
"l`inferno del maggiore lager, del lager per antonomasia e` disegnato nella sua estensione e profondita`, le sue istallazioni descritte con rigore catastale, l`iter del detenuto minuziosamente tracciato, dalla sosta sulla banchina ferroviaria al forno crematorio. ma il passato e` solo una delle dimensioni dell`oratorio di weiss: l`altra, meno avvertibile per la sua stessa mobilita` e ambiguita`, e` quella del presente, del modo in cui quel passato e` rivissuto, atteggiato. all`evocazione dei fatti compiuta dagli scampati, corrispondono le interpretazioni, le prese di posizione degli imputati e di molti , che depongono a piede libero. questo aspetto dell`istruttoria, se anche meno emozionante, ha una forza di rivelazione, anzi di denuncia, stupefacente".


nelle dimensioni di un saggio breve, schiavone si propone di tracciare un bilancio dell`italia contemporanea dopo un secolo di vita unitaria. tre i capitoli in cui e` diviso il libro. il primo affronta le grandi questioni nazionali, considerandole come l`esito di un lungo cammino, che puo` rimandare ad epoche lontane: l`identita` collettiva, la modernizzazione, etc. nel secondo capitolo si discutono tre tesi. primo: esiste un "carattere" degli italiani. secondo: lo stato unitario si e` costituito in una stagione culturalmente modesta. terzo: lo scarto fra le stratificazioni millenarie del carattere e l`improvvisata fragilita` delle istituzioni spiega la debolezza delle classi dirigenti. il terzo capitolo capovolge la prospettiva.

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questo libro si propone di illustrare, attraverso una ricognizione puntuale e approfondita dell`opera narrativa e saggistica di joyce, il suo impegno e la sua padronanza di un mestiere che e` al tempo stesso mistero, il mistero della scrittura come creazione. lo rivelano in primo lugo le sue lettere, che forniscono l`involontaria versione finale di quell`autoritratto che egli aveva cominciato a disegnare fin dai primi anni a dublino. e la rivelazione, oltre che nelle sue opere maggiori, e` ancora piu` chiara in quelle da lui respinte o lasciate incompiute.


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Il film narra di due italiani che vogliono impiantare una truffa miliardaria fingendo di fondare un'azienda in Albania per poi rivenderla, come un guscio vuoto, a prezzi altissimi. I due sono il prodotto dell'Italia, anni '80; senso del facile, spregiudicatezza, insensibilità. Ma le cose si complicano. Un personaggio sarà costretto ad una indimenticabile odissea nel mondo di fame e miseria, ma anche di grande umanità che è questo paese del terzo mondo nel cuore dell'occidente. Il libro narra il travagliato processo di modificazione che la storia ed il film hanno subito nel corso della lavorazione; diventa un diario di viaggio del film e dentro il film.




"due scrittori, amici fin dalla giovinezza discutono delle cose d`italia, della civilta` occidentale, riunendo insieme certi pensieri di questi anni: e col conversare si stimolano reciprocamente ad uno scarico di battute e di ragionamenti sulla loro lunga esperienza di utopia e di libri dal cinquanta in poi, per fare, scrivono nella nota di apertura, un nuovo libro fresco e scalciante... siamo tutti vecchi nell`italia dopo il marzo del `94 e il pallone del mondo non lo calciamo piu`". si ragiona di politica, di industria, di classe operaia, di istruzione pubblica, di vita dei partiti e di etica, di burocrazia e di cultura, di personaggi, di tempi storici persi e di inutili sprechi.











il volume contiene ventisette saggi sui capolavori della nostra letteratura moderna e contemporanea. sono considerati vari generi letterari, comprese opere al confine fra letteratura e saggistica come la storia della letteratura italiana di francesco de sanctis o l`estetica di benedetto croce.












