della saga montalbano. anno 2016. sono passati 11 anni durante i quali sono usciti 15 libri di montalbano. andrea camilleri sente l`urgenza di riprendere quel romanzo, che e` venuta l`ora di . nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si e` evoluta. ne` muta il titolo che allora considerava provvisorio ma al quale ormai si e` affezionato e che nel 2016 decide essere definitivo. un titolo cosi` diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari: la forma dell`acqua, il giro di boa, il ladro di merendine, l`altro capo del filo. ma riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed e` giusto marcare la differenza sin dal titolo. ma come e` nata l`idea, e soprattutto perche`? racconta andrea camilleri in una vecchia intervista che a un certo punto si era posto il problema della dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che cio` avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto. ma poi, aggiunge, . i suoi due amici scrittori di gialli, izzo e manuel vazquez montalban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. allora . ecco: la soluzione la scopriranno i suoi tantissimi affezionati lettori di questo riccardino che pubblichiamo ricordando andrea camilleri con gratitudine
camilleri e` un maestro del racconto. si presta sia alla misura minima della novella che a quella del romanzo breve. e, nella raccolta la paura di montalbano (uscita in prima edizione, per mondadori, nel 2002), alterna brevi e lunghi. concerta il tutto nella forma compattamente ritmica di un libro di grande felicita` narrativa e di sicuro diletto. fa da preludio giorno di febbre. vi abita un montalbano febbricitante, impegnato nella vana ricerca di un termometro. e quasi una comica. eppure il commissario, che assiste a uno scippo e al ferimento di una bambina, ha modo di fiutare, nel segreto di un barbone che si prodiga a dare soccorso, l`inabissamento di un giallo. la ricerca investigativa irrompe nel romanzo breve ferito a morte. montalbano si incarica di dare di se` un ritratto a contrasto, un attestato di esistenza in vita in qualita` di personaggio nel ruolo di sbirro: lui in quanto esistono i delinquenti. un colpo di pistola ha ucciso, nudo nel suo letto, uno spurcissimo strozzino, che tiene in casa come serva una nipote diciottenne e ha come esattore un pregiudicato. entra in scena un altro morto ammazzato. si tratta del fattorino dindo`, personaggio di lunare innocenza. per risolvere il caso, montalbano si atteggia a regista cinematografico. prova e riprova sul set le ricostruzioni possibili. si insinua veloce, nella trama del libro, un cappello pieno di pioggia. ed e` un imprevedibile cappello, quello del titolo, che consente allo sbigottito montalbano, in trasferta a roma, di favorire la cattura di uno spacciatore. il quarto segreto vede in azione un montalbano inedito che segretamente collabora con i carabinieri; e, senza la sua squadra, ma con l`aiuto esclusivo di un catarella , porta a termine l`indagine sulla morte di un misterioso muratore e sulle attivita` di un costruttore mafioso. segue, con la paura di montalbano, l`ultimo corto. nella luminosita` gelida di una passeggiata in montagna, accade a montal
la "einleitung in die ethik" raccoglie le fortunate lezioni tenute da edmund husserl all`universita` di friburgo nel 1920 e nel 1924, frutto di una lunga riflessione del fondatore della fenomenologia su etica e morale. attraverso un confronto serrato con i maggiori filosofi della tradizione occidentale, dagli antichi greci a thomas hobbes e ai moralisti inglesi, e mediante un`articolata analisi dei testi centrali di david hume e immanuel kant, husserl si misura con uno dei tentativi piu` originali del pensiero moderno: fondare in maniera sistematica un`etica scientifica e rigorosa.
e un inverno insolito quello in cui l`avvocato vittorio contrada e costretto a guardare in faccia il suo passato. e quel passato ha gli occhi azzurri, la pelle morbida e l`incedere elastico di claudia, compagna di liceo che vittorio non vede da oltre vent`anni. ex barricadera dai forti ideali, claudia ora e sposata con eugenio morlacchi, imprenditore green dall`incredibile successo. ha casa a milano, un palazzetto sul canal grande a venezia, gioielli, un autista, ma soprattutto claudia ha una figlia, ada, e ada ha un problema grave. qualcuno la minaccia, uno stalker, un possibile rapitore, qualcuno che potrebbe avere un conto in sospeso col morlacchi. ma a contrada basta poco - parlarne con la sua squadra ormai rodata, la socia gloria almariva e il ruvido tuttofare ciuffo, al secolo andrea benati - per capire che le cose non stanno affatto come claudia gli ha raccontato fra le lacrime. che la giovane ada forse non e una ventenne indifesa di fronte alle brutture del mondo. che quando le luci fuori si spengono e nel buio delle stanze si accendono gli schermi di computer e cellulari, ada si trasforma. il suo segreto e di quelli che non si confessano a cuor leggero, la sua doppia vita farebbe vergognare una ragazza perbene, ma le sue ragioni sono adamantine, incomprensibili per gli adulti che la circondano e, di certo, pericolose. salvare ada sara per vittorio e i suoi un tuffo in ricordi agrodolci e insieme una corsa verso un orizzonte sempre piu minaccioso. mentre sulla citta scende - lievissima, incurante - la neve. dopo come si uccide un gentiluomo, tullio avoledo torna con un giallo che non teme di guardare a fondo nelle debolezze umane, per raccontarcele poi con penna ironica e feroce, piena di inaspettata tenerezza.