riusciremo mai a capire come e` fatta la mente? e saremo in grado di riprodurla artificialmente o di curarla? in questo volume john horgan accompagna il lettore in un viaggio nell`arcipelago della mente umana, che continua a sottrarsi agli sforzi, tutt`altro che congiunti, di neuroscienziati e psicoterapeuti, filosofi e studiosi di intelligenza artificiale, nuovi darwinisti e fautori della genetica del comportamento. per dimostrarlo horgan ci svela la sofisticata crudelta` delle odierne cliniche psichiatriche dove ancora si pratica l`elettroshock, ci mostra i limiti di macchine straordinarie come cog, il robot di star treck, ci spiega che i successi di terapie come il prozac e la psicoanalisi sono da attribuirsi all`effetto placebo.
il successo di realizzazioni importanti come linux e piu` ancora di internet frutto della collaborazione di migliaia di ricercatori e programmatori di tutto il mondo, che hanno operato a titolo personale, da` un contenuto di realta` alla prospettiva della `informatica solidale`. ai capitoli dedicati alle tecnologie e al mercato dell`informazione, fanno seguito quelli dedicati al confronto con il software proprietario, all`analisi degli aspetti socioeconomici della nuova modalita` di sviluppo del software. infine, nell`ultimo capitolo, si discute la questione di carattere generale della proprieta` intellettuale, di cui il caso dell`informatica e del software e` soltanto un esempio emblematico.
piu` di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell`ebraismo italiano. dal mondo di prima, l`infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. e poi l`occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio italiano: oltre 9000 persone. nella quasi totalita` dirette ad auschwitz. ma chi erano gli ebrei italiani? all`inizio degli anni trenta erano circa 45 000 persone; le comunita` piu` consistenti erano quelle di roma (oltre 11 000), milano, trieste, torino, firenze, venezia e genova. comunita`, in generale, fortemente integrate nel tessuto sociale del paese, a tal punto che dopo la liberazione solo un`esigua minoranza dei sopravvissuti scelse, a differenza degli ebrei di altre nazionalita`, di vivere altrove. un mosaico di testimonianze che ha sui lettori un effetto dirompente proprio grazie al fittissimo intreccio di ricordi, traumi, sogni, rabbia, smarrimento, sensi di colpa, e persino speranza, dopo il ritorno alla vita.
miguel barnet apre la sua raccolta di racconti con fatima e miosvatis. miosvatis e` narrata attraverso le persone che la conoscono: il fidanzato tedesco, la vecchia vicina chiacchierona e la sorella. fatima e` invece un travestito che in prima persona si racconta mescolando i propri ricordi a quelli della citta` e in particolare quelli della cuba rivoluzionaria, tra turisti e spettacoll en travesti. la seconda parte del volume e` dedicata alle "regine" dei tempi passati, mediante brevi ma folgoranti ritratti: rachel la corista; zia sunsita, vitale, amante della propria liberta` e nemica delle convenzioni; la vecchia domestica nera petrona che, non accettando il trasloco dal quartiere del cerro alla morte del capofamiglia, decide di perdersi nelle strade della capitale; agata, amante della poesia; la triste milagros, sconfitta dalla vita e infine la vecchia elvira, che vive accompagnata dalle statuine della miracolosa e di santa barbara.
un venerdi` santo nella chiesa di nostra signora della necessita`, il giudice della corte d`appello marcantonio muscara` viene pubblicamente segnato a dito dal sospetto. i due giovani giornalisti dell`"ora" sono li`, a sparare flash in faccia. c`e` anche la figlia di muscara` che riconosce in uno dei due un suo vecchio (e amato) compagno di universita`, e non lo perdona... intorno a lei sottile ricostruisce quel "teatro palermitano delle evanescenze" dove si rappresentano drammi e misteri di una borghesia che si crede al riparo da ongi contaminazione e puntualmente si ritrova, legata mani e piedi, dentro il gioco mafioso.
a cinque anni dal "lunario dei giorni d`amore", guido davico bonino propone un "libro da comodino" che a quello si collega, anche se diversamente concepito. nella scansione di una lettura al giorno, lungo l`arco di un intero anno, la poesia non si alterna piu` alla prosa, ma colma tutte le esigenze espressive che la fenomenologia amorosa ha saputo, attraverso i millenni, e sotto ogni cielo, provocare. il volume raccoglie infatti una gran varieta` di liriche, diverse per generi e autori: dagli arabi ai cinesi e giapponesi, dagli anonimi cantori del continente africano o delle civilta` indoamericane ai maestri della tradizione lirica europea, alle voci poetiche delle ultime generazioni.
