
"una grande epoca esige grandi uomini. vi sono degli eroi ignorati e oscuri... l`esame della cui indole darebbe ombra perfino alla gloria d`alessandro magno. oggigiorno si puo` incontrare per le vie di praga un uomo trasandato, che non sa quanta importanza abbia avuto la propria opera nella storia di un`epoca grande e nuova come questa. egli percorre tranquillamente la sua strada, senza che nessuno gli dia noia e senza dar noia a nessuno, e senza essere assediato da giornalisti che gli chiedano un`intervista. se gli domandaste come si chiama, vi risponderebbe con l`aria piu` semplice e piu` naturale del mondo: `io son quello sc`ve`ik...`" con queste parole jaroslav hasek (1883-1923) presentava l`umile e grottesco eroe del suo romanzo, il bonario allevatore e mercante di cani, strappato alle sue pacifiche occupazioni e mandato a combattere in difesa dell`impero austro-ungarico nella prima guerra mondiale. preso nel vortice di avvenimenti che vanno molto oltre le sue capacita` di comprensione, sc`ve`ik si destreggia con un misto d`ingenuita` e di furbizia, forte di quella sua obbedienza assoluta alla lettera degli ordini ricevuti che porta all`assurdo e dissolve nel ridicolo ogni autorita`. nel buon soldato sc`ve`ik i lettori di tutto il mondo hanno riconosciuto un eroe sovrannazionale, il campione di un irriducibile pacifismo e antimilitarismo e un simbolo dell`inalienabilita` dei diritti dell`individuo contro ogni tutela e usurpazione dittatoriale.

lituania, fine della seconda guerra mondiale. un bambino di otto anni emaciato e sporco, emerge dalle macerie e dalle stragi del fronte occidentale e vaga senza meta nella neve con un braccio rotto e una catena stretta al collo. quel bambino e` hannibal lecter, fuggito dal casino di caccia in cui si era rifugiato con la famiglia per scampare alla violenza delle soldataglie. gli occhi attraversati da un`indecifrabile espressione, chiuso in un ostinato silenzio, il piccolo hannibal cresce nell`orfanotrofio russo che lo ospita in una solitudine apparentemente assoluta. lo zio, un famoso pittore, riesce a rintracciarlo e lo porta a vivere con se` a parigi. qui, grazie alle amorevoli cure di sua moglie, hannibal avra` modo di scoprire e coltivare i suoi innumerevoli talenti, che spaziano dalla musica alla letteratura, dall`arte alla medicina. e in questa atmosfera, densa di stimoli e suggestioni, che il giovane comincera` a edificare un vero e proprio "palazzo della memoria", impreziosendolo di visioni spettacolari e insieme agghiaccianti, teatro e sfondo interiore delle piu` raffinate speculazioni come dei piu` inconfessabili desideri. fino al giorno in cui hannibal decide che e` tempo di tornare a casa e bussare alla porta dei demoni che cosi` spesso vengono a fargli visita...

scritto tra la fine del 1829 e la prima meta` del 1830, "il rosso e il nero" e` il secondo romanzo di stendhal. l`autore ne corregge le bozze proprio durante le giornate della rivoluzione di luglio, che liquida la restaurazione e inaugura la monarchia borghese di luigi filippo. di questo passaggio cruciale della storia francese stendhal restituisce con crudele fedelta` non la cronaca (malgrado il sottotitolo del romanzo), ma lo spirito, muovendo dalla realta` della provincia per approdare a parigi, dove da sempre si annodano e si sciolgono i destini politici della francia. l`impietosa analisi storica non esaurisce tuttavia la complessita` della vicenda e del suo protagonista. l`ostinata rivolta di julien sorel non e` riducibile semplicemente all`acuto senso della propria inadeguatezza economica e sociale. la sua non e` coscienza di classe, e "ii rosso e il nero" non e` il romanzo dell`ambizione e della scalata ai vertici della societa`: stendhal non e` balzac. julien sorel affronta il mondo brandendo la propria inferiorita` sociale come un`arma, ma il mondo creato dalla potenza del denaro lo disgusta, anche se tanto spesso deplora l`umile condizione in cui la sorte lo ha fatto nascere. percio` rimpiange l`epoca napoleonica (di cui questo romanzo rafforza il mito, nato gia` all`indomani di waterloo), convinto com`e` che allora fosse possibile affermarsi soltanto grazie ai propri meriti. edizione con nuova traduzione. nota introduttiva di emilio faccioli.

la prima settimana di liberta` dell`irreprensibile maggiordomo inglese stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. stevens ha attraversato l`esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. ma il viaggio in automobile verso la cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosi tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge di` aver vissuto come un soldato nell`adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. si puo` cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo? da questo romanzo di ishiguro, acclamato in gran bretagna e negli stati uniti e vincitore del prestigioso booker prize, nel 1993 il regista americano james ivory ha tratto un famoso film con anthony hopkins ed emma thompson.

la cura di pierre hadot, oltre a collocare l`opera nel suo contesto storico e a fornire un ritratto dell`autore, propone un commento preciso al testo, capitolo per capitolo. per lo specialista della filosofia antica il "manuale" e` stato spesso frainteso: epitteto piu` che scrivere un trattato di morale intendeva insegnare come si diventa filosofi, come essere liberi, indipendenti e felici, come evitare di essere frustrati nei propri desideri.

"una sorella non e un?amica. non ci si sceglie a vicenda, non ci si studia di nascosto per capire con chi si ha a che fare: ci si appartiene fin dal primo momento". le sorelle blue hanno tre giorni per affrontare il vuoto che si e aperto tra loro. tre giorni per litigare, prendersi cura l?una dell?altra, piangere e ridere. e arrivare, insieme, a capire meglio quel dolore. avery e una avvocata che vive a londra e dietro una vita apparentemente perfetta nasconde un segreto. bonnie era una pugile ma dopo una sconfitta brutale ha dovuto smettere e forse deve lasciare los angeles. lucky, la piu giovane, fa la modella a parigi. poi c?era nicky, la cui morte improvvisa ha devastato le sorelle. adesso, riunite nell?appartamento che le ha viste crescere, le tre sorelle si ritrovano ad affrontare un evento che rischia di dividerle. e che, invece, finira per unirle ancora di piu.
per molti un luogo del cuore, all`alpe devero alberto paleari ha dedicato il romanzo "la casa della contessa" e mirella tenderini il memoir "gli anni del devero". "la casa della contessa" di alberto paleari, originariamente pubblicato nel 1993, e` ambientato tra le case, le cime, gli alpeggi, la magia delle foreste di larici dell`alpe devero, un angolo di piemonte che incanta chiunque lo visiti. in un`atmosfera sospesa tra sogno e realta` si snoda la vicenda fantastica dei protagonisti, oreste e maria, accompagnati da personaggi che di questo lembo di alpi hanno scritto la storia. tra questi mirella tenderini, il cui memoir racconta "gli anni del devero". dal 1963 al 1968 infatti, gesti` insieme al marito, la guida luciano tenderini, il rifugio del cai, allora situato nella casa della contessa. i suoi ricordi ci regalano uno spaccato dell`alpe negli anni `60 e aprono una finestra sulle vite delle persone che allora lo frequentavano. "l`alpe devero fra sogni e ricordi" offre cosi` un viaggio nelle atmosfere e nei panorami del devero, in cui il lettore passa dalla dimensione onirica del romanzo a quella storica e autobiografica del racconto che lo segue.

130 nuove ricette che contengono tutti gli elementi creativi e i sapori per cui ottolenghi e` tanto amato: un connubio di colori, profumi e atmosfere mediterranee per piatti all`insegna del minimo sforzo e massimo gusto! un volume colorato, ricco di splendide fotografie e organizzato in modo originale. le ricette infatti sono contrassegnate con un codice colore e una lettera che ne evidenzia le caratteristiche: s - superveloce; i - 10 ingredienti o meno; m - molto prima; p - presente in dispensa; l - libero... di fare anche altro; e - estremamente facile.

il fedone e` la storia di una morte, quella di socrate e, allo stesso tempo, e` il racconto di una nascita, quella della metafisica occidentale, che proprio nelle pagine di questo splendido dialogo vede la luce. il racconto dell`ultima giornata di socrate nel carcere di atene diviene, per platone, il luogo decisivo per tenere un altro discorso sulla morte: un discorso diverso da quelli della religione, dell`arte o della scienza, un discorso che non si limita ad inaugurare un modo nuovo di parlarne, ma si spinge fino ad intrecciare la morte e la filosofia in un abbraccio indissolubile. dopo il fedone, la morte non potra` piu` essere, per il pensiero, qualcos`altro a cui pensare, un pensiero particolare, un determinato oggetto del pensiero. dopo il fedone, la morte si porra`, sin dall`inizio, insieme al pensiero. dopo il fedone non si cessera` di pensare alla morte che cessando di pensare.

