in questi dodici saggi habermas si confronta con i temi dei grandi pensatori che lo hanno ispirato maggiormente: la comunicazione secondo peirce, il mondo della vita in husserl, la concezione del mondo secondo heidegger, l`attualita` di wittgenstein, lo sviluppo del pensiero di horkheimer, la nuova teologia statunitense, la cultura per simmel, la psicologia sociale di mitscherlich. completa il quadro una ricognizione delle correnti della sociologia tedesca, dalla repubblica di weimar alla germania odierna.
il volume contiene saggi di: e. agazzi, d. antiseri, g. cotroneo, g. giorello, v. mathieu, a. negri, l. pellicani, m. pera, s. ricossa, i. scardovi, d. settembrini.
da "il caso e la necessita`" al "caso e la liberta`". scienziati, psicologi e filosofi pongono l`accento sul valore critico della scelta, della creativita` e della responsabilita` del ricercatore.
un maestro della storiografia contemporanea sintetizza con grande chiarezza ed efficacia tutti gli aspetti della storia medievale, con particolare attenzione a quegli elementi che da allora hanno costituito l`identita` europea. jacques le goff (1924) e` tra i massimi storici del medioevo.
nella smisurata produzione di lope de vega, le "novelle per marzia leonarda", preziosa prova per qualsiasi letterato, rischiano di passare quasi sotto silenzio. eppure esse appaiono interessanti per molti motivi. innanzi tutto per lo sperimentalismo cui lope e` sempre sensibile: egli prova infatti qui la sua versatilita` su un tipo di scrittura venuto dall`italia e che si andava acclimatando in spagna. poi per la tessitura teorica, per la riflessione sul raccontare, struttura portante del testo, che viene sostenuto dall`apostrofe diretta e affettuosa a marzia leonarda, trasparente pseudonimo letterario dell`ultimo e drammatico amore di lope, marta de nevares. l`opera viene presentata per la prima volta in italia in una traduzione che tenta di salvarne i registri letterari alti, allusi ed elusi da lope, e nello stesso tempo di renderne la piena leggibilita`. si e` anche provveduto a un controllo dei passi dubbi sulle edizioni principes, restituendo letture corrette e talora sanando luoghi corrotti. il commento poi tenta di accompagnare le quattro novelle, indubbiamente non facili nella loro falsa ingenuita`, con una analisi al microscopio, per rilevare passo per passo motivi, digressioni, apostrofi, rotture.
orazio li chiamava i "veloci giambi", questi versi dettati dall`irruenza e dalla follia della giovinezza; e senza dubbio si riflette in essi l`aggressivita` programmatica della poesia giambica che aveva il suo ispiratore e il suo modello nel poeta greco archiloco. ma i temi e i registri stilistici di orazio sono i piu` variati: accanto all`invettiva contro i personaggi tipici, come l`usuraio e l`arricchito, contro maghe e matrone invecchiate nel corpo ma non nei desideri, c`e` il tema dell`amore e del convito, c`e` l`impegno civile e la riflessione sulla societa` politica. diciassette componimenti scritti nel decennio fra il 40 e il 30 a.c., dai venticinque ai trentacinque anni, nei quali, dietro il giovanile scontro con la realta`, gia` si intravede il senso della misura dell`orazio piu` noto. da sempre legati, per consuetudine editoriale, alle celebri "odi", gli "epodi" sono qui riproposti nella loro autonomia di opera particolarissima nella produzione oraziana e nell`intera letteratura latina. la traduzione poetica di fernando bandini ne coglie pienamente la vivacita`, il ritmo, le sfumature, le variazioni di tonalita`.
"non vi e` dubbio che un romanzo di questo tipo presenta il volto di un grande scrittore che sa indagare ogni aspetto della vita e della societa` degli uomini, indipendentemente dal continente a cui si riferisce." (rosella mamoli zorzi)
in questo libro si parla di vita. di amore, volonta`, gioia, amicizia, dolore. di scienza e fede, di corpo, piacere e cibo. e in particolare si parla tanto, profondamente, di madri e figli. sono molte le voci che si intrecciano in queste pagine, voci che provengono dal lontano passato del secondo conflitto mondiale, dagli anni difficili e pieni di speranza del dopoguerra, e dall`oggi un uomo decide di raccontare la propria storia. le battaglie etiche e scientifiche che lo hanno visto protagonista. e lo fa attraverso le storie delle molte donne che ha incontrato lungo tutta la sua vita, con le quali ha condiviso sentimenti, amicizie e lavoro. donne che di volta in volta si sono impegnate in una battaglia: contro la guerra, i pregiudizi, la malattia, la paura. contro la moralita`, i dogmi religiosi, la disinformazione, l`ipocrisia. o semplicemente contro la consuetudine e il senso comune: ne` buoni ne` cattivi, semplicemente granitici. donne che hanno deciso, ognuna a proprio modo e con la propria voce o afonia, di combattere e di non cadere. e soprattutto di non rinunciare, difendendo con un sorriso, sopra i denti stretti, se stesse, i propri affetti e cio` in cui credono. cosi` proprio il fatto che a raccontare sia un uomo, permette di penetrare senza ipocrisie o sbavature retoriche un universo tanto connotato e a raccontare, senza imbarazzi e forzature, un mondo intimamente femminile.
