Canti rivoluzionari dell'America Latina (Hasta Siempre,Santiago De Chile,Un Rio De Sangre etc.)
vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, istanti in cui l`identita` dell`altro si cancella mentre, di riflesso, dubitiamo della nostra. kundera trasforma una percezione cosi` segreta e sconcertante in materia romanzesca.
jorge luis borges commento`, insieme a euge`ne lonesco, il tema centrale dell`opera di bevilacqua: "nelle sue storie e` espressa con forza la manifestazione massima del mistero dell`uomo: il potere e l`attesa di essere stupiti. lo stupore di cui parla bevilacqua e` una forma di felicita`, allontana la paura della morte". le storie qui riunite, nel loro insieme, consentono dunque al lettore di inoltrarsi, con intensita`, in questa stupefazione, partecipando a un viaggio iniziatico dalle esperienze piu` personali dello scrittore all`analisi delle vicende dell`uomo contemporaneo. il viaggio si snoda per stazioni: le "prime cerimonie dei sensi" (rivelazioni dell`eros, rapporti quasi coniugali); la follia della madre e la follia che devasta il tempo d`oggi; le avventure fra i giovani dei nostri giorni; le straordinarie leggende delle origini, e via via. secondo lonesco: "una logica diversa, prettamente naturale, che comprende anche il grottesco". per convenire con leonardo sciascia: "e il libro di una vita. ma e` anche pieta`, e` anche amore".
"nessuno scrittore ha insegnato all`ortese questa callida acredine del discorrere, quella volatile furia e insieme quella macerazione labirintica che danno, fin dalle prime pagine, una letizia aspra, inquieta, insonne e insieme allucinatoria. il linguaggio letterario e` l`ultima e definitiva forma di incantamento, di carmen, l`ultima formula che agisce e costringe l`inesistente a esistere; e l`incantesimo dell`iguana, appunto, agisce. volendo, si puo` chiamare `romanzo` questo libro; ma forse e` inutile. ha qualcosa della fiaba, e insieme della ballata, della filastrocca, dell`incubo, del sogno, del delirio; appunto, e` un incantesimo che agisce." (giorgio manganelli)
RCA 1978. NO MINT.
Piccolo Coro Dell'Antoniano Diretto Da Mariele Ventre
ottime condizioni
1971
NAXOS 1991
JANOS SEBESTYEN
ACCORD 1991
SONY 1995
GEORGE SZELL
un saggio folgorante che ci rivela - in tutti i suoi aspetti contrastanti - un`immagine molto piu precisa e concreta di una grande epoca: il settecento francese.
"per la prima volta in europa si levo la voce ferma e coraggiosa dell`opinione pubblica russa". con queste lapidarie parole lo scrittore ivan sergeevic aksakov accolse una serie di articoli apparsi in germania e in francia sul finire degli anni quaranta dell`ottocento e destinati a suscitare una vasta eco in occidente. l`autore di quelle pagine anonime, che osavano rivolgersi all`europa con inaudita liberta e dignita, era fedor tjutcev. diplomatico, poeta ammirato da puskin e da turgenev, da dostoevskij e da tolstoj, uomo di grandi vizi e virtu, tjutcev era animato da un entusiasmo senza limiti per la sua russia, che - credeva fermamente - sarebbe diventata un grande impero, capace di unire tutti i popoli slavi di fede ortodossa. ancora oggi, se si vogliono comprendere le mire espansionistiche di quel paese, e agli scritti politici di tjutcev che occorre volgere lo sguardo. fra le sue "intuizioni storiche" - come le definisce il teologo georgij florovskij -, spiccano l`agonia della civilta occidentale, la questione romana e il papato, il ruolo della censura e dell`autocrazia zarista, fino alla previsione di una catastrofica guerra che l`occidente avrebbe scatenato contro la russia uscendone sconfitto, e che avrebbe segnato l`inizio di un nuovo capitolo della storia. temi, come salta agli occhi, di bruciante attualita. postfazione di massimo cacciari.