chi opera in campo biomedico conosce bene la sigla hela, che denota una linea cellulare di vitale importanza nelle ricerche sul cancro e su molte altre malattie: cellule speciali, tanto resistenti da essere praticamente immortali, vendute e comprate da decenni nei laboratori di tutto il mondo. ma quelle quattro lettere racchiudono anche una storia perturbante, emblematica - e soprattutto una persona in carne e ossa. henrietta lacks lavorava nei campi di tabacco della virginia, cosi` come i suoi antenati schiavi. quando muore per un tumore, nel 1951, i medici, senza preoccuparsi di chiedere alcun consenso, prelevano un campione dei suoi tessuti e si accorgono ben presto di un fenomeno sbalorditivo: le cellule tumorali continuano a crescere fuori dal corpo, in laboratorio. da qui alla commercializzazione il passo e` breve, ma passeranno vent`anni prima che i familiari scoprano una verita` non meno incredibile che traumatizzante: henrietta e` `immortale`, e dalle sue cellule si e` sviluppata un`industria miliardaria. rebecca skloot ha deciso di raccontare questa storia, e superando diffidenze e ostilita` e` riuscita a entrare in contatto con i lacks guadagnandosi l`amicizia della figlia di henrietta, deborah. e nato cosi` un libro che ci conduce da un reparto riservato ai neri del johns hopkins hospital agli abbacinanti laboratori dove i congelatori custodiscono le cellule hela, dalle baracche di clover, villaggio popolato di schiavi e guaritori, alla baltimora di oggi.

perche` abbiamo paura di parlare d`amore? "tutto sull`amore" di bell hooks nasce da questa domanda che spesso genera imbarazzo, reticenza, e persino rabbia. nonostante l`amore sia il sentimento piu` spontaneo e universale, che segna l`esistenza di ogni essere umano, parlarne, confessarlo a qualcuno, provare a raccontare come si agita dentro di noi ci terrorizza e ci disorienta: l`angoscia che le nostre parole non siano comprese, i nostri desideri corrisposti o i nostri sogni realizzati, genera un insensato odio per l`amore che tutti finiamo per vivere. questo condiziona negativamente il modo che abbiamo di amare, lo contagia di insicurezza e di dolore, guasta la sua capacita` di cambiarci e di restituirci speranza, ma soprattutto di migliorare il mondo attorno a noi. perche` l`amore, prima di essere la fantasia fiabesca che anima canzoni, libri e film, e` innanzitutto una forza: una forza spirituale, che incide sulle nostre coscienze, ma anche una forza politica, che orienta le decisioni sempre secondo sentimenti di incontro e di costruzione, e mai di dissoluzione e distruzione. per scongiurare quell`odio contro l`amore e` fondamentale imparare ad avere cura di se`, scrive bell hooks, e riappropriarsi dell`amore come spazio in cui ciascun individuo si sente libero di parlare e di ascoltare senza timore cio` che lo agita dentro. amare, allora, non sara` piu` sinonimo di soffrire, ma di edificare, progettare, immaginare il domani.

dopo la scomparsa del padre in libano, maalouf riceve a parigi una cassa colma di documenti di famiglia che risalgono ai bisnonni paterni. un`occasione per tornare con la memoria e con i dati a disposizione alla complessa storia delle generazioni che lo hanno preceduto. tra contadini radicati nella sapienza originaria della terra, predicatori fondamentalisti, patrioti in lotta contro l`impero ottomano, uomini e donne impegnati a sopravvivere ma anche a realizzare i loro desideri di emancipazione dai pregiudizi di una cultura rigidamente tradizionale, si compone una grandiosa saga familiare. una storia attraverso cui raccontare il conflitto di religioni, il confronto fra oriente e occidente, il dramma del fondamentalismo.

alice ha scritto due romanzi di enorme successo, ma per trovare compagnia deve andare su tinder. eileen, la sua amica, lavora per una rivista letteraria, pero` non ci paga l`affitto. simon ama da sempre la stessa donna, ma da sempre ne frequenta altre. felix passa in birreria il tempo libero dal lavoro di magazziniere, ma la sua e` soltanto una fuga. alice, eileen, simon e felix si parlano, si fraintendono, si deludono e si amano e, mentre attraversano il cerchio di fuoco dei trent`anni, si chiedono se esista davvero, al di la`, un mondo bello in cui sperare.


"chi meglio della signora ne`mirovsky, e con un`arma piu` affilata, ha saputo scrutare l`anima passionale della gioventu` del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?" scrisse, all`uscita di questo libro, il critico pierre loewel. le giovani coppie che vediamo amoreggiare in una notte primaverile (la grande guerra e` finita da pochi mesi, e loro sono i fortunati, quelli che alla carneficina delle trincee sono riusciti a sopravvivere) hanno, apparentemente, un solo desiderio: godere, in una immediatezza senza domani, ignorando "il lato sordido" della vita, soffocando "la paura dell`ombra". eppure, quasi sulla soglia del romanzo, uno dei protagonisti si pone una domanda - "come avviene, nel matrimonio, il passaggio dall`amore all`amicizia? quando si smette di tormentarsi a vicenda e si comincia finalmente a volersi bene?" - che ne costituira` il filo conduttore. con mano ferma, e con uno sguardo ironicamente compassionevole, ire`ne ne`mirovsky accompagna i suoi giovani personaggi, attraverso le intermittenze e le devastazioni della passione, fino alla quieta, un po` ottusa sicurezza dell`amore coniugale.

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L'autrice propone una lunga storia al femminile, di cui sono protagoniste due sorelle non di sangue ma di cuore: Sudha e Anju, orfane di padre (o così credono), crescono nella stessa casa, in un universo di madri, zie e domestiche. Vanno a scuola, leggono, sognano e, alternandosi di capitolo in capitolo, raccontano il loro percorso dall'infanzia alla giovinezza, al primo amore, agli inevitabili matrimoni combinati, al diverso esito delle rispettive e contemporanee maternità.

le ultime ore di vita impegnano virgilio, ormai anziano e di ritorno in italia, in filosofiche meditazioni. attraverso strade rumorose e affollate il poeta va dalla nave al palazzo dell`imperatore augusto a brindisi, e qui decide che l`eneide va distrutta. ma ottaviano lo convince a salvare l`opera e virgilio va incontro alla morte. prefazione di ladislao mittner.
storia di naufraghi e naufragi, di un`isola circondata da un cordone di fari cosi` bello da essere definito "la versailles del mare". come una zattera ancorata alla prua del finiste`re, il libro narra la storia della piccola isola di sein, in bretone enez sun, collocata nel parco marino d`iroise. la distanza che la separa dal continente e` soltanto di otto chilometri, ma quel tratto di mare, chiamato la raz de sein, e` il luogo piu` pericoloso al mondo per la navigazione. un`isola abbracciata da due mari, rincorsa da leggende di corsari, dove i celti presupponevano la fine del mondo. l`isola delle nove sacerdotesse votate alla castita` e di un popolo di anime in pena che dalla baia dei trapassati erano traghettati a sein per essere inumati. streghe, miti e leggende di cui enez sun custodisce un mistero. l`isola di sein e` un crocevia di ricordi. i senani hanno cavalcato le onde della vita dimostrando a loro stessi uno straordinario carattere forgiato dall`istinto di sopravvivenza. i sassi e le rocce custodiscono i pensieri di chi ha attraversato il tempo e i confini. i senani svicolano, ma sanno di essere ereditieri di un passato che e` entrato nella memoria.

una bicicletta, un ghiacciolo, una fionda, le biglie di vetro e l`abbraccio dei genitori: tanto bastava per essere felici. forse era poco, o forse tantissimo in quel tempo passato che ci ha plasmato, educato ad essere cio` che siamo diventati. nel distacco dalla madre, l`autore riscopre immagini che rischiavano di scomparire, momenti di intimita` profondi e conflitti mai risolti ma che hanno trovato una soluzione spontanea nell`affetto familiare. un viaggio a ritroso, un percorso nella memoria di una famiglia italiana, il ritratto di un mondo semplice e indimenticabile...

prima di "rincorrendo l`amore", nancy mitford - la maggiore delle sei bellissime, stravaganti e alquanto scandalose figlie del barone redesdale - aveva scritto quattro romanzi: con scarso successo e scarsissimi benefici per le sue precarie finanze. fu l`amico evelyn waugh a incoraggiarla a riprovarci; e fu l`incontro con l`uomo che sarebbe diventato il grande amore della sua vita (gaston palewski, colonnello delle forze armate della francia libera) a fornirle l`ispirazione. non a caso nel libro, a lui dedicato, palewski compare sotto le spoglie del seducente fabrice, che fara` innamorare di se` linda, la svagata e incantevole protagonista. e questa volta il successo fu immediato e fenomenale, poiche` a un pubblico provato dagli stenti della guerra il romanzo forniva i suoi ingredienti preferiti: l`amore, l`infanzia, i veleni e il fascino inesauribile dell`alta societa` inglese. , ha scritto alan bennett, "rincorrendo l`amore" e` , che dopo oltre tre quarti di secolo non ha perso un grammo della sua piacevolezza. un mondo in cui nancy mitford mette in scena i suoi personaggi, inguaribilmente eccentrici ma dalle maniere impeccabili, protagonisti di amori ardenti e insieme ridicoli, con un perfetto dosaggio di ironia, indulgenza e ferocia.

