
e sempre sulle orme dei grandi compositori, poeti e scrittori che jan brokken gira il mondo. e se non e lui a inseguire loro, sono loro a trovare lui. come quando al musee d`orsay rimane impressionato davanti a un quadro di caillebotte, un`ode alla folgorante modernita delle stazioni, e ricordandosi del compositore praghese ottocentesco antonin dvo?ak, che sul ritmo dei treni compose le sue melodie, decide di visitarne il villaggio natale. dvo?ak l`aveva conosciuto in gioventu, durante un mese in boemia su un`auto scassata: allora l`aveva ascoltato con alena, appassionata di beatles in cerca di una fuga oltre la cortina di ferro. nei quattordici racconti che compongono la malinconia del viaggiatore, jan brokken si muove nel tempo come nello spazio, raccogliendo storie di mondi al tramonto, a volte dimenticati, a volte da proteggere. cosi visita la tomba del poeta spagnolo machado, sui pirenei francesi, dove una cassetta postale raccoglie le lettere che da tutto il mondo arrivano per celebrare il grande esule, fuggito dal franchismo. e a mantova, contemplando la camera degli sposi di mantegna, viene interrotto da un lettore che millanta di aver ritrovato la partitura perduta dell`arianna di monteverdi. testimonianze di una vita a inseguire la grande cultura europea e americana, da conoscere in prima persona: negli incontri con scrittori come kadare, visto in carne e ossa in un bar di tirana, o ammirando i capolavori di matisse. ma soprattutto, ascoltando con insaziabile curiosita le sinfonie del passato, magari cullato da un treno in corsa, perche "non c`e viaggio senza musica, almeno per me".

1940, l`europa e` travolta dall`avanzata di hitler. ondate di ebrei cechi e polacchi cercano rifugio in lituania, l`unico paese della regione che accoglie ancora i profughi - ma e` funestamente conteso tra il reich e l`unione sovietica. nel clima di crescente precarieta` l`olandese jan zwartendijk, direttore della filiale lituana della philips e nuovo console onorario a kaunas, riesce ad aprire agli ebrei un`ultima, insperata via di fuga dall`europa nazista. in una febbrile lotta contro il tempo, operando da solo e di nascosto da tutti, zwartendijk lavora giorno e notte per tre settimane rilasciando visti per curnao, nelle indie olandesi, mentre il collega sugihara, console giapponese, firma i visti di transito per il giappone. senza conoscersi ne` incontrarsi mai, uniti dall`imperativo morale di agire, i due diplomatici danno cosi` inizio a una straordinaria impresa clandestina che salvera` migliaia di vite, ma rimarra` a lungo ignota. rintracciando fonti e testimonianze in giro per il mondo, accompagnato dai ricordi dei tre figli di zwartendijk, jan brokken ricostruisce la storia dell`, come lo chiamavano i profughi, che solo dopo la morte e` stato riconosciuto tra i giusti fra le nazioni. e restituendo un volto alle masse erranti, segue in presa diretta l`odissea di intere famiglie che grazie a quel visto percorrono la transiberiana, raggiungono keibe e trovano rifugio nell`enorme ghetto della cosmopolita shanghai. "i giusti" e` un affresco storico e umano, un mosaico di vite, luoghi ed eventi in cui la realta` assume naturalmente tinte epiche e romanzesche, ma soprattutto una lezione sul coraggio e sulla responsabilita` del singolo di fronte a un mondo e a un`umanita` in macerie.