quattro uomini disperati decidono di lasciare la capitale argentina per tentare una rapina in una banca di provincia. il colpo sembra essere andato a segno, ma qualcosa va storto e la banda deve ritirarsi precipitosamente. gli abitanti della cittadina danno vita a una collettiva reazione di difesa e di atti selvaggi. i quattro non riescono a fuggire e cercano scampo nei vicoli e nelle case, ma e` come se si fossero nascosti sotto la pietra che occulta i rancori, le miserie e le turpitudini della gente. i rapinatori cosi` si trasformano da carnefici in vittime crudelmente perseguitate, braccati come animali dal cerchio dei cacciatori che si chiude intorno a loro.
blesford, anni cinquanta: nell`inghilterra che si sta lasciando alle spalle il secondo conflitto mondiale e le ristrettezze del dopoguerra, ha inizio il romanzo di cui e` protagonista frederica potter; un romanzo che e` per meta` la storia problematica e talora lacerante della famiglia potter, e per l`altra meta` la storia di un allestimento teatrale minuziosamente descritto, quello dell`opera che da` il titolo al romanzo, "la vergine nel giardino". la vergine in questione e` elisabetta i, vergine dai molti amanti che a un marito preferi` il potere e la liberta`. il romanzo e` il primo volume della tetralogia di antonia s. byatt, di cui i lettori italiani conoscono il terzo volume, "la torre di babele".
negli ultimi giorni di un processo internazionale per crimini di guerra, un giovane sostituto procuratore si prepara a inchiodare il mostro, un capo di stato colpevole di genocidio. mentre raccoglie i capi d`accusa si ritrova a fare i conti con l`idea stessa di responsabilita`, e con le mille piccole, gigantesche colpe di cui e` fatta la nostra vita. tullio avoledo, friulano, vive e lavora a pordenone nell`ufficio legale di una banca. in questo libro presenta un romanzo giudiziario atipico in cui la parte processuale rimane in ombra, ma non la parte preparatoria, con la sua tensione, le minacce, la dolorosa analisi delle fosse comuni; e al tempo stesso una storia familiare tenera e crudele.
nel secolo d`oro della narrativa europea, da goethe a puskin, da stendhal a jane austen, da manzoni a dickens e flaubert, la gioventu` sale prepotentemente alla ribalta della scena letteraria: e` la gioventu` problematica e inquieta che nasce dallo sfaldarsi delle societa` tradizionali, divenendo figura simbolica alla quale la cultura occidentale si affida per rappresentare l`idea di modernita`, con il suo carico di grandi speranze e illusioni perdute che l`europa ottocentesca dovette imparare a percepire e leggere come fosse in un romanzo.
in questo studio di un ambito fondamentale del dibattito scientifico odierno, l`autore analizza e discute le opposte affermazioni di tre teorie (tutte contestabili e contestate) del cambiamento sociale, culturale ed economico contemporaneo: l`idea di societa` dell`informazione, la teoria del post-fordismo e quella della post-modernita`. spiegando come queste teorie si siano formate e illustrando le ragioni per cui hanno esercitato un enorme influsso sugli studiosi negli ultimi anni, l`autore non solo offre un misurato resoconto di tre paradigmi del pensiero sociale contemporaneo, ma da` ragione di come essi, pur essendo profondamente diversi, finiscano spesso per sovrapprosi e intrecciarsi.
"benche` la prendessi due volte al giorno, la linea numero 2 non smetteva di rivelarmi la sua intensa poesia. sentivo come di salire in cielo nel momento in cui il metro` usciva da terra, alla fermata combat, per poi arrivare maestosamente alla stazione jaure`s." evocando ricordi legati ai differenti anni e ai vari quartieri della capitale, da saint-germain-des-pre`s a rue soufflot, dal marais a montparnasse, edgar morin racconta la sua vita, iniziata l`8 luglio 1921 in rue mayran, nel 9? arrondissement di parigi, ai piedi della butte montmartre. a ogni trasloco corrispondono tappe diverse della vita amorosa e intellettuale dell`inventore del "pensiero complesso": un itinerario nel cuore di parigi, la citta` amata, dei caffe` e dei bistrot frequentati dagli intellettuali, un racconto sfavillante di intelligenza e di ironia dal piu` anticonformista dei giovani novantenni, che ha vissuto da protagonista le vicende culturali e politiche dell`europa degli ultimi sessant`anni.
