
. nella parigi degli anni trenta, dove ogni alberghetto e` uguale all`altro e ogni cafe` puo` celare un nuovo, tormentoso incontro, una donna che scopre di non essere piu` giovane insegna a se stessa l`arte del distacco. e londra, dove presto dovra` tornare, non le riserva niente di meglio: le domanda l`ultimo parente che sembrava disposto a occuparsi di lei. per sasha, ormai, si tratta solo di dimenticarsi , delle . e quando i giorni e le notti si fanno ancora piu` solitari e desolati, c`e` un unico modo per sopravvivere alla sua caparbia, febbrile perdizione: . meglio tingersi subito i capelli di biondo cenere e correre all`appuntamento con quello strano gigolo` dalla nazionalita` indecifrabile e la lunga cicatrice che gli attraversa la gola.

"c`e` in "jane eyre" di charlotte bronte` un personaggio minore, ma discretamente inquietante. il personaggio di una folle reclusa che si dice sia una bella ereditiera creola. jean rhys ha avuto l`idea di ricostruire la vita di una simile ombra labile e confusa prima dell`arrivo in inghilterra. una idea puo` essere buona o cattiva, anzi un`idea e` in partenza provvisoriamente buona e cattiva. risultera` essere piu` buona che cattiva, piu` cattiva che buona a seconda dell`esecuzione. ora l`esecuzione di jean rhys e` straordinaria, un romanzo avvelenato di fascino, squilibrato di passioni, condannato e riscattato dalla magia... scacciata dal suo paradiso di coulibri, antoinette affronta un tragico e tumultuoso destino d`amore e follia proprio perche` di tale tragicita` e tumultuosita` e` convinta lei per prima. o, facciamo, per seconda. per prima ne e` convinta jean rhys che con mano implacabile e delicata, complice e spietata sospinge la sua eroina a bruciare e consumarsi nello straordinario romanzo che e` "ii grande mare dei sargassi" sino a ridursi all`ombra labile e confusa di un personaggio minore dello straordinario romanzo che e` "jane eyre" di charlotte bronte`." (oreste del buono)