una serie di racconti brevi, collocati in quell`indefinito territorio che per alcuni altro non e` che il "paese di alice munro". la maggior parte delle storie si svolgono in piccole citta` della regione dell`ontario; protagoniste sono per lo piu` donne: di tutte le eta`, anelanti passioni e bramose di liberta`. ma l`autrice racconta anche le ansie dell`adolescenza, i difficili rapporti fra genitori e figli, i diversi aspetti dell`amore, della malattia e della morte. racconti che in poche pagine condensano un`intera vita. una scrittrice che costruisce, utilizzando una prosa diretta e fintamente semplice, strutture narrative di grande profondita` e complessita`.
la costa oceanica semideserta. una vecchia casa. rey, un maturo regista, e lauren, una giovane body artist, sono sposati da pochi mesi quando lui si uccide, lontano, a new york. lei rimane nella casa isolata e la lenta elaborazione del lutto passa attraverso stadi e stati di allucinazione sempre piu` tangibili, sempre piu` reali fino a tradursi in espressione artistica, in una trasformazione del corpo che ha il sapore della rinascita oltre che dell`opera d`arte.
riproducendo i materiali che avevano segnato ascesa e caduta del regime, de felice ha inteso fornire la visione diretta di una traiettoria storica: in altri termini il fascismo non e` sempre stato la stessa cosa e nell`arco dei suoi vent`anni - dai fasci di combattimento alla presa del potere, dalla costruzione del regime alla guerra, fino all`esperienza della repubblica sociale - ha cambiato piu` volte la propria fisionomia e, con essa, il suo rapporto con gli italiani. non esiste cioe` "il fascismo", ma uno sviluppo storico del fascismo. al volume e` allegata l`edizione multimediale di "mussolini", in 4 cd rom.
e` un`antologia personale dei lavori su commissione che paul auster fu costretto ad accettare prima di potersi dedicare completamente ai suoi romanzi nel 1985. in appendice vengono presentati: una detective novel alla chendler, pubblicata all`origine sotto lo pseudonimo di paul benjamin, e che ruota tutta intorno al mondo del baseball, grande passione di auster; tre drammi teatrali e infine un curioso gioco da tavolo ispirato al baseball, di cui vengono fornite le regole e le carte.
il libro e` nato da un`esperienza diretta di ben jelloun che, approdato a parigi negli anni `70, lavorava come psicologo in un centro di medicina psicosomatica. per un periodo di tre anni ha osservato e ascoltato piu` di un centinaio di pazienti nordafricani che venivano al consultorio per turbe affettive o sessuali. questa esperienza si e` condensata nel monologo di uomo che riassume nelle sue parole tutta la sofferenza e il disagio dello sradicamento e dell`incontro-scontro con una realta` nuova e incomprensibile. la voce narrante di ben jelloun e` quella di "un essere invaso dai sogni, che sopravvive grazie alla capacita` di inventarsi una vita anche se fatta di chimere e di nostalgia".
i topi sembrano essere la specie meglio attrezzata per sopravvivere a una catastrofe naturale. non a caso, dunque, grass ha scelto una ratta parlante per avviare con lei un serrato dibattito per il futuro dell`uomo e su un processo di autodistruzione che forse e` gia` irreversibile. per completare la sua apocalittica requisitoria, grass ha convocato in questo romanzo a piu` piani e varie prospettive i personaggi dei suoi libri precedenti.
questo volume raccoglie tutti i saggi di carattere politico che carlo levi ha scritto negli anni che vanno dal 1922 al 1942. sono gli anni dell`italia fascista e dei totalitarismi, la difficile stagione che precede la maturita` di uno scrittore che tutti conoscono attraverso il romanazo "cristo si e` fermato a eboli". in queste pagine il lettore scoprira` un sorprendente filosofo civile che ha guardato la crisi dell`italia di provincia, di una classe politica che si spaccia per grande esperta e spesso e` solo alla disperata ricerca di un posto al sole. carlo levi delinea cosi` i deficit culturali di un paese che si crede moderno e che, invece, mostra tutte le proprie inadeguatezze.
