
il romanzo narra le vicende del giovane mccourt giunto in america con l`intenzione di riscattare l`infelice infanzia irlandese, raccontata nelle "ceneri di angela". la scena e` quella di new york nel secondo dopoguerra. una new york proletaria, dove fra case di mattoni rossi, pub di emigrati irlandesi e banchine ingombre di merci, con la quinta di manhattan lontana ed irraggiungibile, frankie si trova a percorrere, passo dopo passo, un faticossisimo apprendistato. inserviente in un grande e lussuoso albergo, militare durante la guerra di corea, scaricatore di porto, e infine insegnante, in aule e fra scolaresche che ricordano piuttosto da vicino le rumorose classi di limerick.

le sue cronache di guerra sono documenti e racconti, avventurosi e storicamente veritieri, commoventi e divertenti, necessari alla memoria e avvincenti. negli anni sessanta, quando furono scritti, crearono un vero genere letterario, durato in italia quanto la vena, ardita e anticonformista, del suo creatore. in parte era il gusto per la lealta` maschile e per l`etica dei duri; in parte la capacita` di scrittura raffinatissima e facile, senza mai una levitazione magniloquente o una caduta scurrile; in parte la sua competenza in quella che una volta si chiamava "critica di guerra"; in parte era la convinzione, derivata dalla sua personale esperienza della dittatura e della guerra.

follia, poverta` e congedo: al di la` del primo aspetto, quello della follia, gli altri due risultano talora in ombra nelle valutazioni critiche. pur nell`ambito di generi letterari differenti e spesso sperimentali, emergono intersezioni e dialoghi a distanza sotto il segno di una malinconia attiva. e` infatti sintomatico che, al di la` delle tipologie del romanzo-saggio, del poemetto in prosa, della lirica d`amore, del resoconto di viaggio, si facciano strada orientamenti che testimoniano tanto un "disagio umano" quanto il contraddittorio definirsi di uno "stile di pensiero". per questa via si muove una critica, ora radicale e disincantata, ora "leggera" e di segno utopico, a un dominante senso comune fondato sulla logica dell`utile.

kaori e` una quarantenne single che lavora nel settore dell`importazione di abiti, accessori e articoli griffati dall`italia. viaggia spesso per lavoro, per acquistare la merce da rivendere nel negozio di una zia. parla molto bene la nostra lingua, avendo vissuto per un certo periodo in italia. sua cugina chie e` una ragazza sui trentacinque anni, estremamente silenziosa e introversa, che dopo la morte della madre si e` trasferita a vivere da kaori. fra le due si e` instaurato un rapporto di amicizia molto profondo. sara` un segreto nella vita dell`una e un amore nella vita dell`altra a scombussolare la serenita` della loro esistenza in comune e a portare chie a fare i conti con il proprio passato mettendo kaori davanti a una scelta dolorosa. un romanzo sull`amicizia, su come un`amica possa diventare anche una sorella, una figlia e una madre affettuosa.

riecheggiando la lauda medievale e le rime di jacopone da todi, il poeta narra la sua ricerca del creatore, dell`unione perfetta con l`universo: una ricerca che e` quella dell`amore, un`unione che significa annullamento di se`. la fusione di creatura e creatore non puo` avvenire che con una rinuncia totale alle cose del mondo e a se stessi; il che, per viviani, vuol dire disfarsi non solo dei beni materiali o delle pulsioni terrene, ma anche dell`intelligenza, del raziocinio, perfino dei valori e della tensione al bene.
gia` a vent`anni, lacey faceva il suo ingresso nell`aula con l`esuberanza di una stella di broadway. la seguivamo con gli occhi fino in fondo al corridoio, dove si sistemava sulla sedia gettando la testa all`indietro con aria esperta. quando lasciava una stanza era come se tutti noi tirassimo il fiato, un ritorno alla normalita`. era chiaro che lacey avrebbe fatto strada, a costo di seminare qualche vittima lungo il cammino. se una delle sue amiche era in crisi, lacey si precipitava a distribuire secchiate di comprensione. nel nome del sostegno morale, era capace di tranquillizzare o spronare: "tesoro, lascialo perdere" o, al contrario, "tesoro, fagliela pagare". ogni suo piccolo consiglio era fonte d`ispirazione. le emozioni dei maschi, invece, erano un altro paio di maniche. i ragazzi non erano che futili scocciature, piccoli uragani di sabbia ai suoi piedi. aveva la dote innata di spezzare i cuori, ma spesso la sua vitalita` portava la gente a perdonarle le peggiori malefatte amorose. adesso, pero`, aveva quasi quarant`anni, e farsi perdonare non era piu` cosi` facile come quando aveva la pelle che profumava di rose. l`attore steve martin offre qui una satira appassionata di un mondo tanto patinato quanto misterioso, uno studio analitico sulle personalita`, le leggi e i tabu` che lo governano e, infine, la storia buffa e tragica di un amore destinato al fallimento.

cosi` come fanno gli artisti, anche tu puoi manipolare, incollare, assemblare e ridare "nuova vita" ai materiali gettati via, per cambiare le regole d`uso e creare straordinarie composizioni materiche, come le chiama chi d`arte se ne intende! eta` di lettura: da 8 anni.

"asino chi legge" racconta delle difficolta` di portare la letteratura, scritta e letta, in luoghi dove la passione per la pagina non e` mai nata o si scontra con difficolta` insormontabili: a napoli e nella periferia napoletana, in irpinia, in trentino, in puglia, in sicilia e in altre zone d`italia. l`autrice, scrittrice ed esperta esterna di scrittura creativa, eternamente in viaggio fra treni e periferie, raccoglie cosi un bagaglio di storie, divertenti, assurde, tristi, dalle vicende dei figli dei capoclan napoletani ai timidi ragazzi della nusco di de mita, ai giovani pakistani di bolzano, ai ragazzi che hanno lasciato la scuola a frattamaggiore, restituendo una fotografia disincantata della scuola italiana e della percezione dello scrittore nelle scuole, oltre che un ritratto del paese e un`idea forte di letteratura e di impegno che i nostri tempi tendono a cancellare. i ragazzi e i loro insegnanti sono qui, insieme ai luoghi, i veri protagonisti, con le pagine che scrivono, le loro storie e l`eterna domanda, che passa di generazione in generazione: perche` in italia si legge cosi poco? e perche` tutti vogliono scrivere?

se siete fra quanti ritengono che la partenza di zia mame per l`india abbia ingiustamente sottratto alla vostra vita l`indispensabile correttivo di gag, frasi celebri e alzate d`ingegno, allora siete pronti per incontrare una sua sorella immaginaria, una ragazza di cui persino mame - accusabile di tutto, ma non di ossequio al comune senso del pudore - avrebbe parlato con imbarazzo: belle schlumpfert. belle nasce a venezuela, nell`illinois, da una madre troppo impegnata a far carriera presso la casa di madam louise per mettere su una famiglia come si deve. che cosa quella "casa" sia, naturalmente, il lettore e` libero di immaginarlo, ma nell`inattendibile, incontenibile, travolgente racconto di belle e` solo una dimora di artiste dove la piccina scoprira` una precoce, ma non per questo meno temibile, vocazione per lo spettacolo in ogni sua forma conosciuta. una vocazione che belle portera` alle sue estreme conseguenze, demolendo con la coerenza stilistica del suo coetaneo ed wood, e la grazia imperdonabile di hrundi v. bakshi in hollywood party, ogni commedia, film o varieta` televisivo in cui le capitera` di comparire. "povera piccina" e` una meravigliosa macchina comica a cielo aperto, che suscita anche solo in chi lo sfoglia le reazioni migliori, cioe` le piu` sgangherate, mentre a chi lo legge istilla una strana tentazione, cui lo stesso dennis fini` per cedere: quella di passare al di la` dello specchio e intrufolarsi, pazienza se in un ruolo di contorno, in una pagina qualsiasi del racconto.

