
toronto, anni venti. una comunita` di immigrati - turchi, greci, italiani giunti nel selvaggio cuore del canada - lavora febbrilmente all`edificazione della citta`. intorno a patrick e ai suoi amori, quello sognante per clara e quello piu` tenero e concreto per alice, ruota uno scenario drammatico e tragico, ricco di contrasti e ingiustizie che liberano un`enorme quantita` di energia. mentre la citta` cresce, soffoca la pianta uomo: ma quegli individui coraggiosi stanno anche trasformando una terra sconosciuta nella propria patria.

"un giorno, improvvisamente, mi venne fatto di chiedermi se avevo la coscienza a posto": dopo aver abilmente attraversato la falsa inquietudine senza cui non ci si sente moderni, dopo essersi rinchiusi in quel "pensiero rateale, condominiale" che fa della tranquillita` l`unica regola di vita, mario protagonista senza qualita` e io narrante del romanzo - scopre che il suo avaro programma e` irrimediabilmente entrato in crisi. la realta`, fino ad allora ingabbiata a far da cornice al suo successo, gli si rovescia addosso con la violenza disperata di un temporale. e un`insofferenza, uno sgomento che lo costringe a fare i conti con il passato: come se un demone gli imponesse la sua verita`. dalle vie di una metropoli multiforme e degradata, da una campagna senza tentazioni d`idillio, emergono ricordi, ombre fugaci e disperate, sentimenti traditi; e ritornano colpe e rimorsi cui e` diventato necessario dare un nome. tra mario e la sua "stirpe di morti" si intreccia un silenzioso colloquio, mentre sua sorella maria - che da angelo, da santa, da genio della famiglia, si era trasformata in mostro - sembra chiamarlo dall`abisso.

"e nell`idea di romanzo, studiato da giacomo debenedetti soprattutto sui campioni di proust e svevo, che la cieca avventura di vivere si presta a essere letta e decifrata. in questo passaggio metafisico, che e` una sorta di traghetto sacro grazie al quale e` concesso al critico di rifare in eterno i passi di orfeo, la confusione e l`assurdo fanno una frivola riverenza alla ragione. gli ultimi scritti di debenedetti, qui raccolti, non hanno per fine il vero e proprio giudizio di valore, ne` semplicemente la ricostruzione di un itinerario psicologico, ma un rosario di rivelazioni: la verita` vi scocca a frammenti, improvvisa, faticata e quasi gioiosa. debenedetti era insomma un illuminista dell`irrazionale". (cesare garboli)

la parola e` il fulcro attorno al quale ruota tutta l`opera di mallarme`: una parola sensuale, evocatrice, densa di mistero e suggestioni, che allude piu` che descrivere, che annoda immagini e metafore in una lingua ricercata, al limite dell`oscurita`, tesa fino a trasformarsi in partitura musicale nelle sperimentazioni piu` ardite, come la prosa ritmica diun colpo di dadi non abolira` mai il caso (1897). alla crisi del lirismo romantico, alla scoperta del nulla, mallarme` risponde con la sua visione del poeta demiurgo che aspira a riprodurre l`architettura dell`universo, con la ricerca ossessiva dell`opera totale, quel libro ideale in cui ricostituire il mondo intero al quale dedico` per tutta la vita le sue migliori energie creative: una sfida estetica e metafisica alla legge del caso che governa l`esistenza e alle possibilita` del linguaggio, vissuta tra ansia di esprimere l`assoluto e sentimento della propria inadeguatezza. questo altissimo, sofferto concetto di arte e` la grande eredita` che il maudit mallarme` ha consegnato al novecento e che risuona in tante voci della poesia contemporanea, da vale`ry agli ermetici. introduzione e note di valeria ramacciotti.

una giovane donna scopre la passione e il dolore della vita. la protagonista e narratrice sta per sposarsi con quello che definisce un "ragazzo-uomo", molto intento a farefarefare, che non le parla quasi mai, costringendola ad "ascoltare" il muro del bagno, da cui arrivano le note di un giovane violoncellista. finche` nella sua vita non irrompe il "signore bianco" che la travolge con il suo carisma. ma arrivare troppo vicino all`ideale puo` essere fatale. al romanzo viene affiancato alla fine di settembre 2005 uno spettacolo teatrale, il cui copione e` composto da parti del romanzo e da canzoni scritte dall`autrice.

la storia dell`impero romano vista da una delle "matite" piu` conosciute e pungenti d`italia. per divertirsi scoprendo la culla della nostra civilta`...

