john reed era un giornalista americano non particolarmente noto. tuttavia la sorte gli concesse di trovarsi a pietroburgo, di assistere in prima persona ai momenti decisivi della rivoluzione d`ottobre e di conoscerne i protagonisti. un libro che racconta l`entusiasmo per quella che doveva essere l`inizio della palingenesi del genere umano. introduzione di rossana rossanda.
"il premio strega ha settant`anni. e nato, nell`immediato dopoguerra, grazie all`amicizia tra il colto imprenditore guido alberti e la grande scrittrice maria bellonci, che credeva fosse importante inventare e realizzare un premio come nessuno mai lo aveva immaginato. un premio affidato, come avrebbe detto lei, a "una giuria vasta e democratica", caratterizzata non tanto dal numero, quanto dalla varieta` e vastita` delle competenze. non solo scrittori, professori e critici letterari, ma un piu` largo pubblico di giornalisti, imprenditori, registi, attori interessati alla letteratura, come un polmone prezioso per il respiro di una societa` democratica quale ci auguravamo di poter cominciare a costruire allora. quanto ha contato il premio nella vita culturale del paese, anche in quella parte piu` profonda e meno visibile? sulla parte piu` visibile non abbiamo dubbi e non e` un gran merito: dipende dai giornali, dai mass media e dalle contingenze se e` il piu` citato tra i moltissimi premi letterari italiani. le critiche intorno al funzionamento dello strega sono anche quelle moltissime. ne abbiamo tenuto conto, abbiamo tentato di migliorarne l`organizzazione. le critiche continuano, nondimeno, e noi speriamo che continuino per altri cento anni. mi viene in mente quello che diceva churchill sulla democrazia, che e` la peggiore forma di governo eccezion fatta per tutte le altre sperimentate finora. credo che questo valga anche per il premio strega." (tullio de mauro)
alle origini del comico c`e` aristofane. le indagini dei critici e degli studiosi hanno illumiato molti aspetti della sua opera ma hanno prestato scarsa attenzione agli accorgimenti spettacolari, alle soluzioni comiche, alle eterogenee invenzioni verbali dele sue commedie. coniugando il rigore critico e la conoscenza dei meccanismi del teatro antico e moderno, umberto albini individua nell`opera di aristofane il linguaggio e le strutture sceniche adottate per divertire un pubblico esigente e quanto mai vasto. dai sorprendenti travestimenti alla ferocia dei pungoli satirici, dalle situazioni grottesche alle esilaranti volgarita`, si disegna un confronto tra la comicita` dell`atene del v secolo avanti cristo e quella dei giorni nostri.
"morire, questo a un gatto non si fa." il bel verso della szymborska, con cui vivian lamarque apre questa raccolta di poesie, come l`oboe all`orchestra. e avverte: attenzione lettore, a passo felpato di gatto le svagate prima e seconda parte (figurine d`interni, bisticci, dispetti, musi, ciotole, le temute scatolette del discount) con brio condurranno alla terza piu` grave dove risuona il motivo da anni piu` frequentato dalla poetessa. al gatto ignazio che la interroga sull`aldila` vivian risponde "e come una specie di giardino si diventa tutti erba fiori." "fiori? un fiore io? mai!" "e perche`? essere un fiore e` un onore non lo sai?". duetto tra un gatto severo, esigente, interrogativo, e una poetessa (cinefila) in sua soggezione, in affannosa ricerca di risposte.
premio goncourt nel 1919, all?ombra delle fanciulle in fiore rappresenta, all?interno di quel "tout vivant" che e la recherche, il momento spirituale e biologico della giovinezza. libro "corale", "estroverso", di un fascino duraturo, e anche un libro "marino", nel quale il paesaggio della costa normanna insolitamente assolata, tratteggiata con tocchi impressionisti, fa da sfondo al doppio amore del narratore per gilberte prima e per la piccola banda delle "fanciulle in fiore" poi, in cui spicca albertine. tra i molti incontri decisivi, quello con lo scrittore bergotte e il pittore elstir, che inizieranno il narratore alla vita e all?arte.