nel 1953, il primo numero della prestigiosa rivista americana "the paris review" usci` con un`intervista a e. m. forster, inaugurando cosi` un genere letterario del quale il review e` a tutt`oggi l`esempio piu` alto e raffinato. da allora, "the paris review" ha intervistato i grandi autori della letteratura anglosassone ricavandone riflessioni sulla vita dello scrittore e sull`arte dello scrivere. queste testimonianze del pensiero dei massimi romanzieri, poeti, sceneggiatori della nostra epoca nulla hanno a che vedere con le interviste di natura giornalistica cui si e` abituati: in alcuni casi l`intervista e` stata condotta in piu` sessioni, anche nell`arco di anni, e il risultato e` spesso stato riveduto e corretto dallo scrittore insieme all`intervistatore, prima della pubblicazione, e sempre con estrema genuinita` e consapevolezza. introduzione di philip gourevitch.
elizabeth clare prophet ci dimostra che nella vita di ogni essere umano esiste uno spazio di luce e purezza da dove e` possibile riprendere il cammino per ritrovare la propria anima.
l`ho detto ai carabinieri, l`ho detto al procuratore, l`ho detto a tutti quelli che mi hanno chiesto "cosa avete visto?": l`albero, abbiamo visto, l`albero ghiacciato. e stata la prima cosa che abbiamo visto, appena arrivati al bosco - e anche dopo, quando abbiamo visto il resto, e` rimasto l`unica cosa intera che abbiamo visto. l`albero. era li`, al suo posto, all`imboccatura del bosco, cristallizzato come sempre nel suo cappotto di ghiaccio, la cui trasparenza era offuscata dalla neve fresca - ma era rosso. era rosso, si`, come se beppe formento, nell`atto di ghiacciarlo, avesse messo dello sciroppo di amarena nel cannone. in quel bianco fatale era l`unica cosa che mantenesse una forma, e sembrava - non esagero - acceso, pulsante di quell`intima luce aurorale che ancora oggi mi ritrovo a sognare. sogno quella trasparenza rossa, si`, ancora oggi, e la sogno senza piu` l`albero, ormai, senza nemmeno piu` la forma dell`albero: sogno quel colore e nient`altro. un tramonto imprigionato in un cielo di gelatina, un sipario di quarzo rosso che cala sul mio sonno, un`immensa caramella charms che si mangia il mondo, ho continuato a sognare quella trasparenza rossa e continuo a farlo, perche` e` cio` che abbiamo visto, quando siamo arrivati al bosco. cosa avete visto? abbiamo visto l`albero ghiacciato intriso di sangue.
La musica ci emoziona, cura, aizza, incita e ipnotizza. Perché? È la religione, nata dallo spirito di un sacrificio, compiuto dagli uomini in cerchio attorno alla vittima. Il teatro è un cerchio, che circonda l’attore. Il gesto mima il rito; il testo è una preghiera e la musica la ritma. La musica è una religione. Richard Wagner aveva capito tutto e ancora oggi il suo rito si rinnova. Dall’antico Egitto alla Grecia, per le strade di Roma e più su verso i ghiacci del Nord, l’Occidente ha maturato una consapevole identità di sé, che questo libro tenta di svelare attraverso la lettura dei miti che l’hanno saputa edificare passo dopo passo. Siamo in un laboratorio con un microscopio in grado di osservare i filamenti del nostro DNA. È stato René Girard a costruirlo per primo a cavallo tra XX e XXI secolo al quale il libro è dedicato assieme a Richard Wagner, che un secolo prima l’aveva messo in musica coi suoi Drammi. L’ultimo capitolo osserva come questo ideale laboratorio continui a mostrarsi valido anche sul palcoscenico del Bol’šoj nel 1940, quando ad Ejzenštejn fu commissionata la regia della Valchiria, secondo capitolo dell’Anello del Nibelungo di Wagner.
un amore unico e universale in 31 ritratti: mamme di tutto il mondo, cosi` diverse eppure cosi` simili ogni volta che tengono in braccio il loro bambino. un legame lungo una vita. anzi, due. eta` di lettura: da 6 anni.
ghost world e` la storia di enid e rebecca, due adolescenti che affrontano la sgradita prospettiva dell`eta` adulta e il futuro incerto del loro rapporto di amicizia costruendosi una splendida corazza, forgiata nel cinismo e nel sarcasmo. daniel clowes ci offre una rappresentazione tenera e insieme obiettiva delle loro fragili esistenze, catturando i brividi e i drammi quotidiani di un periodo che svanisce in fretta, lasciando un`unica certezza: crescere e` difficile, quando ci si sente diversi. una nuova edizione, ricca di contenuti extra, per festeggiare i venticinque anni di una pietra miliare del graphic novel.
"se sei un autore di libri per bambini, ti sentirai spesso chiedere se hai intenzione di scrivere un libro vero. quello che intendono e`: scriverai mai un libro per adulti? ormai sono cosi` esperto nelle risposte che a volte riesco persino a non sembrare neanche lontanamente infastidito quando ripeto: i libri per bambini sono libri veri; i bambini sono lettori ideali, soprattutto per quanto riguarda la letteratura. se non pensate che i libri per bambini siano veri libri, in qualche modo non pensate che i bambini siano veri esseri umani. eccoci arrivati alla ragione principale per cui abbiamo scarsa stima dei libri per bambini: la nostra scarsa stima per i bambini. e se invece avessimo sbagliato tutto? se in realta` fossero equipaggiati meglio degli adulti per farsi coinvolgere profondamente dalle storie? comunque, questo e` un libro per adulti. piu` precisamente, e` un libro per adulti che parla di libri per bambini." (mac barnett)
gipi ci racconta la sua vita: tra viaggi reali e psichedelici, problemi di salute e medici feticisti, uno dei piu` grandi autori di fumetti di sempre si svela come non aveva mai fatto prima, alternando il bianco e nero al colore, la quotidianita` alla fantasia. una narrazione tesa ed emozionante, in bilico tra dramma e comicita`: "la mia vita disegnata male" e` un`altra prova della maturita` di un grande artista.
