
questo volume comprende i racconti inediti "la prova" e "la guerra privata di samuele, detto leli". le altre storie sono state pubblicate in tempi diversi: "l`uomo e` forte" in articolo 1. "racconti sul lavoro", sellerio, 2009; "i quattro natali di tridicino" in storie di natale, sellerio, 2016; "la tripla vita di michele sparacino" in allegato al , 2008 e rizzoli, 2009; "la targa" in allegato al , 2011 e rizzoli, 2015. una rete di storie, ovvero una proliferazione di intrecci sorprendenti, e` questo libro di racconti. la consueta concentrazione espressiva, la scrittura scenica di geniale lucidita`, e il talento umoristico, consentono a camilleri di tradurre con spigliatezza il ludico nel satirico, facendo giocare il tragico con il comico: senza pero` escludere momenti d`incanti emotivi, come nel racconto "i quattro natali di tridicino". la raccolta si apre con una di equivoci e tradimenti, dai guizzi sornionamente maliziosi. si chiude con un racconto di mare di potente nervatura verghiana, calato in un mondo soffuso di antica e dolorosa saggezza: . nella montatura centrale, tra varie coloriture sarcastiche, si ingaglioffa nell`abnorme e nell`irragionevole. ora e` la vita da cane di un poveruomo, che si araldizza nel gesto finale, nella desolazione estrema di una autoironia catartica sorvegliata dalla moglie: . ora e` la stolidita` ilarotragica del fascismo, in due episodi: sull`impostura di un falso eroe patriottico, al quale non si sa come dedicare una targa di pelosa commemorazione; e sulla discrimi

carlo monterossi, il protagonista di questi racconti e dei romanzi di alessandro robecchi, e` una figura di detective del tutto atipica. suo punto di partenza e` sempre stato . pubblicare a dieci anni dall`esordio in un unico volume i racconti sparsi, gia` comparsi nelle diverse antologie gialle di sellerio, serve - spiega robecchi nel testo che li introduce - , a comprenderli a tutto tondo. e infatti si va da un monterossi quasi naif del primo racconto, che si fa aiutare da un professionista misterioso come oscar falcone, fino a un`agenzia investigativa dell`ultimo, aperta in societa` con agatina cirrielli, ex poliziotta risoluta e sbrigativa gia` incontrata negli ultimi romanzi della serie. ma lui, lungo tutto questo arco di tempo, e` sempre piu` riluttante, quasi preda delle diverse storie: una truffa a suo danno e la contro beffa, il rapimento di un chihuahua che chissa` cosa nasconde, l`etica di due killer, cartoline di significato misterioso su un interno di famiglia miliardaria, la ricerca affannosa del piu` sfortunato degli eredi di una fortuna industriale. perche` la cifra di monterossi e` il dubbio: dubita del comodo lavoro di produttore di programmi televisivi di grande successo commerciale, che lui giudica spazzatura, ma dubita anche della sincerita` del suo disprezzo per il mondo da cui succhia tanto denaro. cosi` affronta la sua scettica parte sia tra le belle donne il cui fascino e` cesellato da generazioni di privilegi, sia nei bilocali con soggiorno-cucina di chi sa sulla propria pelle che . e tutto questo, senza rinunciare al whisky piu` costoso, all`automobile piu` silenziosa, all`appartamento piu` elegante, nutrendo una preferenza per chi riesce a vivere da sfigato. o forse e` invidia. alessandro robecchi racconta una milano nera ma , in modo un po` cinico e sarcas

ezra pound (1885-1972) e` uno dei massimi poeti del `900, autore di un poema immenso: i cantos. trascorse molta parte della sua vita in italia, soprattutto a rapallo. nel 1945 fu arrestato dall`fbi con l`accusa di collaborazionismo con il fascismo. fu internato per 13 anni all`ospedale psichiatrico criminale "st. elizabeths" a washington. fu liberato nel `58 e torno` in italia, dove mori` nel 1972. il volume raccoglie le principali interviste rilasciate da pound alla stampa italiana dagli anni venti agli anni settanta del `900. ne esce un ritratto inedito del poeta americano, attraverso giudizi, ricordi e riflessioni fulminati sull`italia tra le due guerre, i rapporti con il fascismo, l`instancabile lavoro ai cantos, gli amici scrittori, il pensiero economico, la vecchiaia, la letteratura.

la mia casa, ex chimico, contro il dolore, il salto della pulce, notizie dal cielo, il mondo invisibile, il linguaggio degli odori, sono alcuni titoli degli scritti che primo levi ha pubblicato tra il 1964 e il 1984. le scienze naturali, la zoologia, l`astronomia, la letteratura diventano punti di partenza per una serie di riuscite divagazioni, di "invasioni di campo, incursioni nei mestieri altrui, bracconaggi in distretti di caccia riservata", che arricchiscono in maniera sorprendente la fisionomia dello scrittore. levi conosce a fondo le cose di cui parla, rivelandosi il piu` estroso dei botanici, degli zoologi e dei linguisti. inoltre racconta gli autori che gli sono cari, ci spiega perche` scrive, evoca ricordi di giovinezza nostalgici e ironici, riflette sui legami tra il mondo della natura e quello della cultura. e finisce per offrirci una preziosa autobiografia, scritta con il suo stile inconfondibile: nitido, scarno, preciso.

il romanzo e` ispirato da "eugenie grandet" di balzac, trattato con una sensibilita` evidentemente maturata attraverso il lungo meditare dell`autore sull`arte di turgenev. il tema portante e` lo stesso delle altre opere principali di turgenev, ovvero il rapporto di una figlia con l`autorita` paterna.

indebolito dall`eta` nel fisico ma non nello spirito, yair moses e` un regista israeliano invitato a santiago per una retrospettiva sui suoi film. lo accompagna ruth, protagonista di gran parte delle sue pellicole, di volta in volta definita "compagna", "musa", "personaggio". ad accoglierlo, pero`, vi saranno alcune sorprese: la rassegna e` organizzata da un religioso appassionato di cinema e si concentra sui suoi primi titoli, pellicole cosi datate che lo stesso regista fatica a ricordarne il contenuto (facendo assomigliare le proiezioni a stranianti viaggi nella memoria, a meta` tra la seduta psicanalitica e la confessione religiosa). inoltre nella stanza d`albergo e` appeso un quadro che lo turba profondamente: una versione del celebre tema iconologico della "carita` romana" in cui la giovane pero allatta il padre cimone, chiuso in carcere e condannato a morire di fame. il dipinto ricorda al regista una scena simile che sarebbe dovuta apparire in uno dei suoi film. ruth, pero`, si era rifiutata di girarla: l`avallo di moses alla decisione dell`attrice aveva causato la loro rottura con lo sceneggiatore, shaul trigano, la mente creativa alla base dei loro successi (e all`epoca compagno della donna). una rottura tanto dolorosa quanto irrimediabile. almeno fino ad oggi: moses scopre che dietro l`organizzazione della rassegna c`e` proprio trigano.

scritto subito dopo la seconda guerra mondiale, la morante con questo romanzo ha iniziato il suo lungo percorso letterario. "o impareggiabile prosapia! mia madre fu una santa, mio padre un granduca in incognito, mio cugino edoardo un ras dei deserti d`oltretomba e mia zia concetta una profetessa regina. si fissarono cosi`, in solenni aspetti a me familiari, le maschere delle mie futili tragedie...". cosi` assediata da tali "magnifiche" ombre, l`io narrante di menzogna e sortilegio s`incammina verso la necropoli del proprio mito familiare: pari a un archeologo che parte verso una citta` leggendaria.

sono tre le donne che camminano lungo le strade di questo libro. e camminando cercano una direzione: dietro le spalle tutte le sicurezze di un`esistenza stabilita dagli altri, davanti agli occhi le infinite possibilita` di chi ancora non ha scelto. confuse nei desideri e veementi nel desiderare, incerte nel definirsi, non ci dicono di se` nemmeno il nome. la prima arriva da lione; approda a parigi senza motivo ne` scopo, quasi per caso, alla ricerca del grande amore. quel che l`aspetta e` un mistero piu` grande di lei. la seconda a parigi non ci arrivera` mai. ha sedici anni e "la bellezza del diavolo"; non desidera che partire, ma in valigia porta una pistola. la terza ha lasciato a londra tutto quel che aveva, tranne la chiave in prestito di un piccolo atelier di vaugirard, dove l`angoscia che ha dentro trovera` uno sbocco e una ragione. tre voci piane e intense a raccontare la solitudine e il silenzio, la paura, la violenza, l`abbandono. a ricordare quell`attimo preciso della giovinezza in cui la vita per la prima volta s`inceppa.

quando alan querdilion, un ufficiale della marina britannica, si risveglia nel letto di uno strano ospedale sono passati centodue anni, il mondo non e` piu` lo stesso e lui si ritrova imprigionato in un incubo. i nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e regnano incontrastati. i prigionieri-schiavi vengono allevati e trasformati nella selvaggina di un feroce sovrano. un terrore remoto e indicibile si impossessa lentamente di alan: e` "il terrore che si prova ad essere cacciati". qualcosa di notte si muove nella foresta e brama sangue. lo sente avvicinarsi da lontano, preceduto dal suono di un corno. sono note isolate, appena avvertibili, separate da lunghi intervalli, "ognuna cosi` solitaria nel buio e nel silenzio assoluto, come un`unica vela su un vasto oceano". poco dopo la fine della guerra, e ben prima che il genere distopico infuriasse fra i lettori di tutto il mondo, un diplomatico inglese estremamente discreto, che passava da una sede all`altra del medio oriente, scriveva questo piccolo romanzo, che fa pensare a un racconto di wells, e dove all`immagine di un futuro alternativo governato dai nazisti si sovrappone ben presto la terrificante visione di un mondo capovolto e arcaico, regolato dalla caccia fine a se stessa. ossessione ricorrente da varie migliaia di anni fino a oggi, e forse oggi piu` che mai. con una nota di matteo codignola.
in euripide si afferma il tema della famiglia come ciclo e assistiamo alla caduta del`eroe maschile. euripide invece dimostra cosa la donna puo` fare, nel bene e nel male: nei suooi impulsi di generosita`, nella sua astuzia paziente, nella cupa violenza dei suoi sentimenti, nella sua forza distruttiva.
la nostalgia, la solitudine, la frantumazione e la moltiplicazione dell`io, la maschera, il mistero, il fascino per l`esoterismo, ma anche sorprendenti testi satirici contro il regime dittatoriale di salazar e, soprattutto negli ultimi versi, un intenso sentimento religioso. un viaggio attraverso i pensieri e le parole di un genio assoluto del novecento. la sua poesia, sempre pervasa da intelligenza, ironia e vitalita`, rivela la grandezza di uno straordinario prestigiatore di idee e significati, oltre che della lingua. creatore di diversi eteronomi, alter ego dall`identita` definita e distinta, con una biografia, uno stile, un punto di vista propri, fernando pessoa scrisse anche centinaia di componimenti ortonimi, che scelse cioe` di firmare con il suo nome. questa edizione e` curata da piero ceccucci che, nell`apparato critico, guida alla comprensione della sterminata e complessa produzione di questo enigmatico autore.

