I Son Volt di Jay Farrar tornano con un nuovo disco dopo cinque anni di silenzio e il gruppo riprende i fili di un discorso interrotto, quello di padrini dell’alternative country e di ambasciatori di quel rock dalla periferia anonima che hanno reso Jay Farrar e la sua voce malinconica autentici testimoni di un’America fatta di memorie, luoghi, tra senso di appartenenza e sopportazione. Nonostante questo non si tratta di un disco nostalgico e passatista, lo dimostrano splendide ballate elettriche dagli accenti country soul come Hurricane Eye, squarci di agrodolce psichedelia come Illinois Central o commoventi episodi acustici avvolti in un torpore rurale come The High Wall/Carnival Country.



















