
"mi chiamo nestor, ho trentun anni e sono nano". si presenta cosi, nella sua semplicita, suscitando subito attenzione ed empatia. nestor landiras vive a montmartre, ai piedi del sacre-coeur dove spesso sale di notte per perdersi nel tappeto di luci di parigi aspettando l`alba. rifiutato alla nascita dalla madre, cresce avvolto dall`abbraccio della nonna bernadette che gli ha insegnato a volersi bene, ad avere fiducia in se stesso, a trattare bene gli altri, a coltivare i propri doni. e tra questi la scrittura. e lei a consegnargli tutto l`amore per la lettura e la letteratura. sullo sfondo montmartre e un palcoscenico colorato e multietnico dentro cui sfilano i personaggi piu bizzarri, da un ricettatore a un pascia squattrinato, un poliziotto caduto in disgrazia e un asceta convertito in boss, una vicina che di notte batte vicoli malfamati o un giovane algerino in cerca di permesso di soggiorno. i suoi amici magrebini gli hanno dato il nome di un tipico dolce della loro terra, cuore di mandorla. grazie a loro e a un incontro inaspettato che lo portera fino in norvegia passando per la provenza, cuore di mandorla non si trovera solo quando la nonna si ammala e inizia a perdere i ricordi. ode alla solidarieta, alla forza dei deboli e al coraggio, questo e un romanzo commovente, fuori da qualunque retorico pietismo, che si legge d`un fiato e si chiude a malincuore. nestor e ritratto senza sconti con pregi e asperita, a tratti testardo e irascibile ma non per questo meno amabile. la voce poetica e pacata di yasmina khadra lascia i lettori a riflettere su questioni profonde senza mai cedere al giudizio, mentre tra le pagine trionfa il potere salvifico della scrittura e dell`amicizia.

in una new york fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l`uno all`altro. si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del new england, e all`inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall`ambizione. willem, dall`animo gentile, vuole fare l`attore. jb, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell`arte. malcolm e` un architetto frustrato in uno studio prestigioso. jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, e` il loro centro di gravita`. nei suoi riguardi l`affetto e la solidarieta` prendono una piega differente, per lui i ragazzi hanno una cura particolare, una sensibilita` speciale e tormentata, perche` la sua vita sempre oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell`autodistruzione. intorno a jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealta` e tradimenti, sogni e disperazione. e la sua storia diventa una disamina, magnifica e perturbante, della crudelta` umana e del potere taumaturgico dell`amicizia.

sylvain tesson, instancabile viaggiatore capace di gesta estreme - dal giro del mondo in bicicletta all`attraversamento dell`asia a cavallo e della catena himalayana a piedi - ha deciso di provare a vivere l`esperienza di napoleone e della sua armata seguendo il cammino della ritirata di russia a bordo di un sidecar di fabbricazione sovietica. per tesson il fine non e` solo quello della sfida e dell`impresa fisica: immergersi nel passato, nella tragedia di un esercito vinto, cosi` come isolarsi nella solitudine di una capanna assediata dal gelo invernale, l`esperienza raccontata in "nelle foreste siberiane", vuol dire cercare un punto di vista privilegiato per scrutare con occhi nuovi l`anima della nostra epoca. da mosca, il 2 dicembre, assieme a un geografo, un fotografo e due amici russi, ha inizio il lungo itinerario di 4.000 chilometri verso la beresina, smolensk, orsa, borodino, attraversando le desolate pianure e l`inverno fatale, come i veterani francesi decimati dalle truppe dello zar alessandro. durante il viaggio il gruppo cerca ispirazione nelle memorie del confidente dell`imperatore francese, il generale caulaincourt, ed esorcizza con l`aiuto della vodka gli orrori di quella letale agonia. ripercorrendo l`itinerario della sconfitta con dei sidecar scassati lo scrittore racconta la tremenda sofferenza dei soldati. per fedelta` verso chi li ha preceduti sul tragitto durissimo, i viaggiatori utilizzano solo mappe stradali, nessuna moderna tecnologia, e con una media di 300 km al giorno arriveranno a parigi.

sin da quando era ragazzo dino si era messo in testa di imparare a giocare a biliardo. voleva lezioni da cirillo, il piu` bravo ed esperto del circolo, carpirne il segreto, la magica misteriosa alchimia con cui riusciva a carezzare quelle sfere lucide e colorate. ma cirillo non voleva saperne, almeno sino a quando dino non fosse riuscito a far tornare la palla esattamente al punto di partenza, ne` un millimetro piu`, ne` un millimetro meno, e non una sola volta - il caso avrebbe potuto aiutarlo - ma proprio tutte le volte. gli ci vogliono tre anni; ma alla fine dino ottiene che cirillo diventi il suo maestro, anche se a quel punto, posseggono entrambi la magia del biliardo. gioco fatto di lunghi silenzi, di riflessioni e ragionamenti, metafora della vita: le geometrie perfette che si disegnano sul tavolo verde rimettono le cose in riga, cosi` come il lavoro di dino, pavimentatore di strade. incastrare i ciottoli nella terra, cacciarli a martellate nella rena, uno dopo l`altro, milioni di ciottoli. anche loro, cosi` ben allineati, corrispondono all`ordine che regna nella vita di dino, fatta di piccole felicita`: la moglie sofia, i viaggi che fanno ogni sera, restando seduti in soggiorno, i pochi amici. poi giani, il funzionario del comune, gli annunzia che "arriva l`asfalto": dino e la sua squadra dovranno dimenticare il mosaico dei ciottoli. e accadono altre cose, che avvisano dino che il suo idillio di vita era cosa troppo fragile.