PROSSIME USCITE
Copertina dedicata a BILL CALLAHAN, con intervista, monografia e recensione. Dischi del mese: THE SKY CHIEFS e LONG RYDERS. Speciale dedicato a PETER CASE. Interviste a BUCK MEEK, KB BAILEY, BILL FRISELL, ROBBEN FORD. Recensioni dei nuovi album di THE DELINES, TEDESCHI TRUCKS BAND, THE BLACK CROWES, VAN MORRISON e moltissimi altri. Come sempre la rivista che non può mancare sul comodino di ogni appassionato di musica!
La cantautrice originaria del Kentucky ma oggi residente a Nashville firma un secondo album che odora di taverna e verità, con un pizzico di gotico sudista. Prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys che ha messo in evidenza la splendida voce dell'autrice sospesa tra la purezza di Karen Carpenter e il tormento di Dusty Springfield, il disco è country privo di chirurgia estetica e di quella posticcia retorica rurale che infesta le classifiche. Ci sono David Rawlings alle chitarre e Paul Franklin alla pedal steel e All Dressed Up è un album sorprendente, tecnicamente inappuntabile e miracolosamente privo di ogni velleità di compiacere.
Originario del Kentucky, ai piedi degli Appalachi, dove il lavoro duro è l'unica moneta e la famiglia il baricentro, il giovane country singer è cresciuto lavorando sette giorni su sette nel mangimificio del nonno, e trasformando in canzoni i valori della provincia e il sudore della classe operaia. Prodotto da Dave Ferguson, l'album racconta un'America vera, senza filtri ne pose e allinea 12 brani in cui Colton brilla con voce sicura e timbro inconfondibile: a tratti ricorda la credibilità di Chris Stapleton, seppur con approccio meno graffiante e asciutto, e l'approccio crudo del primo Colter Wall. Lo spettro sonoro è un distillato di radici: country purissimo influenzato da venature honky tonk, roots rock e tocchi bluegrass. Una produzione di alto livello che rivela un songwriter appassionato: una vera sorpresa nel panorama odierno.
Non poteva fare che Americana, Cody Diekhoff dopo aver scelto un nome d'arte come Chicago Farmer e essere cresciuto in una fattoria dell'Illinois. Come influenze cita Woody Guthrie, il figlio Arlo e Ramblin' Jack Elliott, ma chi ha speso elogi nei suoi confronti è il povero Todd Snider, la cui voce presenta diverse somiglianze con quella dell'autore. La sensazione, ascoltando le nove tracce di Homeaid è quella di entrare in una fattoria del Midwest con i musicisti piazzati nel granaio tra strumenti e amplificatori, radunando amici e lavoratori della tenuta e traendo origine dal folk e dal country e declinandoli in un roots rock allegro e pimpante, di apprezzabile equilibrio elettroacustico.
Registrato parte in Texas, luogo d'origine della cantautrice americana, e parte in Carolina del Nord, docve oggi risiede, il terzo album dell'artista allinea canzoni che parlano di stanze vuote, relazioni finite e del lento processo di cambiamento che si innesca nell'animo di ognuno di noi con il trascorrere del tempo. Sono ballate d'ispirazione folk rock intense e profonde, che esprimono sia fragilità che risolutezza svelando il mondo interiore della brava cantautrice.
L'ultimo capitolo della Sagebrush Trilogy, una saga che l'autore dice ispirata alla Trilogia della Frontiera di Cormac McCarthy, è concepita come la colonna sonora di un film western immaginario in cui gli States rigurgitano banditi, sparatorie, rapine, agguati e tranelli. Non che ci sia grande differenza rispetto alla realtà, qui però le canzoni sembrano decisamente migliori grazie al rock'n'country più impressionista e cinematico in circolazione.
LP. L'ultimo capitolo della Sagebrush Trilogy, una saga che l'autore dice ispirata alla Trilogia della Frontiera di Cormac McCarthy, è concepita come la colonna sonora di un film western immaginario in cui gli States rigurgitano banditi, sparatorie, rapine, agguati e tranelli. Non che ci sia grande differenza rispetto alla realtà, qui però le canzoni sembrano decisamente migliori grazie al rock'n'country più impressionista e cinematico in circolazione.