una donna si confronta con la sua infanzia segnata da un problema alla nascita: un neo bianco sulla cornea che l`ha costretta a portare per anni un grosso cerotto sull`occhio sinistro. la bambina, immersa in un universo fatto di suoni nitidi e di immagini sbiadite, sviluppa fin da piccolissima un profondo senso di estraneita` nei confronti del mondo che la circonda. sullo sfondo, il messico degli anni settanta, la scuola montessori, i figli degli esuli politici e i suoi genitori in una relazione aperta. ma poi, con gli anni ottanta, tutto viene spazzato via: la famiglia si disgrega, il padre sparisce e la madre vola in francia per proseguire gli studi lasciando la giovane protagonista, e il fratello, a casa di una nonna un po` bigotta. "il corpo in cui sono nata" e` un romanzo di iniziazione alla vita e alla letteratura, un viaggio a ritroso verso l`accettazione di se`, un bildungsroman ambientato tra l`america latina e l`europa.

inclassificabile, indomita, tragica, ha finito per inghiottirne l`opera. erede di una ricchissima famiglia di imprenditori navali, nancy cunard ha tenuto sotto scacco il secolo. amata da louis aragon e aldous huxley, temuta da t.s. eliot e w.h. auden, nancy adorava sottomettere gli intellettuali dell`epoca. fu antifascista, anarchica, un`esteta della difesa dei diritti civili dei neri (un noto musicista jazz afroamericano fu, tra l`altro, il suo piu` acceso amante). a differenza di molti, la cunard tutto amo` e tutto soffri`. con la sua casa editrice, raffinatissima, la hours press, pubblico` i primi lavori di samuel beckett. superba, fu eternata da man ray in fotografie di imperiale bellezza: impose la moda "barbarica" amava i monili africani, i bracciali, ma vestiva da maschio, all`occorrenza. ezra pound la stimolo` a perfezionare la scrittura: parallax (pubblicato nel 1925 dalla casa editrice di virginia woolf) e` tra i grandi poemi del secolo, micidiale controcanto alla terra desolata dell`amico eliot. canto` il turbamento, la gioia, la solitudine. "sfrenata sono stata, e sciocca, e impavida, / e ho amato a piene mani", scrive. ci vuole coraggio.

e il 1996. la guerra fredda dovrebbe essere finita da un pezzo, ma c`e` un nuovo e altrettanto pericoloso nemico sullo scenario internazionale. jack reacher ha trentacinque anni e non ha ancora abbandonato l`esercito. e appena rientrato da una missione che ha portato a termine con successo e viene insignito quella stessa mattina di una medaglia al merito. ma, poco dopo la cerimonia, reacher riceve nuovi ordini: dovra` seguire un corso di studio serale. non proprio la ricompensa che si sarebbe aspettato. quella sera, arrivato in aula per il corso, incontra altri due : un agente dell`fbi e un analista della cia, entrambi, come reacher, reduci da missioni vittoriose. i tre si chiedono quale sia il vero motivo della loro presenza in quella scuola, ma i dubbi vengono presto fugati. una cellula dormiente jihadista ad amburgo ha ricevuto una visita inaspettata, un corriere saudita in cerca di asilo che attende di concludere un affare sospetto. in una lotta contro il tempo, reacher e i due nuovi colleghi dovranno sventare un colpo terroristico di proporzioni catastrofiche...

il romanzo racconta tre momenti nella vita di uno scrittore poco piu che trentenne, leo, alle prese con l`enorme dolore per la perdita del compagno, thomas, giovane musicista tedesco. la loro relazione viene raccontata attraverso lunghe riflessioni e continui flashback. leo e uno scrittore di successo, che vive tra milano, parigi, londra e firenze; thomas, invece, a berlino ovest. i due amanti si incontrano spesso in giro per l`europa, trascorrono le vacanze insieme, ma vivono in due camere, separati da duemila chilometri di distanza. hanno cosi la possibilita di vedersi quando desiderano, ma anche di ritirarsi nella propria solitudine. finche thomas non inizia una relazione con una ragazza. questo strano rapporto a tre scatena vere e proprie crisi di gelosia in leo, ma si interrompe presto per via della malattia incurabile di thomas, che, poco piu che venticinquenne, muore in un ospedale di monaco.

in un albergo di new york per sole donne, esther, diciannovenne di provincia, studentessa brillante, vincitrice di un soggiorno offerto da una rivista di moda, incomincia a sentirsi "come un cavallo da corsa in un mondo senza ippodromi". intorno a lei, sopra di lei, l`america spietata, borghese e maccartista degli anni cinquanta. un mondo alienato, una vera e propria campana di vetro che schiaccia la protagonista sotto il peso della sua protezione, togliendole a poco a poco l`aria. l`alternativa sara abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell`elettroshock. pubblicato nel 1963, un mese prima del suicidio dell`autrice, "la campana di vetro" e l`unico romanzo di sylvia plath. fortemente autobiografico, narra con stile limpido e teso e con agghiacciante semplicita le insipienze, le crudelta incoscienti, i tabu capaci di stritolare qualunque adolescenza nell`ingranaggio di una normalita che ignora la poesia. un libro iconico, coraggioso, che tocca temi ineludibili come la parita di genere e la salute mentale, qui accompagnato dalle illustrazioni di anastasia stefurak, eleganti nel tratto quanto emotivamente coinvolgenti, ispirate a foto, poster, riviste, moda e stile, design industriale e di interni, oltre che a film americani degli anni sessanta.
chicago 1993. elizabeth e jack sono arrivati nella grande metropoli a vent?anni, due origini molto diverse, ma lo stesso obiettivo di costruirsi una vita. la citta e effervescente, in piena trasformazione, tante sono le spinte verso una nuova scena culturale. i due ragazzi vivono in due piccoli appartamenti in un quartiere bohemien, dove artisti e studenti infondono linfa giovane a una vecchia area industriale. fin qui, non si conoscono. ma le loro finestre affacciano sullo stesso vicolo e la sera, quando le luci si accendono, si accendono anche le loro vite intime: lei sfoglia pesanti manuali alla luce di una candela, accanto un bicchiere di vino, lui mescola colori e solventi, ispeziona negativi con la lente di ingrandimento. elizabeth studia psicologia, jack e fotografo. e inverno e si osservano. una sera, a un concerto, jack si fa coraggio e avvicina elizabeth invitandola a bere qualcosa. il periodo dell?universita vissuto insieme e esaltante, ma a distanza di vent?anni, dopo il matrimonio, dopo un figlio, cosa resta? oggi, i risparmi investiti nell?appartamento all?ultimo piano di un ex cantiere navale e i progetti di ristrutturazione rivelano i cedimenti dei loro sogni. elizabeth, ad esempio, vorrebbe due camere da letto e due ingressi separati, mentre jack non ne capisce il senso. ecco il benessere ottenuto. se wellness sia il canto del cigno dell?amore coniugale contemporaneo o il resoconto di due anime che, affiancate, attraversano la vita pienamente e da scoprirsi in questo affresco poderoso, ironico e tenero, e infine spietato di un?intera parte di mondo.


una carrozza lanciata a tutta velocita` nella notte termina la sua corsa tra le rovine di un`antica abbazia nel sud della francia, nel folto di una foresta, dove un inconsueto gruppo di fuggitivi trova finalmente riparo. pierre e constance de la motte, nobili decaduti, si nascondono dalla legge e dai creditori; la giovane adeline, la loro misteriosa protetta, si e` unita ai de la motte lungo la strada, consegnata da un manipolo di banditi. il sollievo per il nuovo rifugio dura fino al giorno in cui il proprietario di quei boschi, l`ambiguo marchese di montalt, mette gli occhi sulla ragazza. tra la scoperta di sinistre reliquie del passato, incubi ossessivi e l`eco di un crimine commesso tra le mura dell`abbazia, adeline comincera` a credere che il suo protettore sia coinvolto nei piani del marchese. "il romanzo della foresta" apparve con clamore nel 1791 e divento` il libro con cui tutti i grandi del xix secolo letterario dovettero confrontarsi: fu d`ispirazione per jane austen, john keats, mary shelley, honore` de balzac, e.a. poe, charles dickens e wilkie collins. un romanzo pioniere del genere gotico, che con la cura di massimo ferraris e` qui proposto in una nuova traduzione, la prima integrale in italiano.

ci sono ferite enormi, insanabili, e piccole lacerazioni nel tessuto del mondo come dentro di noi. ci sono gesti che curano e gesti che distruggono. ci sono storie che parlano da sole. sette grandi scrittori e sette grandi scrittrici festeggiano con un racconto i cinquant`anni di medici senza frontiere, che da sempre s`impegna a curare le ferite degli altri, ovunque si trovino. con l`acquisto di questo libro il lettore sosterra` la causa di msf: tutti gli autori hanno ceduto gratuitamente i loro racconti, la curatrice caterina bonvicini ha rinunciato al suo compenso e l`editore devolvera` l`utile del progetto. racconti di marco balzano, diego de silva, donatella di pietrantonio, marcello fois, helena janeczek, jhumpa lahiri, antonella lattanzi, melania g. mazzucco, rossella milone, marco missiroli, evelina santangelo, domenico starnone, sandro veronesi e hamid ziarati.