il giornale dei sopralluoghi per "bello, onesto, emigrato australia" diventa l`ilare resoconto della nascita di un film, e della circospetta esplorazione di un continente lontanissimo. il testo ritrovato di un maestro della commedia all`italiana - lo sceneggiatore principe di alberto sordi.

l`episodio del ratto delle sabine ha affascinato molti pittori, non altrettanti scrittori e studiosi. per lo piu`, lo si incontra nel vigoroso racconto di tito livio e finisce per diventare un remoto ricordo scolastico. ma per un giurista quella leggenda e` una vera sfida. intrecciato in una sequenza di astuzie e sopraffazioni non e` solo, infatti, quell`episodio, ma tutto il periodo delle origini romane. e roma significa una civilita` il cui apporto fondamentale fu il dispiegarsi di un`immensa potenza e insieme la fondazione di almeno due parole: legge e stato. tanto basta per far intendere come un noto giurista abbia voluto ripercorrere questa storia ricercando i primi passi di una civilta` del diritto.

fuggito dai furori della rivoluzione giacobina in una specie di finisterre della penisola iberica con un inestimabile bagaglio, il cuore di voltaire in un barattolo, un prezioso calligrafo, dell`epoca in cui sta trionfando la tipografia, rievoca la passata gioventu`. al servizio della penna del grande illuminista, gia` vecchio nel castello di ferney, e del suo impegno di denuncia della barbarie e delle trame della superstizione, ha girato la francia come una specie di inviato speciale nell`ancien re`gime, come un detective nell`oscurantismo.

tredici racconti. tredici frammenti di vite. storie d`amore. gli incontri veri o immaginati dell`autrice con alcuni grandi scrittori del ventesimo secolo. la storia che da` il titolo alla raccolta, vede un professore di biologia di johannesburg ripercorrere la propria storia familiare. al centro un tema paradossale e significativo: se un tempo tutti desideravano avere almeno una goccia di sangue bianco nelle vene, oggi vale l`esatto contrario, e avere almeno un sedicesimo di sangue di colore e` raccomandato quasi si trattasse di un indizio di "nobilta` sociale". con mano sicura gordimer indaga fra le pieghe dei sentimenti e del rapporto di coppia: attraverso i sensi (udito, olfatto) i diversi protagonisti prendono coscienza di dolorose verita`.
barbara alberti, dacia maraini, milena milani, alina rizzi, grazia verasani, gaia de beaumont, ilaria bernardini, mariella de santis, gabriela fantato, anna maria farabbi, paola malavasi, maria vittoria morokovski, maria pia quintavalla, anna santoro, evelina schatz, sono le autrici di questa antologia di racconti erotici scritti da donne. quindici autrici contemporanee si cimentano col racconto erotico, e per alcune di loro e` la prima volta. poetesse, scrittrici, artiste ci offrono la loro moderna visione dell`erotismo femminile, dove sesso e sentimento, trasgressione e pensiero, piacere e curiosita` si fondono in un appassionato canto che attinge tanto alla fantasia quanto all`esperienza personale di ognuna.

per i mass-media e` "la belva di catania". per andrea calarno, il duro della squadra omicidi di milano, e` un assassino che dovrebbe marcire in una cella fino alla fine dei suoi giorni. ma carmine apra`, sanguinario pluriomicida affiliato al piu` potente clan mafioso italiano, ha deciso di pentirsi. sara` vero? nel dubbio, david sloane, inarrestabile killer professionista, e` stato chiamato dagli stati uniti per tappargli la bocca. intorno alla vicenda ruotano insospettabili interessi in cui sono implicati personaggi al di sopra di ogni sospetto.

della sua lontana carriera di modella emilia non ha conservato molto, tranne una nervosa tolleranza verso l`eccentricita`. eppure la proposta che le arriva all`improvviso da una sua vecchia conoscenza nel mondo della moda, l`ineffabile signor morita, la lascia per un attimo interdetta: si tratterebbe infatti di curare nei minimi particolari, a partire dagli abiti ma arrivando alla coreografia e anche oltre, le settantadue ore che alcuni turisti giapponesi amano trascorrere a roma per ricevere, in una cerimonia che al ritorno presenteranno come un matrimonio esotico, la benedizione della chiesa cattolica. essendo nata in sartoria, e dopo anni di passerella, emilia ha visto ben altro: i capricci di audrey hepburn e ava gardner, ad esempio, o le bizze di vari stilisti. ma la sua perplessita` non e` di carattere professionale. accade infatti che il lavoro di morita consista nella messinscena, e quindi nella parodia, di un matrimonio, e che al matrimonio emilia non pensi volentieri: molto tardivamente quello con paolo, tenuto in piedi a forza quasi dagli inizi, si sta sciogliendo, mentre sua figlia sofia, risucchiata da una brillante carriera di fotografa, ha una vita sentimentale che la chiesa non benedirebbe mai. eppure alla fine emilia accetta, innescando una catena di eventi lievemente surreali che punta dritto al cuore nero di una vita molto diversa dal suo book.

e il 1985 quando durante una rapina in un negozio di alimentari un uomo viene ucciso. sulla base di una sola testimonianza oculare viene arrestato e condannato alla pena di morte per iniezione letale gary graham, un giovane afroamericano che ha gia` qualche precedente penale. partendo dai dubbi di uno dei giurati, che dopo la conclusione del processo continua l`indagine per proprio conto, ellroy costruisce un`investigazione parallela che conduce il lettore nell`orrore di un omicidio.

l`inquieta teresa uzeda e` l`aristocratica siciliana che molti hanno definito la madame bovary italiana. come flaubert, de roberto si cala nei turbamenti giovanili di una donna e nelle sue adulte disillusioni, spiandone da vicino umori, infelicita` e capricci. colei che sara` la vera protagonista assente dei vicere`, il cui spirito aleggera` sulle vicende della famiglia uzeda e sulla storia d`italia, e` qui ritratta dall`infanzia alla maturita`, sullo sfondo di una sicilia aristocratica e patriarcale. saranno strappi e fallimenti, nel loro succedersi, a scandire la vita di teresa e il ritmo del romanzo: l`agognata luna di miele, con un marito che non ama, chiudera` la stagione dei sogni adolescenziali; la partenza per raggiungere l`amante, sfidando lo scandalo, diventera` il momento del radicale disinganno, fino all`inevitabile conclusione che "tutta l`esistenza umana si risolve in una illusione".

