
plutarco di cheronea (50-125 d.c. ca.), istruito ad atene presso il platonico ammonio, visse quasi sempre nella sua citta`, dove tenne una scuola filosofica molto attiva. viaggio` nel mediterraneo e ando` a roma, ottenendo la cittadinanza romana. fu anche sacerdote a delfi. i suoi interessi si concentrano sugli aspetti etici e investono piu` campi del sapere, dalla storia alla letteratura alla filosofia vera e propria, fino alle scienze della natura. i suoi innumerevoli lavori sono suddivisi fra le "vite parallele", le famose biografie comparate di personaggi greci e romani, e gli scritti a carattere etico-filosofico, teologico, scientifico o antiquario noti come "moralia".

"l`insurrezione di milano", testo fondamentale del risorgimento e opera di un cattaneo in esilio, e` molto piu` di una mera cronaca degli eventi: riesce a trasfigurare quanto avvenne in quelle convulse giornate in una penetrante analisi del "ventre" politico di una - non ancora nata ma gia` percepibile nazione. spesso la storiografia ufficiale (per lo piu` vicina a casa savoia) ha ritratto in maniera agiografica l`anelito del popolo verso la liberta`, un anelito sicuramente presente ma mescolato a interessi economici potentissimi. le pagine lucide e infuocate di cattaneo (allora a capo del consiglio di guerra) ci fanno rivivere quelle giornate piene di passione civile come un vero e proprio "documentario" in presa diretta. ma, allo stesso tempo, ci ricordano le profonde aspirazioni federaliste (nel senso piu` nobile del termine) del suo autore, uno dei primi a sognare un`italia unita nelle sue differenze, cuore pulsante degli stati uniti d`europa.

a prima vista sembrano due atti unici. il sipario si apre su una stanza d`ospedale: ma chi e` il medico e chi il paziente, chi il folle e chi lo psichiatra? fra scene spassose lo spettatore assiste all`inizio del secondo atto, e di colpo sembra un`altra commedia: l`argomento e` completamente diverso, ma il grado di humour rimane lo stesso. una coppia, gary e lynette, alla spasmodica ricerca di una compagnia teatrale che quasi nessuno e` riuscito a vedere perche` recita in clandestinita`, in posti e in citta` diversi e mai nei teatri, con date e orari imprecisi.

l`"appendix vergiliana" raccoglie una serie di componimenti poetici che fin dall`antichita` furono attribuiti al giovane virgilio. l`intera silloge e` in realta` spuria, frutto dell`ingegno di diversi poeti minori del i secolo d.c. e risente dell`imitazione di numerosi modelli. i testi contenuti sono i piu` diversi: dai brevi epigrammi a un compianto funebre per mecenate, dai poemetti amorosi e mitologici ai bozzetti di ambiente popolare, spesso di intento parodistico, come la celebre "zanzara".

benche` prive dei due libri iniziali, le "storie di alessandro magno" costituiscono l`unica opera in latino dedicata completamente alla figura del grande macedone e alla sua spedizione in oriente. l`autore non e` pero` identificabile con sicurezza, ne` si sa esattamente in quale periodo visse, anche se ormai gli studiosi tendono a riconoscerlo nel quinto curzio rufo, cui accennano plinio il giovane e tacito, che raggiunse i vertici della carriera militare e politica nella prima meta` del i sec. d.c. le "storie" presentano la figura del protagonista con un taglio del tutto particolare. infatti, pur conservando all`interno della narrazione una propria aura epica, dell`eroe classico il macedone denuncia grandezze e debolezze, qualita` e difetti.

frutto della collaborazione di shakespeare con john fletcher e databile tra il 1613 e il 1614, i due nobili congiunti e` l`ultima opera lasciataci dal bardo di stratford. basato sul racconto del cavaliere, il primo dei canterbury tales di chaucer, a sua volta ispirato alla teseida del boccaccio, questo dramma narra la vicenda di due cugini, palamone e arcite, amici inseparabili fino a quando si innamorano entrambi della stessa donna e per ottenerla in sposa giungono a combattere l`uno contro l`altro. il tema fondamentale del testo e` la riflessione sull`amore e sulle sue forme (eterosessuale e omosessuale), sui valori dell`onore e della cavalleria.

