LP. Dalla nebbia, direttamente nei nostri cuori, arriva Alela Diane con il suo ultimo album “Who’s Keeping Time?”. L’artista originaria di Portland ci accompagna in un viaggio stravagante attraverso melodie dalle sfumature folk e testi introspettivi che vi faranno riflettere sulle domande più profonde della vita, come ad esempio: “Perché ieri sera ho mangiato l’intera vaschetta di gelato?”. La voce ammaliante di Diane tesse un arazzo di emozioni, attirandoci come il richiamo di una sirena. Con brani come “Albatross” e “Slipped”, mette in mostra la sua capacità unica di coniugare una strumentazione delicata con testi crudi e sentiti che arrivano dritti al cuore. Ma non lasciatevi ingannare dall’aspetto sognante dell’album: c’è una vena ribelle che attraversa queste canzoni e che vi farà mettere in discussione l’autorità e ballare come se nessuno vi guardasse. “Who’s Keeping Time?” ci ricorda che a volte va bene lasciarsi andare e abbracciare il caos. Quindi prendetevi una tazza di tè, indossate il vostro cardigan vintage preferito e lasciate che Alela Diane vi accompagni con la sua musica in uno stato di beata contemplazione. Chi tiene il tempo, vi chiederete? Che importa, quando la musica è così bella. Un grazie ad Alela Diane per averci ricordato che a volte va bene perdere la cognizione del tempo e lasciarsi semplicemente trasportare dalla musica.
A1. California
A2. Galloping
A3. In My Own Time
A4. Dusty Roses
A5. Could Be
A6. Spring Is A Fine Time
B1. Wide Open Spaces
B2. Piss, Coffee, Blood Or Wine ?
B3. To Be Kind
B4. Fragile As A Flame
B5. Endless Waltz