raccontare l`11 settembre, o l`ascesa della tennista tracy austin, analizzare l`ironia di kafka e il suo influsso sulla mentalita` degli studenti universitari, riflettere sul tragico destino delle aragoste, recarsi agli oscar del cinema porno. dieci anni in ascolto della voce profonda degli usa: da un talk-show reazionario condotto da un presentatore che si veste appositamente per venire bene in radio, fino alla carovana mediatica che insegue un avversario di bush nelle primarie repubblicane.
almeno una volta, davanti alla bellezza del cielo notturno, ci siamo sentiti come al centro di un immenso palcoscenico, in un buio profondo incastonato da migliaia di stelle. ma perche` queste esistono, perche` sono cosi` tante e ci sara` magari qualcuno che da lassu` ci sta guardando? immanuel kant sosteneva che la via lattea, l`unica galassia allora conosciuta, era "un mondo di mondi" e giacomo leopardi dava voce all`invidia delle stelle per il sole perche` anch`esse "vorranno avere i loro pianeti abitati e adorni come e` la terra". lo scenario oggi si e` enormemente ampliato: piu` di cento miliardi di galassie, da cento a quattrocento miliardi di stelle in ognuna di esse, e tutto questo solo per noi? rispondere a questa domanda e` la sfida raccolta dagli autori, che esplorano le tappe essenziali di un`avventura dell`immaginazione, dal mito antico alla scienza contemporanea: al confine tra tecnica e poesia, senza dimenticare la posta in gioco della "caccia all`extraterrestre", che potrebbe cambiare radicalmente le piu` profonde convinzioni circa il nostro pianeta e noi stessi.
e dentro le stanze che le famiglie crescono: strepitanti, incerte, allegre, spaventate. giovani coppie alle prime armi, pronte ad abbracciarsi o a perdersi. come nora e suo marito. ma di quelle stanze bisogna prima o poi spalancare porte e finestre, aprirsi al tempo che passa, all`aria di fuori. "a lungo andare ogni amore ha bisogno di qualcuno che lo veda e riconosca, che lo avvalori, altrimenti rischia di essere scambiato per un malinteso". e cosi` che la signora a., nell`attimo stesso in cui entra in casa per occuparsi delle faccende domestiche, diventa la custode della loro relazione, la bussola per orientarsi nella bonaccia e nella burrasca. con le pantofole allineate accanto alla porta e gli scontrini esatti al centesimo, l`appropriazione indebita della cucina e i pochi tesori di una sua vita segreta, appare fin da subito solida, testarda, magica, incrollabile. "la signora a. era la sola vera testimone dell`impresa che compivamo giorno dopo giorno, la sola testimone del legame che ci univa. senza il suo sguardo ci sentivamo in pericolo".
la storia di zeno cosini, inetto a vivere: una specie di marionetta tirata da fili che quanto piu` egli indaga, gli sfuggono. una coscienza inutile a mutare un destino che sembra ineluttabile. e il capolavoro di svevo, la prima storia italiana dove entra prepotentemente in scena la psicanalisi come coprotagonista; forse il piu` grande romanzo del novecento italiano e uno dei maggiori della letteratura europea di questo secolo.
1978. in un anno di speranze distrutte un ex insegnante di inglese del missouri decide di mollare tutto per tirarsi fuori dalla solita vita. il giorno dell`equinozio di primavera sale a bordo del suo sgangherato furgoncino e inizia un viaggio dentro l`america e dentro se stesso. seguendo un itinerario circolare, da columbia a columbia, sulle strade secondarie degli stati uniti, quelle che un tempo le vecchie cartine segnavano in blu, attraversa le caroline, il texas meridionale, lo stato di washington, il montana e il new england. e riscopre infine un`america diversa, sconosciuta, come gli indimenticabili personaggi che popolano questo libro singolare. un romanzo di incontri, ricerche, inaspettate svolte.
nella grande russia conservatrice e patriarcale dei latifondi e dei primi timidi moti liberali, il rapporto conflittuale tra tradizione e rinnovamento trova una rappresentazione esemplare in "padri e figli", pubblicato nel 1862. e la vicenda di due amici appena usciti dall`universita` di pietroburgo: arkadij kirsanov, figlio di un proprietario terriero, e evgenij bazarov, il giovane medico che crede soltanto nelle scienze sperimentali, il nichilista, campione di una societa` di tecnici, che non e` ancora nata. sara` una passione non corrisposta ad avviarlo a un destino emblematico dei turbamenti di un`intera generazione.