uno scrittore, appassionato musicofilo, incontra a vienna jeno varga, un violinista ambulante in grado di suonare con meravigliosa naturalezza la complicatissima ciaccona di bach. in seguito a quali disavventure un artista eccelso si e` ridotto a trascinare per bettole e osterie un talento che avrebbe potuto aprirgli i palcoscenici dei teatri piu` celebri del mondo? qual e` la forza terribile che e` entrata nella sua vita? paolo maurensig costruisce un`avventura in cui le sorprese, i trasalimenti, i colpi di scena non sono puri espedienti narrativi, ma simboli drammatici dello scontro tra le inquietudini, la delicatezza delle anime individuali e la ferocia della storia del novecento.
bobi bazlen (trieste 1902 - milano 1965), fondatore assieme a luciano foa` di adelphi, fu consulente delle piu` importanti case editrici italiane e scopritore di italo svevo; fece pubblicare la letteratura mitteleuropea fino ad allora sconosciuta, tra cui kafka e musil, e i cardini della psicoanalisi freudiana e junghiana. poliglotta, indovinava il valore dei libri in base al fatto che avessero "il suono giusto". affascinato da oroscopi e mappe astrologiche, aveva una cultura vastissima che si spingeva fino all`antropologia e all`arte primitiva. di madre ebrea e padre evangelico, da adulto abbraccio` il taoismo e le filosofie orientali. imprendibile, bizzarro, anche nel vestiario, e` rimasto sempre nell`ombra. questo libro racconta il mistero di bobi bazlen, temuto da giulio einaudi e amato da adriano olivetti, amico di amelia rosselli ed elsa morante, ma detestato da pier paolo pasolini e alberto moravia. dalle mattine passate nella bottega di umberto saba al dialogo con eugenio montale: una lettura inedita, attraverso documenti e nuove testimonianze che riportano a trieste, la citta` che lascio` a 32 anni senza farvi (forse) piu` ritorno.

un ragazzino cerca una via di fuga da un padre ordinario, da una madre troppo amata, dai turbamenti di un`infanzia gia` guasta. dieci anni dopo, quel ragazzino e` un giudizioso studente universitario di matematica che coltiva un`ambizione segreta: vivere un`esistenza consacrata alla scrittura, lontano dall`inferno del sudafrica e dalla vergogna di essere bianco. giunto in inghilterra, deve pero` scendere a patti con la realta`. l`europa degli anni sessanta non e` un posto facile dove sopravvivere. alla fine il ragazzino e` riuscito a diventare uno scrittore, un premio nobel, una personalita` degna di rispetto. ma sara` davvero cosi? un grande scrittore scrive sempre una sola, inesauribile, storia: la propria. e quella di j. m. coetzee e` racchiusa in questi tre romanzi, scritti con un`abilita` e un`esattezza implacabili, che lasciano senza fiato.

"il trattato di semiotica generale" e` certamente il libro che piu` di ogni altro ha segnato la semiotica italiana (e non solo), definendo i limiti di un campo disciplinare e offrendo una teoria globale di tutti i sistemi di segni e dei possibili processi di comunicazione. i problemi tradizionali della linguistica, della logica, della retorica, dell`estetica, della filosofia del linguaggio e delle teorie della percezione vengono qui ripresi, discussi e ripensati nel quadro di una disciplina che nel 1975 (anno del libro) era ai suoi albori. con questo libro umberto eco e` diventato a tutti gli effetti il "padre" della semiotica e da allora - dal 1975 - "il trattato di semiotica generale" non ha mai smesso di essere letto, discusso, citato, tradotto: punto di riferimento passato e presente (e certamente futuro) di intere generazioni.

un , si definisce manganelli in queste strepitose lettere inedite degli anni 1960-1973, avviluppato com`e` in e in ; un manganelli faceto si`, ma anche focosamente innamorato. e poco importerebbe tutto questo, se l`amore non gli dettasse lettere che in buona parte sono racconti perfettamente prismatici, di grande vitalita` inventiva, capaci di farsi visionari e svoltare in una sensualita` golosamente rovente: . e anche un , manganelli. per la donna amata, ebe, che e` lontana, organizza un concerto tutto mentale. dispone nello spazio fantastico gli strumenti musicali. dirige gli esecutori. , dice, nel suo . e se la destinataria tiene nella borsa due sensualissime , lui estrae dalla valigia . si inchina, manganelli, alla fine, volgendo le spalle agli orchestrali. ci sono lettere che arrivano dall`africa, dalla malesia, dalle filippine. la donna amata e` sempre un . e intanto manganelli recensisce paesaggi, serate tropicali, una azzardata escursione tra poco invitanti coccodrilli, in , senza mai venir meno alla sapiente energia e all`impudica felicita` del suo linguaggio: , scrive; e specifica:

due ragazzi benestanti, colti, imbevuti di letture - soprattutto lui - di nobili cavalieri e amori cortesi. ma quando un giorno questi due giovani, destinati a ereditare gli onori del loro stato sociale, volsero lo sguardo sulle cose degli uomini, videro un mondo che tradiva il messaggio del vangelo e lo rifiutarono. decisero, in momenti diversi, di spogliarsi delle loro ricchezze e, nudi, di abbracciare una nuova vita per gli ultimi. quelle di chiara e francesco furono due esistenze che si intrecciarono strettamente pur percorrendo, ciascuno dei due santi, cammini differenti. lo scopriamo direttamente dalle loro voci, dai loro scritti, a cui chiara frugoni dedica in questo libro uno spazio del tutto nuovo. facendo parlare direttamente i protagonisti, la frugoni fa del lettore un compagno di strada di chiara e francesco, permettendogli di accostarsi al loro generoso progetto e alle resistenze, ai tradimenti, ai compromessi con cui i due dovettero fare i conti per rendere reale la loro utopia. del resto e` una storia, quella di chiara e francesco, che col passare dei secoli nulla ha perso della sua travolgente novita`. al contrario, e` come se il tempo trascorso non smettesse di sottolinearne la radicale modernita`: il rapporto con i poveri, e quindi col denaro e il potere; il ruolo non subalterno della donna; la funzione dei laici nell`istituzione religiosa; l`importanza del lavoro manuale in servizio del prossimo e come garanzia di liberta`; la relazione con fedi diverse.

come fa una giovane donna di appena trent?anni, qual era all?epoca irene nemirovsky, a scavare cosi profondamente nell?animo umano? si chiese bernard grasset, il suo primo editore, leggendo questi racconti. come fa a capire, e a descrivere in modo cosi empatico e al tempo stesso spietato, non solo le lusinghe e le illusioni della giovinezza, ma anche la nostalgia degli amori perduti, il rimpianto delle vite non vissute, l?acredine delle esistenze sbagliate, le ferite dell?ambizione frustrata, l?angoscia della solitudine, lo sgomento per i segni che lascia sul corpo il passare degli anni, la ferocia che si annida nel cuore degli uomini? le prove giovanili di nemirovsky continuano a riempirci di stupore non meno di quelle della maturita: le quattro "scenette", per cominciare, di sapore quasi lubitschiano, dove due aspiranti attricette di incantevole amoralita mettono in opera comici e insieme patetici tentativi di trovare un uomo molto ricco che le mantenga; i tre "film parlati" - in realta vere e proprie narrazioni, condotte con la mano sapiente di uno sceneggiatore navigato, in grado di dare indicazioni su inquadrature, stacchi, dissolvenze, montaggio; gli struggenti "una colazione in settembre" e "le rive felici" il truculento affresco finlandese dei "fumi del vino"... fino al sorprendente "i giardini di tauride", che appare qui in volume per la prima volta, e che, costellato di appunti in cui nemirovsky riflette sulla forma stessa del racconto, ci consente di gettare un?occhiata indiscreta nel suo laboratorio.

cio` che origliamo da dietro la porta puo`, a volte, cambiare per sempre la nostra vita. il protagonista di "dietro la porta" vive a ferrara e frequenta la prima liceo fra il 1929 e il 1930. una singolare polarita` oppone due suoi compagni di scuola: l`impeccabile, studiosissimo carlo cattolica, "perfetto in tutto", ammirato e invidiato, e l`insinuante luciano pulga, povero e strisciante. essere amici di cattolica sarebbe volare troppo vicino al sole, mentre la sgradevole frequentazione con pulga si trasforma gradatamente, per il narratore, in un`intima amicizia, quasi un contagio. carlo pero` gli tende un`insperata mano da amico, proponendogli di far cadere il suo falso amico in una trappola: nascosto dietro una porta potra` ascoltare, non visto, tutte le cattiverie che pulga dira` su di lui...

conosciuta in tutto il mondo per le visioni distopiche di kallocaina, karin boye e anche tra le poete piu amate del novecento scandinavo. mossa da inquietudini profonde e da interessi molteplici, ha dato dignita di grande arte ai suoi turbamenti privati, politici e spirituali, unendo le energie della passione alla disciplina della riflessione. ad attraversare i versi di questa raccolta, e a legarli a tutta la sua opera, e un "desiderio di sentirsi parte di un tutto", come scrive fulvio ferrari nella postfazione, un`aspirazione a un`armonia superiore capace di ricomporre la frammentazione incoerente del vissuto. boye l`ha cercata sia nella societa e nei sistemi politici, passando dal comunismo al rifiuto dello stalinismo, sia nelle religioni, prima nel buddhismo e poi nel cristianesimo, per approdare infine a una religiosita che da una parte si espande accogliendo le oscure complessita dell`inconscio e dall`altra si chiude per estromettere i dogmi. resta pur sempre forte e fondamentale, infatti, l`anelito alla liberta individuale, all`autonomia di giudizio: ci hanno partorito madri di cielo e di terra / e potenze senza fine, / notturne volonta e volonta di luce / con nomi a tutti ignoti. / che nessuna di esse / possa sopraffarci, / fosse anche di stirpe celeste / e splendesse di magnifica luce. a distanza di tanti decenni, con la consolazione delle stelle ci arriva ancora dritto al cuore il grande dinamismo interiore di karin boye, con la sua spinta etica, la sua tensione spirituale, la sua incessante, sofferta ricerca. e grazie a un`arte fatta di simboli potenti e di parola che si scioglie in musica, il "cucchiaio di legno" dell`umile quotidianita si trasforma in "intuizione di dio".

bologna, 1992. alex d., diciassette anni, figlio modello della buona borghesia, decide di "uscire dal gruppo", di rompere gli schemi, di fare un "salto" fuori dal "cerchio che ci hanno disegnato attorno". in una parola, cresce. lo fa attraverso le pedalate disperate su in collina, la musica furibonda dei sex pistols e degli hot chili peppers, l`amore di adelaide, la sofferenza per la perdita dell`amico martino... senza gesti eclatanti, alex volta le spalle a tutto e a tutti, in nome di un presente libero e felice, di una umanissima richiesta di autenticita`. "jack frusciante e` uscito dal gruppo" e` ormai un piccolo classico contemporaneo, un libro che ha fatto la storia dell`editoria italiana. nelle pagine di questo romanzo-manifesto adottato da piu` generazioni di adolescenti, un autore giovanissimo ha raccontato gli smarrimenti e gli ardori dei diciott`anni: una storia fresca e intensa, narrata senza filtri da una voce nuova, capace di fondere rabbia e ironia.