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Il racconto narra le vicende del tutto normali di una media famiglia tedesca nel secondo dopoguerra: alla fuga dai territori orientali fa seguito la nuova esistenza nella Germania del boom economico. Eppure la vita familiare è dominata da un unico tema: la ricerca del primogenito, smarrito durante un momento particolarmente concitato della fuga. "Arnold non è morto", comunicano un bel giorno i genitori al fratello minore e narratore, che a quel punto capisce che nella famiglia è Arnold, il fratello non-morto, ad avere il ruolo di primattore e che a lui è destinato quello del coprimario.

una donna, alta, imponente, sui quarant`anni, da qualche tempo continua a seguire emilio, un anziano negoziante di trieste gravemente ammalato. quando la donna finalmente si presenta, gli rivela di essere sua figlia naturale;, una verita` scioccante che precipita emilio in un turbine di sentimenti e di ricordi. ricordi che risalgono fino a un torbido periodo della sua vita, a una notte di tanti anni fa trascorsa con un`infermiera, in preda ai fumi dell`alcool. forse quella misteriosa visitatrice e` davvero il frutto di quella notte. e forse e` li` per riscattare la memoria della madre. il romanzo si svolge nell`arco di due notti, richiamando alla mente di un uomo malato tutti i fantasmi di gioventu`, la tristezza della carne.

storia di una emigrazione controcorrente. il titolo parla chiaro: questa volta le valigie sono "senza spago", e questo significa che, chi si muove, lo fa dalla parte del vincitore. eppure salvatore, il protagonista del romanzo, proviene dalla foltissima schiera dei perdenti: scuola dell`obbligo, carne da macello in mano ai caporali, manovale, muratore, aspirante capomastro. e solo piu` fortunato degli altri: suo padre gli ha lasciato in eredita`, oltre a un fisico poderoso, un credito di riconoscenza che i debitori, maggiorenti perbene, pagano aiutandolo a scalare la vetta del successo. una storia calabrese, solare e pulita, nonostante venga messa alla prova da quella parte di umanita`, la peggiore, che regge occultamente le sorti del territorio in cui le vicende si svolgono, e funestata da morti violente e da lutti, retaggio di un passato che il protagonista e le persone che ama riescono, pur dolorosamente, a lasciarsi dietro le spalle.

il cappello si usa per riparare la testa dalle inclemenze del tempo. messo in testa pero`, ci fa apparire diversi da come siamo... ci fa diventare generali e soldati, commercianti e artigiani, dotti e letterati, poeti e reazionari, statisti e capi di stato. spesso dimenticati in bauli e armadi, quando passano di moda e non servono piu`, giunge il momento di riciclarli per liberarne l`uso creativo e il gioco. eta` di lettura: da 8 anni.

polli in rivolta contro un intollerabile rito di espiazione, un cane docile e malmenato in fuga dalla ferocia dei suoi simili e degli uomini, un ronzino stremato da una vita di fatiche e bastonate: ecco i protagonisti di queste taglienti storie ambientate negli shtetl dell`europa orientale. ma protagonisti sono anche gli uomini che, nell`ansia di celebrare le loro feste, di vivere e di dimenticare, non sanno vedere le sofferenze degli animali, e tanto meno attenersi al precetto talmudico che impone "pieta` per gli esseri viventi". non sorprende allora che il bambino angustiato per la sorte di una carpa ("non dice forse il rebe che tutte le creature sono care al signore?") si senta dare dell`idiota dalla madre -e che questa, vedendolo poi piangere (per la piccola perele, uccisa durante un pogrom), pensi semplicemente che gli e` andato del rafano negli occhi. e un bestiario paradossale, quello creato da shalom aleichem, un mondo alla rovescia dove gli animali minano antiche usanze e sovvertono l`ordine naturale delle cose - un mondo co`lto con lo sguardo impietoso ma partecipe che ben conoscono quanti hanno gia` amato gli stralunati personaggi di "un consiglio avveduto" e gli amori tenaci e impossibili del "cantico dei cantici".

siamo negli anni fra le due guerre e le travagliate vicende coinvolgono una famiglia cosi` misera che puo` guardare dal basso la poverta`, fra un padre perennemente ebbro e vociferante contro il mondo, gli inglesi e i protestanti, e una madre che sbrigativamente trascina la sua tribu` verso la sopravvivenza. tutto ci arriva attraverso gli occhi e la voce del protagonista mentre vive le sue avventure. questo ragazzino indistruttibile, sfrontato, refrattario a ogni sentimentalismo, implacabile osservatore crea con le sue parole un prodigio di comicita` e vitalita` contagiose, dove tutte le atrocita` diventano episodi e apparizioni di un viaggio battuto dal vento verso la terra promessa.

james weidenheim, nato nel 1918 a backa topola, in una regione del danubio tra l`ungheria e la serbia popolata da coloni tedeschi ai tempi dell`impero asburgico, e poi sconvolta dalle vicende successive della prima guerra mondiale, esule quando alla fine della seconda guerra mondiale quelle terre, prima ungheresi furono attribuite alla jugoslavia, ha scritto la serie dei "racconti danubiani", in cui quell`epopea tragica scorre, come in questa "una festa d`estate a maresi".

julian, jake, adrienne e maggie: quattro ragazzi a oxford, poco studio e molte discussioni, slanci di passione, amori, litigi e notti passate a raccontarsi la vita. julian e maggie provengono da una famiglia dell`upper class inglese, adrienne e` bella e ricca, jake ha potuto frequentare le scuole migliori solo grazie ai soldi vinti a una lotteria. in collegio e` stato sottoposto ad ogni sorta di umiliazione. potrebbe dimenticare, forse, ma non maggie che quando si innamora di lui, decide di regolare i conti con i suoi nemici. un romanzo sull`amore e sulla crudelta`, sull`irresponsabilita` dell`adolescenza, quando tutto e` assoluto e ad ogni passo sembra che la vita intera sia in gioco. una sana sete di giustizia si trasforma in una tragedia farsesca...
in uno squallido camerino rai, un concorrente di "carramba", condotto non piu` dalla carra` ma da una prorompente platinette, piu` diva che divina, viene fatto fuori a colpi di forbici. wilma de angelis, una detective molto particolare, decisamente a suo agio tra ricette, fornelli e indagini, si trova cosi` di fronte a un "gran pasticcio" i cui ingredienti sono quattro funerali, un matrimonio e una bella manciata di ricette. i delitti avvengono tra un ragu` e una zuppa di sarde, tra una marmellata di pomodori verdi e una pasta con i peperoni, il tutto condito con una grande dose di ironia.

il racconto abbraccia due secoli, due sponde dell`atlantico e cinque generazioni di una dinastia ebraica in cui tutto e` smisurato: vitalita`, ricchezza, lusso, inclinazione al piacere in ogni sua forma. ma nessuna grande famiglia e` senza macchia, e la macchia dei gursky si chiama solomon, rampollo in disgrazia che pare essere stato presente, come zelig piu` o meno negli stessi anni, in tutti i momenti cruciali del ventesimo secolo - la lunga marcia, l`ultima telefonata di marilyn, le deposizioni del watergate, il raid di entebbe. solomon rimarrebbe tuttavia un mistero, se della sua fenomenale parabola non decidesse di occuparsi il piu` improbabile dei biografi, moses berger, ex ragazzo prodigio rovinato dal rancore e dall`alcol.

"e qui comincia il mio quaderno nero che ancora oggi odora di terra: un tempo fu sotterrato in una cantina e si ricopri` di macchie di muffa verde scuro." con queste parole nina berberova introduce il suo diario segreto, intermittente, fedele ai ritmi oscillatori delle emozioni e del pensiero, una sorta di nucleo primigenio intorno al quale andarono via via formandosi le concrezioni madreperlacee della memoria, quelle stesse che avrebbero visto la luce nel 1969, in forma autobiografica, con "il corsivo e` mio".

la storia passa dagli anni settanta a oggi, dall`italia all`eritrea della guerriglia e della siccita`, dal lavoro nei service editoriali romani alla germania delle manifestazioni contro il treno atomico, da jeddah e i college svizzeri della diaspora delle e`lite musulmane al deserto di yucca mountain, usa. tre diverse voci danno corpo a tre personaggi incantevoli. una narrazione serrata e insieme fluida, avventurosa e fiabesca, crudele e anche comica, in scenari continuamente mutevoli racconta un`unica vicenda: una storia d`amore dove legami piu` forti di quelli familiari si stabiliscono fra tre persone che scoprono la vita in comune. quella che si oppone alla solitudine, e che lega tutti, con gli animali e le piante, nella percezione del comune pericolo.