sensuali, maliziose, imprevedibili. in queste appassionanti lettere d`amore, scritte tra il ii e il v secolo d.c., si raccontano i corteggiamenti, i baci, le gelosie, i tradimenti, le attese felici e rovinose, le malinconie degli amanti in un abile intreccio di variazioni e ribaltamenti, che spesso conferiscono alla narrazione il respiro di una novella. impreziosite da dotti richiami mitici e letterari, queste epistole fittizie appartengono a un genere erotico che ebbe una straordinaria fortuna in eta` antica e bizantina. l`introduzione, scritta a quattro mani da conca e zanetto, guida alla comprensione delle lettere e ne sottolinea gli aspetti stilistici rilevanti e i raffinati riecheggiamenti letterari.

specchio di virtu` e di devozione religiosa, justine racconta alla sorella juliette, dopo una lunga separazione, le proprie disavventure. la narrazione si trasforma in un vertiginoso viaggio tra frati licenziosi, impenitenti falsari, losche mezzane, aristocratici viziosi: un percorso iniziatico attraverso l`esperienza del libertinaggio, che si snoda circolarmente in discorsi, classificazioni ed enumerazioni. pubblicato anonimo nel 1791 e subito dichiarato fuorilegge, justine fu sottratto all`oblio cui lo destinava l"`inferno" della biblioteca nazionale di parigi negli anni trenta e consegnato alla tradizione letteraria del novecento.

scrittore dalla stile inarrivabile, filosofo-moralista profondo ed efficace, acuto lettore della crisi morale e religiosa del suo tempo, seneca rimane, nella memoria collettiva, soprattutto il consigliere di nerone. per riuscire a comprendere a tutto tondo un personaggio a prima vista cosi` contraddittorio, si rende necessaria un`indagine che abbracci tutta l`eta` di seneca, dagli anni di tiberio a quelli della tirannide neroniana. in questo libro l`indagine dell`autore si e` orientata soprattutto verso il pensiero di seneca, la sua adesione convinta e totale alle dottrine stoiche, il suo impegno a coglierne continuamente i risvolti morali e pratici.

franco marcoaldi evoca la tradizione esopiana e dei bestiari medievali, che sapevano cogliere negli animali i segni di verita` spirituali e insegnamenti morali, e le prove novecentesche di apollinaire e marianne moore. costruisce un bestiario in versi in cui compaiono cani e gatti, ma anche fringuelli, lucertole, cicale e tanti altri esseri viventi che, a differenza degli uomini, vivono un`esistenza piena e sapiente.

in un interno pseudo-inglese - ma molto veneziano - il locandiere fabrizio accoglie e protegge una bella sconosciuta accompagnata da una servetta maliziosa e fedele; intorno a lei intrighi, maldicenze e un amore reso impossibile da una cupa faida familiare. goldoni riscrive cosi` la patetica storia della lindane voltairiana, vittima di un malvagio gazzettiere (in cui e` ben riconoscibile il temibile nemico dei philosophes elie-catherine fre`ron), che aveva entusiasmato le platee francesi e fatto scandalo. il testo varca le alpi e suscita in italia una gara di riprese da parte di giacomo casanova, gasparo gozzi e pietro chiari. carlo arriva per ultimo, nell`autunno del 1761, ma la sua sorniona riscrittura (che affetta all`inizio di non conoscere neanche l`identita` dell`autore) sbanca il botteghino con un successo che restera` costante per decenni. nella stagione delle villeggiature, e alla vigilia della sua partenza per parigi, egli si accosta abilmente a un componimento celebre di un grande intellettuale d`oltralpe, che e` anche un suo sponsor prestigioso, in un`emulazione audace e dissimulata. la sua riscrittura, su misura per gli spettatori italiani, elimina gli spunti satirici troppo aspri, valorizza le risorse degli attori che ha a disposizione al san luca, razionalizza la storia entro i parametri etici e teatrali della commedia riformata.

