piu` di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell`ebraismo italiano. dal mondo di prima, l`infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. e poi l`occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio italiano: oltre 9000 persone. nella quasi totalita` dirette ad auschwitz. ma chi erano gli ebrei italiani? all`inizio degli anni trenta erano circa 45 000 persone; le comunita` piu` consistenti erano quelle di roma (oltre 11 000), milano, trieste, torino, firenze, venezia e genova. comunita`, in generale, fortemente integrate nel tessuto sociale del paese, a tal punto che dopo la liberazione solo un`esigua minoranza dei sopravvissuti scelse, a differenza degli ebrei di altre nazionalita`, di vivere altrove. un mosaico di testimonianze che ha sui lettori un effetto dirompente proprio grazie al fittissimo intreccio di ricordi, traumi, sogni, rabbia, smarrimento, sensi di colpa, e persino speranza, dopo il ritorno alla vita.
miguel barnet apre la sua raccolta di racconti con fatima e miosvatis. miosvatis e` narrata attraverso le persone che la conoscono: il fidanzato tedesco, la vecchia vicina chiacchierona e la sorella. fatima e` invece un travestito che in prima persona si racconta mescolando i propri ricordi a quelli della citta` e in particolare quelli della cuba rivoluzionaria, tra turisti e spettacoll en travesti. la seconda parte del volume e` dedicata alle "regine" dei tempi passati, mediante brevi ma folgoranti ritratti: rachel la corista; zia sunsita, vitale, amante della propria liberta` e nemica delle convenzioni; la vecchia domestica nera petrona che, non accettando il trasloco dal quartiere del cerro alla morte del capofamiglia, decide di perdersi nelle strade della capitale; agata, amante della poesia; la triste milagros, sconfitta dalla vita e infine la vecchia elvira, che vive accompagnata dalle statuine della miracolosa e di santa barbara.
la storia passa dagli anni settanta a oggi, dall`italia all`eritrea della guerriglia e della siccita`, dal lavoro nei service editoriali romani alla germania delle manifestazioni contro il treno atomico, da jeddah e i college svizzeri della diaspora delle e`lite musulmane al deserto di yucca mountain, usa. tre diverse voci danno corpo a tre personaggi incantevoli. una narrazione serrata e insieme fluida, avventurosa e fiabesca, crudele e anche comica, in scenari continuamente mutevoli racconta un`unica vicenda: una storia d`amore dove legami piu` forti di quelli familiari si stabiliscono fra tre persone che scoprono la vita in comune. quella che si oppone alla solitudine, e che lega tutti, con gli animali e le piante, nella percezione del comune pericolo.
nietzsche fu a lungo incerto fra la vocazione di filosofo e quella di poeta. e anche quando la prima ebbe il sopravvento, il suo rapporto con la lirica non si interruppe, come dimostra la presenza organica di poesie nella "gaia scienza" e in "cosi` parlo` zarathustra", dove non e` quasi possibile distinguere tra prosa e verso. della produzione poetica nietzscheana il presente volume propone tutte le composizioni sparse nelle opere filosofiche, gli "idilli di messina", nonche` i "ditirambi di dioniso".
siamo all`inizio degli anni ottanta, in malesia. i rajasekharan hanno appena messo alla porta la domestica chellam per un non ben precisato crimine. ma alla causa di questo allontanamento si accavallano ben presto altri interrogativi: in che circostanze e` morta paat, la nonna matriarca? perche` l`amata nipote urna e` partita improvvisamente per andare a studiare a new york, senza nessuna intenzione di tornare indietro? cos`ha visto davvero la piccola aasha? perche` sua madre vasanthi ce l`ha a morte col marito? per rispondere a tutte queste domande il romanzo scava nel passato della famiglia, da quando i rajasekharan si stabilirono a ipoh, nella "big house", una prestigiosa ex casa coloniale. tutto inizio` quando raju, tornato dagli studi di legge a oxford, decise di sposare una vicina di casa bellissima ma di umili origini.