nella prima conversazione, vediamo i tedeschi reduci da stalingrado sfilare nel centro di mosca il 17 luglio del 1944, sono 57.000 "soldati banalmente vinti, non partecipi di un qualsiasi mito, massa informe, sospesi durante quella giornata in un vuoto di abominio": l`autrice ricompone letterariamente un avvenimento che va dritto al cuore delle contraddizioni intrinseche alla guerra. nella seconda, la morte di un cane amato riporta alla memoria i deserti dei distacchi che nella vita si provano: il primo amore, la vedovanza, ma anche gli animali, le piante e, proiettati nel futuro, i figli e i nipoti, che saremo noi a dover lasciare. un amore di quasi sessant`anni ha legato gino moretti alla moglie anita. mentre marciava in ucrania, nell`estate del `42, le scriveva quasi una lettera al giorno. rileggere oggi quelle lettere significa riflettere sulla vita intera. sui momenti eroici, sulla durata, sulla passione, sulla caducita`. sui piccoli fili segreti che stanno tesi dentro ogni matrimonio.

sono raccolti in questo volume i racconti di un grande protagonista della cultura italiana del secondo dopoguerra, le cui radici affondano nei luoghi natii, l`appennino emiliano, le terre di matilde di canossa, fino alle sponde del po. la scelta, curata dal figlio dell`autore, comprende quattro romanzi: "le parole del padre" (1991), un`intensa storia di dialogo tra padre e figlio, tra l`italia contadina dell`anteguerra e quella urbana del dopoguerra; "la valle dei cavalieri" (1993), rievocazione di quasi un secolo di storia italiana, "appennino" (2003), ritratto di due fratelli tanto diversi quanto complementari, e "cameo" (2006), in cui rivive la storia di una comunita` ebraica. a questi si aggiungono cinque racconti nei quali si respirano le stesse atmosfere sospese tra destini individuali e memoria collettiva.

vicky rai l`ha fatta franca un`altra volta. grazie all`intervento del padre, il potente ministro dell`interno dell`uttar pradesh, e` stato assolto dall`accusa di aver assassinato la giovane barista ruby gill e ha deciso di festeggiare la notizia nella sua villa vicino a delhi. ma cinque minuti dopo la mezzanotte le luci si spengono e un colpo di pistola uccide il padrone di casa. la polizia individua sei sospetti, ciascuno con un`arma, un movente e l`opportunita` di sparare a vicky rai: un ingenuo aborigeno in cerca di una pietra sacra rubata alla sua tribu`, una stella di bollywood che non perde occasione per citare nietzsche e sartre, un funzionario in pensione posseduto dallo spirito del mahatma gandhi, un ladro di telefonini finito in un guaio piu` grosso di lui, un giovane texano venuto in india per trovare moglie e, infine, il padre stesso di vicky, a cui il figlio aveva soffiato un`amante. sei protagonisti che offrono uno spaccato della societa` indiana, tra speranza e corruzione, lusso e miseria, modernita` e tradizione. sei trame i cui fili si inseguono per tutto il paese, dalle baraccopoli di delhi alle montagne del kashmir, dalle comunita` di eunuchi di varanasi ai lussuosi ritrovi dei nuovi ricchi. sei vicende che si fondono in un affresco polifonico che rende tutta la complessita` dell`india di oggi.

la storia di questo libro racconta di come la lettura, grazie alla segreta malia di una misteriosa, preziosissima valigia di libri occidentali proibiti, riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di essere figli di "sporchi borghesi", a svariate torture e permetta anche a uno di loro di conquistare la "piccola sarta cinese". cosi`, pur vivendo in mezzo agli orrori della rieducazione, i due ragazzi e la piccola sarta scopriranno, in virtu` di qualche goccia magica di balzac, che esiste un mondo fatto di pura, avventurosa bellezza. attraversando, nel frattempo, rocambolesche avventure.

isabella, una giovane ragazza abbandonata dal suo fidanzato, decide di partire per un viaggio. arrivata in marocco, isabella si lascia poco a poco trascinare da un mondo che non conosce ma la affascina, fino a quando un giorno, sulla spiaggia, incontra un pittore marocchino. la ragazza gli chiede di farle un ritratto, e il pittore acconsente, a patto che isabella non ponga limiti di tempo al completamento dell`opera. nasce cosi` un legame, un confronto fra due culture e due fedi, un`attrazione che e` insieme spirituale e fisica, e il lungo dialogo fra i due si trasforma per isabella in un percorso di rinascita.

in una sera del settembre del 1914, la famiglia ramsay, in vacanza in una delle isole ebridi, decide di fare l`indomani una gita al faro con alcuni amici. per james, il figlio piu` piccolo, quel luogo e` una meta di sogno, denso di significati e di misteri. la gita viene pero` rimandata per il maltempo. passano dieci anni, la casa va in rovina, molti membri della famiglia sono morti. i ramsey sopravvissuti riescono a fare la gita al faro, mentre una delle antiche ospiti finisce un quadro iniziato dieci anni prima. passato e presente si intrecciano, il tempo assume un diverso significato.

bologna, 1954. il bar margherita, sotto i portici di via saragozza, e` frequentato dai campioni della citta`: campioni nel biliardo, nel poker, nella briscola, nella conquista delle donne, nelle gare di boogie, nelle bevute, nel guidare spericolatamente ma, soprattutto, nell`investire gran parte del tempo negli scherzi da riservare agli amici. tutto sembra andare per il meglio finche` non accade l`irreparabile: il fidanzamento dell`ingenuo bep con la navigata beatrice, "l`unica a essere uscita con tutti i ragazzi di via saragozza sia dalla parte dei numeri pari che dei numeri dispari"! matrimonio piu` disarmonico e` difficile da immaginarsi ma difficile sarebbe anche farlo saltare, considerati gli interessi delle rispettive famiglie... fortuna pero` che esistono gli amici del bar margherita, quell`"unita` di crisi" sempre pronta a correre in soccorso di uno dei suoi membri in difficolta`.

in ognuno di questi racconti, d`improvviso, irrompe lo scarto impensato, il guizzo inatteso, il fatto imprevedibile, il personaggio curioso o bizzarro che scombina la trama, travolge i protagonisti, da` una sterzata alla normalita` trasformando il destino dei personaggi. e la mano sinistra dell`autrice che cattura cosi` il lettore, lo trascina nella sua storia con un sorriso accattivante e gli sciorina vicende e protagonisti con una leggerezza di tocco che vela appena di un sorriso ambiguo l`intrecciarsi degli avvenimenti sulla scena del mondo, dei tanti oscuri e commoventi mondi degli uomini.

il racconto ravvicinato dell`imponente rivolta avvenuta nel carcere di san vittore a ridosso del secondo dopoguerra. bevilacqua ritrae un ribelle, ezio barbieri, costretto da sempre a recitare se stesso, alla ricerca dell`impossibile rivalsa contro un destino fallimentare, sullo sfondo di un carcere che ribolle di piccoli e grandi delinquenti. un possibile punto di svolta, un momento cruciale per il futuro dell`italia osservato dall`alto delle celle degli sconfitti, attraverso il risentimento di un uomo solo, accerchiato dall`esercito e dal suo passato.

aprile 1969. a magina, sonnacchiosa cittadina andalusa, un ragazzino attende con il fiato sospeso l`invio del primo uomo sulla luna. un filo sottile e tenace lega quel bambino all`equipaggio dell`apollo 11, nella lontanissima america: lo sguardo rivolto al medesimo corpo celeste e al misterioso futuro che si cela dietro il suo volto. dal suo minuscolo lembo di europa, stretto da una fosca dittatura che sembra trattenere e smorzare ogni libera espansione della mente e dell`animo, il nostro giovanissimo protagonista tenta con tutte le forze della sua verde immaginazione di sentirsi parte di un evento che si propone inequivocabilmente come simbolo supremo della potenza e della creativita` del pensiero umano. alle note intense e liriche di un romanzo profondamente autobiografico, munoz molina unisce cosi` gli accenti di una dolente riflessione sull`angustia della spagna franchista degli anni sessanta. liberta` e oppressione, europa e america, passato e futuro dell`umanita` si intrecciano magicamente alle trasformazioni profonde di un corpo e di un`anima adolescenti, regalandoci una vicenda di formazione delicata e profonda.

