di questo romanzo breve sulla mafia, apparso per la prima volta nel 1961, ha scritto leonardo sciascia: "... ho impiegato addirittura un anno, da un`estate all`altra, per far piu` corto questo racconto. ma il risultato cui questo mio lavoro di `cavare` voleva giungere era rivolto piu` che a dare misura, essenzialita` e ritmo, al racconto, a parare le eventuali e possibili intolleranze di coloro che dalla mia rappresentazione potessero ritenersi, piu` o meno direttamente, colpiti. perche` in italia, si sa, non si puo` scherzare ne` coi santi ne` coi fanti: e figuriamoci se, invece che scherzare, si vuole fare sul serio".
Sigillato.
sono passati sette anni da quando joan didion e john gregory dunne festeggiavano il matrimonio della figlia quintana roo. joan didion siede alla scrivania, sfoglia vecchi album e rivive quel giorno, i gelsomini del madagascar nei capelli della figlia, il fiore di frangipani tatuato sulla spalla. affiorano istantanee degli anni passati con quintana in california: malibu`, la scuola di holmby hills, le stagioni . i ricordi spingono joan didion a interrogarsi sul suo essere madre, ora che la figlia e` morta. a rileggere ogni evento della vita di quintana in cerca di segni che forse non aveva voluto vedere. a fare i conti con il tempo che scorre, con la malattia e la vecchiaia. "blue nights" sono le ore lunghe e luminose della sera che a new york preannunciano il solstizio d`estate - - e che joan didion passa a riflettere sulla fine della promessa, sull`inevitabilita` della dissolvenza. joan didion con "blue nights" eviscera ed esorcizza la sofferenza personale attraverso la scrittura; trasforma il dolore che la assilla in un racconto universale sulla perdita e sul tormento.