
barnum e` stato il piu` grande impresario circense della seconda meta` dell`ottocento. la rubrica di baricco, "barnum. lo spettacolo della settimana", che appare su "la stampa" ogni mercoledi`, si trasforma in volume. l`autore avvicina gli eventi culturali, politici, sociali, mondani che sono o che fanno spettacolo. il volume e` accompagnato da una prefazione e da un indice dettagliato e quanto meno insolito: una sorta di sommario dove insieme alle voci di mike bongiorno, pier paolo pasolini e giacomo puccini ne compaiono altre ispirate alla logica circense di quanto passa sulla grande pista barnum.















il romano caio marzio, detto coriolano perche` eroe della battaglia di corioli, e` personaggio chiuso nel proprio orgoglio ed egocentrismo, cieco al mondo e incapace di comunicare con gli altri: una volta bandito dal suo popolo aizzatogli contro dagli avversari, si rifugia dai nemici volsci guidati da tullo aufidio, si mette alla loro testa contro roma per trovare la morte per mano dei cospiratori volsci.

































romanzo ambizioso e potente, anni di cani fa i conti con le contraddizioni della coscienza tedesca. lo fa montando una storia a tre strati, fittissima di eventi, di memoria, di figure umane e animali. due i personaggi centrali: eduard amsel, il ragazzo mezzo ebreo, grassoccio, goffo, materasso della ragazzaglia, figlio di mercante, dotatissimo nella costruzione di spaventapasseri, piu` tardi pittore, poi coreografo e infine proprietario di una miniera; e walter matern, il robusto rampollo di una dinastia di mitici mugnai, l`amico d`infanzia e il fratello di sangue di amsel, lo sbandato, l`ubriacone, l`ex comunista, l`attore, il milite sa, il nazista, il disertore, il cattolico, l`heideggeriano, l`antifascista che, accompagnato dal cane di hitler, percorre la germania del dopoguerra alla ricerca dei colpevoli... intorno a queste due vite parallele, un brulichio di personaggi: gli arcaici abitanti dell`estuario della vistola, come il mugnaio matern, che predice il futuro ascoltando i vermi della farina, come i paesani del werder, i professori, le sa, le nonne e, specialmente, la ragazzetta tulla, sinistra, attraente, misteriosa, perduta.