in ospedale, al capezzale del padre e accanto alla madre che lo veglia, thea ligas aspetta i suoi fratelli rievocando la propria esistenza. dalla primissima infanzia, trascorsa in sardegna insieme ai nonni paterni alla vita coi genitori nella periferia milanese degli anni cinquanta e sessanta, la protagonista narra le vicende di diverse generazioni alle prese con l`asprezza del vivere. tra i personaggi spicca una milano letterariamente inedita, proletaria e grigia ma animata da elementi di imprevedibile e profondissima umanita`, perche` il narratore abbraccia con indulgenza tutti i suoi personaggi e ne porta alla luce colpe e motivazioni. la giovane thea si affanna a crescere cercando di dare un senso alla sua vita segnata dall`alcolismo del padre e dal disamore della madre. ad alleggerire l`atmosfera familiare cupa e oppressiva contribuisce in parte la presenza dei fratelli, marco e giulio-che-sa-di-biscotto: per loro, nelle notti di vento forte e luci gelide, thea si trasforma in peter fan, sollevando piano la tapparella della cameretta e dicendo "buffe cose alle stelle". ma il destino incrudelisce sulla loro innocenza, mentre lei, ormai lontana da casa, cerchera` di percorrere la propria difficile strada di "bambina sbagliata" sperimentando la bohe`me cittadina, la politica e il teatro, continuamente in bilico tra l`orgogliosa affermazione della propria indipendenza e l`inevitabile bisogno d`amore.

erede di una tradizione dei raccontare che nelle comunita` ebraiche dell`europa orientale si affino` per secoli, si coloro` di malizia e di saggezza, mescolo` i succhi di diverse civilta`, singer rievoca in queste brevi storie, destinate a un pubblico di ragazzi come di adulti, un mondo in cui il quotidiano piu` povero e semplice e` attraversato da apparizioni meravigliose. ed ecco fianco a fianco con naturalezza furbi taccagni e allocchi dal gran cuore, demoniette impaurite e grilli freddolosi, mucche che volano e fanno uova d`argento, trombe prodigiose che estinguono gli incendi. vicende incantate in cui le parole di uno dei piu` grandi scrittori del novecento fanno rivivere la profondita`, l`ironia e la poesia di una cultura affascinante, tenacemente fedele alle proprie millenarie radici.

pepe carvalho e` sempre il migliore. anche quando viene chiamato a madrid, citta` dove il nostro detective non riesce mai a dormire, a sciogliere l`enigma del decesso di arturo araquistain, trovato morto con un mazzetto di viole nella patta aperta. un delitto a sfondo sessuale? ma tutto questo avviene a prado del rey, gli studi storici della televisione spagnola, e molti suppongono che si tratti di una vendetta nella guerra per le ambite poltrone del nuovo potere. carvalho scoprira` ben di piu`: politici socialisti, giovani bande musicali, emarginati, scrittori falliti o maltrattati e una ragazza di rara e prepotente bellezza mostrata nuda fin troppe volte sul piccolo schermo daranno colore e verita` a un racconto di rara perfezione. e poi: una colombiana assassinata nell`"up and down", il club dei nuovi arricchiti barcellonesi, pieno di snob e di cafoni; un sociologo sessuale che ingaggia carvalho per chiarire la morte di una cubista che trasgredisce le leggi della morale comune e soprattutto quelle della propria famiglia, ricca e bempensante. e, per finire, una storia amara come poche, di amore e disamore, con sette cadaveri, una ragazza in vendita che tenta di redimersi con lo studio, due vecchi, un principe sordido, un cane color cannella. nessuno si redime, nessuno si salva, e carvalho cena con sempre maggior disincanto insieme al vecchio amico fuster, lassu` a vallvidrera.


un libro appassionato sull`alpinismo moderno, sull`ansia di avventura degli sportivi d`oggi, un alpinismo tante volte degenerato dalla ricerca dell`estremo, del successo, del record a tutti i costi. una critica aspra, a tutto campo. ma i diavoletti sono ovunque e mandano a rovescio il mondo. franco giovannini descrive con ironico disincanto gli aspetti piu` ingiusti e paradossali della convivenza sociale, disseminata di malefici e burloni diavoletti. prefazione di cesare maestri.

all`inizio di questo romanzo duddy kravitz ha 15 anni, ma si rade due volte al giorno nella speranza di farsi crescere il piu` in fretta possibile la barba. la sua vita non e` facile, nel ghetto ebraico di montreal, e la profezia del nonno ("un uomo senza terra non e` nulla") incombe sul suo futuro come una condanna. o un invito a non arretrare di fronte a nulla pur di raggiungere lo scopo. ed e` in questo senso che duddy la interpreta, costruendosi passo dopo passo una carriera di cialtrone, bugiardo, baro, libertino - in altre parole di sognatore professionista, visto che il suo ultimo approdo, che gli garantira` denaro e gloria, sara` il cinema.

infanzie `favolose`, ragazze `deliziose`, ville sepolte fra gli alberi, parchi, piscine, tennis, biblioteche, vigne in collina... cacce, boschi, cantine sociali, partite a carte, lezioni d`inglese... piste da ballo, lirica del novecento, alberghi di sfollati, studi d`avvocato, licei bombardati, desolate vie provinciali negli anni piu` bui della guerra e del dopoguerra, crocicchi illuminati dalla luna, nonne con soldi, cavalli, spiagge, film con greta garbo, corse in automobile... studi universitari fatti male, trasalimenti sessuali confusi, droghine fatte in casa... fanciulline scatenate o svampite, ragazzini pensierosi e giovani scemini che incontrano il primo amore insieme al primo dolore... dignitose parsimonie... e uno sconfinato patrimonio d`affetti sentimentali e ridicoli accumulati o sperperati fra le ultime estati lunghe in campagna e le prime vacanze brevi al mare...

il libro e` il racconto in prima persona di un americano trasferitosi con la famiglia in germania dopo la prima guerra mondiale, che vi resta anche dopo la presa del potere di hitler e diventa la voce della propaganda nazista di goebbels per gli stati uniti. all`inizio e alla fine del libro il protagonista si trova in una prigione israeliana, in attesa di processo per crimini di guerra, li` ripensa alla propria vita e decide di scrivere le sue memorie. il racconto, presentato come un autentico documento storico, risulta un`attuala riflessione sulla guerra, la violenza e le loro cause. dal libro, pubblicato nel 1961, e` stato tratto anche un film interpretato da nick nolte nel 1996.

nata in una misera fattoria sudafricana, a cento chilometri dalla prima citta`, martha ha sedici anni ed e` preda di tutte le crisi e insoddisfazioni adolescenziali. sembra decisa ad affrontare gli esami di ammissione per l`universita` e a lasciare quindi un mondo che le pare sempre piu` angusto, ma finira` poi per trasferirsi in citta` e impiegarsi come segretaria.
le grandi autostrade americane, con i loro spazi sconfinati, le distanze siderali e la varieta` infinita di tipologie umane che vi si possono incontrare purche` si abbia benzina a sufficienza e si tengano gli occhi aperti, hanno ispirato sempre musicisti e scrittori a creare diari di viaggio e di sentimento che sono entrati a far parte di una vera e propria epica popolare. allevatori di serpenti, camionisti, poliziotti della stradale, doganieri, autostoppisti, asfaltatori e visionari assortiti: un`umanita` bizzarra che ha fatto dell`autostrada la propria fonte di reddito. bryan li cerca e li interroga uno per uno, ascolta le loro storie, apprende i loro segreti e ne vive la vita. un diario di viaggio che diventa trattato antropologico.