oscar donadieu, giovanotto sensibile e introverso, ultimo erede di un potente clan di armatori della rochelle, sbarca a tahiti sognando "di immergersi nella natura, di vivere a tu per tu con lei e con lei sola, rinunciando agli agi della civilta`". eppure, gia` nel corso della traversata, qualcuno lo ha messo in guardia: "forse farebbe meglio a non scendere dalla nave e a tornarsene dritto in francia". eviterebbe cosi` di diventare uno di quelli che i locali definiscono sprezzantemente "turisti da banane", relitti della vita tropicale vaganti fra sbronze tristi, ragazze facili, squallide notti e sordidi intrallazzi. con fierezza, donadieu pensa che queste cose possono succedere ad altri, non a lui. ma la realta` e` vischiosa, e il destino ignora la geografia. e a dispetto dello scenario di palme e luce abbagliante, la cupa sorte della famiglia donadieu non tardera` a compiersi, in questo romanzo dell`evasione impossibile. compiuto a porquerolles nel 1936 dopo un viaggio intorno al mondo durato cinque mesi, "turista da banane" fu pubblicato nel 1938.

la storia della signora bovary, una povera adultera malata di sogni impossibili, che scende la scala della sua degradazione fino al suicidio, e`, scriveva garboli, solo in apparenza la storia di una vita mancata: dominata dalla fatalita`, dotata di una cieca e meccanica articolazione, emma bovary e` piuttosto il ritratto statico, marmoreo, della mancanza della vita. l`introduzione di questa edizione e` a cura dello psicanalista roberto speziale bagliacca che concentra la sua attenzione sulla figura di charles bovary, che appare un "masochista morale di alto lignaggio che, con un sadismo perfettamente camuffato, contribuisce in maniera determinante al suicidio di emma".

due musicisti, una zattera e un canale che collega mantova al delta del po. e cosi` che ha inizio lo straordinario viaggio di vasco brondi e massimo zamboni "dalla pianura al mare, tagliando per i campi": per una settimana massimo, vasco e piergiorgio, il fotografo che li accompagna, navigano a una velocita` massima di dieci chilometri l`ora le acque magiche e surreali del tartaro canalbianco, uno dei tanti canali che attraversano la pianura padana nella zona del polesine. gli argini del canale sono molto alti, la pianura e` solo una proiezione, mentre le giornate scorrono tra pescatori, aironi, immigrati rumeni e cinesi, pesci siluro, chiuse, tralicci e soste in paesi minuscoli. in mezzo a questa "amazzonia immaginaria" il paesaggio apre ai ricordi infinite via di fuga e l`eco di coloro che della pianura hanno saputo narrare la malinconica bellezza - zavattini, celati, ghini - si intreccia a un nuovo, universale, canto interiore. due storie, anzi tre, e un viaggio a pochi chilometri da casa che si rivela la forma piu` pura di esplorazione, scoperta, incanto. fotografie di piergiorgio casotti.

in una los angeles sensuale e violenta, fatta di feste in piscina e musica new wave, vodka e cocaina, bret easton ellis racconta la sua storia piu personale, emozionante e oscura. nel 1981 bret ha diciassette anni e frequenta l?ultimo anno alla elitaria buckley, la scuola della gioventu dorata di los angeles. un mondo falso e perfetto ma tutto sommato piacevole, almeno finche in autunno arriva in classe robert mallory, un ragazzo tanto affascinante quanto disturbato e perverso, nei confronti del quale bret sviluppa una vera e propria ossessione. ma cosa nasconde robert, e qual e il suo legame con il pericoloso serial killer che sta imperversando in citta, e che sembra deciso a colpire anche il gruppo di amici di bret? sexy, inquietante, ambiguo, violento, "le schegge" e una delle piu lucide riflessioni su memoria e desiderio, verita e narrazione di questi nostri tempi paranoici e puritani.

le vicende del giovanissimo huck, che discende il mississippi su una zattera insieme allo schiavo fuggiasco jim, rispecchiano le ansie di una giovanissima nazione: i problemi razziali, l`incombere di un`assurda guerra civile, le laceranti divisioni di classe. con questo romanzo twain ha lasciato un contributo fondamentale nella storia della letteratura statunitense e non solo, facendo del racconto picaresco uno strumento di analisi sociale e del "bildungsroman" un`epopea universale che riecheggia i temi antichissimi del viaggio e dell`iniziazione alla vita. ma soprattutto consegnando nelle mani della "generazione perduta" e degli scrittori novecenteschi un eccezionale strumento espressivo: la lingua americana con tutti i suoi slang. introduzione di franca cavagnoli e con un saggio di norman miller.

nove racconti tutti concatenati da un gioco di sottili richiami. testi, di per se` indipendenti, rimandano agli altri grazie ad un luogo o un nome e partecipano al disegno di piu` percorsi di vita paralleli. una scrittura in movimento, musicale, fatta di temi e variazioni.

in una ferrara ricca, affascinante ma oppressa dal fascismo, un giovane studente ebreo, voce narrante del romanzo, incrocia il suo destino con quello di athos fadigati, un maturo medico di chiara fama. l`amicizia che nasce fra i due fara` scoprire al narratore che dietro tutta la cultura e la raffinatezza del dottor fadigati si cela un abisso di solitudine dovuto alla sua presunta omosessualita`. un peccato che l`italia di allora non contemplava fra quelli che potevano essere redenti... e gli occhiali d`oro dello stimato professionista diventano il simbolo di una diversita` sempre meno tollerata, cosi` come l`appartenenza all`ebraismo del narratore, una diversita` che non potra` che andare incontro a una catarsi tragica.

amsterdam, 2016. da quando la compagna l`ha lasciato, hugo riesce solo a meditare. nato in una famiglia facoltosa di petrolieri conservatori e antiambientalisti, e un pittore di successo, ma da tempo non dipinge piu. finche incontra lo scrittore tommy wieringa, che sta lavorando a un libro su un personaggio controverso: il nonno di hugo. il centenario willem, ingegnere civile, e stato un innovatore tecnologico che con il petrolio si e fatto un nome e un patrimonio, ma alle spalle ha una storia oscura: un processo per coinvolgimento con il nazismo da una parte e una tardiva adesione alla resistenza dall`altra. i diari nominati nel suo dossier aiuterebbero tommy a ricostruire i fatti, ma sono spariti. pur nutrendo poca simpatia per lo scrittore, hugo inizia a frequentarlo, forse anche in nome del loro passato condiviso: entrambi trovarono un`amata figura materna in beth, con cui tommy visse in affido e che fu tata di hugo. quando hugo torna a trovarla scopre che e la depositaria dei grandi segreti del nonno, anche dei piu impensabili. dietro la storia di un uomo tormentato da un amore perduto e dall`inquietante passato della sua famiglia, tra nuovi slanci di passione, scoperte e colpi di scena, citazioni dal futurismo e dalla filosofia zen, nirvana racconta del nostro presente estremista e populista, in cui il fuoco del progresso tecnologico si nutre del piu debole e divora le risorse del pianeta.

una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. un grande affresco che per fascino ed emozione puo` ricordare al lettore, nell`ambito della narrativa sudamericana, soltanto "cent`anni di solitudine" di garcia marquez.
400 ricette tradizionali ma sempre nuove per conservare frutta e verdura e preparare sottaceti, marmellate, gelatine, mostarde, liquori, sciroppi, erbe aromatiche, fiori, carne e pesce.

dodici anni prima dell`uscita di the game, ecco il suo nocciolo. un viaggio iniziato in 30 puntate sul quotidiano la repubblica e concluso sulla muraglia cinese, con lo sguardo all`orizzonte: stanno arrivando. sono i barbari che vengono a smantellare la civilta`, pezzo dopo pezzo. ma poi che ci fanno con tutte quelle rovine? le calpestano senza smettere di correre o se ne servono per costruire qualcosa di nuovo? che facce hanno, questi barbari? come si muovono? chi sono davvero? e se loro sono loro, noi chi siamo?

lo sconosciuto appare dal nulla, magari in un bar, in un parcheggio o al supermercato. la sua identita` e` un enigma. le sue motivazioni sono misteriose. le sue informazioni sono accurate e inconfutabili. ti sussurra qualcosa all`orecchio e poi scompare, lasciandoti da solo a raccogliere i pezzi del tuo mondo che ha appena distrutto... adam price sta vivendo il sogno americano. ha una moglie, corinne, di cui e` innamorato, due figli meravigliosi, una grande casa e un lavoro ben pagato. finche`, in quella che doveva essere una serata come tante, si imbatte in uno sconosciuto. l`uomo gli si avvicina e gli rivela un segreto devastante proprio su corinne, e la vita di adam crolla come un castello di carte. lui e la moglie hanno una discussione accesa e, poco dopo, lei scompare nel nulla, abbandonando casa, figli e lavoro. adam non riesce a darsi pace. come faceva lo sconosciuto a sapere quelle cose su sua moglie? c`entra qualcosa con la sua sparizione? questi semplici sospetti conducono presto adam a invischiarsi in una trama ben piu` fitta: lo sconosciuto infatti non ha sussurrato solo al suo orecchio, ma ha rivelato segreti indicibili ad altre persone, conoscenti, amici, vicini. ha in pugno la vita di tutti loro e minaccia non solo di rovinarla, ma di mettervi tragicamente fine. perche` lo fa? cosa vuole? chi e`? e soprattutto: come fermarlo?

alla estrema periferia di una grande citta` della corea del sud, si estende un`enorme discarica chiamata isola fiorita. e qui che vivono coloro che la metropoli ha emarginato e spinto verso la poverta`, ed e` qui che, negli anni ottanta del secolo scorso, arrivano il quattordicenne occhiapalla, il cui padre e` recluso in un non meglio definito centro di recupero, e sua madre. abitano in una baracca costruita con materiali di scarto e per sopravvivere si aggregano alle migliaia di persone che, suddivise in squadre, setacciano la discarica in cerca di cibo, di materiali riciclabili, di tutto cio` che gli abitanti della citta` hanno messo da parte. ai margini della discarica, un luogo che priva gli individui della loro dignita`, persone che non hanno piu il proprio nome ma solo nomignoli (occhiapalla, pelatino, falco, il barone), esiste un mondo diverso, eredita` di una fase piu antica di isola fiorita, una fantasmagoria di bellezza e natura, dove occhiapalla e il suo nuovo amico pelatino possono rifugiarsi. a metterli in contatto con questa realta` parallela e` lo spirito di un bambino che di tanto in tanto misteriosamente appare e altrettanto misteriosamente scompare fra le nebbie che salgono dalla discarica. sara` questa moderna reincarnazione di un tokkaebi, le leggendarie creature della mitologia e del folclore coreani, a condurre i ragazzi verso un tesoro nascosto che potrebbe consentire loro di cambiare completamente vita. ma forse per gli abitanti di isola fiorita, il riscatto non e` proprio previsto. ambientato negli anni della dura dittatura del generale chun doo-hwan, "tutte le cose della nostra vita" mette in risalto gli esiti del rapido sviluppo economico della repubblica di corea che dall`essere uno dei paesi piu` poveri del mondo divenne una delle nazioni piu` industrializzate. ma il prezzo di questo fu molto alto, tanto in termini di emarginazione economica e sociale, quanto in una dimensione piu strettamente culturale, con l`adesio

