secondo l`autore, quindici anni dopo la fine della democrazia cristiana e dell`unita` politica dei cattolici, la responsabilita` di animare una presenza organizzata dei cristiani nell`italia bipolare e` interamente affidata ai laici credenti. spetta a loro assumere pienamente il valore dell`alternanza, scegliere con chiarezza il campo riformatore o quello conservatore, evitare l`illusione sia di poter ricostruire un partito simile alla dc sia di potersi rifugiare in un moderatismo perdente o in un fondamentalismo falsamente rassicurante. e solo affrontando appieno le sfide dell`identita`, della laicita` e dell`etica pubblica che i cattolici italiani potranno contribuire a scrivere un nuovo alfabeto sociale, rinnovando il proprio apporto al bene comune e al futuro della nazione. serve una nuova stagione di impegno civile e politico, che luigi bobba delinea nella sua geografia ideale muovendo da una lunga esperienza maturata nel mondo dell`associazionismo.
studioso della violenza, sofsky si occupa in queste pagine di una forma piu` sottile di accanimento, quella dei sistemi di sorveglianza dell`epoca contemporanea: dalle telecamere per le strade o nei luoghi di lavoro, che sembrano promettere sicurezza, ai servizi informatici che garantiscono la nostra comodita`, ai controlli delle nostre abitudini su internet o nelle e-mail. il sociologo tedesco dimostra come una gran quantita` del nostro "privato" sia gia` andata perduta, e non solo per colpa della tecnologia o dei timori per il terrorismo: buona parte di questa situazione e` da attribuirsi a noi stessi, alla nostra indifferenza, alla voglia di apparire, al desiderio di stare al passo coi tempi. sofsky parte dalla descrizione della vita quotidiana di un comune cittadino moderno e ottiene il ritratto di una persona che vive sotto un controllo quasi costante. in nome delle "facilitazioni", sta trionfando una sorta di vita uniforme che uccide la liberta` dei cittadini.
il narratore risiede in un villaggio normanno. nella solitudine brumosa della campagna, in una casa dalle scale scricchiolanti, piena di piccoli notturni rumori, raccoglie materiali documentali sul misterioso popolo dei gamuna: le fonti maggiori sono le lettere e i taccuini di un amico viaggiatore, gli articoli di un aviatore argentino e il diario che una suora vietnamita gli legge quando egli si reca a trovarla al di la` della manica. gianni celati da` vita a un romanzo di antropologia fantastica ricreando la storia dei gamuna, della loro lingua, dei loro costumi, del mistero che li circonda.
Il classico album del 1976. Vinile bianco 180 grammi, stampa Usa. Rimasterizzato sotto la supervisione dello stesso Lou Reed.
il narcisismo abita i nostri amori e tutte le relazioni. puo` essere fragile o contundente. finche` cerchiamo di rinchiuderlo in una definizione, non lo capiremo. occorre una bussola psichica per navigare nei mari insidiosi della stima di se`, tra isole che si chiamano insicurezza, egocentrismo, rabbia, invidia, vergogna. narciso era un giovane di grande bellezza, nella quale annego` dando vita a un fiore. ovidio lo raccolse e ne fece un mito, freud una realta` psichica: il narcisismo. abita i nostri amori, attraversa i nostri discorsi, seduce politici e artisti, ma anche criminali. funambolo dell`autostima, narciso cammina sul filo teso tra un sano amore di se` e la sua patologica celebrazione, che puo` diventare una diagnosi: il disturbo narcisistico di personalita`. finche` cerchiamo di rinchiuderlo nella gabbia di una sola definizione, non lo conosceremo: ci serve un sestante per navigare tra gli scogli della stima di se`. ci sono narcisisti arroganti oppure timidi, con la pelle spessa o sottile. tutti nuotano in un arcipelago di possibilita`: saziati dalla prepotenza, circonfusi dal carisma, baciati dal successo, afflitti dalla depressione, tormentati dall`insoddisfazione, abitati dal vuoto, suicidi per frustrazione. possono avvelenare una relazione fino al sadismo e manipolare gli altri fino alla psicopatia. sono braccati da cinque fiere: l`egocentrismo, l`insicurezza, la rabbia, l`invidia e la vergogna.
il 9 ottobre 1963 duemila persone rimasero uccise sulle montagne del bellunese, travolte dall`onda di acqua e fango sollevata da una gigantesca frana precipitata nel bacino ai piedi del monte toc. il vajont e` stato uno dei disastri piu` tragici della storia italiana recente. nel 2008 l`unesco lo ha incluso tra i cinque piu` gravi disastri ambientali di natura antropica, definendolo . in effetti, la diga del vajont e` ancora li`, solo scalfita dalla frana, a dimostrazione che non basta un`opera di alta ingegneria per evitare il disastro; a crollare, infatti, non fu la diga ma la montagna, come d`altronde in tanti temevano. il vajont e` una storia cruciale per comprendere la storia ambientale - e non solo ambientale - dell`italia contemporanea.
succede a tutti di farsi male, ma possiamo imparare a riconoscere le sofferenze che ci colpiscono alle spalle da quelle a cui noi stessi, piu o meno consapevolmente, ci consegniamo. vittorio lingiardi delimita un territorio vastissimo e oscuro: percorre la storia dei nostri dolori e traccia un confine tra convivenza e connivenza. masochista e un aggettivo che turba, ma qui non si parla di fruste e manette: lo sguardo e sulla personalita e sulle relazioni. lingiardi ci accompagna in stanze interiori, arredate con gli spigoli aguzzi dell`autocritica, le mensole inaccessibili dell`ideale dell`io, le casseforti del sabotatore interno, le lavatrici interminabili del senso di colpa. un racconto sulla vita di tutti i giorni, con un finale sul masochismo politico e il dolore del mondo. pagine scritte con le parole della psicoanalisi, della poesia, del cinema.