"l`uomo e` un dio quando sogna, un mendicante quando pensa", si legge nell`epigrafe di questo nuovo romanzo del grande scrittore peruviano. la citazione di holderlin ben si adatta al mondo dei tre personaggi della storia: don rigoberto, sua moglie donna lucrezia e il figlio di lui, fonchito (gia` protagonisti di un`altra scandalosa avventura nel racconto lungo "elogio della matrigna"). qui l`intreccio sentimentale riprende, perche` ognuno dei personaggi ha bisogno di reiventare se stesso e la propria storia. ma qual e` la storia "vera"?
la personale esperienza carceraria di massimo mila e` consegnata in queste lettere alla madre, nel riuscito tentativo di creare un ponte tra il dentro e il fuori: una sorta di zattera su cui si carica tutto il fardello accumulato nelle lunghe ore di inazione. piu` di altri compagni di carcere (foa, bauer, rossi, giua), l`universo che le lettere di mila dischiudono e` privato, personale, poco incline a occuparsi delle cose del mondo: specchio del carattere di un uomo che "e` abituato a vivere molto di piu` di cio` che ha dentro di se`, che di quanto e` al di fuori", e che quindi "non e` cosi` sensibile ai mutamenti esteriori della vita come lo e` chi e` abituato a stimare sopra tutto i beni esterni".
il perseguitato e` il grande semiologo senza nome: il maestro. ma la persecuzione infernale in cui si dibatte non e` rappresentata da cadaveri clonati galleggianti sul po o da cecchini annidati in sardegna, come nei precedenti romanzi della serie, ma dall`aglio! e` proprio questo nobilissimo e saporito bulbo a rendere impossibile la vita dell`illustre professore. e chi sara` il mandante di questo vile attentato?
e` un freddo pomeriggio invernale: un vecchio, seduto in una stanza che si affaccia sul mare, guarda il sole che tramonta dietro le onde. sono passate ventiquattr`ore da quando sua moglie e` morta a seton castle, la casa che hanno condiviso per piu` di quarant`anni. mentre scende la notte, l`uomo cerca di capire il senso della propria vita e di spiegarsi come un uomo pacifico, quale lui e` sempre stato, abbia potuto uccidere a sangue freddo, dopo mezzo secolo di felice convivenza, la sua compagna. ma le risposte non si trovano facilmente. ogni tentativo di spiegazione implica la rievocazione di eventi vecchi di cinquant`anni, risalendo all`epoca in cui un giovane virtuoso del violino s`innamoro`, ricambiato, di ella, la cugina di sua moglie.
l`egittologo gardiner ha fuso in questo volume i risultati di due secoli di ricerche, con il proposito di offrire un panorama completo della civilta` egizia, dagli inizi alla conquista di alessandro magno. il saggio include non solo le vicende favolose di un regno plurimellenario, ma anche la lingua, le usanze, i mezzi e i modi dell`esistenza, l`arte, la religione, le espressioni della mentalita` collettiva.
abbiamo i cellulari ma non abbiamo piu` i bambini. in un mondo rovesciato, oggi il superfluo costa meno del necessario. vai a londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. sale il costo della vita, dal pane alle bollette; stiamo consumando le risorse del pianeta; e dal mondo non vengono segnali di pace. giulio tremonti ha compreso cio` che sta emergendo nella consapevolezza comune: la globalizzazione, tanto celebrata, ha un lato oscuro, fatto di disoccupazione e bassi salari, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. e, per l`europa in cui viviamo, di un doppio declino: cadono sia i numeri della popolazione, sia i numeri della produzione. tremonti racconta le cause della situazione attuale, i passi falsi della politica e le spietate dinamiche della finanza internazionale, delineando i contorni della crisi globale di cui ogni giorno vediamo singoli episodi. ma cerca anche di indicare una strada percorribile per superare questo momento e vincere la paura. la pianta della speranza non puo` nascere solo sul terreno dell`economia, ma su quello della morale e dei principi. si tratta di rifondare la politica europea a partire da sette parole d`ordine: valori, famiglia e identita`; autorita`; ordine; responsabilita`; federalismo. e in tutti questi campi bisogna ritornare alle radici dell`identita` europea, in un percorso che va nella direzione opposta e contraria rispetto al `68 e ai suoi errori.