"lo zar" e un monologo ipnotico e implacabile che attraversa mezzo secolo di storia russa seguendo l`ascesa di vladimir putin, dall`infanzia affamata a leningrado fino al giorno della presa del potere come presidente della federazione russa. stefano massini compone una sorta di autobiografia immaginaria di putin, strutturata in "capitoli" brevi e incisivi, che mostrano come eventi traumatici, umiliazioni infantili, una feroce autodisciplina, la fascinazione per i servizi segreti e l`ossessione per il controllo abbiano gradualmente formato un individuo capace di agire sempre secondo logiche di forza, strategia, manipolazione e spietatezza. con una scrittura tesa, scandita come un addestramento militare e lucida come un interrogatorio, massini ci fa conoscere una traiettoria esistenziale che si trasforma in destino, fino a conficcarsi nella fragile democrazia russa degli anni novanta. una riflessione sulla letale combinazione tra forze economiche, servizi segreti e politica e una parabola sull`autoritarismo contemporaneo e sulle tecniche di manipolazione delle masse. un testo teatrale che distilla e ricompone elementi reali, presentati nella loro logica ferrea, per descrivere un personaggio politico archetipo di molte delle recenti forme di potere assoluto.

nel breve intreccio di strade di un popolare quartiere parigino dove i nomi delle vie hanno il sapore delle favole (rue bleue, rue de paradis), l`adolescente momo vive con un padre sprofondato in una silenziosa e fosca depressione. nello stesso quartiere vive anche monsieur ibrahim, l`unico arabo in una via "ebrea", titolare della drogheria dove momo si reca a fare la spesa quotidiana e non esita ogni tanto a sgraffignare qualche scatoletta di conserva... "e solo un arabo, dopo tutto!" pensa momo, e, con suo grande stupore, il vecchio ibrahim sembra leggergli nel pensiero: "non sono arabo, vengo dalla mezzaluna d`oro". cosi` comincia la storia d`amicizia, intessuta di ironia, candore e profonda saggezza, del ragazzo ebreo e dell`anziano "arabo" nell`incanto di un angolo di mondo nel quale le puttane sono belle e cordiali e si accontentano di un orsetto di peluche in cambio dei loro favori e dove, come portata da un sogno, compare addirittura brigitte bardot. come in una favola o un apologo che non pretende di dare lezioni morali ma soltanto proporre un sogno da decifrare, i due protagonisti si incamminano verso il grande mondo, acquistano un`auto che nessuno dei due sa guidare e si dirigono verso oriente, oltre istanbul, verso una liberta` che li fa inerpicare verso l`alto, guidati da quell`arte di sorridere alla vita racchiusa nei preziosi fiori del corano.

quando in montagna andrea viene travolto da un fiume di fango, nel tentativo di salvarsi non si aggrappa solo ai rami bassi degli alberi, ma anche, con la stessa forza, ai fili tesi dal ricordo di un`amicizia. tra conflitti e occasioni di meraviglia, tra realta` quotidiana e rivelazioni, quattro ragazzi intrecciano le loro vite con tutta l`energia della giovinezza. un ritratto commovente di quella stagione dell`anima che piu` d`ogni altra si imprime in ciascuno di noi e sceglie il nostro destino. anna, andrea, cora e valerio sono compagni di scuola. assieme studiano, si divertono, sperperano con allegria le giornate. il perno di queste esistenze - ancora brevi e gia` segnate da perdite e ferite - e` il negozio di un anziano rigattiere nei vicoli di torino, un luogo che diventa una specie di base, talvolta di rifugio. il tempo, pero`, non regge la richiesta di perfezione, di assoluto, che l`adolescenza pretende. il desiderio si insinua nel gruppo e lo logora. andrea, che rispetto agli altri percepisce ogni cosa con intensita` maggiore, a poco a poco si isola: a fargli mancare il fiato sono tanto la bellezza impetuosa del presente, quanto il senso di minaccia che arriva dal futuro. ma nel momento in cui si trovera` in pericolo i suoi amici, quegli amici unici che solo una certa eta` ti regala, saranno di nuovo con lui.

in questi due brevi romanzi, la penna di colette ricostruisce un triangolo amoroso di geometrica ferocia. ai due vertici opposti della base si fronteggiano la bellezza proterva del giovane cheri e l?autunnale eleganza di lea che, con i suoi venticinque anni in piu, e una donna che sa come concedersi i piaceri che cerca. su di loro si posa, non visto, il pennello fine del tempo, terzo vertice della loro storia, che sgrana i sorrisi e disegna solchi sulla pelle, togliendo ai corpi le forme della passione. il resto e un dramma della sensualita: se la bellezza di cheri conquista lo sguardo di ogni donna che posa gli occhi sui suoi capelli corvini, la maestosa opulenza di lea rappresenta per lui una trappola irresistibile, luce di candela per una falena. come la stessa autrice amava dire, "quando una donna matura ha una relazione con un ragazzo giovanissimo lei rischia meno di lui", e infatti, lungo la fatale parabola del loro rapporto, cheri e costretto a venire a patti con la lenta sfioritura del proprio corpo e dei propri sentimenti. cosi l?idillio dello scandalo cede il posto a un declino che trasforma la vitalita della gioventu in una solitudine consapevole e dolorosa. una lettura amara e durissima dell?amore con cui colette offre una splendida prova d?autrice.

chi e` jacob portman? un ragazzo qualunque finito dentro un`avventura piu` grande di lui, o un predestinato, uno speciale dai poteri prodigiosi, cacciatore di mostri terrificanti? nessuno conosce la verita`. l`unica cosa certa e` che sembrano trascorsi secoli dal giorno in cui la misteriosa morte del nonno lo ha spinto a indagare sul passato della sua famiglia, catapultandolo sull`isoletta di cairnholm, al largo delle coste gallesi. e qui che si imbatte nella bizzarra e affascinante combriccola degli speciali: creature dotate di curiosi e irripetibili poteri, membri superstiti di una stirpe meravigliosa, costretti, per sfuggire alla persecuzione di un mondo ottusamente normale, ad affidarsi alle inflessibili cure di miss peregrine, la donna-uccello in grado di manomettere il tempo. ma ora che miss peregrine e` ferita e non riesce a recuperare le proprie sembianze umane, i ragazzi speciali e jacob dovranno vedersela da soli con chi minaccia di distruggerli, e cosi` abbandonare l`eterno presente in cui hanno vissuto per avventurarsi nel mondo reale. "hollow city" e` il secondo volume della trilogia di miss peregrine. sul primo, "miss peregrine. la casa dei ragazzi speciali", e` basato l`omonimo film, prodotto dalla twentieth century fox, scritto e diretto da tim burton.

fra realismo psicologico e slanci fantastici cinque straordinari ritratti della condizione umana. un libro "geniale, divertente, disturbante". (sally rooney) un bambino che va per la prima volta allo stadio col padre; un impiegato frustrato dalla propria bassa statura; un giovane incapace di godersi le vacanze con la donna che ama; un vampiro ventenne alla ricerca della propria identita; e un cavalluccio marino alle prese con la paura del sesso e le responsabilita dell`amore. in cinque potenti racconti thomas morris mette a nudo lucidamente, dolorosamente, ma non senza ironia, gli aspetti della psiche di cui - forse in particolar modo per i maschi - e piu difficile parlare: le vulnerabilita, le paure, le paranoie, il senso di inadeguatezza e di rivalsa, le barricate emotive che si erigono di fronte agli altri. tratteggiando in maniera altrettanto vivida scenari reali e immaginati, sensazioni corporee e rovelli mentali, morris crea personaggi memorabili verso i quali proviamo insieme esasperazione e tenerezza, perche nel loro modo goffo, imperfetto, disfunzionale di stare al mondo riconosciamo la nostra stessa umanita.

auspicata dal ventiduenne gadda con febbrile entusiasmo, la grande guerra sconvolge la sua esistenza, ma fa di lui uno scrittore: lo dimostrano, oltre allo splendido giornale di guerra e di prigionia, pubblicato solo nel 1955, le lettere che invio` ai familiari e di cui si presenta qui un`ampia scelta. lettere che insieme all`apparato iconografico, composto di fotografie per lo piu` scattate da lui stesso, ci consentono di seguire in presa diretta la sua partecipazione al conflitto, sorretta da incrollabili fermezza e senso del dovere: le estenuanti marce notturne, calzato di , sui ghiacciai dell`adamello, sotto il tiro degli shrapnel, alla guida di alpini ma ignari di ogni ; le soste nell`angusta, fradicia e afosa baracca ufficiali, al rifugio garibaldi, dove deflagrano ; i nella pietraia dell`altopiano dei sette comuni, pieni di mosche , con l`acqua che filtra e ; e da ultimo la disfatta di caporetto e la prigionia in germania, che alla disillusione e al senso di inutilita` aggiungono , nonche` la certezza di un destino di e di dolore: .

rossini aveva 37 anni e 39 opere alle spalle quando si ritiro` dalle scene teatrali dopo avervi esercitato un`egemonia incontrastata. eclettico, altalenante tra comico e tragico, e proli co sperimentatore di generi, raggiunse e impose uno stile sovraregionale, nella fedelta` a un ideale di bellezza ineffabile che la sua musica sempre insegui`: una musica che diede voce ai suoi personaggi esprimendo, con una scrittura vocale e strumentale esaltante, il loro destino, la speranza che li anima, l`allegrezza che li circonda, la felicita` che li attende, l`abisso in cui stanno per cadere. questa musica, , fu pero` scritta e creata nel e per il proprio articolato presente, adattandosi ai contesti e agli artisti con cui rossini si confronto` nelle sue peregrinazioni. la riconoscibilita` immediata del suo linguaggio drammatico segno` cosi`, in tempi di grande mutamento, una strada impossibile da ripercorrere, che conobbe imitatori ma non successori. la fortuna discontinua di rossini pone ancora oggi molti interrogativi, da cui andrea chegai parte per riavvolgere il filo della matassa che i recensori del tempo, i biografi e gli studiosi attuali hanno tentato di sbrogliare. indagando sui motivi della fama del pesarese, sui suoi rapporti con impresari, cantanti, scrittori, librettisti e compositori, chegai riposiziona le opere di rossini in una prospettiva storica che tiene conto delle trasformazioni sociali, politiche e musicali a cavallo tra settecento e ottocento. "rossini" ci permette di approfondire con coinvolgimento e rinnovato sguardo critico la musica di un artista , per cio` che significo` al suo tempo e per quello che puo` ancora significare per noi oggi.