"personaggi, bozzetti, relazioni, fatti e misfatti, miserie e splendori del vivere, costituiranno per forza di cose le mercanzie piu` abbondanti in questa variopinta vetrina d`antiquariato (sarei tentato di dire: in questa bancarella dell`usato) non fosse per il fatto che, come animale teatrante, posso iscrivermi a doppio titolo: innanzitutto in quanto umanoide, come chiunque altro, poi in quanto professionista che allo spettacolo, in particolare al teatro, ha dedicato la maggior parte del proprio tempo-vita (...) quel che vorrei ne venisse fuori e` un libro di scorrevole lettura, piacevole ma non inutile, per coloro che amano le buone sorprese della vita e che non si arrendono di fronte a quelle cattive. un libro che possa anche fornire qualche utile spunto a coloro che si ostinano a credere che gli uomini, al di la` delle loro stravaganze, abbiano ancora delle cose in cui credere e altre cose da dirsi".

se il professor victor henrik askenasi, proveniente da parigi e diretto in grecia, ha deciso di fermarsi a dubrovnik (che negli anni trenta si chiama ancora ragusa), e` forse perche` - non diversamente dal giacomo casanova della "recita di bolzano", ne` da tanti altri personaggi di marai - e` li` che ha un appuntamento con il destino. perche` li`, forse, trovera` la risposta alla domanda che da sempre lo tormenta - quella che lo ha spinto, alcuni mesi prima, a lasciare sua moglie, i suoi studi e la sua cattedra di greco antico, e ad andare a vivere con una equivoca ballerina russa. situazione banale, in apparenza, sebbene altamente "sconveniente", come amici e colleghi l`hanno giudicata: un maturo signore si innamora di una donna giovane e attraente. e invece no: alla turbinosa eliz, come a tutte le donne che ha incontrato nella sua vita, askenasi non ha fatto altro che chiedere quella risposta. ma nemmeno lei, pur nella sua solare sensualita`, nella sua generosa impudicizia, ha saputo dargliela: eliz non era la meta, poteva soltanto mostrargli la strada. adesso, in un pomeriggio di maggio eccezionalmente caldo, allorche` decide di andare a bussare alla porta della sconosciuta che gli ha rivolto uno sguardo provocante chiedendo la chiave della sua stanza a voce appena troppo alta, askenasi sente che la risposta e` vicina, che e` infine arrivato il momento di oltrepassare quel limite al di la` del quale forse c`e` l`oscurita` del crimine e della follia - o forse la verita`.

in questo libro fanno ritorno, al fianco della protagonista, due spiriti amici, quelli del marito paolo e del figlio emanuele scomparsi in circostanze drammatiche. con loro, kuki affrontera` con slancio rinnovato e nuova fiducia nel futuro quello che e` ormai diventato lo scopo dela sua vita: la conservazione della natura e degli animali della sua africa.

"far diventare romanzo una citta` - scrive italo calvino nella sua nota introduttiva presente in questo libro - rappresentare i quartieri e le vie come personaggi dotati ognuno di un carattere in opposizione con gli altri; evocare figure umane e situazioni come una vegetazione spontanea che germina dal selciato di queste o quelle vie, o come elementi di cosi` drammatico contrasto con esse da provocare cataclismi a catena; far si` che in ogni mutevole momento la vera protagonista sia la citta` vivente, la sua continuita` biologica, il mostro-parigi: questa l`impresa cui balzac nel momento in cui comincia a scrivere ferragus si sente chiamato".
la quiete sonnolenta e monotona di un liceo classico di provincia viene turbata dall`arrivo di eros, giovane professore di lettere che portera` lo scompiglio nelle vite dei giovani a cui insegna, fino alla sua misteriosa scomparsa. al suo allievo prediletto, gabriel, occorreranno vent`anni per giungere alla dolorosa scoperta di una verita` che sarebbe stato meglio non svelare.

i proscritti narra "l`epopea" dei freikorps tedeschi nel primo dopoguerra: l`esperienza storica ed esistenziale dei "soldati di ventura" che prestarono la loro ferocia alla guerra civile che segno` l`origine della repubblica di weimar, protagonisti prima della crudele repressione in cui furono assassinati rosa luxemburg e karl liebknecht, infine della lunga vicenda terroristica che culmina con l`assassinio del ministro rathenau, cui l`autore prese parte attiva. un documento per comprendere la storia europea che preparo` il nazismo e, allo stesso tempo, un romanzo, paurosamente attuale, di quell`estetica della violenza che e` alla base di ogni rivoluzione.

e difficile immaginare qualcosa di altrettanto distante dall`oggi quanto cio` che apparve piu` di tremila anni fa nell`india del nord sotto il segno del veda, quel "sapere" che dichiarava di comprendere in se` tutto, dai granelli di sabbia sino ai confini dell`universo. ancor piu` che nel tempo, quella distanza si avverte nel modo di vivere ogni gesto, ogni parola, ogni impresa. gli uomini vedici prestavano una attenzione adamantina alla mente che li reggeva, per loro mai disgiungibile da quell`"ardore" da cui ritenevano si fosse sviluppato il mondo. e, qualsiasi cosa accadesse, acquistava senso solo in rapporto a un invisibile traboccante di presenze divine. fu un esperimento del pensiero cosi` estremo che sarebbe potuto scomparire senza lasciare traccia, cosi` come gli uomini vedici lasciarono ben poche tracce tangibili del loro passaggio attraverso "la terra dove vaga in liberta` l`antilope nera". eppure quel pensiero - groviglio composto da inni enigmatici, atti rituali, storie di de`i e folgorazioni metafisiche - ha l`indubitabile capacita` di illuminare, con una luce radente e diversa da ogni altra, alcuni eventi elementari che appartengono all`esperienza di chiunque, oggi e dappertutto, a cominciare dal puro fatto di essere coscienti.

il racconto di shirley jackson intitolato "la lotteria" ricorda da vicino, per la fama che lo circonda, la famigerata lettura radiofonica della guerra dei mondi di orson welles. fama non immeritata, giacche` la pubblicazione sul "new yorker" nel 1949, scateno` un pandemonio. molti lo presero alla lettera, reagendo all`istante e poi per lungo tempo con missive indignate o atterrite alla redazione. certe cose non potevano, non dovevano succedere. eppure la storia si presenta in tutta innocenza quale pura e semplice descrizione della lotteria che si svolge nell`atmosfera pastorale, quasi idilliaca, di un villaggio del new england in un luminoso mattino di giugno, come ogni anno da tempo immemore. ma giunto al termine di questo racconto, come degli altri che compongono l`intensa silloge qui proposta, il lettore scoprira` da se`, in un crescendo di "brividi sommessi e progressivi" - come diceva dorothy parker che cosa li rende dei classici del terrore. secondo un altro illustre ammiratore della jackson, oltre che maestro del genere, stephen king, lo sono perche` "finiscono con una svolta che porta dritto in un vicolo buio".