quando scrisse le tre parti del "wallenstein", fra il 1796 e il 1799, schiller era ormai un uomo maturo. aveva abbandonato le ingenuita` e i furori ideologici delle prime tragedie, nelle quali il bene, il coraggio e la liberta` stavano da una parte, e il male e la tirannide dall`altra. nel portare sulle scene le vicende del generale dell`impero asburgico, che tante battaglie vinse durante la guerra dei trent`anni ma venne poi sospettato di tradimento e ucciso, schiller non mette in campo vizi contro virtu`, ma uomini a tutto tondo, un po` buoni e un po` cattivi, in lotta fra loro; soprattutto rappresenta le loro volonta` teoriche in lotta contro l`andamento quasi meccanico delle loro azioni negli insondabili destini tracciati da quel groviglio di forze discordi che e` la storia. un caposaldo del teatro europeo tradotto da massimo mila sessant`anni fa in una prosa che ancora oggi appare moderna ed efficacemente teatrale.

franco loi sceglie e presenta il meglio della sua produzione, realizzata in oltre trent`anni di attivita`. definito da pier vincenzo mengaldo "la personalita` poetica piu` potente degli ultimi anni", loi e` tra i piu` noti poeti dialettali italiani. un poeta che non si limita a usare dialetti diversi, latinismi, toscanismi e persino lingue straniere: la sua e` una lingua poetica spuria, molto personale, contaminata (per esempio il milanese diventa un idioma di contatto tra locali e immigrati). questo perche` il dialetto e` per lui la lingua di un mondo della concretezza, al tempo stesso voce epica portatrice di una coralita` spesso emarginata e voce sola dei versi d`amore o meditativi.

i versi di roberta dapunt si snodano tra angoscia e armonia. da un lato c`e` un percorso tormentato attorno a inquietitudini religiose, preghiere che non placano, immagini di morte, dall`altro il senso di sacrale purezza che risiede nella terra, nei ritmi della natura, nella vita di montagna e nei suoi riti che legano insieme le persone, i loro gesti senza tempo, gli animali il silenzio. ne risulta un passo irregolare, febbrile e pacato insieme: una sapienza zoppia che permette di attraversare una realta` multiforme senza schematizzarla in moduli precostituiti e automatici.

il cofanetto contiene un`antologia di poesie di autori italiani - da foscolo a leopardi, da gozzano a pascoli e d`annuzio - e quattro cd audio in cui le stesse poesie vengono recitate da vittorio gassman, franca nuti, roberto herlitzka, lina sastri, franco giacobini, ludovica modugno, paila pavese e paolo giuranna.

come zeus, sotto forma di toro bianco, rapi` la principessa europa; come teseo abbandono` arianna; come dioniso violo` aura; come apollo fu servo di admeto, per amore; come il simulacro di elena si ritrovo`, insieme a quello di achille, nell`isola di leuke`; come erigone si impicco`; come coronis, incinta di apollo, lo tradi` con un mortale; come le danaidi tagliarono la testa ai loro sposi; come achille uccise pentesilea e si congiunse con lei; come oreste lotto` con la follia; come demetra vago` alla ricerca della figlia core; come core guardo` ade e si vide riflessa negli occhi di lui; come giasone mori`, colpito da una trave della nave argo; come fedra smanio` invano per ippolito; come gli olimpi scesero a tebe per partecipare alle nozze di cadmo e armonia...

omissioni come cose non dette o non fatte, come montaliane "occasioni" sprecate. la prima raccolta poetica di ottavio fatica e` un libro di dissipazioni, un libro in cui anche la disperazione viene "buttata via" a colpi di ironia. fuoco, dramma, crogiolo, ribollire sono parole ricorrenti della raccolta, a indicare le accensioni della vita, ma contemporaneamente la certezza che le fiamme si spengono nell`"immortalita` dell`estinzione" da il senso della distanza verso le cose, il senso del comune destino: "una pietra sopra come unica cura".

l`originalita` della poesia di atxaga sta nella posizione del poeta che vede le cose che ha davanti da un punto di vista di completa innocenza, come un bambino, cercando di capire, senza influenze ne` pregiudizi, come funzionano. in tutta la sua opera atxaga si presenta come un narratore nascosto dietro il sipario, creando una distanza che fa si` che il poeta non s`intrometta nel modo in cui si accostano le immagini o si intrecciano i ragionamenti.