"l`abbassamento del livello intellettuale, la paralisi della cultura, la supina accettazione dei misfatti di una giustizia politicizzata, il gerarchismo, la cieca avidita` di guadagno, la decadenza della lealta` e della fede, prodotti o, in ogni caso, promossi da due guerre mondiali, sono una cattiva garanzia contro lo scoppio di una terza, che significherebbe la fine della civilta`... in queste lettere di addio cristiani e atei si ritrovano nella fede della sopravvivenza, che rende tranquilla la loro anima... l`avvenire accogliera` e continuera` queste vite sacrificate, nell`avvenire cresceranno e matureranno" (dalla prefazione di thomas mann).




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tra le piu` felici e celebrate opere di conrad, scritta negli anni della prima guerra mondiale, "la linea d`ombra" rievoca la vera storia del primo comando toccato al trentenne joseph conrad sul vapore vidar. alle qualita` autobiografiche e drammatiche della vicenda, si aggiunge il racconto della crisi di un uomo, la fine della sua giovinezza, riassunta nella potente immagine della linea d`ombra.








macbeth e banquo, generali di duncan, re di scozia, incontrano tre streghe che salutano macbeth come futuro signore di cawdor e poi re, banquo come progenitore di re. lady macbeth spinge il marito ad uccidere duncan giunto nel loro castello, mentre i figli del re riescono a fuggire. nominato re, macbeth elimina banquo, dalla cui ombra sara` pero` perseguitato. interroga poi le streghe che gli profetizzano che non sara` mai vinto da "nato da donna" e che regnera` finche` la foresta di birnam non si muovera`. malcolm e macduff muovono contro macbeth che fa ucccidere la moglie e i figli di macduff. lady macbeth impazzisce e si uccide, il marito e` ucciso da macduff (tolto anzitempo dal ventre materno), mentre l`esercito avanza, coperto da rami e fronde.

un testo di balzac diventa il caso esemplare del rapporto tutt`altro che lineare fra l`autore e il suo testo, tra il progetto e il risultato finale. un rapporto che coinvolge il lettore, chiamato ad affrontare gli enigmi, gli "errori" e i lapsus della macchina letteraria.






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il libro racconta in prima persona l`arresto, gli interrogatori estenuanti, le immani torture patite dal suo autore, arrestato dai fascisti nel pieno della lotta partigiana e deciso a darsi la morte pur di non tradire i compagni. oggi quest`opera si ripropone con due registri: quello peregrino, atemporale, dell`estetica romanzesca e quell`altro, tutto extraletterario, del documento attualissimo di cose oggi in corso di svolgimento: non disincantata memoria, ma denuncia, lamento e grido.

di francesca, morta inspiegabilmente suicida la sera di venerdi` santo del 1961, ermanno rea tenta di ricostruire l`identita` e la storia attraverso un libro che, come dice l`autore, e` forse un libro di fantascienza, oppure semplicemente un giallo, un giallo esistenziale, perche` indaga su un suicidio apparentemente senza ragione. o forse e` piuttosto un libro di viaggio in forma di diario: un viaggio nel passato scandito dalla forma diaristica della scrittura, che mescola passato e presente, testimonianza e congettura, memoria e cronaca, in cui nulla e` inventato. nel tentativo di dare spiegazione a questa misteriosa morte, rea torna nella sua citta` e apre uno squarcio sugli anni del dopoguerra a napoli tra politica, ideali e sentimenti.


il volume - che ripropone la prima edizione del `65 - raccoglie una serie di saggi su scrittori francesi dalla fine del cinquecento a oggi. da corneille a madame de stael, da diderot a robbe-grillet, da proust a mauriac, tutti erano animati, specie nell`ottocento, dal mito di parigi. attraverso questa fitta schiera in gran parte di prosatori, si disegna un`intermittente immagine della francia letteraria, col suo ondeggiante amore per la cronaca, per la critica e per il mito. mito della francia, mito di parigi che qui viene seguito storicamento in alcune pagine tra le piu` felici del volume. idee, motivi e figure risaltano nell`andamento del saggio.