"i fatti della vita di meyrink sono meno problematici della sua opera. nacque nel 1868 in una citta` della baviera. sua madre era attrice. (sarebbe troppo facile constatare che la sua opera letteraria e` istrionica). monaco, praga e amburgo si divisero gli anni della sua giovinezza. sappiamo che fu impiegato di banca e che aborri` quel lavoro. sappiamo anche che tento` due rivincite o due forme di evasione: lo studio confuso delle "scienze occulte" e la composizione di scritti satirici". con queste parole, a sei anni dalla morte dello scrittore, borges presentava meyrink ai lettori argentini, mettendone in luce, da grande critico, il principale merito: scrivere narrazioni oniriche che siano anche leggibili.

gerusalemme, anno 6 d.c. le legioni romane sono nella citta` santa: un sacrilegio per gli ebrei. mentre le gerarchie religiose discutono sull`atteggiamento da assumere nei confronti degli invasori, il capo dei farisei viene selvaggiamente assassinato a sette giorni dalla pasqua. cucita tra le sue labbra, una pergamena che annuncia una terribile punizione divina contro israele. qualche ora piu` tardi, il capo dei sadducei, grande sacerdote del tempio, viene a sua volta assassinato. in bocca il seguito della profezia: la venuta del salvatore o il caos. trascinato dalla conoscenza dei testi sacri, filone d`alessandria, giovane filosofo ebreo, si lancia sulle tracce del misterioso assassino.
i coniugi ronkeshlyhkenstrh (ma il cognome e` talmente impronunciabile che si fanno chiamare semplicemente dott. anna r.h. e dott. martin r.k.) sono due strani scienziati con in mente un progetto folle: l`esperimento-e, un piano complicato per "ripulire" la terra dai suoi abitanti in eccesso ed eliminare le cause di inquinamento. tre amici in cerca di avventure, con molto coraggio e un pizzico di incoscienza, si intrufolano nel loro laboratorio e con uno stratagemma sventano il pericolosissimo esperimento. come? svelandolo via internet ai giornali di mezzo mondo. eta` di lettura: da 9 anni.

lucia ha dieci anni ma non vorrebbe chiamarsi lucia. ammira molto la sua bella mamma, che fa la poliziotta. suo padre invece la imbarazza: e` giardiniere, ma in realta` vaga nei boschi e se ne torna sempre a casa "con quelle cose li`", e pare ogni volta capitato li` per caso a combinare qualche guaio. il libro racconta l`avventura di una bambina che per la prima volta si confronta con il mistero della natura e la violenza della storia. e` una favola moderna, che parla della distanza che separa e dell`affetto che avvicina, e invita a ritrovarsi nelle cose davvero importanti.

il commissario matteo colonna e` stato inviato a rimini per indagare sugli omicidi di alcune giovani donne e si imbatte in un serial killer molto speciale. perche` uccidendo le sue vittime, l`assassino che i giornali chiamano "il figlio dei fiori" ascolta sempre un dimenticato brano psichedelico del 1972? che cosa sono il giusto ritmo e la legge? che cosa nasconde la tranquilla casa di riposo giovanni pascoli? ce la fara` il giovane e intuitivo matteo colonna, che cerca di immedesimarsi nell`assassino, a resistere all`orrore di cio` che sara` costretto a scoprire? torna in libreria il romanzo che ha esplorato il cuore criminale dei rapporti familiari, il tradimento, e il desiderio di ordine che torna ad affacciarsi ovunque. perche` il killer che colonna insegue e` un padre. e i padri non sanno solo amare, ma anche odiare, e punire.

al centro di una piccola citta` sorge un manicomio: uno spazio in cui tutto sembra immutabile, separato per sempre dalla societa` e dalla storia. in un punto, pero`, le alte mura che circondano l`edificio si interrompono come per una dimenticanza. da li`, attraverso una rete, fin da piccolo beniamino osserva i matti, irresistibilmente attratto dai loro gesti, dal mondo misterioso che lasciano intravedere. e poco piu` che un ragazzo quando varca la soglia del manicomio in cerca di un impiego. l`italia e` in preda ai deliri imperialistici del fascismo, la tecnica dell`elettroshock fa i primi proseliti, ma nell`ospedale arriva un medico, il dottor rattazzi, che prova altri esperimenti. con coraggio e umilta` cerca di immedesimarsi nei matti, di entrare in contatto con le loro paure e trovare nuove vie per permettere a ciascuno di dare sfogo alla sua disperata ansia di liberta`. la guerra e i bombardamenti fanno irruzione anche nella piccola citta`, ma offrono un`occasione: rattazzi puo` sfollare i pazienti, portarli fuori dal manicomio. nello spazio aperto della cascina del pianoro, lontani da ogni controllo, spiccare il volo e vincere i propri fantasmi sembra finalmente possibile. e quando gli eventi lo richiedono, beniamino trova la forza per fronteggiare ogni difficolta` e farsi guida della piccola corte che rattazzi gli affida. ma presto la follia piu` cupa e radicale, violenta e impietosa - quella della guerra - tornera` a lambire nuovamente l`equilibrio della comunita` del pianoro.

in una grande casa, nella parte alta della citta`, la signorina agnese vive felice con i suoi sessanta gatti! se lei spazza i gradini, ammucchiati sul divano loro schiacciano sonnellini. se lei mangia la frittata, tutti loro fan le fusa in una grande serenata. se lei si diverte sull`altalena, loro dormono sui cuscini senza darsi pena. gatti, bianchi, gatti neri, gatti rossi o marroncini. gatti a strisce e a pallini; con gli occhi verdi come un prato o gialli come il grano dorato... qualcuno dice che la signorina agnese e` pazza furiosa e che la sua casa e` un po` troppo gattosa... ma lei risponde: "per tutti i re! io amo loro.., e loro amano me!" eta` di lettura: da 4 anni.
lo scrittore james agee e il fotografo walker evans sono stati inviati nel 1936 a "conoscere" e "studiare" la vita di famiglie di coltivatori di cotone in zone povere degli stati uniti, durante la depressione. a inviarli e` "fortune", che giudica pero` il materiale raccolto impubblicabile: troppo vero, diretto e al tempo stesso troppo complesso e vasto. contemporaneamente saggio, romanzo, indagine sociologica, il libro e` pubblicato nel 1941 e accolto con entusiasmo dalla critica. il volume contiene una nota di furio colombo.

"romanzo extragiallo umoristico" era il sottotitolo di questo romanzo del 1934 di luciano folgore (1888-1964), che fu poeta futurista, estroso e sarcastico, sfrenato inventore di occasioni surreali e provocazioni, e scrittore di testi teatrali. e frutto legittimo della sua inventiva e` questo giallo comico: comico, forse, anche per aggirare l`antipatia che il regime fascista aveva per il giallo. ma con esso si inaugura una chiave, che avra` un certo successo in italia, fino a che qualcuno come il de angelis del commissario de vincenzi, rompendo gli indugi, non trovera` il coraggio di misurarsi con il genere vero e autentico.

protagonista de "la mostra" e` il pittore vito timmel, morto in manicomio. la sua esistenza di randagio viene ricostruita a brandelli attraverso le sue stesse parole e quelle di amici, carcerieri e volenterosi guaritori, compagni d`osteria e d`arte, personaggi sanguigni e larvali, donne struggentemente amate e ferocemente perdute, cori di voci e di cose che dicono la demenziale verita` del mondo, in una sgangherata triestinita` dialettale e universale, dove rifluiscono frammenti e detriti di una sommersa mitteleuropa. "la mostra" e` la storia di un uomo che cerca di salvarsi nella dimenticanza e si dibatte nella contraddittoria necessita` di uccidere il passato e di farlo vivere, di amare la vita, e di spegnere questo amore che fa cosi` male.

de luca ci presenta le sue riflessioni sul vecchio testamento sotto forma di piccoli racconti. si tratta, come lui stesso afferma, di un "tentativo di essere lettore di bibbia in un`epoca fredda". un lettore che ha studiato per anni, da se`, la lingua ebraica. ne risultano una lettura e una traduzione del testo sacro assai sorprendenti.