L'arte della commedia è un vero e proprio "manifesto" politico della poetica teatrale del drammaturgo partenopeo. È una commedia di denuncia da parte degli attori verso la borghesia che censura ideologicamente e materialmente i contenuti di verità che gli artisti vorrebbero esprimere e mette in secondo piano il loro ruolo produttivo in società. Una censura di carattere materiale imposta, che evita di far nascere e pubblicizzare lavori di denuncia sociale, per impedire una sensibilizzazione delle coscienze verso i reali problemi della società.
Il bugiardo è una commedia scritta da Carlo Goldoni ispirata alla Verdad sospechosa dello spagnolo Juan Ruiz de Alarcón. Fu rappresentata per la prima volta a Mantova nel 1750 e fu stampata a Firenze nel 1753.
La caduta di Robespierre si distacca nettamente dalla coeva drammaturgia inglese, rappresentando un caso unico di teatro politico direttamente connesso con l'attualità più scottante. E se al dramma non si può riconoscere un autentico valore artistico, non si potrà certo negargli un alto merito documentario, tale da non giustificare l'oblio in cui esso è caduto e la scarsa fortuna editoriale di cui ha goduto nella stessa Inghilterra.
Einaudi collezione teatro n°123, anno 1968. Volume nuovo.
pubblicati dal 1904 al 1917, i saggi metodologici di max weber rappresentano il culmine della vasta discussione che impegno` il mondo culturale tedesco nella definizione dei compiti delle scienze storiche e sociali. nelle formulazioni di weber ha finito per confluire il risultato piu` cospicuo dello sviluppo della scienza economica e della sociologia tedesca. da allora queste pagine costituiscono un punto di riferimento obbligato per chi vuole studiare il progredire della metodologia delle scienze storico-sociali nel nostro secolo.
l`estensione e la rapidita` con cui le nuove tecnologie penetrano nella vita produttiva, nella vita di relazione e in quella privata, e` sotto gli occhi di tutti. tanto che molti osservatori rilevano allarmati con quale difficolta` e lentezza la cultura diffusa, la morale e la politica, seguano il passo dell`innovazione tecnologica. riconoscendo le complesse interrelazioni che legano la tecnologia all`economia e alla societa`, gli autori del volume (tra cui l. gallino, a. touraine, d. landes ecc.) si domandano se il bilancio tra i vantaggi e gli svantaggi derivanti dall`innovazione tecnologica non dipenda in primo luogo dalle politiche e dai modi della produzione e della diffusione delle stesse tecnologie: cioe` dalla capacita` di governare lo sviluppo.
e` la storia di due gemelli fra loro somigliantissimi, viola e sebastiano, che vengono separati da un naufragio presso le coste dell`illiria. viola si vestira` con abiti maschili e si fara` chiamare cesario, andando a lavorare come paggio presso il duca orsino. finira` con l`innamorarsi del suo padrone il quale ama, non riamato, la contessa olivia, che si innamora del suo bel paggio viola/cesario. l`arrivo di sebastiano complica ulteriormente la situazione ponendo pero` le basi di un suo felice scioglimento. olivia infatti si innamora di sebastiano, mentre orsino, scoperta la vera identita` del suo paggio, decide di sposare viola.
ci sono romanzi che toccano corde cosi` profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. e quello che accade con "l`arminuta" fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell`altra, suona a una porta sconosciuta. ad aprirle, sua sorella adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. inizia cosi` questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all`altro perde tutto - una casa confortevole, le amiche piu` care, l`affetto incondizionato dei genitori. o meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. per (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. la casa e` piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. ma c`e` adriana, che condivide il letto con lei. e c`e` vincenzo, che la guarda come fosse gia` una donna. e in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei puo` forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. l`accettazione di un doppio abbandono e` possibile solo tornando alla fonte a se stessi. donatella di pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternita`, della responsabilita` e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensita` espressiva. le basta dare ascolto alla sua terra, a quell`abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.
