
un tempo triste punto di partenza di un popolo affamato di pane e liberta, le coste albanesi sono diventate il fiore all`occhiello di una destinazione sempre piu visitata dai turisti internazionali, compresi molti italiani protagonisti di un controesodo sul canale di otranto. uscita dall`assoluto isolamento imposto dal regime comunista che l`aveva resa una sorta di corea del nord su suolo europeo, oggi l`albania sembra aperta a tutto e a tutti: abbraccia ogni tipo di turismo, da quello sostenibile a quello di massa, passando per discutibili progetti di privatizzazioni di isole e resort di lusso. anche a livello politico, il suo leader socialista non ha problemi a flirtare con la destra populista occidentale e a stringere alleanze e amicizie con paesi di stampo antidemocratico, dalla turchia alle monarchie arabe del golfo e israele. queste aperture potrebbero essere lette come forme di equilibrismo politico e pragmatismo economico di un paese piccolo che non deve lasciarsi sfuggire alcuna occasione, ma il risultato e uno sviluppo immobiliare spregiudicato e la messa in vendita dei gioielli di casa, tra i quali figurano importanti risorse naturali difese con ostinazione da una vivace societa civile. in un paese con una grande tradizione di ospitalita e una vocazione alla tolleranza religiosa che e merce rara nei balcani, era la chiusura ermetica voluta da enver hoxha a essere innaturale, e decenni di polizia segreta di stampo stalinista hanno minato la fiducia nell`altro e nelle istituzioni. la rielaborazione di questo passato e stata finora del tutto insufficiente, lasciando la sensazione che molti cambiamenti siano solo di facciata. eppure, nel bene e nel male, l`albania sta cambiando molto e a grande velocita, guadagnandosi una nuova centralita e riscuotendo interesse, curiosita e investimenti inaspettati. il piu grande successo per il paese, tuttavia, piu che l`ingresso dei capitali, sarebbe il ritorno dei connazionali espatriati, per ricucire cosi la profonda fer























