lo studio dei sistemi complessi in biologia e in fisica ha individuato proprieta` comuni a sistemi molto diversi tra loro. si ipotizza addirittura l`esistenza di vere e proprie "leggi della complessita`" universali. ma quali sono queste leggi? stiamo forse per svelare il segreto ultimo di tutti i processi evolutivi? niles eldredge offre a queste domande una risposta inedita, mostrando come nei processi evolutivi emergano configurazioni ordinate a partire dalle quali l`evoluzione tesse poi le sue trame contingenti e ogni volta uniche.
nel duomo di naumburg, nella germania centro-orientale, la statua medioevale di uta di ballenstein affascina da secoli i visitatori. il passaparola tra chi rimane colpito dalla sua altera bellezza gia` vi aveva ravvisato l`archetipo di uno dei cattivi cinematografici del novecento: la regina di biancaneve e i sette nani. era un passaparola ben fondato: molti indizi confermano che proprio uta di naumburg e` il modello della crudele matrigna di biancaneve. questo libro singolare rivela come e perche` cio` sia accaduto. il racconto della trasformazione di uta in grimilde diviene cosi` una vera e propria spy story tra germania e stati uniti negli anni che precedono la seconda guerra mondiale: ne sono protagonisti non solo walt disney e i suoi collaboratori ma anche marlene dietrich, leni riefenstahl e il dottor gobbels.
revelli affronta il problema della ricostruzione di una strategia della sinistra, a partire dalla consapevolezza della radicalita` della trasformazione dell`economia, della societa` e della politica verificatasi nel corso degli ultimi vent`anni. questa consapevolezza parte dall`analisi delle caratteristiche del postfordismo (rottura del circolo virtuoso sviluppo/occupazione, fine della centralita` del lavoro salariato, finanziarizzazione dell`economia) per esaminare le conseguenze politiche di questa nuova grande trasformazione e avanzare infine alcune ipotesi su una ricomposizione politica a partire dal sociale e non frutto di laboriose quanto sterili trovate d`ingegneria istituzionale.
il rapporto uomo-spazio nella citta` contemporanea ha subito una radicale trasformazione sia a livello pubblico, sia a livello privato, con commistioni che rendono obsoleti gli schemi interpretativi ancora correnti, e che richiedono al progettista un impegno che tenga conto di una moltitudine di fattori non solo architettonici per realizzare un ambiente nuovamente vivibile.
"e l`estate piu` bella della mia vita, e anche se vivessi cent`anni, queste per me rimarranno la primavera e l`estate piu` belle. di pace non se ne vede ancora granche`, dicono tutti. ma per me e` pace, pace!". cosi` scrive una ingeborg bachmann diciottenne, alla capitolazione del terzo reich, nel suo diario del 1945, fortunatamente salvato dall`oblio. un diario di stupefacente intensita`, che testimonia la profonda ripugnanza etico-estetica nei confronti del nazismo, l`euforia per la caduta della tirannide. e che racconta un grande amore, di cui ci rendono partecipi anche le lettere che al monologo della bachmann fanno qui da contrappunto, scritte dal misterioso jack hamesh, giovane soldato britannico ma in realta` ebreo viennese, fuggito nel 1938 in inghilterra e tornato nell`ex patria da liberatore. lui le bacia la mano, lei corre ad arrampicarsi in cima a un melo e decide di non lavarsela mai piu`. poi ci saranno gli incontri assidui, l`amicizia impetuosa, le conversazioni sugli scrittori amati da entrambi - mann, zweig, hofmannsthal -, le attese, la lontananza, i lunghi silenzi. e le lettere appassionate e dolenti di jack che dall`eta` di diciotto anni vaga per il mondo, e solo nella divisa di un esercito straniero ha trovato, fugacemente, un simulacro d`identita` - a colei che lo ha lasciato andare via, che non ha voluto chiedergli di restarle accanto. che cosa gli e` rimasto di quel breve ritorno a casa, di quella ragazza affascinante? a noi, di certo, molto...