ogni ossessione a sferopoli e` gia` stata catalogata, qualsiasi mito o superstizione trova conferma, i sogni sono moneta corrente, la letteratura e` l`unica divinita`. nella geografia immaginaria e nella filologia fantastica di questo libro puo` capitare che il carteggio fra una padrona di casa e un inquilino precipiti in un contrappasso metafisico, e che al calar delle tenebre i teschi si raccolgano intorno a quello fra loro piu` loquace; che il tema assegnato da un maestro elementare susciti un maleficio, o che un esame universitario sia l`occasione per uno studente impreparato di esibirsi in uno sfoggio linguistico ultraterreno. a furia di passeggiare rimirando ogni angolo di questa dimensione, al turista potrebbe venire fame: e` allora che scoprira` quanto da bambino mozart andasse pazzo per il gorgonzola, e solo dopo aver messo in tasca una ricetta per la coda alla vaccinara potra` proseguire la visita. non mancheranno le dispute: se si e` fortunati si incontreranno gli otto rabbini piu` potenti del mondo pronti a sfidarsi in una gara di golem, o due parroci rivali disposti a tutto pur di raccogliere i funghi migliori. dopo la di leggenda privata, michele mari torna a una delle forme piu` congeniali: il racconto. con la fiducia affabulatoria di chi, esplorando le infinite possibilita` del genere, sa di poter sorprendere - oltre i suoi lettori - prima di tutto se stesso. benvenuti a sferopoli. il visitatore che dopo aver percorso la strada provinciale 921 si perde in queste lande dovra` armarsi di coraggio, mettere in sonno la ragione e accettare il fascino sinuoso dell`ignoto. si sprigiona da queste pagine una cartografia del possibile, in cui smarrirsi e` forse l`unico modo per salvarsi. una collezione di fantasmi, sogni, superstizioni e chimere letterarie: da sempre michele mari distilla nella forma breve l`essenza stessa della sua poetica.
. c`e` in questo libro l`invenzione di una forma, felicissima e leggera: il racconto in fiore, dove ogni uomo si staglia come un albero, a braccia aperte sotto il cielo. una ramificazione di storie, intrecciate come l`edera, antiche come il grano, contorte e nodose e belle come i tronchi di olivo. imparando a leggere le piante forse si scorgono le donne e gli uomini cosi` come sono, nel ciclo spontaneo della loro natura, contraddittoria e vitale. entrate sotto l`ombra dei rami in fiore: qui ci siete voi.
il pianeta terra crediamo che ci appartenga, eppure stiamo qui a guardarlo bruciare da vicino. intorno a noi accadono cose enormi, sempre piu` velocemente, ma le teniamo relegate in un angolo buio della nostra attenzione. se vogliamo capire i tempi che verranno e quelli che gia` viviamo, se vogliamo sentirli davvero, ci servono parole piu` intime, visioni, immaginazione. avvicinarci, immedesimarci: e` questo il senso profondo dell`antologia che abbiamo tra le mani. venti racconti perfetti, limpidi e coraggiosi, per tratteggiare nella sua complessita` la narrazione - e il sentimento - della crisi ecologica. oggi piu` che mai ci serve un alfabeto nuovo con cui ripensare il mondo, e il modo scriteriato che abbiamo di abitarlo. benvenuti nell`antropocene: l`era geologica - la nostra - in cui l`uomo e` diventato l`agente di trasformazione decisivo del pianeta. l`uomo al centro di tutto, che sta distruggendo tutto. siamo gia` in ritardo: dobbiamo intervenire e dobbiamo farlo subito, lo sappiamo, ma per cambiare abbiamo bisogno di comprendere; e per comprendere, fin da bambini, ci servono le parole. al centro dei venti racconti scelti da niccolo` scaffai, il futuro che si apre e il passato profondo della terra si intrecciano e si specchiano. scrittrici e scrittori prodigiosi illuminano il nostro sguardo una volta per tutte, aiutandoci a ragionare sul rapporto che intratteniamo con le altre specie, sul nostro impatto ambientale, sul fantasma dell`emergenza in arrivo. se leopardi nelle operette morali aveva anticipato il tema dell`estinzione, qui si arriva ai territori della distopia esplorati da amis, ballard e le guin, attraversando il tempo e lo spazio del pianeta terra. e poi jack london rovescia nell`allegoria le scoperte scientifiche della sua epoca, rigoni stern sussurra con saggezza dei ghiri e degli abeti, ortese e safran foer denunciano la relazione dispari tra animali e uomini, mentre volodine li colloca finalmente sullo stesso piano, ma spingendosi a un passo dal
il dibattito pubblico sull`intelligenza artificiale si concentra spesso su scenari futuribili come la creazione di macchine capaci di pensare e provare sentimenti, o un conflitto alla terminator tra umani e robot. ma il futuro a cui dobbiamo prepararci potrebbe essere molto diverso. il problema su cui e` piu` urgente interrogarsi non e` la possibile comparsa di macchine senzienti, quanto la perdita progressiva della nostra facolta` di distinguere gli umani dalle macchine. portando in dialogo informatica, sociologia, psicologia sociale, studi su tecnologia e media ma anche storia dell`arte e delle credenze religiose, simone natale mostra come questo futuro sia in parte gia` attorno a noi. fin dalle sue origini, l`intelligenza artificiale ha stimolato la nostra tendenza a proiettare intelligenza e umanita` su macchine in grado di comunicare, anche in assenza di un`autentica capacita` di pensiero o empatia. una delle caratteristiche fondamentali dell`essere umano, ci ricorda infatti questo libro, e` la sua vulnerabilita` ai giochi dell`illusione e dell`inganno. ogni interazione con macchine capaci di comunicare, come gli assistenti vocali, i chatbot e i bot sui social media, porta con se` la possibilita` di risvegliare questa caratteristica, facendoci proiettare su questi strumenti le stesse convenzioni e le stesse dinamiche a cui ci hanno abituato le interazioni con persone in carne e ossa. "macchine ingannevoli" rovescia il dibattito su tecnologie che sono ormai parte integrante del nostro mondo contemporaneo, portandoci a riflettere non solo sul funzionamento di queste macchine, ma sui modi in cui ci relazioniamo ad esse.