un venerdi` santo nella chiesa di nostra signora della necessita`, il giudice della corte d`appello marcantonio muscara` viene pubblicamente segnato a dito dal sospetto. i due giovani giornalisti dell`"ora" sono li`, a sparare flash in faccia. c`e` anche la figlia di muscara` che riconosce in uno dei due un suo vecchio (e amato) compagno di universita`, e non lo perdona... intorno a lei sottile ricostruisce quel "teatro palermitano delle evanescenze" dove si rappresentano drammi e misteri di una borghesia che si crede al riparo da ongi contaminazione e puntualmente si ritrova, legata mani e piedi, dentro il gioco mafioso.
negli ultimi giorni di un processo internazionale per crimini di guerra, un giovane sostituto procuratore si prepara a inchiodare il mostro, un capo di stato colpevole di genocidio. mentre raccoglie i capi d`accusa si ritrova a fare i conti con l`idea stessa di responsabilita`, e con le mille piccole, gigantesche colpe di cui e` fatta la nostra vita. tullio avoledo, friulano, vive e lavora a pordenone nell`ufficio legale di una banca. in questo libro presenta un romanzo giudiziario atipico in cui la parte processuale rimane in ombra, ma non la parte preparatoria, con la sua tensione, le minacce, la dolorosa analisi delle fosse comuni; e al tempo stesso una storia familiare tenera e crudele.
il 10 luglio 1971 un commando militare irrompe nella residenza estiva del re a skhirate, in marocco. ma il colpo di stato fallisce. i soldati che avevano preso parte alla missione (molti senza neanche conoscerne l`obiettivo) vengono rinchiusi in un carcere scavato nel sottosuolo, sepolti vivi per 18 anni nelle tenebre piu` assolute. tra essi c`e` salim, la voce narrante, cantastorie dalla memoria prodigiosa. poi ci sono gli altri: walkrine, lo specialista degli scorpioni, ustad, l`asceta, karim l`uomo che sa contare il tempo, achar il cattivo che si fa scudo con la forza dell`invidia e della grettezza. e i sorveglianti, sempre gli stessi, segregati a loro volta, pian piano disperati complici. fino al giorno della liberazione: una nuova nascita dopo 18 anni.
l`idea che una macchina arrivi a possedere una "coscienza" (o qualcosa di vagamente simile) sembra assurda e quasi eretica. coloro che ne hanno ipotizzato la fattibilita` sono spesso tacciati di sensazionalismo, arroganza e addirittura d`ignorare i piu` comuni principi filosofici. ma se potessimo definire con certezza che cos`e` la coscienza, i limiti di questo dibattito diventerebbero piu` chiari e non si pretenderebbe di valutare un problema scientifico con i parametri della filosofia. in questo saggio aleksander, studioso esperto nel campo dell`intelligenza artificiale, cerca di rendere accessibili a tutti i termini della questione e di definire nel modo piu` rigoroso la "coscienza".
hondo, un ragazzino di dodici anni, ha perduto i cammelli che custodiva. deve ritrovarli, e con loro la possibilita` di sposare yasmine, la figlia del proprietario degli animali. il destino gli si accanisce contro, in un turbinio di avventure e vicissitudini fra trafficanti di organi, polizia, guerriglieri, spacciatori che allontanano sempre piu` la possibilita` di recuperare i cammelli. un romanzo tragico e picaresco, incalzante e incisivo che passa in rassegna tutta l`africa nera, dalla mauritania alla costa d`avorio, dalla sierra leone al ruanda. ovunque guerra e violenza, sopraffazione e miseria, un destino segnato per i ragazzi africani, bambini invecchiati prima di vivere.
a rendere celebre edward lear e` stato il suo originale uso della forma metrica dei "limericks", brevi strofe ritmate di origine settecentesca. suggellando con il ritorno finale della rima e delle parole iniziali un`istantanea colorata e caricaturale di bizzarri e malinconici personaggi, abitanti di un mondo costantemente folle ma non sempre innocente, lear ha sperimentato tutte le forme del "nonsense". il volume riporta, accanto al testo tradotto, quello originale inglese e vignette dello stesso autore.
questo libro e` la storia di uno shtetl polacco che si chiamava bransk. prima della guerra contava circa 4600 abitanti, equamente divisi fra ebrei e cristiani. oggi non ci sono piu` ebrei a bransk. in polonia continuano a vivere alcune migliaia di ebrei, ma le loro comunita`, la cultura e l`organizzazione sociale, sono scomparse durante la ii guerra mondiale. nello shtetl, nel corso dei secoli, si era realizzata un`esperienza multietnica e, finche` esistette, rappresento` una realta` sociale insolita, ma funzionante.
