sergej m. ejzenstejn considerava walt disney un "grande artista e maestro", e la sua opera "the greatest contribution of the american people to art". tra il 1940 e il 1942, dieci anni dopo la sua sfortunata esperienza cinematografica a hollywood e in messico, ejzenstejn scrisse questo saggio particolarmente ispirato che e` al contempo un omaggio all`arte del creatore di topolino, uno studio tecnico sul cinema d`animazione, un`indagine sulla morfologia della fiaba, una riflessione sociologica sul cinema quale strumento di consolazione e di elevazione per l`uomo moderno.
un tempo, al termine di una giornata di scavo, gli archeologi redigevano "il giornale". anche questo libro e` un giornale di scavo, soprattutto meteforico: un`esplorazione della memoria, della vita, di se`. attraverso riflessioni, ricordi e lettere, carandini indaga il proprio passato, professionale e non, sia per prenderne maggiore coscienza, sia per formulare una domanda di assoluta attualita`: a che serve il dialogo con i morti, con quei morti cosi` lontani dal presente che sono l`oggetto degli studi archeologici?
Il dramma di una fanciulla disonorata da un tracotante nobile della scorta di re Filippo II, che pagherà caro l'affronto proprio per mano del padre della ragazza, diventato alcalde di Zalamea e disposto a scontrarsi anche con il comandante del drappello, calpestando la sincera amicizia nata fra loro. Sarà il re in persona a dirimere la questione tra potere civile e militare.