"un altro giro di giostra" e` il libro con cui il grande giornalista che ha raccontato il mondo ha intrapreso un viaggio diverso, piu` intimo e personale. l`occasione e` stata la grave malattia che l`ha colpito, ma il viaggio che l`ha portato, da new york all`india, lungo le strade internazionali della medicina, sia tradizionale che alternativa, si e` a poco a poco trasformato in un viaggio interiore. i due percorsi si sono sovrapposti e si sono conclusi simbolicamente davanti alla maesta` senza tempo dell`himalaya. li` terzani ha trovato la risposta che cercava, incarnata nel volto e nelle parole di un vecchio saggio, e poi l`ha consegnata a queste pagine perche` potesse essere di aiuto a chi si sente fuori posto, a chi sta cercando, a chi soffre: il vero guru e` quello che sta dentro di te>.


"mr. hyde non era mai stato fotografato e le pochissime persone in grado di descriverlo ne offrivano descrizioni molto diverse, come spesso accade agli osservatori improvvisati. c`era solo un punto su cui tutti quanti erano concordi, ed era sul senso ossessionante di una deformita` incerta, inspiegabile, che l`uomo fuggendo lasciava dietro di se`, nello sguardo di chi lo vedeva." un classico del mistero e dell`orrore, che esplora le oscure profondita` della natura umana e l`imprevedibilita` degli individui. eta` di lettura: da 9 anni.

giunge a compimento con questo volume un progetto editoriale senza pari che raccoglie, in oltre cinquemila pagine, i testi piu` importanti della tradizione mistica cristiana dalle origini fino ai nostri giorni, scelti introdotti e commentati da illustri studiosi italiani e stranieri, coordinati da francesco zambon. questo meridiano comprende, in particolare, una scelta molto rappresentativa di testi e autori di area iberica, anglosassone e americana, svedese e russa.

tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un furgoncino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sara` fatale per uno di loro. incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e simon limbres entra nel limbo macabramente preannunciato nel suo cognome. da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. la scelta disperata del trapianto, straziante e inevitabile, e` rimessa nelle mani dei genitori. intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno si` che il cuore di simon continui a battere in un altro corpo. tra accelerazioni e pause, ventiquattro ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni delle persone che ruotano attorno a simon, genitori, dottori, infermiere, equipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell`avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo, ma sede e simbolo della vita.

"un contagio visionario" percorre il greenwich village dei primissimi anni sessanta la terra di nessuno fra la beat generation e i figli dei fiori. e proprio nel cuore del village, mentre "un bizzarro delirio aleggia nell`aria", una coppia di studenti, imprigionati in una livida ossessione d`amore, sprofonda giorno dopo giorno in un allucinato inferno coniugale. sotto le loro finestre macdougal street e` "un carnevale demente", scandito da elvis presley e allen ginsberg; e intanto la loro folie a` deux, "impigliata nel suono delle proprie urla", precipita fatalmente verso un esito devastante. ispirato alla storia vera del suicidio della prima moglie di leonard michaels, "sylvia" e` uno di quei romanzi che, terrifici nella loro profonda verita`, si insinuano quasi inavvertitamente nella mente del lettore e vi rimangono per sempre.

a un narratore e` prudente non chiedere mai di raccontare la sua vera storia: quantomeno si innervosisce. la protagonista di questo romanzo non fa eccezione e, se potesse scegliere, continuerebbe a nascondersi come sempre dietro invenzioni, personaggi e "suoni corti, urgenti, che servono soprattutto a far capire agli altri se sto bene o se sto male". invece, per ragioni alimentari, accetta di tenere un seminario che, primo, ha per oggetto una disciplina neonata e vagamente grottesca, la "lettura creativa", e secondo, ha come destinatari gli uditori meno accomodanti: un gruppo di vecchi amici, riemersi da un passato non del tutto limpido. a questo piccolo pubblico, inaspettatamente, la scrittrice finira` per raccontarla davvero, la storia perturbante e per nulla gradevole che i suoi allievi credevano di voler ascoltare. il risultato e` una commedia amara e tagliente, in cui ogni battuta e ogni silenzio hanno un peso.

asya e manu hanno lasciato i loro paesi e le famiglie d?origine e raggiunto una grande citta. una condizione oggi comune alla gioventu, alla ricerca di un proprio posto nel mondo e attratta dall?idea di ridefinire liberamente la propria esistenza, senza gli usi e i costumi delle generazioni precedenti. come coloro che non hanno radici nel luogo in cui vivono, asya, documentarista, e manu, impegnato in un ente non-profit, sono sedotti dalla citta che li ospita, frequentano caffe e case di amici, si immergono nella cultura locale con lo sguardo curioso e interrogativo di antropologi, affascinati dalle abitudini e dai comportamenti altrui e con il desiderio di comprendere come trovare bellezza e felicita nella precarieta della loro esistenza. lontani, giungono gli echi delle vicende dei familiari, i genitori che invecchiano, i nonni che si ammalano, i nipoti che crescono. con una scrittura che penetra magistralmente nei dettagli della vita quotidiana, aysegul savas descrive la giovane coppia in un momento cruciale: quello in cui si tratta di diventare adulti, affrontare la vita coniugale e mettere radici. come farlo senza perdere il legame con le tradizioni da cui entrambi provengono? come diventare una famiglia senza rinunciare agli amici con cui si e condivisa la giovinezza e l?intensa frequentazione della citta? esplorazione intima della migrazione culturale, della vulnerabilita umana e della tensione tra cio che ci lasciamo alle spalle e cio che scegliamo di portare con noi, gli antropologi illumina la condizione dell?amore nell?epoca in cui il cosmopolitismo e ancora nella terra di mezzo della fine del vecchio mondo e dei primi vagiti del nuovo.

il giorno del suo matrimonio nicolau manuel e` stato prelevato dalla guarda nacional per un interrogatorio e non e` piu` tornato. e cosi` ha passato quasi tutta la vita con l`urgenza di raccontare la verita` a graca dos penedo, la fidanzata che ha poi perso la testa per il sarto che le aveva cucito l`abito da sposa. ma ogni volta che si apriva una possibilita` di parlarle, una minaccia lo distoglieva dal suo destino. ora pero`, mezzo secolo piu` tardi, e` troppo vecchio per cambiare le cose e trascorre le giornate davanti alla tv a guardare telenovelas. dopo aver sentito tante volte il racconto della rocambolesca vita del nonno, valdemar - un ragazzo violento e obeso innamorato della vicina di casa anoressica - non rinuncia al desiderio di fare giustizia. e venendo per caso a sapere della morte del sarto, capisce che e` giunta l`ora di andare a parlare con la vedova, per riscuotere nicolau manuel dall`apatia in cui e` sprofondato. alternando il racconto delle sventure di nicolau manuel - che e` anche la storia del portogallo sotto la dittatura, con i suoi inganni, persecuzioni e ingiustizie - con quello della vita di un adolescente moderno, "che parlino le pietre" ci narra della trasmissione della memoria di generazione in generazione, senza escludere quanto rende la verita` non cio` che e` accaduto, ma quel che ricordiamo.

un lunedi` mattina, a pochi chilometri da copenaghen, due giovani studenti, fratello e sorella, arrivano a scuola di buon mattino. e ancora presto per l`inizio delle lezioni, cosi`, per ingannare l`attesa, il piu` piccolo decide di andare a giocare a palla in palestra. ma li`, tra lo stupore e l`orrore, si trova davanti una scena terribile: dal soffitto pendono i corpi mutilati di cinque uomini, impiccati secondo uno schema rituale studiato nei minimi dettagli. e la fine delle vacanze di konrad simonsen, il commissario che "ama gli angoli retti e le relazioni coerenti" e le partite a scacchi. proprio quando stava finalmente godendosi un po` di riposo, simonsen viene bruscamente richiamato in citta`: deve assumere la direzione dell`indagine per la quale ha a disposizione tutta la sezione omicidi e mezzi illimitati. un caso cosi` delicato, la cui eco in un attimo attira l`attenzione della stampa nazionale, impone anche di scomodare il vecchio capo kasper planck da cui il commissario cerca ancora di imparare il sesto senso e un`invidiabile capacita` di trattare con i media. l`indagine da subito si allarga ben oltre i confini della scuola e assume contorni sempre piu` inquietanti. su internet prende piede una sconvolgente campagna mediatica da cui scaturisce una vera e propria caccia alle streghe. in breve una domanda, un dubbio etico, rimbalza di bocca in bocca per tutto il paese: la gravita` del reato legittima la ferocia dell`esecuzione? e qual e` la differenza fra un`esecuzione e un omicidio?