nel secolo d`oro della narrativa europea, da goethe a puskin, da stendhal a jane austen, da manzoni a dickens e flaubert, la gioventu` sale prepotentemente alla ribalta della scena letteraria: e` la gioventu` problematica e inquieta che nasce dallo sfaldarsi delle societa` tradizionali, divenendo figura simbolica alla quale la cultura occidentale si affida per rappresentare l`idea di modernita`, con il suo carico di grandi speranze e illusioni perdute che l`europa ottocentesca dovette imparare a percepire e leggere come fosse in un romanzo.
la storia di zeno cosini, inetto a vivere: una specie di marionetta tirata da fili che quanto piu` egli indaga, gli sfuggono. una coscienza inutile a mutare un destino che sembra ineluttabile. e il capolavoro di svevo, la prima storia italiana dove entra prepotentemente in scena la psicanalisi come coprotagonista; forse il piu` grande romanzo del novecento italiano e uno dei maggiori della letteratura europea di questo secolo.
nella grande russia conservatrice e patriarcale dei latifondi e dei primi timidi moti liberali, il rapporto conflittuale tra tradizione e rinnovamento trova una rappresentazione esemplare in "padri e figli", pubblicato nel 1862. e la vicenda di due amici appena usciti dall`universita` di pietroburgo: arkadij kirsanov, figlio di un proprietario terriero, e evgenij bazarov, il giovane medico che crede soltanto nelle scienze sperimentali, il nichilista, campione di una societa` di tecnici, che non e` ancora nata. sara` una passione non corrisposta ad avviarlo a un destino emblematico dei turbamenti di un`intera generazione.
"anche per il tasso, come per l`ariosto, si puo` dire che soltanto un`opera abbia veramente contato per tutta la vita, e cioe` quel poema della liberazione di gerusalemme che lo impegno` per oltre trent`anni, dall`esordio poetico sino alla vigilia della morte, e nel quale interamente si rispecchia la storia della poesia tassiana con le sue luci e le sue ombre, le sue virtu` e i suoi vizi... il risultato e` un`originale compenetrazione di piani diversi, in cui i momenti eroici (storici e morali) e quelli lirici (sentimentali e autobiografici) strettamente si intrecciano e reciprocamente si trasfondono attraverso suggestive increspature e secondo impulsi subitanei ed eccitati, in un continuo e spesso repentino mutare di luci e di ombre..." (dall`introduzione di lanfranco caretti)
storia di tre generazioni della potente famiglia catanese degli uzeda di francalanza, di antica origine spagnola, pronta a tutto pur di conservare la supremazia anche nella nuova, contraddittoria italia unita.
micha e mario, cespo, il talpa e miriam - un?adolescenza, la loro, consumata a pochi passi dal muro di berlino. l?ovest e proprio dietro l?angolo, con le sue promesse di liberta, eppure sembra irraggiungibile. e c?e sempre il rischio di morire, si, ma un doppio vinile dei rolling stones nascosto sotto la giacca puo anche salvare la vita, mentre una folata di vento puo trasportare oltrecortina una lettera d?amore. "un romanzo ordinario, - osserva jonathan franzen nella sua postfazione, - potrebbe mettere in luce la tristezza della loro condizione. un romanzo straordinario, pur riconoscendo il lato triste di quella condizione, ne mette in luce il lato comico". e "sonnenallee", scanzonato e imprevedibile com?e, ha dato voce a un?intera generazione.