l` ha avuto un ruolo importante nella promozione della poesia in italia tra il 1971 e il 1993, anno dell`uscita dell`ultimo numero della prima serie, curata da marco forti con la collaborazione di giuseppe pontiggia. sull`almanacco furono pubblicati poeti allora esordienti: franco loi, maurizio cucchi, milo de angelis, tra gli altri. la nuova serie introduce varie novita`: ai testi di autori italiani e stranieri si affiancano recensioni dei libri usciti nel corso del 2004, saggi, interviste, un autoritratto poetico, reportage di poeti da paesi lontani.

le numerose edizioni settecentesche che s`intersecano l`una con l`altra, la mancanza degli autografi e la vastita` dell`impresa di fronte alle cento e piu` commedie, alle decine di melodrammi giocosi, di drammi per musica e di altri componimenti teatrali, cui si affiancano poesie, prose amplissime di memoria e un cospicuo epistolario, hanno impedito fino ad ora che si affrontasse la questione dell`edizione critica delle opere di carlo goldoni. la cultura italiana e internazionale si era rassegnata e accomodata all`ombra della grande, meritoria fatica di giuseppe ortolani iniziata nei primi anni del secolo, senza, tuttavia, un chiaro progetto e senza precisi criteri filologici. alla base di questa edizione vi e` stata una preliminare indagine sulle stampe volute dall`autore dal 1750 agli anni ultimi della sua lunga vita al fine di determinare, opera per opera, i diversi stadi del testo. da qui la presenza di un ricco apparato di varianti che illustra l`evoluzione della singola opera fino al momento in cui l`autore non impone ad essa una fisionomia definitiva. consegnati al teatro, i testi, che erano nati per esso, riprenderanno immediatamente il loro cammino nella continua e molteplice dinamica dell`interpretazione che qui viene di volta in volta ricostruita nelle pagine dedicate alla fortuna.

charkiv, ucraina, centro industriale e culturale del paese, anni novanta. a un passo dall`epocale caduta del regime sovietico, in un mondo in disfacimento, gli adolescenti avanzano in massa oltre la loro linea d`ombra; parte di una terra e di un popolo che si scopre libero e disorientato, muovono i primi passi tra le rovine del passato, tra vodka, disordini, violenza, poverta`, spaccio di droga e cameratismo. stazioni e vagoni notturni, vecchi impianti industriali, campi nomadi, appartamenti fatiscenti e palazzi del potere sopravvissuto: in questo scenario l`americanismo avanza, l`infiltrazione e` in atto. puo` darsi che la radio ascoltata dai giovani protagonisti dica la verita`, che i depeche mode in realta` siano irlandesi, e gore una donna. e che in ucraina vada tutto bene. ancora non sanno che contro la noia c`e` di meglio che leggere istruzioni per preparare esplosivi, bere alcol puro, rubare - e che bisogna difendersi, perche` non tutti riusciranno a sopravvivere.
















pitagora, vissuto intorno al 530 a.c., viene solitamente ricordato come padre della scienza matematica e come insigne e originale filosofo, anche se e` chiaro agli studiosi che il maestro di samo considerava la ricerca scientifica e lo studio della matematica come un semplice mezzo per un fine piu` alto: la purificazione dell`anima, necessaria per raggiungere la vera sapienza. la presente raccolta delle opere di pitagora e delle testimonianze intorno alla vita e alla dottrina del maestro, vuole appunto ridare il giusto rilievo a questa dimensione preziosa anche per noi oggi, ma rimasta in ombra dalla divulgazione successiva. testo greco a fronte.













un inquieto colloquio fra vivi e morti, fra il senso di colpa di chi e` sopravvissuto e la ricerca di silenzio di chi viene evocato.





i canterbury tales furono concepiti intorno al 1386, durante un soggiorno nel kent, e successivamente rielaborati e continuati senza sosta. si tratta di una raccolta di novelle nelle quali chaucer ha tracciato una sintesi del medioevo borghese.










gli "ultimi americani" non sono gli "ultimi" da un punto di vista storicocronologico, ma sono certamente l`ultimo movimento, grande espressione collettiva di un orientamento esistenziale e poetico che hanno prodotto gli stati uniti. uscito per la prima volta nel 1964, poesia degli ultimi americani contiene un pieghevole con il celebre poema di gregory corso "bomb", primo vero manifesto ispirato alla minaccia della bomba atomica. il volume e` corredato da una nuova prefazione di fernanda pivano che precede l`introduzione scritta dalla curatrice per l`edizione del 1964.