i sensi prima di tutto: con questo messaggio irruppe nella parigi del 1939 "tropico del capricorno", a rinfocolare lo scandalo suscitato dal `romanzo gemello` tropico del cancro. e sempre henry miller a parlarci con la sua inconfondibile voce, raccontando in prima persona i suoi anni spesi a vivere, scrivere, bere e godere la new york di inizio novecento. tutto e` chiaro, tutto e` narrato con una sincerita` disarmante, che poco lascia all`illazione e tutto offre alla comprensione, alla percezione diretta. la penna di miller corre veloce come la corrente dell`hudson, accecante come il sole sui vetri dei grattacieli, intinta nella polvere dei marciapiedi calcati da un`umanita` ricca e miserabile, creativa e prigioniera, alla ricerca dello spazio per respirare davvero. e chi legge si ritrova catapultato su quelle avenue, in quelle stanze da letto perennemente sfatte, all`inseguimento perenne dell`unica creatura che per sempre ci risulta imprendibile. una creatura di nome liberta`.

la scoperta che la cosa piu` grande di cesare erano i suoi debiti, e che questi furono la causa reale del suo successo politico, suscita una reazione di incredulita` e fastidio nel personaggio che parla in prima persona in questo romanzo: uno storico giovane e idealista che - a vent`anni dalla morte di cesare - raccoglie materiali per scriverne la biografia. brecht, narrando i colloqui del giovane col banchiere spicro, e riproducendo gli immaginari diari del segretario di cesare, raro, riscrive la storia di roma nel i secolo a.c., col risultato di restituirla, con sorprendente verosimiglianza, alla sua dimensione "affaristica".

sospesi tra mare e cielo, battuti dalle onde e dal vento, i fari marcano il fronte di scontro tra gli elementi. custodiscono i confini tra il solido mondo umano e il caos primordiale delle acque, tra stabilita` e instabilita`, tra il noto e l`ignoto. emana da essi uno strano fascino universale che poche altre strutture create dall`uomo possiedono. progettati per attirare lo sguardo dei marinai, i fari hanno a lungo calamitato l`attenzione di militari e santi, artisti e poeti, romanzieri e cineasti, colonizzatori e migranti e, oggi piu` che mai, turisti e imprenditori. i luoghi suggestivi, l`isolamento e la resilienza hanno trasformato queste strutture fantastiche in complesse metafore, magneti per infinite storie.

una citta` tutta da scoprire in questo album con 6 dettagliate carte pieghevoli. di quartiere in quartiere, per tutti i gusti e tutte le tasche: una scelta di 60 luoghi da non perdere, una selezione di 150 indirizzi di ristoranti, caffe`, sale da te` e da concerto, bar, teatri, negozi, mercati, alberghi. tutti gli indirizzi posizionati in pianta con tantissimi suggerimenti pratici, buone idee e consigli per vivere al meglio la citta`.