in un tempo e un luogo non precisati, all`improvviso l`intera popolazione diventa cieca per un`inspiegabile epidemia. chi e` colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede piu`. le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un`esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. i primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l`insensibilita` altrui, e qui si manifesta tutto l`orrore di cui l`uomo sa essere capace. nel suo racconto fantastico, saramago disegna la grande metafora di un`umanita` bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalita`, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. ne deriva un romanzo di valenza universale sull`indifferenza e l`egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

come i fan di yasmina reza ricorderanno senz`altro, nella variegata congerie di personaggi che animavano le pagine di "felici i felici" spiccavano i coniugi hutner: una coppia equilibrata, affiatatissima, alle prese con una tragedia dai risvolti farseschi - il ricovero in un istituto psichiatrico del figlio jacob, fermamente convinto di essere celine dion. se il romanzo ci lasciava con il dubbio di cosa ne fosse stato di loro, questa piece "leggera e impalpabile come una meringa" (cosi` l`ha definita un critico teatrale del " new york times ") ce li fa ritrovare - affranti e smarriti, ma risoluti a fare buon viso a cattivo gioco - in visita alla clinica, immersa in un parco lussureggiante, dove jacob / celine trascorre quello che considera semplicemente un periodo di riposo in vista di una lunga tournee. ad affiancarlo, philippe, "un giovane studente che ha un problema con la sua identita` nera" (in realta` e` bianchissimo), e un`eccentrica psichiatra che sfreccia su e giu` in monopattino, tiene conferenze volte a riabilitare le sorellastre di cenerentola e tende ad assecondare - se non a incoraggiare - i deliri dei suoi pazienti. se e` vero, come ha scritto michele masneri, che yasmina reza e` la "piu` perfida scrittrice europea", altrettanto innegabile e` la sua costante, appassionata ricerca di quello che lei stessa definisce "il nocciolo duro, umano, riconoscibile da tutti, quello che resiste a tutte le differenze".

nati sotto stelle diverse, il protestante mungo hamilton e il cattolico james jamieson vivono in un mondo iper-mascolinizzato nella glasgow dei primi anni novanta. per essere considerati veri uomini, i due ragazzi dovrebbero essere nemici giurati, eppure diventano prima migliori amici e poi si innamorano, si aggrappano l`uno all`altro scoprendo la tenerezza e sognano di fuggire da quella citta` grigia e inospitale. con un devastante atto di tradimento, pero`, la madre di mungo lo manda negli altipiani della scozia occidentale per fare di lui "un uomo". perso nell`entroterra e sotto il controllo di due strani individui dietro i cui scherzi da ubriachi si nascondono violenza e ambiguita`, mungo affronta un`esperienza che non potra` mai dimenticare e deve fare appello a tutta la sua forza interiore e al suo coraggio per riuscire a tornare in un luogo dove lui e james possano ancora avere un futuro. arricchendo di lirismo la vita quotidiana dei suoi personaggi, douglas stuart disegna un ritratto di figli senza padre, racconta il miracolo del primo amore in una storia avvincente e rivelatrice sul significato della mascolinita`, sulla violenza che tocca molte persone queer e sui pericoli dell`amare qualcuno.

"e hashish... da` fuoco all`immaginazione": cosi` disse il poeta albert samain quando lesse le "vite immaginarie", ventitre` `percorsi di vita`, brucianti di rapidita`, dove incontriamo personaggi illustrissimi, come empedocle o paolo uccello o petronio, e gli ignoti destini di katherine, merlettaia nella parigi del quattrocento, o del maggiore stede bonnet, `pirata per capriccio`, o degli impeccabili assassini burke e hare - e tutti circondati dalle folle senza nome di mendicanti, criminali, prostitute, mercanti ed eretici che abitano la storia. e vano, come pure in borges, tentare di discriminare il vero e l`immaginato in queste superfici splendenti, perche` tutto vi e` visionario e segretamente unito in una sola catena, a dimostrare le parole di schwob secondo cui "la somiglianza" e` "il linguaggio intellettuale della differenza" e "la differenza... il linguaggio sensibile della somiglianza".

fra parigi e londra - mentre "un re dalla grossa mandibola e una regina dall`aspetto volgare sedevano sul trono d`inghilterra; un re dalla grossa mandibola e una regina dal leggiadro volto, sul trono di francia" - dickens ambienta le vicende di un gruppo di persone coinvolte negli eventi della rivoluzione francese e del periodo del terrore: charles darnay, un aristocratico francese, vittima di accuse indiscriminate da parte dei rivoluzionari, e sydney carton, un avvocato inglese che cerca di redimere la propria vita per amore della moglie di darnay. vi si trovano tutti i temi classici del romanziere inglese: l`oppressione e la violenza, la poverta` e la nobilta` di spirito, il sacrificio e la redenzione.

"vita d?un uomo. tutte le poesie" e la raccolta completa della produzione lirica ungarettiana voluta dallo stesso poeta nel 1969, alla vigilia della morte. nel percorso che da l?allegria giunge al taccuino del vecchio e ai versi degli ultimi anni sessanta si rivelano il volto dell?uomo-ungaretti e la sua inconfondibile voce di poeta: dalla tragedia della grande guerra, in cui si riconobbe "docile fibra dell?universo", alla riscoperta della tradizione poetica e artistica italiana che domina le piu complesse liriche di sentimento del tempo; dalla devastante esperienza della morte del figlio bambino, da cui nasceranno i versi colmi di struggente tenerezza de il dolore, alla conquista della fede che accompagno la vecchiaia del poeta.

"il marchese di roccaverdina" e` l`opera piu` riuscita di capuana. in essa confluiscono con maggiore equilibrio la sua inclinazione a una ricerca psicologica sottile e un po` morbosa e l`interesse per una realta` schiettamente legata alla terra - la sicilia di fine ottocento - insieme alla curiosita` per il soprannaturale, il favoloso, l`esperienza spiritica. antefatto della narrazione, vivo e presente in tutta la vicenda, e` il delitto passionale compiuto dal marchese, un aristocratico proprietario terriero che vive solitario nel suo palazzotto. il romanzo e` la storia della sua lotta segreta e feroce contro il rimorso e la paura che lo tormentano, gli crescono dentro e lo divorano; una lotta senza tregua, che attraversa la follia e si chiude nel silenzio.

sara la volta giusta? lucilla se lo chiede sempre, ma le cose non vanno mai come dovrebbero. dopo una serie di uomini sbagliati e tentativi di adattarsi pur di essere amata, incontra enrico. insieme vincono un bando per gestire una locanda in un "comune polvere", un paesino a rischio di spopolamento sulle alpi marittime. sembra l`occasione ideale, finalmente. milleduecento metri di altitudine. quindici anime, piu due. peccato che una sia in ritardo. lucilla si ritrova sola, nel sogno di un altro e con un contratto che prevede la presenza di una coppia. restare o fuggire? fingere di essere in due o imparare a contare su se stessa? intanto le viene in aiuto la gente del luogo. eliseo, il custode delle tradizioni locali; nives, esperta di erbe e madre resiliente; un giapponese misterioso che comunica solo attraverso un traduttore simultaneo; libero, architetto diviso tra la montagna e la metropoli, che con lucilla sembra capirsi senza bisogno di troppe parole. ma nel cuore dell`inverno, con le tubature ghiacciate e i ricordi che bussano alla porta, emerge pian piano che ognuno custodisce un segreto, e che ogni vita, anche se in apparenza perfetta, ha luci e ombre. all`arrivo della primavera, lucilla iniziera a comprendere che, quando si tratta di trovare il proprio posto nel mondo, non ci sono scelte giuste o sbagliate: in citta o in montagna, da soli o in coppia, e solo una questione di sintesi personale. quale sara la sua? raccontata con la grazia e la scrittura luminosa di lorenza gentile, un`incantevole storia di rinascita: il momento in cui smettiamo di adattarci agli altri e molto spesso quello in cui iniziamo a vivere davvero.

harry e jack sono compagni di scuola che aspirano a diventare calciatori, e, quando arriva la prima guerra mondiale, i due combattono fianco a fianco. ma anche nella battaglia puo` esserci speranza: in un giorno di tregua in cui tutto tace, gli eserciti non sono piu` divisi e i soldati invece di imbracciare le armi tirano calci a un pallone. la storia di una partita indimenticabile, in una notte in cui il calcio fermo` la guerra. eta` di lettura: da 10 anni.