a quattro zampe puoi andare alla scoperta del mondo. scoprire le sensazioni del terreno, camminare sull`erbetta fresca (ma attento a non pungerti con i cardi!), tuffarti nelle pozzanghere e schizzare fango dappertutto... e se ti spingi troppo lontano, non devi aver paura: papa` sara` sempre pronto a correre in tuo aiuto per riabbracciarti. eta` di lettura: da 1 anno.
secondo appuntamento con la raccolta integrale delle storie di paz. dopo quelle lisergiche e sconclusionate degli anni settanta, una serie di racconti memorabili, dalla solida architettura narrativa, in un miscuglio insondabile di canoni espressivi, rimandi e irripetibili suggestioni.
in una londra allo stremo, soffocata dalla fame, dalla siccita e da un regime autoritario che ha rovesciato la monarchia, sopravvivere e diventato un privilegio per pochi. mathilde, fuggita dalla francia, si guadagna da vivere cucendo abiti per le mogli dei potenti. quando riceve per caso un invito ai sontuosi banchetti segreti in cui i parlamentari del nuovo governo divorano tutto il cibo che resta, incontra jaminder, una pianista, anche lei venuta da lontano. insieme scopriranno il prezzo da pagare per sedersi a quella tavola. e se i loro corpi diventano presto oggetto dell`ingordigia del potere e delle sue politiche di natalita forzata, in un mondo dove tutto e razionato - il cibo, l`amore, la liberta -, le due donne stringono un legame ribelle che e piu dell`amore. con dolce il frutto, aspra la terra, vincitore del not the booker prize, rebecca ley firma un romanzo distopico, intenso e poetico su un`umanita che ha voluto dominare la natura e ne paga il prezzo. la dolcezza appartiene ai piccoli gesti, al ricordo, alla speranza; l`asprezza, alla terra e al potere che l`ha resa sterile.
isabel ha poco piu di vent`anni e un debole per quello che gli altri si sono lasciati alle spalle e che rischia di essere dimenticato. si prende cura delle storie che incontra: salvando oggetti e vestiti nei negozi vintage o riparando libri danneggiati nella biblioteca in cui lavora. la sua passione per cio che potrebbe scomparire viene da lontano. ha avuto inizio con i ghiacciai in alaska che sono stati la sua prima casa e con un`antica cartolina di amsterdam, citta in cui non e mai andata, che le ha insegnato il valore della memoria e il senso della perdita. sono solo poche righe, ma racchiudono una storia d`amore preziosa. e lo stesso amore che isabel potrebbe provare per spoke? "ghiacciai" si sviluppa in un solo giorno, ma segue lo snodarsi della memoria, che si scioglie e scivola tra i ricordi e le aspettative future. un libro permeato dal senso di perdita, dal valore del tempo, dei luoghi e delle storie che viviamo, e che e stato accostato al lavoro di scrittrici del calibro di marguerite duras e virginia woolf. torna oggi in libreria con la prefazione di viola ardone e la traduzione aggiornata di marcella maffi.
quando si trova la strada giusta nella vita? ilaria ha finito il liceo e non ha idea di cosa fare da grande. in attesa di settembre, e nella speranza che l`estate porti consiglio, inizia a lavorare all`oasi, uno sgangherato bar multiculturale a ostia. quella dell`oasi e una fauna atipica, di cui ilaria impara presto a conoscere le sfumature. ci lavorano syed, irina, alicia e amin, arrivati in italia da diversi angoli del mondo, ognuno con una storia intensa alle spalle e con una lingua zoppicante e affettuosa tutta da decifrare. ma ci sono anche davide, il figlio-del-capo, con i suoi compiti da fare, e viola, una ragazzina magrissima e silenziosa che tutti i giorni monta un mercatino davanti al locale. in questo confusionario contesto, ilaria dovra imparare a distinguere l`aperol dal campari (e a non rovesciarli), pulire la menta in pochi secondi e portare le comande giuste al bizzoso pizzaiolo ma, soprattutto, scoprira che nella giungla umana che la circonda e possibile trovare esemplari insospettabilmente piu simili a lei di quanto non immaginasse. "ilaria nella giungla" e un romanzo che non assomiglia a nessun altro, dove la piu profonda ironia si alterna alla commozione, le preghiere in romanesco lasciano spazio alle poesie in rima e dove uno spirito genuinamente naif si affianca a una sensibilita concreta verso questioni di integrazione, poverta, disturbi alimentari, in una carovana di emozioni che solo una ragazza di vent`anni avrebbe potuto raccontare con tanta liberta.
. a chi vuole saperlo - gli abituali dei suoi poker, ad esempio - ecco come ray ricostruisce il suo incontro con colin. una versione laconica eppure del tutto aderente a quella, piu` sentimentale, di colin. che la domenica del suo diciottesimo compleanno si era trovato ad arrampicarsi su box hill, come sempre affollata di biker; che non aveva visto le lunghe gambe di ray, addormentato contro un albero; e che gli era, tipico di colin, franato addosso. comincia cosi`, con questo incidente, una storia sull`amore e le sue conseguenze, non importa se comiche o strazianti, fra le piu` brusche e per fortuna meno ortodosse di questi anni. ma dopo averla letta - e verosimilmente riletta, difficile liberarsi, o volersi liberare, di colin - si capisce anche troppo bene, che non poteva cominciare in nessun altro modo.