. "tasmania" e` un romanzo sul futuro. il futuro che temiamo e desideriamo, quello che non avremo, che possiamo cambiare, che stiamo costruendo. la paura e la sorpresa di perdere il controllo sono il sentimento del nostro tempo, e la voce calda di paolo giordano sa raccontarlo come nessun`altra. ci ritroviamo tutti in questo romanzo sensibilissimo, vivo, contemporaneo. perche` ognuno cerca la sua tasmania: un luogo in cui, semplicemente, sia possibile salvarsi. ci sono momenti in cui tutto cambia. succede una cosa, scatta un clic, e il fiume in cui siamo immersi da sempre prende a scorrere in un`altra direzione. la chiamiamo crisi. il protagonista di questo romanzo e` un giovane uomo attento e vibratile, pensava che la scienza gli avrebbe fornito tutte le risposte ma si ritrova davanti un muro di domande. con lui ci sono lorenza che sa aspettare, novelli che studia la forma delle nuvole, karol che ha trovato dio dove non lo stava cercando, curzia che smania, giulio che non sa come parlare a suo figlio. la crisi di cui racconta questo romanzo non e` solo quella di una coppia, forse e` quella di una generazione, sicuramente la crisi del mondo che conosciamo - e del nostro pianeta. la magia di "tasmania", la forza con cui ci chiama a ogni pagina, e` la rifrazione naturale fra cio` che accade fuori e dentro di noi. cosi` persino il fantasma della bomba atomica, che il protagonista studia e ricostruisce, diventa un esorcismo: l`apocalisse e` in questo nostro dibattersi, e nei movimenti incontrollabili del cuore. raccogliendo il testimone dei grandi scrittori scienziati del novecento italiano, paolo giordano si spinge nei territori piu` interessanti del romanzo europeo di questi anni, per approdare con felicita` e
. inizia cosi` un libro la cui lettura assomiglia a un viaggio sulle montagne russe: attraverso pagine di sincerita` quasi insostenibile, ironiche e spiazzanti, fuani marino affronta le tenebre dei suoi rimossi. e se la vecchiaccia che davvero odia fosse lei stessa? come un canarino nella miniera, fuani marino sente prima di tutti l`atmosfera tossica in cui siamo immersi ogni giorno, fatta di crescente disagio psichico, fatica, ansia diffusa. vecchiaccia e` un dispaccio dal fronte della fragilita`. quella di tutti. tutto e` cominciato con un tweet. aprile 2020, l`italia e` nel pieno del lockdown imposto per arginare la pandemia di covid. e fuani marino pubblica un tweet in cui si chiede a cosa siamo disposti a rinunciare per difendere le fasce piu` anziane della popolazione. apriti cielo: migliaia di repliche indignate, richieste di cancellazione, politici e giornali che lo riprendono additandola a esempio di egoismo e follia radical chic. l`episodio, le reazioni e le conseguenze mettono in moto in fuani marino una serie di riflessioni che si trasformeranno in un viaggio interiore nel proprio passato, nella psiche e tra i suoi fantasmi; ma anche esteriore, nella societa`, quella italiana in particolare, e nell`ambigua centralita` che riserva agli anziani, da una parte celebrati, dall`altra marginalizzati, da una parte ancora padri-padroni (alcuni) la cui sola presenza blocca il cambiamento, dall`altra risorse da sfruttare e dimenticare (molti). quello che all`inizio sembrava uno sfogo contro i , diventa una dolorosa presa di coscienza da parte dell`autrice: da cosa nasce questo passo falso? da quali traumi, da quali episodi del suo passato origina quel fastidio? e cosa nasconde, qual e` la paura a cui non riesce a dare un nome? e se la vecchiaccia che davvero odia fosse lei stessa? ancora una volta fuani marino parte da se`, dalla sua
il "secolo breve" e` finito nel 1991: com`e`, come sara` il nuovo secolo in cui abbiamo cominciato a vivere? come saranno le guerre? sopravviveranno le nazioni? e saranno ancora gli stati uniti il paese leader? con quali nuovi e sconvolgenti problemi - dal degrado ambientale alla crescita demografica dovremo convivere? a queste e ad altre domande cerca di dare risposta eric john hobsbawm, fellow della british academy e honorary fellow del king`s college di cambridge.
