: sono le parole che marai incide sulla soglia di questo libro bruciante. un libro di cui nel suo diario dice: . tant`e` che si era deciso a pubblicarne solo una parte (la seconda: terra, terra!...), e solo nel 1972. un , dunque? non c`e` dubbio. come non c`e` dubbio che (non diversamente che in altri, notevolissimi casi) ne sia valsa la pena: perche` qui - in uno stile asciutto ed efficace, che non cela tuttavia l`amarezza di fondo - marai racconta gli anni che vanno dall`anschluss (quando lui era ancora un autore e un giornalista famoso) al giorno in cui i carrarmati tedeschi varcarono i confini ungheresi nel marzo 1944, e spinge lo sguardo fino ad altri giorni ferali: l`arrivo dei sovietici nel 1945, la scelta dell`esilio nel 1948. in quegli anni , una societa` che continuava a cullarsi in una senza rendersi conto di vivere . il grande romanziere delle braci ci consegna in queste pagine una appassionante testimonianza, che abbaglia per il modo in cui unisce la malinconia del ricordo alla precisione e all`acutezza delle analisi storiche.
nel penitenziario di cold mountain, il tempo scorre lungo un corridoio stretto e soffocante, quello che i secondini chiamano il miglio verde: l`ultimo tratto che i condannati percorrono prima della sedia elettrica. li vivono uomini distrutti, come eduard delacroix con il suo topo ammaestrato, o lo psicopatico "billy the kid" wharton. ma nulla prepara le guardie all`arrivo di john coffey, un nero enorme, silenzioso, condannato per un crimine orribile: l`omicidio di due bambine. eppure in coffey c`e qualcosa che sfugge all`umana comprensione. non e solo la sua presenza a incutere soggezione e compassione: sembra capace di guarire, di vedere nel profondo, di compiere l`impossibile. e davvero un assassino? un mostro? o forse qualcosa che nessuno e pronto ad accogliere? con il miglio verde, stephen king ha scritto uno dei suoi romanzi piu commoventi, intensi e misteriosi: un inno alla dignita, al dolore e al confine sottile tra giustizia e vendetta. dal libro e tratto l`omonimo film culto diretto da frank darabont e interpretato da tom hanks.
jake epping e un tranquillo professore in un liceo del maine. la sua vita scorre ordinaria, finche scopre che la dispensa della tavola calda del suo amico al nasconde un varco temporale: un passaggio per tornare nell`anno 1958. da quel momento, tutto cambia. perche se e possibile viaggiare nel tempo, e anche possibile impedire l`assassinio di john f. kennedy. e dopo aver salvato kennedy, riuscire a salvare anche martin luther king. bob kennedy. magari evitare la guerra in vietnam. fermare le rivolte. cambiare tutto. basta attraversare la buca del coniglio come alice. e ogni volta, ritrovarsi nello stesso istante: le 11.58 del 9 settembre 1958. nel presente, nel frattempo, saranno passati solo due minuti. comincia cosi la nuova vita di jake, sotto il nome di george amberson, in un`america di juke-box, sigarette e capelli impomatati. ma il passato non vuole essere cambiato. e jake dovra scegliere tra la missione e l`amore, tra cio che e giusto e cio che e possibile. il romanzo ha ispirato la miniserie tv 22.11.63, con protagonista james franco.