"ammesso che si possa riconoscere l`anima di un altro essere umano, non e` mai dato riconoscere la propria". nel racconto di un alienato a un altro se stesso, la lotta dilaniante e mortale per strapparsi a luoghi che da sempre generano terrore allo stato piu` puro: i propri sogni.
chi ha visto i quadri della national gallery con gli occhi di alan bennett sara` felice di ritrovare in queste pagine il cicerone di "una visita guidata": e stavolta lo seguira` a leeds, a aberdeen o nell`irlanda del nord, per bearsi con lui dei suoi pittori preferiti.
nel tentativo di dare struttura e senso alla massa informe dell`universo, i pensatori dell`india piu` antica, i ritualisti del periodo vedico, si sono instancabilmente adoperati a tessere una prodigiosa ragnatela di connessioni e corrispondenze. il telaio usato per intrecciare il delicato arazzo di cio` che chiamiamo realta` era la grandiosa macchina del sacrificio, che aveva come punto focale la messa a morte di una vittima animale o vegetale. e filo conduttore di questa nuova raccolta di saggi di uno dei piu` acuti interpreti del pensiero vedico e` lo stesso dio della morte, yama (vale a dire "costrizione"): figlio del sole, ha una sorella gemella, yami, la quale gli corrisponde amorosamente come la terra corrisponde al cielo, in un rapporto che costituisce il modello indiano delle relazioni tra fratelli e sorelle. benche` immortale in quanto dio, yama fu il primo a sperimentare la morte, e a tracciare cosi` il cammino verso l`aldila`, quel regno dei mani o dei padri, moltitudine senza piu` volto, cui gli antenati accedono attraverso il rituale dello "sradda", che sancisce l`allontanamento dal mondo dei vivi mediante la dispersione dei resti e la consegna all`oblio dei loro nomi.
il giornale dei sopralluoghi per "bello, onesto, emigrato australia" diventa l`ilare resoconto della nascita di un film, e della circospetta esplorazione di un continente lontanissimo. il testo ritrovato di un maestro della commedia all`italiana - lo sceneggiatore principe di alberto sordi.
il volume raccoglie due racconti apparsi per la prima volta su due riviste nel 1937 e nel 1938. due racconti che e` stata definita la "callas della poesia novecentesca".
a causa di un antico abbaglio, propagato da illustri studiosi, si e` a lungo sostenuto che la civilta` indiana mancasse di un vero senso dell`etica, riservato all`occidente. nulla di piu` falso. sin dalle origine vediche, l`india rivela una sensibilita` esacerbata nei confronti del male. anzi, tutte le vicende degli de`i possono essere raccontare come altrettanti episodi di un conflitto con le forze maligne. questo libro non intende solo spazzare via una quantita` di rappresentazioni erronee, ma soprattuto introdurci a uno sterminato ventaglio di miti, dove le piu` remote possibilita` del male vengono indagate.
trovarsi la casa svaligiata dai ladri e` senza dubbio un evento sinistro. ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l`arrosto che attendeva lo scatto del timer, e` palese che non puo` trattarsi di un semplice furto. e l`allibita vittima, un avvocato londinese agiato e pedante, ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula di candid camera. travolti da una realta` truce e idiota, l`avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori colpi di scena turbinosi, mentre il lettore viene guidato verso un`esilarante catarsi di rara crudelta`.
tra i tanti oggetti pervasivi ed elusivi che affollano la dimensione invisibile del mondo subatomico, il "bosone di higgs" e` stato il piu` pervasivo ed elusivo: quella particella era l`elemento cruciale che mancava a completare il puzzle del modello standard, perche` conferiva massa a tutte le altre particelle elementari, un enigma rimasto altrimenti insoluto. quando finalmente il 4 luglio 2012 il cern ne ha annunciato la verifica sperimentale, la "particella di dio" (come un fisico l`ha temerariamente denominata) ha attirato su di se` i riflettori dell`attenzione mediatica mondiale. affrontando l`intera questione con un rigore che ne acuisce la densita` intellettuale e la vertigine tecnologica, jim baggott segue due percorsi paralleli. non solo, infatti, ne ricostruisce la genesi teorica, ma ripercorre tutte le stazioni di avvicinamento all`eclatante risultato di ginevra: il legame tra i primi acceleratori degli anni venti e le collisioni di particelle nei raggi cosmici; la messa a punto del ciclotrone da parte di lawrence; il contributo di van der meer, il cui metodo di "raffreddamento stocastico" ha permesso al gruppo di rubbia l`individuazione dei bosoni w e z, decisivi per arrivare alla scoperta del bosone di higgs; e le svolte successive del lep (large electron-positron collider) e dell`ormai leggendario lhc (large hadron collider), che con i suoi 1600 magneti superconduttori ha permesso di sviluppare energie senza precedenti. prefazione di steven weinberg.
antonio vive ad alessandria schiavo della bellezza di cleopatra. costretto a ritornare a roma per ragioni politiche, pone fine alla discordia con cesare ottaviano sposandone la sorella, ma la pace dura poco, perche` la gelosia di cleopatra, ed il ricordo della sua sensualita`, lo richiamano in egitto.