un matrimonio ricostruito per ricordi apparentemente casuali, ma capaci di illuminare i sentieri sicuri e i passi falsi di una vita coniugale, dove le piccole miserie e gli asti biliosi convivono con i segni di un`imperitura intimita`. fra se` e le proprie origini lucy barton ha messo due matrimoni, molti libri di successo, una vita intera: oggi e` un`autrice famosa, ha splendide figlie ormai adulte e da un anno e` vedova di un uomo amatissimo. ma e` del suo primo marito, william, che ora vuole parlare. william, l`irraggiungibile, infedele padre delle sue bambine adesso sposato con estelle, la sua terza moglie: e` a lui che lucy ha bisogno di tornare. in un dialogo intimo con ciascuno di noi e con tutti i passati che non passano mai davvero, fino a quando la parola deve lasciare il posto a un`unica esclamazione sopraffatta: oh william!
richard tull e gwyn barry sono amici. hanno quarant`anni e, dopo gli studi insieme a oxford, sono diventati entrambi scrittori. gwyn e` uno scrittore di successo. richard un fallito. eppure era partito meglio dell`amico, aveva pubblicato un libro apprezzato dai critici ed era considerato una promessa. adesso campa di recensioni, costretto a sorbirsi monumentali biografie di poeti minori. richard odia gwyn, vive di invidia per il suo successo. non solo cerca vendetta, ma vuole elevare quella vendetta a forma d`arte. per farlo, non esita a cercare l`aiuto di gente qualificata incaricandola di agire su molti fronti, tra cui l`aggressione personale. sebbene , richard tull e` pero` forse un uomo troppo sensibile, incapace di resistere al peso dell`informazione, di quella massa di notizie che rende tutti spettatori irrequieti e invidiosi dei successi e dei fallimenti altrui.
"l`umanita` intera oggi sta facendo un `esperimento` sui propri limiti di specie. a me pare che sia proprio questa esperienza dei limiti dell`uomo a ridare ai saperi umanistici, dopo decenni di autodichiarata perdita di ruolo, una posizione cruciale nel mondo contemporaneo, altrettanto decisiva di quella che compete alle scienze. piu` che un ruolo e` una sfida, la massima: la possibilita` di riaprire il gioco. la possibilita` di creare strutture di pensiero e di giudizio che funzionino come dei `correttivi` rispetto a quelle che ci stanno portando verso una catastrofe annunciata. la possibilita` di elaborare proiezioni potenti dell`umano dotate di una forza agente e capaci di rimettere in movimento energie da tempo addormentate o paralizzate": con lo stile brillante e provocatorio che caratterizza carla benedetti, questo volume prende in esame alcuni dei fenomeni che secondo l`autrice hanno portato la cultura tutta, quella italiana in particolare, ad avere uno sguardo distruttivo e apocalittico sul mondo. benedetti imputa questo declino all`imperare del linguaggio televisivo, alla scelta di prediligere la quantita` alla qualita` della scrittura, al tono ironico usato anche a sproposito, all`uso dell`anonimato in rete, che cancella ogni responsabilita`. per andare controcorrente e` necessario tornare a pensare la cultura come invenzione e creazione del singolo, come uso di una parola `non convenzionata` che sfugga alle gabbie predisposte dall`odierno ordine del discorso.