come accade che il tempo che abbiamo vissuto diviene la nostra vita? e questo il nodo affrontato da "gli anni", romanzo autobiografico e al contempo cronaca collettiva del nostro mondo dal dopoguerra a oggi, nodo sciolto in un canto indissolubile attraverso la fusione della voce individuale con il coro della storia. annie ernaux convoca la liberazione, l`algeria, la maternita`, de gaulle, il `68, l`emancipazione femminile, mitterrand; e ancora l`avanzata della merce, le tentazioni del conformismo, l`avvento di internet, l`undici settembre, la riscoperta del desiderio. scandita dalla descrizione di fotografie e pranzi dei giorni di festa, questa "autobiografia impersonale" immerge anche la nostra esistenza nel flusso di un`inedita pratica della memoria che, spronata da una lingua tersa e affilatissima, riesce nel prodigio di "salvare" la storia di generazioni coniugando vita e morte nella luce abbagliante della bellezza del mondo.

con i suoi versi d`elia disegna i luoghi della costa marchigiana rielaborati fra il ricordo, il sogno e la storia. e l`idea di un "canzoniere adriatico", anticipata ai tempi di "notte privata" ma mai compiutamente realizzata prima d`ora. e la parafrasi baudelairiana del titolo non e` un gioco gratuito, dato che l`aura della riviera adriatica, nella scrittura poetica di d`elia, tende allo spleen. la sonorita` delle rime fa invece pensare a una riscoperta di saba (anch`egli poeta adriatico) ma non alleggerisce la trama filosofica delle meditazioni, che sembrano in dialogo nel tempo con un altro marchigiano: giacomo leopardi. soprattutto nell`ultima parte del libro si addensano riflessioni in cui d`elia sembra un mistico laico, che non ha certo rinnegato le radici politiche e pasoliniane della sua poesia, ma che le ha arricchite con l`approfondimento della tradizione poetica italiana e con l`esperienza di vita.

a los angeles e` una notte afosa, quella in cui marilyn monroe muore di overdose e di solitudine. lo stesso giorno la polizia libera una starlette che era stata rapita. tra le due storie c`e` un collegamento, cosi` pensa un detective corrotto, con la passione per le droghe, maestro del ricatto. quando si tratta di scavare nel torbido, la persona giusta da chiamare e` freddy otash. ha spiato marilyn per conto di jimmy hoffa, il discusso capo del sindacato dei camionisti, e adesso dalla polizia lo incaricano di indagare sulla sua morte. una cosa delicata, perche` persone molto in alto, a washington, potrebbero avere a che fare con la scomparsa dell`attrice piu` famosa del mondo. per qualche oscura ragione, che forse c`entra con l`amore, freddy decide di andare fino in fondo. anche a costo di mandare in frantumi un`icona, anche a costo di trasformare in incubo il sogno della citta` degli angeli.

"la guerra era di nuovo sui giornali, il fiume sempre piu` in magra ne restituiva le vestigia. era riapparso un semicingolato tedesco. era riemersa una chiatta di cinquanta metri. erano tornati alla luce ponti di barche bombardati dagli inglesi. alla fine di luglio, la secca aveva esposto le rovine del vecchio ponte tra ostiglia e revere. ilario non aveva potuto vederlo. ormai se n`era andato". e` l`estate del 2022, il po non e` mai stato cosi` basso. la morte di ilario nevi, partigiano, artista, intellettuale ferrarese di fama nazionale, scoperchia un segreto mantenuto per quasi cent`anni, attraverso le tragedie del novecento e gli sconvolgimenti del nuovo millennio. un segreto che ne nasconde altri, incastonati nel passato e annidati nel futuro, e ogni rivelazione e` in realta` un nuovo enigma. antonia, nipote di ilario, vuole dare un senso a cio` che sta scoprendo. andra` fino in fondo, ricostruendo la storia non solo di una vita, ma di un insospettato intrico di esistenze. dalla guerra di liberazione nel delta alle lotte per i diritti e per l`ambiente, "gli uomini pesce" e` un omaggio al grande fiume e alle sue terre. un romanzo maestoso, una saga in cui la storia e` tutt`uno con le vicende dei protagonisti, innervata nei loro amori, nelle loro avventure, negli incubi peggiori e nei sogni piu` belli.

un dettaglio. e` sempre un dettaglio a fare la differenza. capita a cristina mandas di dimenticare il compleanno del marito. che vuoi che sia. invece, la svista e` il primo scricchiolio di una vita che sta per andare in frantumi. perche` a quarant`anni cristina non e` la maestra, la moglie, la madre, stimata e ben voluta dalla comunita` di quel paesino sardo in cui si e` trasferita tempo prima. dietro la cortina di un`esistenza comune, custodisce un segreto che deve rimanere sepolto nelle profondita` di un pozzo. e cosi` e` stato, almeno fino a un particolare colto di sfuggita, fino a quella dimenticanza. qualcuno, pero`, si e` accorto che cristina non e` piu` la stessa, che e` sul punto di cedere. qualcuno rimasto nell`ombra a spiarla per anni. lorenzo roccaforte e` stato uno degli scrittori piu` amati d`italia e ha anche vinto il premio strega. ora che il successo e` volato via a causa della sindrome da pagina bianca, si ritrova ad aver mancato lo status di "solito stronzo", lui che puntava a rimanere un "venerato maestro". ermes calvino ha un cognome di peso, nessuna parentela con il grande italo e un abbonamento premium coi guai. generoso, legatissimo alla madre e alla sorella, e` anche uno sconosciuto scrittore di talento. diversi come il giorno e la notte, roccaforte e calvino diventano gli involontari contraenti di un patto diabolico: ermes scrive i romanzi che lorenzo firma. lo chiamano ghostwriting. l`ideatore del piano e` arturo panzirolli, un ex galeotto che in carcere ha avuto l`idea del secolo: diventare editore! sotto la regia di panzirolli, un roccaforte senza piu` speranze e` ritornato sulla scena come autore di thriller e podcaster true crime. scrittore e ghostwriter si ritroveranno in sardegna a indagare sulla morte di cristina mandas e su un misterioso delitto di trent`anni prima, che sconvolse l`isola. con "la donna nel pozzo" piergiorgio pulixi supera allo stesso tempo se stesso e tutti gli steccati di genere, con una miscela - mai sperimentata
georgia, 1861. in una ricca piantagione di cotone del sud degli stati uniti, la sedicenne rossella o`hara non puo` immaginare cio` che sta per gettare nel caos il suo mondo fatto di feste e corteggiatori. proprio quando affronta la delusione di sapere che il suo amato ashley sposera` l`insipida cugina melania, i venti di guerra si abbattono sul suo futuro e sulle sue infantili aspirazioni, come uno tsunami destinato a rivoluzionarne la vita. da li`, sullo sfondo della guerra civile americana e dell`abolizione dello schiavismo, e attraverso la tumultuosa storia d`amore con il playboy rhett butler, scoprira` dentro di se` la tenacia data dalla sua terra, tara, e dal suo carattere indomito. una storia che dopo piu` di ottant`anni mantiene l`incanto e la forza originari che hanno fatto di "via col vento" il piu` grande e famoso romanzo popolare americano. un colossale e vivissimo affresco storico da leggere e rileggere, e una protagonista indimenticabile che insegna a sopravvivere con la sola forza di volonta`. perche`, dopotutto, "domani e` un altro giorno".

dopo la tragica morte del marito e del figlio in seguito a un incendio, abigail harker abbandona il suo lavoro per diventare custode di un vecchio faro su un`isola sperduta al largo della costa del north carolina. arrivata a chapel isle, abigail immagina di trovarvi pace e solitudine, e di poter esplorare con tranquillita` l`isola che suo marito sveva amato da bambino. ma le cose vanno diversamente, il pittoresco faro in realta` si rivela un edificio inquietante che custodisce un misterioso passato. tanto ingombrante quanto il passato doloroso che opprime abigail... grazie ai legami che sapra` costruire con le persone del posto, fondati sull`ascolto e sulla comunicazione sincera, abigail ritrovera` la forza e il coraggio di guardare alla vita con sguardo rinnovato...

il 22 marzo 1943, in una bella giornata di sole, due "cacciatori di ebrei" prelevano klaartje e joseph de zwarte dalla loro casa di amsterdam. finisce cosi` il loro ultimo pomeriggio di liberta`. dopo l`arresto, marito e moglie vengono internati nel campo di concentramento di vught. nel giro di alcuni mesi klaartje sara` trasferita a westerbork e, da li`, a sobibor, dove morira` nelle camere a gas il 16 luglio, a trentadue anni. joseph, separato dalla moglie a vught e impiegato nei lavori forzati, sara` deportato in seguito, ma le sue tracce si perdono comunque in un luogo imprecisato della polonia. a dispetto dei suoi carcerieri e correndo un rischio enorme, la sartina klaartje trova il coraggio dell`unica resistenza possibile: tiene un diario preciso e dettagliato della vita nel campo di vught. forse presagendo a quale destino andra` incontro, al momento di salire sul treno per sobibor lo consegna al cognato. e una testimonianza commovente e un impietoso atto di accusa, ma insieme da` voce all`incredulita` di fronte a un sistema talmente assurdo da risultare inconcepibile. il diario e` stato riscoperto solo di recente, dopo la donazione di una superstite della famiglia al museo ebraico di amsterdam. con la sua pubblicazione non soltanto si e` riportato alla luce un documento fondamentale ma, finalmente, si realizza il desiderio di klaartje che quanto ha scritto raggiunga il mondo esterno perche` tutti conoscano le sue sofferenze e la sua rabbia.

e un mattino di novembre. nella sala di uno dei piu` prestigiosi college di oxford, centinaia di persone aspettano l`inizio di una conferenza. dopo qualche minuto entrano - nel silenzio generale - decine e decine di pecore. bianche, lanose, ordinate, moderatamente belanti. le guida filippo cantirami, giovane economista italiano, che come nulla fosse comincia il suo intervento sulla crisi dei mercati. inizia cosi` il nuovo romanzo di paola mastrocola. quella incredibile invasione di pecore gettera` nel caos i genitori cantirami, convinti che il figlio modello sia a stanford a finire un dottorato, e che si ritrovano all`improvviso spiazzati e in ansia. cosa combina fil, dov`e` finito, chi e` veramente? e chi e` quel suo compagno jeremy con il quale ha stretto un patto, che cosa si sono scambiati i due ragazzi, qual e` il loro segreto? fil sembra sparito nel nulla, perduto in un mistero. imprendibile. e intanto, sullo sfondo, la crisi dei nostri giorni. ma raccontata da lontano, come guardando il presente dal futuro, tra una cinquantina d`anni. filippo cantirami, il giovane rivoluzionario della mastrocola, e` un ragazzo privilegiato, un personaggio scomodo, di questi tempi: eppure e` lui - in virtu` dei suoi pensieri, dei suoi silenzi, dei suoi gesti e delle sue scelte - che pagina dopo pagina ci apre al sogno di una vita diversa. un sogno che ci porta a riflettere sull`idea di tempo e sulla possibilita` di metterla in discussione, di ripensarla.