nel 1915, lo studente in medicina raymond bonnefous parte per il fronte. arruolato come medico ausiliario, conosce subito altri due ragazzi, declercq e morin, anche loro giovani medici, con i quali stringe una sincera amicizia. nel corso dei mesi, i tre ragazzi affrontano insieme gli orrori della guerra e le meschinerie dei loro compagni, ma imparano anche a godere dei momenti liberi che il ritmo del conflitto regala loro, concedendosi passeggiate a cavallo e pomeriggi di svago. oltre che da turni ai posti di primo soccorso e attacchi militari, i loro quattro anni di guerra mondiale sono intervallati dai permessi, durante i quali tornano dalle loro famiglie, alcune pienamente coinvolte dalle sorti della guerra, altre ignare dei sacrifici fatti al fronte e prese dalla loro vita mondana di sempre. quando bonnefous e declercq conosceranno zouzou, una ragazza che vuole diventare poetessa o veterinaria e che consacra le sue giornate a raccogliere animali feriti, la loro amicizia dovra` affrontare una prova di piu`, benche` la giovane rifiuti l`amore e il matrimonio. romanzo sugli orrori della guerra, su una generazione sacrificata e sulla fine di un`epoca, "ragazzi di belle speranze" e` pero` un inno alla speranza di pace che i protagonisti coltivano, nonostante tutto, nei loro giovani cuori assetati di avvenire.
per concludere il suo romanzo ambientato nel deserto, una donna si mette in viaggio, alla volta di una cittadina nel mojave desert. il romanzo, pero, e solo un pretesto. in realta lei sta scappando, dal padre amatissimo che e finito in terapia intensiva dopo un incidente d?auto, e dal marito che combatte contro una malattia misteriosa che lo consuma. la donna e in fuga anche e soprattutto da se stessa, da un senso di vuoto che non le da tregua. trovato rifugio in un anonimo e confortevole best western, durante un?escursione si imbatte in un cactus gigantesco, sul cui fusto nota un ampio squarcio. incuriosita, non puo fare a meno di oltrepassare quella soglia. dentro il cactus vive un?esperienza mistica che la riconnette al padre e al marito e ai suoi desideri, e ne esce cosi trasformata da volerci tornare. ma pensando di aver imparato a memoria la strada per raggiungere quella pianta magica, si perde nel deserto, e il viaggio si trasforma in un?allucinata lotta per la sopravvivenza. "death valley" e la storia di una donna che di fronte alla malattia si sottrae al ruolo di cura, ma anche a quello di testimone impotente del declino dei suoi cari. melissa broder torna con un romanzo intriso di umorismo e umanita, dove la fuga dalle paure piu indicibili diventa comica e visionaria, e l?amore e sentimento e azione, desiderio e nostalgia, la stella che guida il cammino anche nelle notti piu buie.

la grande citta` come trionfo dell`inessenziale sull`essenziale, dell`artificiale sul naturale, del superfluo sul necessario. e il sottile filo che attraversa il libro di michele serra, che con questa raccolta esordiva come narratore. una serie di racconti sugli inganni del "moderno" visto come luogo degli equivoci, come continua sottrazione di senso alla vita quotidiana, che conferma, come ha scritto tullio de mauro, "la sua felice capacita` di catturare in anteprima quelli che solo molto tempo dopo altri avvertono come intollerabili luoghi comuni".

"l`integrazione" e` un romanzo del 1960. narra la storia di due fratelli intellettuali, marcello e luciano, che si trasferiscono da grosseto a milano, con l`obiettivo di compiere una "mediazione" tra l`italia centrale e l`italia del nord. e una critica aspra e amara, ma anche divertente, dell`industria culturale ed editoriale milanese nel periodo del boom economico. le nevrosi quotidiane del mondo editoriale sono qui satireggiate in modo spietato, tra riunioni e discussioni senza senso e il ticchettio incessante dei tacchi a spillo di segretarie tanto volenterose quanto inutili. il romanzo puo` essere visto come il secondo tassello di una "trilogia della rabbia" avviata con "il lavoro culturale" e culminata con "la vita agra". con una scrittura corrosiva, bianciardi ha modo di prendere di mira anche il comportamento quotidiano dei milanesi: "guardali in faccia: stirati, con gli occhi della febbre, dimentichi di tutto tranne che dei soldi che ci vogliono ogni giorno [...]. sgobbano, corrono come allucinati dalla mattina alla sera, per comprarsi cio` che credono di desiderare; in realta` quello che al padrone piace che si desideri." una descrizione di ieri, ma tanto attuale ancora oggi.

nell`ottobre del 1928 virginia woolf viene invitata a tenere due conferenze sul tema "le donne e il romanzo". e l`occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creativita` letteraria. il risultato e` questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione, attraverso la doppia lente del rigore storico e della passione per la letteratura. come poteva una donna, si chiede la scrittrice inglese, dedicarsi alla letteratura se non possedeva "denaro e una stanza tutta per se`"? si snoda cosi` un percorso attraverso la letteratura degli ultimi secoli che, seguendo la simbolica giornata di una scrittrice del nostro tempo, si fa lucida e asciutta riflessione sulla condizione femminile. un classico della scrittura e del pensiero. con uno scritto di marisa bulgheroni.

immigrazione continua a essere sinonimo di svantaggio e marginalita`. le crisi dell`ultimo decennio hanno aggravato la situazione, colpendo gli stranieri in maniera piu` pesante dei cittadini. inseriti nei settori piu` esposti, generalmente meno garantiti, i primi hanno perso il lavoro o subito riduzioni di orario e salario assai piu` spesso dei secondi. cosi` il divario aumenta. siamo una societa` sempre piu` stratificata in base all`origine e al colore della pelle. alla radice, vi e` un drammatico ritardo culturale e politico. i media continuano a ricondurre ossessivamente gli immigrati a due stereotipi contrapposti: intruso minaccioso o povera vittima. la politica e` impantanata da anni in uno sterile gioco delle parti; ogni serio progetto di riforma e` stato abbandonato, emergenzialismo e improvvisazione dominano. intanto, sfiducia e frustrazione montano, tra gli elettori italiani come tra i migranti e i loro discendenti. la metamorfosi che i primi arrivi di massa avevano innescato sul finire del secolo scorso e` rimasta incompiuta. il problema e` che, come paese, questo stallo non ce lo possiamo permettere.

in una new york fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l`uno all`altro. si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del new england, e all`inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall`ambizione. willem, dall`animo gentile, vuole fare l`attore. jb, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell`arte. malcolm e` un architetto frustrato in uno studio prestigioso. jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, e` il loro centro di gravita`. nei suoi riguardi l`affetto e la solidarieta` prendono una piega differente, per lui i ragazzi hanno una cura particolare, una sensibilita` speciale e tormentata, perche` la sua vita sempre oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell`autodistruzione. intorno a jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealta` e tradimenti, sogni e disperazione. e la sua storia diventa una disamina, magnifica e perturbante, della crudelta` umana e del potere taumaturgico dell`amicizia.

con "poeta delle ceneri", pubblicato per la prima volta sulla rivista nel 1980 ma scritto a meta` degli anni sessanta, pier paolo pasolini immagina di rivolgersi a un pubblico nuovo, quello americano, che lo conosce esclusivamente come cineasta. questo curioso spunto e` il pretesto per un`autobiografia in versi in cui l`autore si dice pronto a una nuova vita, lontano da un`italia persecutoria e piccolo-borghese. nel raccontare la traiettoria della propria esistenza pasolini percorre un itinerario non lineare, fatto di improvvisi scarti e numerose riprese, variazioni di tonalita` e di formule espressive, con sfumature nostalgiche e spesso ironiche: trovano cosi` spazio ritratti familiari, episodi vissuti, ricordi di luoghi cari e descrizioni delle opere a cui sta lavorando. ad arricchire il volume, introdotto e commentato da gian mario villalta, e` presente anche il poemetto coccodrillo, che contribuisce ancora una volta a sancire quel connubio perfetto tra vita e opere che e` una delle ragioni profonde della grandezza di pasolini.

"vivetela bene la vostra piccola vita perche` e` la sola e quindi immensa ricchezza di cui disponete. non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l`ostacolo. vivetela con intensa passione, con speranza e allegria". "scuote l`anima mia eros" nasce cosi, dalla passione, sotto il segno di una mercurialita` creativa che rincorre l`intensita` folgorante e variabile dei pensieri. eugenio scalfari ha sempre cercato di farsi attraversare dalla luce della razionalita`, senza tuttavia nascondersi che la conoscenza e il sapere hanno il loro fondo oscuro nella malinconia ("io sono stato un mercuriale che sognava d`essere un saturnino"). oggi sente di aver raggiunto quello spazio immobile, quel tempo sospeso che gli permette di accogliere dentro di se` le cose del mondo "invece di invaderle e possederle". sa di potersi abbandonare liberamente alla propria vita emotiva senza rischiare di cedere alla tristezza e alla solitudine: la malinconia sara` pure un bagno di luce crepuscolare che accompagna ogni percezione, ma e` anche una consolazione dell`esistenza che puo` permettersi solo chi ha vissuto e vive ogni momento "con intensa passione, con speranza e allegria".

