
all`incrocio tra reportage, cronaca nera e quello che oggi chiameremmo autofiction,i tre delitti dei miei amici rappresenta un unicum nella produzione narrativa di simenon. il quale insistette non poco affinche il sottotitolo "storia vera" comparisse sul frontespizio del volume, pubblicato nel 1938 da gallimard (che invece, per tutelarsi da guai giudiziari, preferi spacciarlo per un romanzo), dove aveva raccolto gli articoli commissionatigli un anno prima dal settimanale "confessions", sempre alla ricerca di vicende sensazionali e possibilmente torbide. e torbidi lo erano davvero, i trefaits divers i cui protagonisti lo stesso simenon aveva frequentato a liegi nel corso della sua giovinezza: il suicidio del pittore joseph kleine sotto il portico della chiesa di saint-pholien; l`assassinio per mano di ferdinand deblauwe del ballerino di locali notturni carlos de tejada; e il triplice omicidio a opera di hyacinthe dans dell`amante, della madre e del suo ex confessore. tre naufragi esistenziali che simenon vede quasi come un`immagine rovesciata del proprio percorso di affermazione e di successo - tanto piu nella consapevolezza di aver sfiorato egli stesso la tentazione, o il rischio, della perdizione, e chiedendosi ogni volta: perche loro e non io? del resto, descrivere la discesa agli inferi di molti dei suoi personaggi romanzeschi sara anche un modo per mettere in scena, e al tempo stesso esorcizzare, le sue paure e le sue ossessioni piu profonde.











