nell`immaginario comune il malato di mente spesso e` associato alle manifestazioni piu` estreme del disagio psichiatrico. ma esiste una forma ben piu` diffusa di malattia mentale, meno evidente, rappesentata da tutte quelle rigidita` della mente che ci impediscono di avere relazioni soddisfacenti, che ci fanno sentire inadeguati e sempre in difetto, che ci impediscono di pensare che qualcosa possa cambiare nella vita, che ci hanno abituato a credere che l`infelicita` e` ineluttabile e che gli altri non sono altro che fonte di insoddisfazione, dolore e umiliazione.
detenuti politici o ladri recidivi, omosessuali o zingari: attraverso il racconto della vita e del comportamento di sei prigionieri-funzionari del lager di auschwitz, charles liblau disegna un quadro vivido e necessario per comprendere le terribili procedure che regolavano i campi di sterminio. figure sinistre e inquietanti, individui senza convinzione e di dubbia moralita`, i kapo erano scelti tra i deportati per controllare e "governare" le squadre di lavoro e la vita nelle baracche, esercitando sugli altri internati un potere assoluto e, soprattutto, collaborando con le ss nell`opera sistematica di annientare i loro stessi compagni.
il racconto ravvicinato dell`imponente rivolta avvenuta nel carcere di san vittore a ridosso del secondo dopoguerra. bevilacqua ritrae un ribelle, ezio barbieri, costretto da sempre a recitare se stesso, alla ricerca dell`impossibile rivalsa contro un destino fallimentare, sullo sfondo di un carcere che ribolle di piccoli e grandi delinquenti. un possibile punto di svolta, un momento cruciale per il futuro dell`italia osservato dall`alto delle celle degli sconfitti, attraverso il risentimento di un uomo solo, accerchiato dall`esercito e dal suo passato.
primo dei tre volumi della cantata dei giorni, contiene alcune fra le commedie piu` celebri: napoli milionaria. questi fantasmi! occhiali neri. filomena marturano. le bugie con le gambe lunghe. la grande magia. le voci di dentro. la paura numero uno. amicizia.
il "pasternak di ripellino" che questo volume ripropone, completato dal testo russo a fronte, e` ormai un classico delle traduzioni d`autore novecentesche. la selezione di ripellino si orienta non tanto verso gli esordi cubofuturistici o l`epica dei grandi poemi, ma focalizza l`eccezionale intensita`, volendo usare le sue stesse parole, di un "poeta terrestre, avido di assaporare le suggestioni del mondo, pieno di aperta gaiezza e di slancio vitale." introduzione e traduzione di angelo maria ripellino, integrate e commentate con un saggio di cesare g. de michelis. aggiornamenti biografici a cura di valeria ferraro.
mario, che il lavoro costringe a quotidiani e monotoni viaggi attraverso la toscana, scorge una mattina tra la folla giovanna, con cui, non ancora marito e padre, ebbe una facile avventura. per il semplice desiderio di farla rivivere, mario si procura un incontro casuale con lei, sicuro com`e` di ottenere quel che vuole. e in effetti e` cosi`. ma la ragazza non e` piu` leggera come un tempo, e si lega a mario. ora e` lui a sentire, a tratti, qualcosa che supera il passatempo. e la relazione che si avvia trascorre burrascosa, felice e malinconica. l`iniziale riaccendersi di un`avventura giovanile si trasforma, a poco a poco, in una passione vera.
nel 1935 cesare pavese viene condannato a tre anni di confino a brancaleone calabro per aver tentato di proteggere la donna amata, militante nel pci. il carcere, pubblicato solo nel 1948, nasce cosi` da una storia di privata solitudine e riapre il problema del solipsismo intellettuale cui pavese riconobbe, scrivendo dieci anni dopo la casa in collina, di essere ancora legato. l`esilio forzato in un luogo tanto diverso e lontano dal suo mondo piemontese d`origine e` meta` condanna meta` alibi del suo volersi fuori dal mondo, del suo guardare la vita "come dalla finestra del carcere". l`ingegnere, protagonista del romanzo, e` un intellettuale che imputa a se` stesso piu` che al mondo la responsabilita` della propria situazione, rifiutando di riconoscervi delle giustificazioni politiche in un periodo in cui maggiore era il consenso degli italiani al regime fascista, tra la guerra d`abissinia e quella di spagna. il confino diventa atteggiamento, presa di posizione, un modo d`essere che pavese aveva sempre considerato come costitutivo e insieme limitativo della propria esperienza.