"uno, nessuno e centomila" (1926) fu definito da pirandello "romanzo testamentario". si tratta infatti del suo ultimo romanzo e segna il culmine della riflessione sulla disgregazione del soggetto iniziata con "il fu mattia pascal" (1904). attraverso la tragedia di vitangelo moscarda - che scopre di essere estraneo a se stesso, "costruito" dagli altri a modo loro, molteplice quante sono le situazioni in cui si trova - pirandello costruisce una delle rappresentazioni piu` efficaci dell`assurdita` dell`uomo moderno, e delinea la sua filosofia. alla base della sua visione del mondo, come mostra il filosofo remo bodei, c`e` la sfiducia che l`uomo possa accrescere la sua coscienza in modo positivo attraverso la messa in luce e il superamento delle contraddizioni.

2010. bix bouton, considerato un "semidio della tecnologia" grazie allo straordinario successo della sua societa`, mandala, ha quarant`anni ed e` alla disperata ricerca di una nuova idea, quando s`imbatte in una discussione in cui si parla di download o dell`"esternalizzazione" della memoria. nel giro di un decennio la nuova tecnologia di bix, "riprenditi l`inconscio", che consente di accedere a qualsiasi ricordo e di condividerlo in cambio dell`accesso ai ricordi degli altri, ha sedotto moltitudini. ma non tutti. attraverso una serie di affascinanti narrazioni a incastro, egan mette in luce le conseguenze di "riprenditi l`inconscio" illustrando le vite di diversi personaggi i cui percorsi si intersecano nel corso dei decenni. tra "contatori" (che tracciano e sfruttano i desideri) ed "elusori" (che hanno capito quanto costa dare un morso alla casa di marzapane), egan testimonia la straordinaria tenacia dell`aspirazione umana ai rapporti autentici e all`amore, offrendo ai lettori un romanzo ambizioso, attesissimo, che riprende alcuni personaggi, snodi di trama e soprattutto l`ipnotica polifonia di stili de "il tempo e` un bastardo".
"benche` la prendessi due volte al giorno, la linea numero 2 non smetteva di rivelarmi la sua intensa poesia. sentivo come di salire in cielo nel momento in cui il metro` usciva da terra, alla fermata combat, per poi arrivare maestosamente alla stazione jaure`s." evocando ricordi legati ai differenti anni e ai vari quartieri della capitale, da saint-germain-des-pre`s a rue soufflot, dal marais a montparnasse, edgar morin racconta la sua vita, iniziata l`8 luglio 1921 in rue mayran, nel 9? arrondissement di parigi, ai piedi della butte montmartre. a ogni trasloco corrispondono tappe diverse della vita amorosa e intellettuale dell`inventore del "pensiero complesso": un itinerario nel cuore di parigi, la citta` amata, dei caffe` e dei bistrot frequentati dagli intellettuali, un racconto sfavillante di intelligenza e di ironia dal piu` anticonformista dei giovani novantenni, che ha vissuto da protagonista le vicende culturali e politiche dell`europa degli ultimi sessant`anni.

e se gli oggetti sfuggissero alla loro natura di muti testimoni, per diventare diversamente protagonisti, soggetti dotati di un proprio pensiero e proprie capacita` decisionali? nell`immaginario surreale di jose` saramago puo` succedere. gli effetti di questo spostamento onirico sono straordinari. gli oggetti assumono una personalita` e un`inedita moralita`, ribellandosi ai loro proprietari e guidandoli in comportamenti bizzarri e autolesionistici. nei racconti di questo libro, raccolti nel 1978, l`epidemia di indipendenza delle cose si diffonde e si radicalizza. in "sedia" la protagonista e` una sedia occupata da un uomo che al rallentatore viene indotto a cadere (metafora neppure troppo velata della fine del dittatore portoghese salazar, morto in seguito a una rovinosa caduta da una sedia). in "embargo" invece, un racconto ambientato ai tempi del blocco petrolifero sancito dai paesi arabi, l`auto utilizzata da un comune impiegato per andare a lavorare diventa protagonista. non solo essa si ribella, decidendo fermamente di bloccare il conducente con le cinture di sicurezza, ma porta l`uomo alla morte, in una struggente scena finale di fronte all`oceano. completano il libro altri quattro racconti.

la triste vicenda di louisa grandgrin e di suo padre e` una delle piu` belle storie raccontate da dickens. thomas grandgrin, come molti suoi contemporanei, ha commesso il tremendo errore di fare della filosofia dei dati di fatto, cioe` la filosofia utilitaristica, la teoria guida della propria vita. e solo quando la figlia louisa, intrappolata in un matrimonio senza amore, diventa preda di un ozioso seduttore, il padre si vede costretto a prendere le distanze dalle proprie convinzioni. "tempi difficili" e` uno dei grandi romanzi della maturita` di dickens, una macchina travolgente in cui ricorrono gli ingredienti consueti della sua scrittura, ma con in piu un tono di favola che stempera gli eventi in chiave comica.

le fiabe di luigi capuana nascono dall`incontro tra il mondo fantastico e l`arte della scrittura. le leggende, i racconti orali, le filastrocche che appartengono alla tradizione popolare rivivono grazie alla penna sapiente di uno dei maestri della letteratura italiana. in queste pagine va in scena un microcosmo originalissimo e insieme familiare, popolato di reginotte ardimentose e reucci avventurosi, di re stralunati, maghi vendicativi e fate dispettose, e poi mamme draghe, lupi mannari, draghi, orchi; ma anche ciabattini, falegnami, contadini, sarti e barbieri, e poi mugnai, pescatori, fornaie. la scrittura di capuana, forgiata all`officina verista, tiene le redini di un materiale straordinario e apparentemente indomabile con grande abilita`, facendo muovere e danzare i suoi personaggi al ritmo di una vivace partitura musicale; soccorso in questo da una vena ironica che scorre lungo tutte le fiabe. capuana modella le sue storie rivolgendosi a un interlocutore privilegiato: il bambino. e in funzione dei piccoli lettori che plasma quel linguaggio "cosi` semplice, cosi` efficace, cosi` drammatico", come confessa egli stesso.

sembra che in ogni opera di emanuele trevi ci sia la consapevolezza del confine. l`idea di un`altra terra dove sia possibile non soltanto ignorare i generi ma forgiarli a proprio modo, fonderli, renderli un`altra cosa, senza mai tradirli: tenendo assieme una scrittura narrativa, un resoconto autobiografico, l`idea del romanzo, il diario, il ragionamento filosofico, senza che nulla venga sacrificato. sembra che in trevi il racconto privato finisca per riguardare tutti noi come lo avessimo sempre saputo, che - per esempio - rocco e pia di due vite erano nelle nostre vite, anche se non ne avevamo mai sentito parlare prima. accade anche con l`asia de "l`onda del porto": la storia di un viaggio, intrapreso d`istinto l`anno dopo la catastrofe dello tsunami del 2004. un uomo parte per vedere quel che resta di un disastro. ma senza neppure rendersene conto alla prima tappa rinuncia e si ferma. quel luogo, che doveva essere soltanto una linea di passaggio, la prima di tante, il preludio a una storia da raccontare su una delle catastrofi piu` grandi degli ultimi vent`anni, diventa altro. cosa d`altro? e un restare, un essere trattenuti da qualcosa che non prendendo alcuna forma nitida assume sempre piu` importanza. "l`onda del porto", uscito per la prima volta nel 2005, e` un viaggio nel viaggio. e l`india, il rapporto con i bambini, la concretezza di quel mondo, la sua semplicita`, e al tempo stesso e` gia` la consapevolezza che per emanuele trevi scrivere e raccontare sono una magia misteriosa, elegantissima, beffarda e sfuggente, una sfida alla verita` delle cose. ci invita ad approdare su una terra mentendoci, promettendo di andare altrove, fingendo che sia soltanto una stazione di posta. e invece ci ritroviamo in un universo che contiene come sempre l`autentica consistenza del mondo letterario e poetico, ma anche personale e umano, di emanuele trevi. e ogni volta finisce per stupirci, attraverso una voce che non ha eguali nella letteratura italiana di questi ultimi vent`

la zia rosamond non e` piu`. e morta nella sua casa nello shropshire, dove viveva sola, dopo l`abbandono di rebecca e la morte di ruth, la pittrice che e` stata la sua ultima compagna. a trovare il cadavere e` stato il suo medico. aveva settantatre` anni ed era malata di cuore, ma non aveva mai voluto farsi fare un bypass. quando e` morta, stava ascoltando un disco - canti dell`auvergne - e aveva un microfono in mano. sul tavolo c`era un album di fotografie. evidentemente, la povera rosamond stava guardando delle foto e registrando delle cassette. non solo. stava anche bevendo del buon whisky, ma... accidenti, e quel flacone vuoto di diazepam? non sara` stato per caso un suicidio? la sorpresa viene dal testamento. zia rosamond ha diviso il suo patrimonio in tre parti: un terzo a gill, la sua nipote preferita; un terzo a david, il fratello di gill; e un terzo a imogen. gill e david fanno un po` fatica a capire chi sia questa imogen, perche` prima sembra loro di non conoscerla, poi ricordano di averla vista solo una volta nel 1983, alla festa per il cinquantesimo compleanno di rosamond. imogen era quella deliziosa bimba bionda venuta con gli altri a festeggiare la padrona di casa. sembrava che avesse qualcosa di strano. si`, era cieca. occorre dunque ritrovare imogen per informarla della fortuna che le e` toccata. ma per quanti sforzi si facciano, imogen non si trova. e allora non resta - come indicato dalla stessa rosamond in un biglietto - che ascoltare le cassette incise dalla donna...