e possibile tracciare in un`unica, serrata narrazione la dell`universo dal big bang all`evoluzione della coscienza di homo sapiens? si`, lo e`, se al compito - ambizioso ai limiti dell`azzardo - provvede uno scienziato come jim baggott, con il suo approccio al contempo rigoroso e affascinante. ricorrendo alle piu` recenti acquisizioni di tutte le discipline funzionali all`impresa - astrofisica e biologia evoluzionistica, cosmologia e genetica -, baggott risale infatti, in puntuale successione cronologica, a tante correlate e distinte, ognuna inquadrata come una sequenza chiave: dalla formazione dello spaziotempo e della massa-energia, pochi istanti dopo il big bang, all`apparizione della luce, dalla genesi delle galassie fino al progressivo delinearsi della porzione di universo con la nascita del sistema solare e della terra. nell`ambiente caldo e umido di quest`ultima si creeranno le condizioni per l`origine forse piu` misteriosa e imperscrutabile, quella della vita. il manifestarsi dei primi organismi terrestri unicellulari, circa quattro miliardi di anni fa, innesca quel processo evolutivo che culminera` nell`emersione di homo sapiens: un percorso lungo e tormentato, - ere glaciali, eruzioni vulcaniche, impatti con asteroidi -, responsabili di periodiche estinzioni di massa. non c`e` romanzo di avventura piu` imprevedibile.
Il saggio/romanzo di Quammen ha uno strano fascino, forse perché estremamente ben documentato e preciso, forse perché incute una certa angoscia nel lettore. Nocciolo del testo è il concetto di Spillover, che in gergo tecnico indica quel salto di qualità che un virus tenta per passare da un animale all'essere umano. I virus sembrerebbero i protagonisti di questo romanzo medico di straordinaria voluminosità, forse gli antagonisti di una lotta che ha foggiato l'esistenza di noi esseri mortali.
quando abbiamo in mano un oggetto, per esempio questo libro, ne sperimentiamo in primo luogo la consistenza materiale, ovvero il fatto che possegga una . in apparenza, niente di piu` stabile e rassicurante. eppure, se potessimo scendere via via nelle profondita` della materia (le fibre di cellulosa che compongono la carta, le molecole della cellulosa, gli atomi di ogni molecola...), ci accorgeremmo di come quella stabilita` sia ingannevole. le che compongono ogni atomo, infatti, non solo fluttuano nello , ma appaiono come uno in cui ogni specie manifesta proprieta` - almeno a un primo sguardo - . nello spiegare questa visione controintuitiva e paradossale, jim baggott da un lato risale alle varie concezioni della nella storia della ricerca filosofico-scientifica, dai pensatori greci alla meccanica newtoniana; dall`altro mette a fuoco le conseguenze profonde delle nuove conoscenze fisico-cosmologiche, dalla celebre scoperta di einstein per cui alle implicazioni del modello standard della fisica delle particelle: disponendo queste ultime entro l`azione dei , il modello standard assimila infatti la massa piu` a un che a una , e la rende elusiva e inafferrabile. in questa prospettiva spiazzante - che baggott trasmette con la consueta combinazione di chiarezza espositiva e verve stilistica - la posta in gioco e` molto piu` del concetto di massa: e` la natura stessa della materia, di un universo le cui fondamenta risultano molto meno di quello che abbiamo a lungo pensato.
eta di lettura: da 4 anni.
profumo di vaniglia e semi di papavero, un vassoio nichelato con sottili mezzelune lasciate dal fondo dei bicchieri, piccoli tram azzurri, gialli e verdi che si rincorrono tintinnando, il cancello di un parco dietro il quale spuntano cervi e cerve, "come ragazzini di buona famiglia di ritorno dalla lezione di piano". all?inizio di questo romanzo c?e un pullulare di sensazioni, una nube tattile, olfattiva, onirica, che si sposta in una cauta esplorazione del mondo, come l?occhio del bambino andreas, il narratore. la parola "morte" trafigge questa nube, e un numero fatale stampato sul buio. e il bambino gioca con il sonno, gli tende agguati, in preparazione alla grande lotta con la morte. aveva deciso di "assistere un giorno consapevolmente alla venuta della morte e cosi vincerla", e nell?attesa voleva sorprendere l?angelo del sonno. intorno ad andreas, vediamo la sorella anna, che piange la sera perche il giorno e finito e non torna piu; e la madre marija, seduta davanti a una imponente macchina da cucire singer di ghisa nera. e soprattutto vediamo, seppure soltanto in apparizioni imprevedibili e balzane, il padre eduard sam, ispettore delle ferrovie a riposo, ma in realta trickster decaduto, che non dispone piu di molti poteri, eppure e ancora aureolato di eventi prodigiosi e irrisori. autore di un orario delle comunicazioni tranviarie, navali, ferroviarie e aeree che, arricchendosi di edizione in edizione, si trasforma in opera interminabile, come una mappa che volesse coincidere con il territorio rappresentato, eduard usa mostrarsi con bombetta e redingote imbrattata, e sfida l?iniquita del mondo dietro occhiali con montatura metallica, stringendo in pugno un bastone. compreso della sua vocazione di mistificatore, non e mai se stesso, ma il nebbioso ricordo di qualcos?altro, e il giovane andreas, fantasticatore selvaggio, percepisce in lui la compresenza di molte vite: "ed eccolo, mio padre, seduto nel carro accanto a una giovane zingara dalle poppe rigonfie, maes