a crosby e tempo di tornare a incontrarsi e a raccontarsi storie, storie dal passato, storie in filigrana, storie mai rivelate, storie buffe e struggenti, storie dell?amore che avrebbe potuto essere e non e stato, perfino inquietanti storie gialle. a raccontarle, finalmente unite sullo stesso palcoscenico, le due inimitabili capostipiti dell?universo narrativo di elizabeth strout, lucy barton e olive kitteridge. la rispettiva iniziale diffidenza delle due donne tanto diverse e superata in nome della loro comune passione: quella per l?inesauribile mistero di tutte le "vite ignorate", che solo in apparenza passano su questo pianeta senza lasciare traccia. a new york lucy barton non ha piu fatto ritorno. la casetta sul mare che il suo ex marito william aveva affittato per loro durante la pandemia di covid-19 e diventata la loro dimora permanente. antichi affetti e nuove frequentazioni hanno permesso a lucy barton di non impazzire. quella col vecchio amico di famiglia bob burgess, prima di tutto. le loro passeggiate quotidiane, confidandosi piccoli segreti e affidandosi innocue debolezze, sono diventate un appuntamento corroborante e irrinunciabile. e stato bob a parlarle della vecchia signora che vive nella residenza per anziani del paese. ha piu di novant?anni, e un po? scorbutica e si chiama olive kitteridge. lucy la va a trovare e, nonostante la diffidenza iniziale, olive le racconta la storia di sua madre. quel racconto ne chiama altri, di olive a lucy, di lucy a olive, dando il via a una consuetudine del narrare che si rinnova a ogni incontro, come in una versione moderna e deliziosamente spigolosa delle "mille e una notte". frattanto bob viene richiamato al suo antico mestiere di avvocato da un caso di cronaca avvenuto in citta: il ritrovamento del corpo di una signora anziana scomparsa mesi prima. il principale indiziato e un uomo del posto, matthew beach, suo figlio, e, su richiesta della sorella di matt, diana, bob accetta di prenderne le difese. mentre le ind

"il giovane e` in grado di camminare piu` velocemente dell`anziano, ma l`anziano conosce la strada giusta". in questo volume gli studi sulla consulenza pedagogica per la disabilita` e la marginalita` sono diretti a stimolare adeguate capacita` di formazione e reazione comportamentali.


antonio lanteri e` affetto da un duplice malessere, fisico e psichico, che non sa e non vuole distinguere. non digerisce piu` nulla, ne` i cibi ne` le persone, e vorrebbe tanto avere il triplo potente stomaco dei bovini. non vuol piu` saperne del lavoro, dei dibattiti e della fama, preferisce starsene in compagnia di quaarantasei mucche. e si lascia andare alla sua malattia, sprofondando in una dimensione in cui tutto si mescola e si confonde: passato e presente, i ricordi dell`infanzia in cui si intromette una giornalista persecutrice, personaggi concreti e fantastici, il linguaggio maturo e professionale dell`eloquenza e le ataviche voci della natura.

questo romanzo trasgressivo e ricchissimo ci restituisce il disagio della pace in agonia in francia, nell`europa, nel mondo alla vigilia della seconda guerra mondiale.

una milano, con i suoi condomini giganteschi, le piazzette, certi grovigli di vicoli, che e` insieme ritratto della metropoli in un preciso momento storico e simbolo della babele d`ogni tempo. su questo sfondo si muove il protagonista di un amore: un uomo inconsapevole di aver atteso troppo, che e` rimasto nell`intimo un giovane e crede che il sentimento possa compiere miracoli. e cosi` il professionista maturo si innamora perdutamente di una donna giovanissima, ma gia` carica della cinica spregiudicatezza e della stanchezza morale di un`epoca. unico romanzo erotico di buzzati, "un amore" sorprese al suo primo apparire i lettori abituati alle consuete tematiche dello scrittore. eppure anche queste pagine apparentemente "diverse" continuano l`indagine nelle inquietudini dell`uomo contemporaneo - e dell`uomo tout-court - esplorando la dimensione del sentimento e descrivendo la parabola di un amore vero, di esemplare limpidezza, destinato a smarrirsi nella menzogna come in un labirinto.
in un paesaggio nitido e brullo di macchia mediterranea compare un uomo stanco e sporco. e un anonimo soldato in fuga da una guerra indeterminata, e forse anche in fuga dalla propria violenza. un incontro lo costringe a ridefinire la sua traiettoria e la sua idea del valore di una vita umana. nei dintorni di berlino, a bordo di una piccola nave da crociera, l?11 settembre 2001, un convegno celebra paul heudeber, geniale matematico tedesco, sopravvissuto a buchenwald, antifascista rimasto fedele alla ddr, nonostante il crollo dell?utopia comunista. dalla tensione tra queste due storie emerge, come per una specie di magia, poetica, spaziale, matematica, tutto cio che e in gioco - in amore come in politica - tra impegno e tradimento, fedelta e lucidita, speranza e sopravvivenza. in un miracoloso equilibrio fra silenzio e parola, mathias enard ci offre qui un testo di potente intensita narrativa. e se, ieri come oggi, la guerra e la storia in cammino, "disertare" ci arma di immagini e congetture per decifrare le sue improbabili equazioni.


chi e` malik mir sultan khan? l`uomo misterioso di cui parla tutta new york, lo scacchista col turbante che ha battuto capablanca, rimane un enigma per chiunque lo incontri. si sa che e` nato nella foresta del punjab, dove ha imparato l`antica arte del chaturanga, si sa che una tigre lo insegue da sempre e che mrs abbott gli ha lasciato in eredita` la sua rolls-royce. in bilico fra oriente e occidente, talento e strategia, karma e destino, la storia vera e immaginaria dell`umile servo che per un istante divenne re. il chaturanga e` l`antenato indiano degli scacchi. si dice che quando gli uomini sono concentrati su quelle pedine dalle strane forme animali dimentichino tutto, come se dalle loro mosse potesse dipendere la distruzione o la salvezza dell`intero universo. apprenderne l`arte e` un percorso impervio, ma non per malik mir sultan khan. gli de`i, o il caso, gli hanno donato un talento naturale che lo portera` in breve tempo a diventare il piu` imbattibile scacchista degli anni trenta. ma un dono divino puo` essere duro da sopportare, soprattutto per chi sa di essere destinato ad attraversare l`esistenza soltanto da spettatore. nei suoi sogni di bambino e` apparsa una tigre, che poi si e` fatta reale portandogli via entrambi i genitori. ma sara` quella stessa tigre a permettergli di entrare alla corte del maharaja che - notando la sua abilita` nel gioco - lo condurra` in europa a gareggiare nei piu` importanti tornei di scacchi. cosi` il giovane servo, da molti considerato un `idiot savant`, arrivera` ad affermarsi fino a battere l`ex campione del mondo capablanca, intrecciando la propria storia con quella di un`europa lacerata, ormai sull`orlo della seconda guerra mondiale. paolo maurensig torna a muovere i suoi personaggi nell`universo affascinante e ricco di storie degli scacchi, regalandoci il ritratto sorprendente di un personaggio che ribalta continuamente l`immagine del campione, e i nostri pregiudizi occidentali.

alba, fine ottocento. in una notte squassata da tuoni e fulmini, la piccola camilla si avventura fuori casa alla disperata ricerca dei genitori e dei fratelli. nel mezzo della tempesta, un omnibus trainato da cavalli, in gran ritardo, la travolge. sopravvive, ma l?infezione avanza e i medici chiedono il consenso per amputarle una gamba. la madre si oppone: teme che la figlia diventi una donna a meta. il padre, invece, sceglie la vita sopra ogni cosa e autorizza l?operazione. anni dopo, camilla ha imparato a sopportare l?ignoranza paesana e il peso del soprannome che le hanno cucito addosso: la zoppa. durante una festa, relegata in disparte come tappezzeria, incontra felice, studente di medicina a torino, dotato d?intelligenza acuta e animo gentile. e il primo a scorgere la bellezza e la forza della ragazza con la gamba di legno. tra i due nasce un amore ardente e ostinato, capace di sfidare le convenzioni e la diffidenza delle famiglie. la loro storia e destinata a misurarsi con prove dure: per amore, felice rinuncia agli studi e cerca lavoro nelle saline di aigues-mortes, in francia, dove gli italiani emigrati, sgraditi ai locali, vengono travolti dalla furia della violenza. con una prosa sensibile e il piglio di una grande narratrice, anna pavignano scava nelle pieghe piu intime dei suoi protagonisti, restituendo un affresco storico potente e vivido, abitato da figure autentiche, fragili e straordinariamente umane.

in un`estate greca calda e bruciante, una scrittrice inglese arriva ad atene per tenere un seminario. il suo sara` un soggiorno denso di incontri e lunghe conversazioni: con il ricco imprenditore conosciuto sull`aereo che la invita in barca; con l`amico che ha scoperto a proprie spese come realizzare i sogni possa trasformarsi in una condanna; con una donna per la quale la bellezza ha finito col diventare un ostacolo in amore. digressioni, piccoli camei, dialoghi che aprono altrettanti squarci sulla vita della protagonista senza quasi parlare di lei.