lo scenario e` uno dei piu` "contrastati" e smaglianti dell`alta asia, la storia quella di temujin, meglio noto come gengis khan. una storia che rene` grousset ricostruisce risalendo alle sue remote scaturigini mitiche - l`accoppiamento tra il lupo grigio-blu e la cerbiatta selvatica, capostipiti di quella che diventera` la "razza di ferro" dei mongoli - e racconta con ritmo serrato, senza per questo tralasciare alcun dettaglio rivelatore. assistiamo cosi` alle vicende dell`avo di temujin, qutula, sorta di eracle mongolo la cui voce rimbomba "come il tuono nelle gole delle montagne", e del padre, yesugei il coraggioso, gia` in lotta con quella corte cinese che tratta i nemici con crudelta` esemplare, impalandoli o bollendoli in giganteschi pentoloni. poi alla nascita e alla crescita di un bambino "dagli occhi di fuoco", "il viso acceso da un bagliore misterioso", che non esita a sbarazzarsi del giovane fratellastro prima di unirsi alla bellissima moglie borte, "consigliera avveduta e autorevole". poi ancora alla lunga teoria di scontri vittoriosi contro i merkit e i principi mongoli avversari, fino alla conquista dell`egemonia indiscussa attraverso la "battaglia della tempesta" (contro l`intrigante fratello di sangue djamuqa) e quella "dei settanta mantelli di feltro" (contro le ultime resistenze tatare). e infine all`espansione di un regno quasi senza limiti, esteso fino al palazzo imperiale di pechino e alla via della seta.
"i temi di queste poesie sono l`amore e la disonesta`, i due poli tra i quali ci siamo trovati a soggiornare nel nostro secolo, pronti a gloriarci della loro occasionale divergenza ma bravissimi, anche quando siamo sfortunati, a conciliarli fra loro, a fonderli insieme. ci sono buone ragioni se i versi del poeta oscillano tra la piu` intensa tenerezza e parossismi di indifferenza, e se da queste oscillazioni nasce uno stridente lirismo che non ha precedenti". cosi` scrive iosif brodskij presentando queste dieci poesie di w. h. auden, composte negli anni trenta.
le recenti riforme degli ordinamenti didattici hanno lasciato sussistere nelle facolta` di legge un solo insegnamento romanistico, mantenendo separati gli insegnamenti di istituzioni (dedicato al diritto privato) e di storia del diritto romano (dedicato al diritto pubblico); o a volte accorpandoli. molti studenti, in questa situazione, non riescono ad avere un`idea storicamente significativa, non meramente teorica del sistema giuridico romano. questo manuale si augura di ovviare all`inconveniente facendo precedere la trattazione delle istituzioni da una ampia esposizione della storia, divisa in tre periodi, e dividendo cronologicamente la trattazione degli istituti privatistici secondo la stessa scansione. al fine di non isolare il dato giuridico dal contesto culturale, il manuale propone inoltre (con riferimento alle istituzioni a questo piu` idonee) un approccio metodologico particolarmente attento ai dati antropologici e demografici, con richiami comparatistici, in particolare al diritto greco.
Scritto dopo La vegetariana e definito dalla stessa autrice «quasi un suo lieto fine», L’ora di greco si insinua ? avvolto in un bozzolo di apparente semplicità ? nella mente del lettore, come un «assurdo indimostrabile», una voce limpida e familiare che arriva da un altro pianeta.
per decine di migliaia di anni, gli uomini hanno cercato nel cielo punti d`orientamento, o forme divine, attirati dal mistero e dalla bellezza dell`universo che si affaccia sopra noi. mappare il cielo, e cercarne i messaggi attraverso l`astrologia, fu un`attivita` a cui tutte le culture antiche si dedicarono, a partire dai babilonesi e dagli egizi; ma il nostro cielo, quello delle costellazioni, fu creato dai greci. navigando verso la patria ulisse si orientava sull`orsa maggiore, su orione e le pleiadi; a poco a poco, gli astronomi greci tracciarono le costellazioni, definirono lo zodiaco e diedero loro i nomi che ancora restano. ma quello dei greci fu anche un cielo mitico: ogni costellazione ha una storia, e i personaggi del mito popolavano anche i cieli degli antichi. perche` l`orsa ha questo nome? e l`ariete? e il toro? "i miti delle stelle", arricchito da magnifiche immagini, conduce attraverso la selva dei racconti all`itinerario celeste che e` giunto sino a noi.