romanzo dell`intemperanza romantica e della scoperta dell`amore carnale, scritto da un flaubert appena diciannovenne, "novembre" e` una confessione autobiografica celata in un`opera di finzione, il cui giovane protagonista incarna molti aspetti dell`autore: le sue speranze, le aspirazioni, l`umore melanconico, la misantropia. flaubert trasfigura il prorio vissuto nella finzione letteraria. e cosi`, "novembre" non e` solo la scoperta delle pulsioni erotiche, ma anche il groviglio di ricordi di collegio, di esperienze e memorie adolescenziali dell`autore.

trentaquattro racconti sul tema della memoria, della nostalgia e del desiderio, in un viaggio che si snoda dalla nuova scozia a chicago, dalla east coast al mississippi, dall`inizio del secolo a oggi, seguendo la suggestione degli alberi genealogici, delle cronache locali, dei pettegolezzi di quartiere e delle memorie di famiglia. ma il vero itinerario del libro passa per il cuore dei personaggi, che siano reduci della guerra mondiale che ricordano con rabbia, coppie di adolescenti che passano la prima notte insieme, famiglie ebree piccolo borghesi nei benpensanti anni cinquanta, teatranti amatoriali o assi del biliardo: con talento da cantastorie, orner accosta e combina le loro vicende, le loro voci, i loro piccoli e grandi drammi.

elisa vorrebbe solo una cosa: annullarsi in gilles. vivere per e attraverso gilles, non essere altro che sua moglie. preparargli la cena, guardarlo mangiare, guardare i suoi occhi, la sua bocca, i suoi capelli. ma il giorno in cui elisa capisce che gilles, suo marito, e` diventato l`amante di sua sorella, tutto crolla attorno a lei. eppure sceglie di tacere, di sorridere, di sopportare in silenzio l`indifferenza di gilles, perfino che gilles le parli del suo amore per l`altra, della sua gelosia. madeleine bourdouxhe, considerata tra i maggiori scrittori belgi del secolo scorso, pubblico` questo romanzo nel 1937.

nel 1938 federico fellini approda a roma, in cerca di lavoro. lo trova al "marc`aurelio", un giornale umoristico che esce due volte alla settimana e che vende circa mezzo milione di copie. un vero fenomeno di massa, paragonabile, oggi, a quello della trasmissione televisiva zelig e al successo dei suoi comici e dei loro tormentoni. in questo volume, claudio carabba raccoglie una scelta dei pezzi scritti dal futuro regista per il giornale: molti della rubrica "ma tu mi stai a sentire?", diventata presto una frase ricorrente nel linguaggio dell`epoca, ma anche brevi storielle, barzellette, la maggior parte firmate e altre non firmate ma altrettanto riconoscibili per stile e tipo di umorismo.

un ingegnere nucleare contaminato mortalmente dalle radiazioni che, per salvare la famiglia dalla fame, tenta di vendere al mercato nero del plutonio; una ragazzina convinta di aver provocato la morte dell`adorato "compagno stalin"; le vicende di due intellettuali russi tra la breve fioritura liberale degli anni sessanta e la repressione post `68... ecco alcuni temi dei racconti di questo volume in cui ken kalfus, acclamato come uno dei piu` significativi narratori contemporanei, esplora gli ultimi cinquant`anni di storia e i mille volti di quell`immensa regione della geografia e dell`anima chiamata russia. storie lievi e tragiche insieme in cui l`horror si unisce al comico e la realta` al fantastico.

una vita apparentemente "normale" di una donna di oggi, una donna che, per dirla con pablo neruda, ha "molto vissuto". i genitori, i nonni, il marito, i figli, i nipoti. e poi gli studi, la passione sportiva, l`arrivo da cantu` a milano, la grande scoperta di una adolescenza inquieta, di quelle che segnano e determinano un destino: la scoperta dell`arte e di una congenialita` spontanea con tutto cio` che l`arte significa e rappresenta per una giovane ansiosa di capire e di "sentire" con la natura, le cose e le persone. ecco allora un percorso di formazione all`accademia, l`insegnamento e infine la scelta definitiva, la consacrazione a tempo pieno alla forma di conoscenza in cui si e` incarnato quel destino adolescenziale. ma giunge, nell`esistenza di angiola, il momento del dolore, della malattia, da cui solo la forza acquisita con una grande passione conoscitiva puo` far uscire. e ancora gli slanci del cuore non sono finiti: la politica e` l`ultimo amore, a cui corrisponde una presa di coscienza insolita, una volonta` di esserci che provoca anche contrasti, tutti riconducibili a un impegno - per l`africa, per gli animali, per tutti i piu` deboli del pianeta - che non conosce soste. angiola non si e` mai spaventata per queste difficolta`, e` andata avanti, spesso controcorrente, come tanti illustri predecessori ideali. questa e` la sua storia, il suo libro, la sua "idea".

il libro raccoglie il meglio dei monologhi di sconsolata, il personaggio creato dalla comica annamaria barbera, e delle battute che l`hanno resa famosa attraverso zelig. a queste si aggiungono velate concessioni al sentimento e alla femminilita` che l`autrice ha voluto regalare ai lettori e alla lettrici.

"soldati da` sempre l`impressione di voler fuggire. la fuga e` una condizione della sua intelligenza e del suo spirito. sorpreso, dall`armistizio del settembre 1943, e messo allo sbaraglio per la sua attivita` politica, dovette fuggire da roma a napoli, gia` occupata dagli alleati. la fuga e` durata dal 14 settembre al 3 ottobre. prima in treno, poi in bicicletta e la bicicletta, per chi conosce soldati, e` un `amore di gioventu`` sempre felice. quello che gli capito` in quei giorni, gli uomini che incontro`, e tanti pensieri provati a quelle viste dolorose o a quegli incontri drammatici, si ritrovano adesso nel suo ultimo libro" (enrico emanuelli).

storia d`amore che si trasforma in ossessione e sfocia in omicidio, il primo romanzo di sabato, apprezzato tra gli altri da albert camus, thomas mann e graham greene, e` una meditazione sulla condizione patologica dell`artista o, piu` in generale, sulla patologia della conoscenza. la voce narrante e` quella di un pittore, juan pablo castel, un uomo solitario che si sente come imprigionato in un tunnel che lo isola dagli altri. dopo il processo che l`ha condannato a scontare la sua colpa, descrive in pagine di grande e impietosa lucidita` il proprio amore per maria iribarne, la moglie di un altro uomo. lei costituisce per lui l`unica residua possibilita`, sebbene parziale, di contatto con il mondo attraverso la sua arte. almeno fino a quando lui non si accorge che anche questa forma di comunicazione e` irrealizzabile e arriva, in un crescendo drammatico di delirio, a eliminare l`oggetto stesso della sua allucinata e contorta passione. "e esistita una persona che mi potrebbe capire. ma fu, precisamente, la persona che ho ucciso."

guido, uno dei figli della signora traversari, rientra a casa un giorno con un bambino per mano. salvino ha dieci anni e un passato segreto. dei suoi genitori non si sa nulla, ne` guido fornisce spiegazioni, anche se tra lui e il piccolo sembra esserci una confidenza costruita nel tempo. per tutti l`arrivo di salvino e` un tornado interiore. non solo e non tanto perche` e` difficile accettare l`estraneo, l`intruso che irrompe nelle nostre esistenze e le sconvolge, un po` le brucia e un po` le rigenera. le ragioni per cui la sola presenza di quel bambino e` sufficiente a modificare gli equilibri di una famiglia e degli individui che la compongono sono in gran parte oscure: ed e` proprio questa zona buia, questo luogo di verita` in movimento, che il romanzo di de silva attraversa senza dare ne` chiedere spiegazioni.