se dovessimo indicare una forma romanzesca capace di rivelare come si compone e come si manifesta quell`impasto vischioso del potere che la politica italiana ha avuto per lunghi anni il funesto privilegio di produrre, basterebbe rimandare alle asciutte pagine di "todo modo", alla scansione crudele dei suoi episodi, che solcano come una traccia fosforescente una materia informe, torbida e sinistra. non meraviglia dunque che questo libro, pubblicato nel 1974, possa essere letto come una guida alla storia italiana dei decenni successivi.

un torpore inerte ha invaso il commissariato di viga`ta: un tedio strascicato. ammortisce pure il trallerallera di catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. montalbano legge un romanzo di simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "domenica del corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. eppure un diversivo c`era stato. due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preteri`e e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. la loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. e la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall`uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icche` tu voi. e, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata". un`altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via brancati. sembro` una stravaganza.

scrittrice, drammaturga, saggista, poetessa, figura di spicco della cultura italiana dagli anni sessanta ad oggi, dacia maraini si e` fatta interprete sensibilissima e originale dei mutamenti della nostra societa`, dimostrando con sempre maggiore evidenza una vocazione civile profonda. le sue storie, spesso incentrate sul tema della condizione femminile, hanno appassionato intere generazioni di lettori e i suoi libri hanno riscosso un grande successo in italia all`estero. questo meridiano ripercorre le tappe fondamentali della sua straordinaria carriera di narratrice, tra romanzi e racconti, con alcuni testi mai raccolti in volume. il meridiano e` a cura dello scrittore e saggista paolo di paolo e di eugenio murrali, che insieme firmano una appassionata e inedita cronologia della vita dell`autrice.

a eleusi, il centro iniziatico maggiore di tutta la grecita`, nel mese di boedromione (il nostro settembre-ottobre) affluivano tutti coloro che avessero i requisiti necessari per ricevere l`iniziazione, ovvero avere "mani pure", non macchiate da delitto, e parlare la lingua greca. sicuramente furono iniziati ai livelli piu` alti sofocle, eschilo, pindaro, platone. la suprema iniziazione, a cui si poteva accedere dopo avere fatto trascorrere un lungo periodo dalla partecipazione al rituale collettivo dei grandi misteri, dischiudeva all`esperienza diretta dell`"unita` di tutte le cose" e della morte-rinascita, simboleggiata dalla spiga, che il mistero condivideva con dioniso, il dio che muore e rinasce, come l`osiride degli egiziani. l`orfismo introduce nella grecita` una via ascetica e purificatoria, fondata sulla credenza nella reincarnazione, e nella necessita` di un tragitto di progressiva liberazione dalla prigione della materia per ricongiungersi con la propria essenza divina. le testimonianze consentono di ricostruirne le complesse e suggestive cosmoteogonie, e i miti fondamentali, tra cui la discesa agli inferi di orfeo alla ricerca della sposa euridice e lo specchio di dioniso, che rivela il mondo visibile come lampeggiamento transimmanente dello sguardo del dio su uno specchio.

tennessee, 1870. winona, un`indiana lakota rimasta orfana e adottata dagli ex soldati dell`unione thomas mcnulty e john cole, prova con tenacia a lasciarsi alle spalle le perdite del passato. almeno finche` l`ennesima violenza non la costringe a cercare giustizia. anche travestendosi da uomo... dalla penna di uno dei piu` importanti scrittori contemporanei, la storia di una donna determinata a scegliere per il proprio futuro, un canto alla liberta` di espressione, un`ode a ogni forma d`amore.

parigi, natale 2021. dopo un infarto, mathias taillefer si sveglia in una stanza d`ospedale. una ragazza sconosciuta e` al suo capezzale. e louise collange, una studentessa che suona il violoncello per allietare i pazienti in corsia. quando louise scopre che mathias e` un poliziotto, gli chiede di occuparsi di un caso molto particolare che la riguarda da vicino. all`inizio riluttante, mathias accetta infine di aiutarla, e presto i due si ritroveranno uniti in una spirale che si stringe pericolosamente intorno a loro. inizia cosi` un`indagine mozzafiato che parte da parigi e arriva a venezia, sulle tracce di un mistero che porta a una vita segreta, a un amore forse sfiorato, a un luogo desiderato ma non ancora raggiunto.

sono ventuno gli elementi chimici che danno il titolo ai racconti di questo libro, e ventuno i capitoli di un autobiografia che per affinita` e accostamenti corre sul filo di una storia personale e collettiva, affondando le radici nell`oscura qualita` della materia, raccontando le storie di un mestiere "che e` poi un caso particolare, una versione piu` strenua del mestiere di vivere".

l`"orlando furioso" e` un libro unico nel suo genere e puo` esser letto senza far riferimento a nessun altro libro precedente o seguente; e` un universo a se` in cui si puo` viaggiare in lungo e in largo, entrare, uscire, perdercisi.

in parte saggio, in parte romanzo, in parte guida, in parte diario o ancora autobiografia, "morte nel pomeriggio" contiene tra l`altro fondamentali riflessioni sulla letteratura e la scrittura. tutto ruota intorno all`affascinante mondo della corrida che ha da sempre stregato hemingway perche` "la corrida e` una tragedia, non e` uno sport" come sottolinea fernanda pivano. "il torero e` l`uomo che vive in stretta intimita` con la morte, e reca sul viso le tracce di questa intimita`. a hemingway interessa vedere l`uomo unito al toro in un solo corpo nell`istante che decide la morte di uno dei due rivali. il libro e` un crescendo lento e sottile; il crescendo, in fondo, che hemingway stesso denuncia come suo "metodo": non "descrivere" un`emozione ma "suscitarla" descrivendo i momenti, le tensioni, i fatti che l`uno dietro l`altro l`hanno provocata. "morte nel pomeriggio", con tutto il suo glossario, non e` un baedecker della corrida piu` di quanto moby dick sia un baedecker della caccia alla balena".


"o nera notte, che avvivi stelle d?oro, / ora questa brocca poggiata sul capo, / ecco, la porto al fiume a prendere l?acqua." e la prima battuta che l?elettra di euripide pronuncia quando entra in scena. un?elettra degradata da egisto a sposa di un contadino (che non osa, pero, toccarla), umiliata ed esiliata in campagna, a portare brocche d?acqua sul capo come una serva qualsiasi. elettra, la figlia di agamennone, la principessa di micene! lei, che "come un cigno canoro / sulle correnti del fiume / chiama l?amatissimo padre / finito nei lacci di reti / insidiose". quella elettra - per freud come per jung soggetto di un "complesso" pari a quello di edipo - che attraversa il v secolo prima della nostra era, nel fulgore piu pieno della civilta ateniese, per mano dei massimi tragediografi dell?antichita, giunge sino ai nostri giorni, alle opere di hofmannsthal, o?neill, giraudoux e marguerite yourcenar. si possono passare anni a studiare e paragonare le coefore di eschilo e le due versioni di elettra di sofocle e di euripide, e decenni a compulsare l?oreste di voltaire e quello dell?alfieri insieme a les mouches di jean-paul sartre, ma la domanda di fondo resta: che cosa rappresentano nella tragedia la figura, l?intreccio e l?atmosfera dell?elettra di euripide, colui che aristotele definiva "il piu tragico dei poeti", il drammaturgo cui sofocle attribuiva mimesi totale della realta? sofocle "faceva gli uomini quali debbono essere", riportava la poetica, euripide "quali sono". si deve forse, con schlegel, pensare che l?elettra e la peggiore delle tragedie di euripide? perche intravede un lieto fine, con oreste assolto ed elettra sposa di pilade? o per la sua atmosfera bucolica e il suo tono talvolta dimesso? eppure, l?elettra di euripide e capace di smontare punto per punto il famoso ragionamento che segnava il cardine della scena di riconoscimento tra lei e oreste nelle coefore di eschilo. e il dramma possiede momenti di altissimo lirismo, e rievocazioni sublimi dell?i

i protagonisti di "dio giocava a pallone" sono ragazzi nati, come l`autore, all`inizio degli anni novanta e ognuno di loro esplora inquieto quel passaggio all`eta` adulta che li rendera` sconosciuti a se stessi. i compiti in classe, con il loro schema quasi calcistico di chi passa la soluzione e di chi se ne appropria, i giorni di scuola dove un buon voto e` la possibilita` di andare al mare e di innamorarsi al sole, le feste con la luna in cielo e i baci infuocati sulle panchine con partner inattesi, un`isola inventata, metafora dell`adolescenza da cui si esce ritrovandosi perduti, l`ascolto attento e proibito dei desideri del proprio corpo, le intermittenze del cuore e quelle dei sensi, le corse pazze e forsennate con i motorini truccati che trasformano i viali e i lungomari in un nostalgico far west pomeridiano. con una prosa consapevole e immacolata, giorgio ghiotti svela un`adolescenza che e` il presente indicativo dello stare al mondo e ci racconta perche` nessuno la abbandona mai veramente.