"anche per il tasso, come per l`ariosto, si puo` dire che soltanto un`opera abbia veramente contato per tutta la vita, e cioe` quel poema della liberazione di gerusalemme che lo impegno` per oltre trent`anni, dall`esordio poetico sino alla vigilia della morte, e nel quale interamente si rispecchia la storia della poesia tassiana con le sue luci e le sue ombre, le sue virtu` e i suoi vizi... il risultato e` un`originale compenetrazione di piani diversi, in cui i momenti eroici (storici e morali) e quelli lirici (sentimentali e autobiografici) strettamente si intrecciano e reciprocamente si trasfondono attraverso suggestive increspature e secondo impulsi subitanei ed eccitati, in un continuo e spesso repentino mutare di luci e di ombre..." (dall`introduzione di lanfranco caretti)
storia di tre generazioni della potente famiglia catanese degli uzeda di francalanza, di antica origine spagnola, pronta a tutto pur di conservare la supremazia anche nella nuova, contraddittoria italia unita.
"l?arte della gioia" dev?essere un romanzo maledetto. per esso goliarda si ridusse in assoluta poverta e ando persino in galera per aver rubato una manciata di gioielli. e quel fremito letterario per il quale era disposta a un gesto disperato si mantiene in queste pagine, in cui racconta la sua detenzione a rebibbia, scuola di vita, vera e propria universita che insegna, senza le illusioni e le ipocrisie della vita ordinaria, la dura e autentica dimensione della convivenza umana. ma in quell?universo freddo e spietato, goliarda scopre anche cosa vuol dire solidarieta, calore, amicizia, spontaneita, impossibili nel mondo di fuori dove si e meno liberi e sicuri. intellettuale libera e anticonformista, goliarda sapienza ci offre, con sguardo lucido e penetrante, uno spaccato sorprendente che rovescia tutti i nostri stereotipi su una realta sconosciuta e per questo tanto piu rivelatrice.
micha e mario, cespo, il talpa e miriam - un?adolescenza, la loro, consumata a pochi passi dal muro di berlino. l?ovest e proprio dietro l?angolo, con le sue promesse di liberta, eppure sembra irraggiungibile. e c?e sempre il rischio di morire, si, ma un doppio vinile dei rolling stones nascosto sotto la giacca puo anche salvare la vita, mentre una folata di vento puo trasportare oltrecortina una lettera d?amore. "un romanzo ordinario, - osserva jonathan franzen nella sua postfazione, - potrebbe mettere in luce la tristezza della loro condizione. un romanzo straordinario, pur riconoscendo il lato triste di quella condizione, ne mette in luce il lato comico". e "sonnenallee", scanzonato e imprevedibile com?e, ha dato voce a un?intera generazione.
dennis may e morto. per il mondo e una notizia tra le tante, per s. e il finale sbagliato della propria storia. dennis e stato l`oggetto della sua devozione e l`artefice della sua umiliazione, la possibilita di immaginare un`altra vita e l`infinito autoinganno. se oggi s. fa la cameriera e disprezza quasi tutto e a lui che lo deve. o forse e solo un alibi. con una voce magnetica, tenera e spiazzante, veronica raimo racconta lo scandalo del desiderio che si annida nel trauma, il ridicolo che si accompagna alla tragedia, il dubbio che a definire la nostra storia - piu ancora di quanto e accaduto - sia quello che, nell`ottundimento della rabbia o dell`amore, continuiamo ad aspettare. "e il senso costante di reversibilita a causare dolore, l`idea che possiamo ancora cambiare le cose". l`ultima volta che ha visto dennis may dal vivo - dennis may "vivo" - s. aveva addosso dei jeans scuri e una maglia color smeraldo. ora quei vestiti sono sepolti in cantina, pezzo forte di una collezione degli orrori insieme a un nokia con i messaggi di dennis e una locandina autografata di "lark", il film che lo aveva trasformato in un attore e regista di culto. dentro quell`innamoramento collettivo s. ha camuffato la propria devozione, proteggendola con la tenacia di un cane da guardia perche nulla potesse scalfirla: ne le stroncature ai film di dennis, ne i suoi silenzi e le sue fughe, ne le dichiarazioni imbarazzanti alla stampa. l`ha protetta persino quando, nella stanza di un albergo a roma, dennis l`ha violentata per poi sparire dalla sua vita. e l`ha protetta quando ha temuto che ad altre donne, in altre stanze, potesse essere accaduta la stessa cosa. oggi s. ha trentacinque anni, fa la cameriera in un bar, e non ha mai smesso di aspettare che dennis tornasse per offrirle un`altra possibile versione della loro storia. ha abbandonato il sogno di scrivere, ma legge il mondo con un`intelligenza corrosiva e un`ironia brutale che forse rivela l`esatta collocazione della ferita. il suo e