a riga, il console d`italia conosce la quasi centenaria signora sartorius e la sua nobile famiglia. il suo collega a tokyo e` invece alla prese con il misterioso professor sabato bloff. il giovane fabrizio p., rampollo di consoli e console lui stesso, lascia l`isola di youra su un caicco, diretto verso skyros. il volume raccoglie tre racconti "consolari" di boris biancheri.

pubblicato nel 1889, questo romanzo affonda le proprie radici nella societa` decadente di fine secolo. ambientato a roma, narra gli amori e le avventure mondane del giovane andrea sperelli. poeta, pittore, ma soprattutto raffinato artefice di piacere, andrea e` pero` tormentato dal ricordo di una relazione complicata, troncata bruscamente, che non riesce a dimenticare.

a seguito di un attacco epilettico avuto nel dicembre del `79 benito, oggi stimato fotografo, ha dimenticato un decennio della sua vita. e adesso e` obbligato a ricordare per via di una mostra in cui dovra` presentare una raccolta di foto - chiamata omissis - che sembrano apparentemente scollegate fra loro e senza senso, ma soprattutto per riemergere dal "sottosuolo" in cui e` sprofondato. angela, sua moglie, gli regala un taccuino affinche` si sforzi di recuperare la memoria: sa che lei non potra` piu` amarlo, se lui non lo fa. perche` benito ha cercato di proteggersi dal suo male dimenticando, ma cosi` ha scavato un fossato tra se` e gli altri. scrivendo, e attraversando di nuovo la malattia, benito riesce a ricordare, e ogni ricordo rimosso - ogni foto di omissis - e` legato alla comunita` di viadana, il luogo in cui e` cresciuto, un microcosmo rurale affollato da personaggi indimenticabili. ogni ricordo racconta una perdita dell`innocenza.
una notte, in un cantiere navale abbandonato di stoccolma, un vagabondo scopre la vittima di un brutale delitto. le indagini della polizia, condotte dal brillante e promettente commissario della divisione anticrimine john stierna, sono serratissime. purtroppo gli elementi a disposizione per ricostruire i fatti sono molto scarsi. l`assassino non ha lasciato tracce dietro di se` e sfugge immancabilmente alla caccia all`uomo che si e` scatenata. nessun risultato. nessun indizio decisivo. stierna pero` non si da` per vinto: per anni continua a cercare un omicida che sembra svanito nel nulla. le strade della capitale svedese, una stoccolma d`epoca ritratta in maniera molto vivida, si trasformano in un labirinto mentale da cui stierna non riesce piu` a trovare una via d`uscita: l`orribile vicenda del cantiere navale diventa un`ossessione che finira` per divorare la sua vita. venticinque anni dopo, ormai solo e in pensione, stierna non riesce ancora a darsi pace. quando un giornalista lo contatta perche` sta scrivendo un articolo proprio su quel triste caso, la storia che l`ha visto protagonista sta per chiudersi con un finale amaro e gia` scritto. ma il destino ha in serbo la sorpresa piu` insospettata: d`un tratto una finestra si spalanca sul passato, mentre un altro racconto sta per iniziare.

tornano in un unico grande volume emmaus, mr gwyn, tre volte all`alba, la sposa giovane. quattro romanzi da leggere uno dopo l`altro, intimamente connessi fra loro dal filo conduttore che da` il titolo alla raccolta. in una prefazione originale, scritta appositamente per questa collezione, alessandro baricco racconta perche` le quattro opere, che costituiscono i suoi ultimi romanzi, formino in realta` un ciclo narrativo che racchiude nei corpi il proprio recondito senso. quattro nuove copertine interne, pensate per dialogare fra loro e con la copertina del libro, impreziosiscono il volume. con un`introduzione inedita dell`autore.

nel giappone del dopoguerra, shingo, poco piu che sessantenne, sente la vita sfuggirgli: la memoria vacilla, il misterioso "suono della montagna", che un giorno avverte, gli sembra un presagio di morte. intanto attorno a lui la famiglia si sgretola: la figlia fusako torna a vivere dai genitori con le nipotine dopo un matrimonio fallimentare mentre il figlio shuichi, indurito dall`esperienza della guerra, tradisce senza rimorso la giovane moglie kikuko. e proprio la nuora, creatura fragile e luminosa, l`unica persona verso cui shingo nutra tenerezza e affetto profondi: un sentimento casto, che si esplica, come scrive amitrano nella sua postfazione, "piuttosto che guardandosi negli occhi, osservando le stesse cose". capolavoro del realismo poetico di kawabata, il suono della montagna (1954) mette a frutto tutte le esperienze, esistenziali e letterarie, dell`autore, per raccontare una crisi personale, familiare e storica - l`approssimarsi della fine, la disgregazione della famiglia patriarcale confuciana, i mutamenti del giappone postbellico - che diventa vicenda universale. e lo fa senza mai rinunciare a una bellezza che, pagina dopo pagina, nasce dal legame indissolubile tra il concreto e l`ineffabile.

"i figli. forse quando non li hai non ne senti la mancanza, e quando li hai ti chiedi come facevi a vivere prima di averli. forse". e una calda notte di luglio quando in via egiziaca a pizzofalcone un`automobile investe francesco cascetta e scompare. nessuno ha visto niente, non ci sono telecamere che aiutino a capire cosa e successo. un`anziana insonne ha sentito un tonfo, si e affacciata al balcone e ha notato il corpo, tutto qui. e un mistero anche il motivo per cui l`uomo - noto medico patologo - si trovasse in quella zona a un`ora tanto tarda. ma e subito chiaro che a uccidere cascetta non e stato un pirata della strada: qualcuno lo voleva morto. scoprire il colpevole sara compito dei bastardi, la piu sgangherata e abile squadra di poliziotti della citta. le pressioni, al solito, non mancano. se da un lato il loro lavoro e sempre sotto esame da parte dei superiori, dall`altro la loro vita privata non smette mai di complicarsi.

hannes bergtaler entra nella vita di judith, single fra i trenta e i quarant`anni, trafiggendole... un tallone al supermercato. non passa molto tempo, ed ecco che hannes spunta nel raffinato negozietto di lampade che judith gestisce insieme alla giovane bianca. le regala fiori, organizza cene romantiche e in breve i due iniziano a frequentarsi assiduamente. all`inizio e` tutto perfetto. hannes, architetto di successo, non solo e` il sogno di qualsiasi suocera, ma in un attimo conquista anche l`intera cerchia di amici di judith. e lei e` piu` che lusingata di essere messa su un piedistallo da un uomo che non sembra volere altro che adorarla. a poco a poco, pero`, judith comincia a sentirsi sempre piu` oppressa dalle continue prove d`amore di hannes, sempre piu` soffocata dalle sue attenzioni. si sente chiusa in gabbia, sotto controllo. tutti i suoi tentativi di escluderlo dalla propria vita falliscono. lui la perseguita persino nei sogni, e quando lei si sveglia e` di nuovo li` che l`aspetta... e judith che non riesce a riconoscere l`uomo perfetto neanche quando ci sbatte contro, oppure hannes ha davvero un lato oscuro? una storia di amore e ossessione: daniel glattauer sfida nuovamente le leggi del genere romantico, questa volta aggiungendo un tocco di suspense.

i coniugi fargo, instancabili cacciatori di tesori, vengono ingaggiati da un collega per un progetto di archeologia subacquea a guadalcanal, nelle isole salomone. un antico complesso sommerso e` stato rinvenuto al largo della costa, ma la scoperta delle rovine porta con se` piu` domande che risposte. apparentemente, in quella zona non sarebbe mai esistita alcuna civilta` evoluta. inoltre, sembra che qualcuno in passato abbia gia` scoperto il sito e trafugato diversi oggetti preziosi. una pista porterebbe alle truppe giapponesi che hanno occupato l`isola durante la seconda guerra mondiale. sam e remi iniziano a indagare sulla scomparsa dell`oro e delle gemme; le loro ricerche, pero`, sembrano infastidire un gruppo di ribelli, che tenta di porre fine ai lavori di scavo e di uccidere chiunque possa avere qualche informazione. ma ci sono anche diverse leggende secondo le quali l`area attorno alle rovine sarebbe dannata, dicerie su giganti e misteriose sparizioni di isolani...

l`oratore, secondo la celebre definizione di catone il censore, e` un uomo onesto esperto di eloquenza. quintiliano fece sua questa concezione e passo` la vita a insegnare ai suoi molti discepoli, tra cui gli eredi dell`imperatore domiziano e plinio il giovane, come la formazione oratoria non possa essere separata dal perfezionamento morale. scrivendo "la formazione dell`oratore", quintiliano volle dunque offrire un trattato di educazione dell`uomo nella sua interezza, dai primi passi del futuro oratore fino al ritiro dalla vita pubblica, in un intreccio indissolubile di maturazione professionale e umana. i libri ix-xii sono dedicati alle figure di parola e alle qualita` morali e culturali necessarie all`oratore. nel libro x vengono passate in rassegna le letterature greca e latina. chiude il volume un utile indice dei nomi relativo all`intera opera.

maestro del racconto lungo, pritchett e` nel novecento inglese l`inattesa reincarnazione, la piu` convincente, la piu` felice, di charles dickens. bastera` leggere qui, per averne la prova, al ritorno di mia figlia, dove la protagonista, che parenti e amici avevano dato per spacciata o creduto prigioniera in qualche campo di concentramento giapponese, torna in patria alla fine della seconda guerra mondiale. non e` che il primo, grandioso equivoco di una lunga serie, esilarante e atroce, che pritchett squaderna sotto i nostri occhi con la saggezza ingenua e un po` sorniona del grande narratore, di chi sa stanare la vita in tutte le sue ambiguita`. ma pritchett e` capace di sorprenderci anche nei racconti piu` brevi. come il santo, storia dell`improvvisa perdita della fede da parte di un diciassettenne, e ritratto impietoso, nel suo candore quasi agiografico ma proprio per questo micidiale, dello specchiato membro di una presunta . o la caduta, dove ci presenta lo spettacolo grottesco di un uomo condannato ogni volta dalle circostanze a esibirsi, dietro la raggelante maschera di un inerme buster keaton, nella sua specialita`: la gag piu` insulsa, disperata e oscenamente triste cui sia dato assistere.