"la casa brucia proprio quando ci pare di avere il controllo assoluto del fuoco". sappiamo davvero cosa desideriamo? e quanto sono pericolosi i nostri desideri? un messaggio d?amore inviato alla destinataria sbagliata da inizio a una storia irresistibile che non abbandona mai la tonalita ironica e tuttavia sospinge il protagonista verso esiti sempre piu allarmanti. l?errore iniziale, pur nella sua casualita, logora gli argini. nel giro di pochi giorni un marito irreprensibile, affidabilissimo padre di tre figli piccoli, comincia a modificare lo sguardo distratto con cui ha sempre guardato quella che fino a ieri era solo una compagna di lavoro. il desiderio prende forma, esige di essere realizzato. domenico starnone aggiunge un nuovo tassello alla sua esplorazione della fragilita della coppia, luogo di delizie e di sofferenze, una sintesi dei disastri di cui e capace il genere umano. l?uomo che racconta questa storia ha trentotto anni, fa lo sceneggiatore. e sposato da piu di dieci anni con livia, donna intelligente, bella, soddisfatta del suo lavoro. la coppia ha tre figli (il piu piccolo di dieci mesi), la vita coniugale e appassionata, senza crepe. ma nel corso di un pomeriggio particolarmente caotico si verifica un banale incidente. il giovane marito e padre sta badando ai figli perche la moglie e a un convegno, e intanto scambia messaggi urgenti di lavoro con claudia, la collega con cui scrive sceneggiature per la tv. nella fretta sbaglia: invia a claudia un messaggio d?amore destinato a livia. niente di male, naturalmente, se la collega, seria, affidabile, non gli rispondesse che anche lei lo ama e da tempo. sarebbe urgente chiarire il malinteso, e invece e sufficiente un?esitazione perche tutto corra avanti e nella mente del protagonista si faccia strada qualcosa di latente, una possibilita nuova. di colpo claudia e vista sotto una luce diversa, smette di essere semplicemente una compagna di lavoro e diventa una donna affascinante, complessa, capace di "scatti
non c`e forse storia piu grandiosa di quella del modo in cui l`umanita e emersa dalla confusione della natura. non e un caso che tanti libri ne parlino. spesso pero ne parlano in maniera superficiale e insieme altisonante; e spesso lo fanno nascondendo dei secondi fini. a molti piace infatti pensare che essere umani, oggi, significhi partecipare a una grande avventura che accomuna tutti fin dalle nostre umili origini e che punta verso un futuro radioso. e una prospettiva rassicurante, certo, ma, purtroppo o per fortuna, le cose non stanno cosi. diamo per scontato che la preistoria, che l`idea di preistoria, sia sempre esistita. invece e un`invenzione relativamente recente. e lungi dall`essere un neutro settore della scienza, e invece una narrazione sempre mutevole in cui la scoperta si mescola con la rappresentazione. fino a una trentina di anni fa, per esempio, quando a scuola si parlava degli uomini di neanderthal venivano descritti come dei bruti: esseri ingobbiti, violenti e dai tratti scimmieschi, troppo stupidi per sopravvivere all`irresistibile ascesa dell`"homo sapiens". oggi invece hanno cambiato aspetto, si sottolinea la loro enorme scatola cranica, piu grande di quella di un "sapiens", e sono spesso mostrati con tratti somatici piu gentili: hanno i capelli rossicci tendenti al biondo e gli occhi chiari. cio e dovuto certo a nuove scoperte, almeno in parte. ma il fatto che somiglino cosi tanto a chi queste scoperte le ha fatte non e un caso, e ci dice molto su quanto le nostre origini siano un campo di battaglia che riguarda piu il presente del passato. questo discorso puo valere per ogni periodo storico, ma vale molto di piu per un periodo di cui ci sono poche testimonianze, nessuna delle quali e in grado di parlarci senza essere interpretata. ma le origini umane non sono una mera astrazione, ne un semplice spunto per condurre degli esperimenti di pensiero o un`indagine scientifica pura. e nel nome di queste origini, dal xix secolo ai giorni nostri, sono
qual e il rapporto tra atene e il suo teatro? e cosa comunica una tragedia greca alla collettivita e agli individui? sulla scena teatrale gli eroi parlano spesso con il linguaggio degli ateniesi contemporanei e si dividono su problemi che rispecchiano l`esperienza quotidiana dei cittadini. e quel meccanismo che gia gli antichi definivano "anacronismo": il cortocircuito tra mito e realta, passato eroico e attualita politica, leggenda poetica e vita di ogni giorno. l`anacronismo e il nodo chiave dell`espressione tragica. non puo essere ridotto a un banale rispecchiamento della cronaca ne inquadrato in una generica relazione con l`ideologia della "polis" democratica. e invece un gioco drammaturgico complesso che crea sulla scena un tempo sospeso e irrisolto; e una lente deformante che trasforma sia il mito sia la realta in dimensioni inquietanti e inafferrabili. la tragedia del v secolo a.c. parla sempre di atene. ma ne parla in un modo paradossale che trascende la dimensione politica: il teatro diventa il luogo di una trasfigurazione del reale che apre squarci sulle dimensioni piu oscure ed enigmatiche dell`esistenza. il raffinato gioco di contrappunti tra mito e attualita richiede di essere decifrato mediante un`analisi ravvicinata dei testi. questo libro segue anno dopo anno la messinscena di dieci capolavori di eschilo, sofocle ed euripide, sullo sfondo degli eventi storici dell`atene del v secolo a.c. per decostruire gli ingranaggi della prodigiosa macchina della tragedia che da millenni affascina spettatori e lettori.