dennis may e morto. per il mondo e una notizia tra le tante, per s. e il finale sbagliato della propria storia. dennis e stato l`oggetto della sua devozione e l`artefice della sua umiliazione, la possibilita di immaginare un`altra vita e l`infinito autoinganno. se oggi s. fa la cameriera e disprezza quasi tutto e a lui che lo deve. o forse e solo un alibi. con una voce magnetica, tenera e spiazzante, veronica raimo racconta lo scandalo del desiderio che si annida nel trauma, il ridicolo che si accompagna alla tragedia, il dubbio che a definire la nostra storia - piu ancora di quanto e accaduto - sia quello che, nell`ottundimento della rabbia o dell`amore, continuiamo ad aspettare. "e il senso costante di reversibilita a causare dolore, l`idea che possiamo ancora cambiare le cose". l`ultima volta che ha visto dennis may dal vivo - dennis may "vivo" - s. aveva addosso dei jeans scuri e una maglia color smeraldo. ora quei vestiti sono sepolti in cantina, pezzo forte di una collezione degli orrori insieme a un nokia con i messaggi di dennis e una locandina autografata di "lark", il film che lo aveva trasformato in un attore e regista di culto. dentro quell`innamoramento collettivo s. ha camuffato la propria devozione, proteggendola con la tenacia di un cane da guardia perche nulla potesse scalfirla: ne le stroncature ai film di dennis, ne i suoi silenzi e le sue fughe, ne le dichiarazioni imbarazzanti alla stampa. l`ha protetta persino quando, nella stanza di un albergo a roma, dennis l`ha violentata per poi sparire dalla sua vita. e l`ha protetta quando ha temuto che ad altre donne, in altre stanze, potesse essere accaduta la stessa cosa. oggi s. ha trentacinque anni, fa la cameriera in un bar, e non ha mai smesso di aspettare che dennis tornasse per offrirle un`altra possibile versione della loro storia. ha abbandonato il sogno di scrivere, ma legge il mondo con un`intelligenza corrosiva e un`ironia brutale che forse rivela l`esatta collocazione della ferita. il suo e
esistono regole per diventare un artista? e possibile allenare il proprio talento come fosse un muscolo? per capirlo, e per ripercorrere i momenti decisivi che l`hanno reso chi e oggi, il protagonista di questa storia torna nel punto esatto in cui l`adolescenza si sfalda nell`eta adulta, dove il suo sguardo si affina tra le ferite del paesaggio e dove la performance si fa strumento per ascoltare il tempo che scorre. attraverso un lavoro estremo - da addetto "sul campo" per un`azienda di disinfestazione - imparera a trasformare il dolore, suo e del mondo, in atto creativo. giorgio falco ha scritto un libro incandescente, rigoroso ma pieno di tenerezza, sull`imprevedibilita di certe vocazioni. qual e l`effetto del tempo sui nostri corpi, sul paesaggio, sul modo in cui guardiamo il passato? e la domanda al centro del nuovo libro di giorgio falco, che rievoca un`infanzia trascorsa sui bordi della metropoli in trasformazione e un`adolescenza piena di un unico, totalizzante interesse: la fotografia. la ricerca di se e delle proprie inclinazioni sembra finalmente trovare un punto d`approdo con la scoperta della performance, che diventa la lente attraverso cui leggere il tempo e indagare - secondo dopo secondo, di ora in ora - il mistero del suo respiro. alla fine, con l`ingresso nell`eta adulta arriva anche l`abbandono di ogni ambizione artistica, una resa che tuttavia coincide con un nuovo inizio: l`individuo in cerca di un`identita scompare, e al suo posto emerge in controluce la silhouette dello scrittore, che assorbira sulla pagina la fotografia, il cinema, la letteratura e la vita. pochi autori, in italia, sanno mettere a nudo la realta come fa giorgio falco. in "di ora in ora" la sua voce inconfondibile setaccia i luoghi marginali, riflette sulla natura assediata dall`uomo e sulla sua indifferenza, esamina i rapporti di forza che regolano il mondo e medita sull`ambiguita delle immagini e dei gesti. uno spiazzante ritratto dell`artista da cucciolo (ma in cattivita), c
edizione speciale per il trentennale di "infinite jest". in cofanetto, con sei sticker. "puo darsi che vi giunga nuova, ma nella vita c`e di piu che starsene seduti a stabilire contatti". in un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l`intrattenimento e la pubblicita hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. le droghe sono diffuse ovunque, come una panacea alla noia e alla disperazione. finche sulla scena irrompe un misterioso film, "infinite jest", cosi appassionante e ipnotico da cancellare in un istante ogni desiderio se non quello di guardarne le immagini all`infinito, fino alla morte. nella caccia che si scatena attorno a questa che e la droga perfetta finiscono coinvolti i residenti di una casa di recupero per tossicodipendenti e gli studenti di un`accademia del tennis; e ancora imbroglioni, travestiti, artisti falliti, giocatori di football professionistico, medici, bibliofili, studiosi di cinema, cospiratori.