un romanzo sulle fibrillazioni dell`amore, su tutte quelle relazioni imperfette nate da serate inaspettatamente perfette e, soprattutto, su new york: una volta ancora sfrenata, eccessiva, meravigliosa, irraggiungibile. cleo ha ventiquattro anni, fa la pittrice e da quando ha lasciato l`inghilterra e si e` trasferita a new york si imbuca a una festa dopo l`altra. eppure, dietro le mille luci della grande mela, quella che conduce e` un`esistenza solitaria, insonne, precaria, in cui il suo visto per studenti sta per scadere. fino a quando, la notte di capodanno, cleo non incontra frank nell`ascensore di un grattacielo. il tempo della discesa e la miccia ha preso fuoco. vent`anni piu` grande di lei, puro self-made man, frank offre a cleo la possibilita` di essere felice, la liberta` di dipingere e l`opportunita` di richiedere una green card. sei mesi dopo, al loro matrimonio ci sono amici stravaganti, pieni di sogni, ansie, disperazioni: dal migliore amico di cleo, che nasconde la propria omosessualita` ai genitori, alla sorella scapestrata di frank, che cerca di trovare lo sugar daddy giusto per farsi mantenere. e proprio questo incontro tra universi cosi` lontani portera` a un esito imprevedibilmente complesso e doloroso.

la seconda guerra mondiale e` un incubo che tuttora si staglia al centro dell`eta` contemporanea: in quanto confutazione totale di ogni nozione di progresso umano e in quanto conflitto la cui eredita` ancora ci perseguita a settant`anni di distanza. il libro di norman stone, che si propone di narrare la guerra nel modo piu` sintetico possibile, rende incredibilmente nuova una vicenda che nei suoi lineamenti fondamentali e` familiare ai piu`. grazie al ritmo di una scrittura capace di catturare l`attenzione, ci si sente di fronte allo svolgersi incalzante di una storia terribile. quello di stone e` un tentativo di trasmettere quel che risulta molto difficile comunicare: il senso di un conflitto epocale quale emerge dalla ricostruzione dei fatti, degli atti e delle scelte dei protagonisti.
la badessa/non badessa munigund e` un cuore che parla ai cuori, e` fantasia che parla alla fantasia, e` il sogno - non suo - di una patria, ma diventato suo. e l`amore che sa divenire rinuncia in nome di un amore piu` grande.


dall`autore di romanzo criminale un nuovo romanzo-affresco che getta una luce nera sull`epoca in cui siamo tuttora immersi. l`epoca segnata dalle stragi di mafia. sotto il segno della convenienza, persone diverse, con progetti diversi, si ritrovano a essere le pedine di un disegno folle. o forse no. si tratta di consegnare l`italia nelle mani giuste. delitti e passioni si intrecciano con bombe e affari. una donna che doveva solo tradire trova il coraggio di amare. mentre le vite e i destini si consumano, e la speranza si rifugia nel cuore stesso dell`inferno. in seguito, per quanto cercasse di frugare nella memoria, ripercorrendo passo passo i momenti di quella conversazione che non avrebbe esitato a definire "surreale", in seguito stalin rossetti non sarebbe mai riuscito a determinare con esattezza la paternita` dell`idea. era stato lui a suggerirla o il mafioso? o ci erano arrivati insieme, ragionando con diligenza matematica sui pochi elementi di valutazione dei quali disponevano? o era stata la disperazione a impossessarsi delle loro menti? sta di fatto che a un certo punto l`idea si materializzo`. aveva la forma inconfondibile della torre di pisa. il riflesso cangiante della cupola di san pietro nelle meravigliose ottobrate romane. l`eleganza composta e distaccata della loggia de` lanzi. aveva il volto desiderabile della pura bellezza. era la bellezza. la bellezza rovinata. la bellezza corrotta. era l`italia, in fondo.

"anziche` lo scrittore," ha detto una volta roberto bola?o "mi sarebbe piaciuto fare il detective privato. sicuramente sarei gia` morto. sarei morto in messico, a trenta, trentadue anni, sparato per strada, e sarebbe stata una morte simpatica e una vita simpatica". simpatica, eppure segnata gia` dalla sconfitta e dalla follia, dissipata e bohe`mienne, esaltante e allucinata, dopata di sesso, poesia, marijuana e mezcal, e` sicuramente la vita dei protagonisti di questo libro, che enrique vila-matas ha descritto come "il viaggio infinito di uomini che furono giovani e disperati, ma non si annoiarono mai". "i detective selvaggi" e` infatti il romanzo delle loro avventure, ed e` quindi un romanzo di formazione; ma e` anche un romanzo giallo nonche`, come tutti quelli di bola?o, un romanzo sul rapporto tra la finzione e la realta`. un libro, ha scritto un critico messicano, "simile a uno stadio dove la gente entra ed esce in continuazione", e dove, come avviene in 2666, si incrociano e si aggrovigliano, spesso contraddicendosi, le "versioni" di un`infinita` di personaggi (tutta gente che "on the wild side" non si e` limitata a farci un giro): poetesse scomparse nel deserto del sonora e puttane in fuga, ex scrittori di avanguardia e magnaccia imbufaliti, architetti vaneggianti e poliziotti corrotti, cameriere libidinose e poeti bisessuali, e poi avvocati, editori, neonazisti e alcolizzati...
hai mai pensato di trasformare un hamburger in un viaggio nel gusto? italian burger ti insegna a preparare a casa l`hamburger perfetto, dal pane fino alle salse, passando attraverso una scelta attentissima della materia prima, con i segreti dello chef per selezionare, preparare e assemblare al meglio tutti gli ingredienti (carne, verdure, pesce, crostacei, formaggi...). perche` il vero hamburger italiano e` quello che permette di viaggiare attraverso le nostre prelibatezze regionali, dove la stracciatella di andria si abbina alla pancetta croccante, il caciocavallo di agnone con le cipolle essiccate nel mosto, lo speck d`oca del friuli con il tartufo nero di gubbio. le tecniche vengono illustrate passo a passo: cosi` potrai preparare il pane bun a regola d`arte ma anche la fonduta di pecorino romano, la riduzione di lamponi e delle chips assolutamente perfette!

nora d. studia a pisa. ha scelto di raccontare, nella sua tesi di dottorato, le ragioni che portarono alla mancata elezione del presidente della repubblica nel corso di una celebre congiura politica di alcuni anni prima. prova a ricostruire la vicenda attraverso il racconto confidenziale di alcuni protagonisti di quelle ore. intitola il suo lavoro "nella notte" perche` tutto, come spesso nei momenti cruciali della nostra storia, avvenne tra le sette di sera e le nove del mattino. ma dove hanno luogo quegli incontri segreti? in quali palazzi, a che ora? chi e` il regista? nora indaga. dalle parole dei testimoni ricompone nei dettagli la congiura, si imbatte in un delitto. in virtu` della qualita` della sua tesi, trova un impiego di prestigio in un centro studi a roma e arriva nella capitale, oggi. il suo luogo di lavoro si rivela una centrale di dossieraggio, fulcro di una rete di ricatti e giochi di potere. una "fabbrica del fango". decide di rinunciare all`incarico, ma incontra alice: la sua migliore amica d`infanzia e giovinezza. il centro studi diventa per alice l`osservatorio ideale dove studiare il meccanismo delle tre esse - sesso, soldi, segreti - che governa l`informazione politica. insieme le due ragazze avviano un`indagine parallela e segreta che, ripartendo dal delitto di quella notte decisiva, mette a fuoco la guerra dei dossier: una serie di scandali sessuali che hanno coinvolto personaggi politici di primo piano e hanno cambiato il corso della storia. muovendosi tra la cronaca politica, descritta nei suoi retroscena con profonda conoscenza delle persone e delle storie reali, e il ritratto di due giovani donne costrette ad agire in un mondo ostile - e molto maschile -, concita de gregorio racconta una storia di potere esemplare: la matrice del presente, la minaccia perpetua sul futuro. un romanzo teso, elettrico, che ha il respiro del thriller e la potenza del ritratto generazionale.

un professore universitario di trentacinque anni, dopo una carriera "da cane ammaestrato", sente improvvisamente il bisogno di sfuggire all`oblio di una vita banale e ritrovare la verita` su se stesso. cosi`, dai racconti dei contadini emiliani incontrati in gioventu` a quelli dei culturisti delle palestre di oggi, walter siti, personaggio protagonista, vive e descrive i desideri della propria sessualita` ossessiva insieme alle storie sporche delle corruzioni che avvelenano il mondo dell`universita` italiana. tra invidie, scambi di favori e denaro, falsita`, superficialita` di corpo e morale, questa autobiografia contraffatta getta uno sguardo lucido e spietato sulla societa` e la politica italiane, in tutta la loro peccaminosa disonesta`. l`esordio letterario di walter siti, un libro, intenso e scandaloso, in bilico tra saggio, satira, invettiva e canzoniere d`amore.