a dieci anni dalla prima edizione, torna l`antologia piu` letta, recensita, amata e odiata degli anni novanta. la grande carica di undici sfrenati, intemperanti, cavalieri dell`apocalisse formato splatter nei reparti pieni di ogni ben di dio del supermarket italia. tra atrocita` quotidiane, adolescenza feroce e malinconie di sangue. una covata di narratori italiani giovani o giovanissimi getta scompiglio nei vicoli della cittadella letteraria, negli schermi video e nei talk-show, tra le anime morte del perbenismo. sfuggono a qualunque tentativo di incasellarli. sanno farsi leggere, sono pieni di idee, qualcuno dice che sono "pulp", qualcuno li definisce "splatter" (dal cinema degli schizzi di sangue), forse adorano stephen king e quentin tarantino, o forse no. scrivono senza complessi di colpa verso cinema, tv e i nuovi media, perche` li conoscono molto bene e di essi, come di molte altre cose, la loro scrittura si nutre in modo naturale. leggendoli vi accorgerete che fanno molto, molto sul serio. e che obiettivo finale, neanche tanto mascherato, di tanto fragoroso divertimento e` inventare linguaggi e stili finalmente "all`altezza" del grande nemico: la violenza e il male crescenti che, nell`indifferenza e nel chiacchiericcio generale, schiacciano i deboli, le vittime, e annegano ogni possibilita` comune di salvezza.
"dedico queste pagine a quelli che, come me, considerano l`alpinismo un gioco incontaminato" scrive mummery presentando il racconto di un quindicennio di avventure sulle alpi e nel caucaso. quando usci` a londra, nel 1895, il libro desto` impressioni perche` nessuno aveva mai compiuto scalate tante audaci nel gruppo del monte bianco, sul cervino, sulle cime del vallese, ma soprattutto nessuno aveva mai osato farlo senza l`aiuto di guide. pochi mesi dopo, mummery scomparve in himalaya in un tentativo al nanga parbat troppo prematuro, e tutti pensarono a una fine annunciata. nel primo novecento, invece, divenne chiaro che quelle idee non erano follia, ma l`essenza dell`alpinismo moderno, e il libro di mummery ne divento` il testo fondamentale.
Antique Trader Books (Terza Edizione), 1997, UK. Guida completa ai prezzi dei vari memorabilia legati ai Beatles inclusi biglietti di concerti, giocattoli, pupazzi, orologi, tazze da thé, adesivi, spille, articoli di giornale e qualsiasi cosa possa venire in mente.
British Broadcasting Corporation, 1982, UK. Tra marzo 1962 e giugno 1965 i Beatles parteciparono a più di 50 spettacoli radiofonici presso gli studi della BBC, il libro documenta come nel frattempo si siano trasformati da gruppo alla disperata ricerca di un contratto discografico in fenomeno con il mondo ai loro piedi. Illustrato da bellissime foto in B/N, il volume include commenti alle canzoni che vennero eseguiti negli studi dell'emittente britannica, un dettagliato calendario delle apparizioni, la discografia completa degli anni 1962/ 1965 e una bibliografia selezionata.
Raccolta di articoli apparsi sulla stampa a partire dalla fine del 1979 fino al 1983.
La Biennale, 1982, IT. Dossier degli anni '80: cinema e televisione III - Repubblica Federale Tedesca. Contiene manoscritti veneziani n. 6.
Hale, 1992, USA. Una biografia del grande attore americano James Stewart che si concentra sul periodo in cui lasciò i teatri di Broadway per arrivare agli studi della Metro Goldwyn Mayer a Hollywood, dove sarebbe presto diventato una stella del cinema. In inglese.
Bianco E Nero Editore. Un'attenta retrospettiva e una chiara ed essenziale storia del cinema muto, non fondata su un'elencazione cronologica degli avvenimenti e dei film prodotti, ma su una viva esposizione ed analisi critica di opere e avvenimenti che hanno definitoo un'epoca, tendenze, scuole e personalità.
Bianco e Nero Edizioni.
Palumbo Editore, IT. La prima monografia italiana che affronta con ampiezza e in modo organico l'opera di Luis Bunuel, uno dei passaggi obbligati della storia del cinema. Nella prima parte del libro sono analizzati i riferimenti necessari per la decifrazione del complesso retroterra storico-culturale del regista, cercando di individuare i numerosi piani di lettura dei suoi film. La seconda parte,, attraverso l'analisi dettagliata dei film più significativi, intende tentare una verifica puntuale degli aspetti emersi nella parte generale che si completa e si specifica.
Palumbo Editore, IT. Scandali e infatuazioni, riconoscimenti clamorosi e improvvisi silenzi hanno accompagnato la fortuna di Godard: l'uomo di cinema più interessante del nostro tempo, l'unico veramente "nuovo" secondo Bunuel, certo il più discusso. L'autore di questo saggio ne ripercorre il cammino dai primi interventi, critici e creativi, alle più recenti proposte, teoriche e pratiche, di film politico e militante. Attraverso questo riesame delle idee e delle opere, degli atteggiamenti pratici e delle riflessioni cinematografiche di Godard, dovrebbe risultare chiaramente che "avanguardia" e "rivoluzione" non sono gli estremi di un diagramma esemplare ma due complessi termini di riferimento che si intrecciano e concrescono dialetticamente nella posizione enel linguaggio di Godard.

Garzanti, 1977, IT. La cultura del film è una ricerca e una proposta globale di strumenti critici e culturali, acquisiti e da convalidare, indispensabili per la difinizione teorica e la lettura del film. Il problema cinematografico è visto nel quadro generale della creatività artistica e il libro è una rimeditazione sulle componenti dell'opera filmica partendo dalle posizioni teoriche di Béla Balàzs.
Garzanti, 1979, IT. Una valida testimonianza sull'intricata rete di rapporti che lega il formalismo russo alle avanguardie artistiche del tempo e al cinema sovietico del primo decennio post-rivoluzionario.

scopri i segreti delle piu` straordinarie auto sportive mai realizzate e poi prova a costruirne una con le tue mani! nella confezione c`e` tutto quello che ti serve: i componenti del telaio, le parti prefustellate della carrozzeria, le ruote, gli ingranaggi... con le illustrazioni chiare e le istruzioni semplici da seguire sara` facilissimo costruire la tua potentissima auto sportiva! eta` di lettura: da 6 anni.

il maestro waysun liao traduce e commenta tre classici, da molti definiti come la "bibbia del t`ai chi", corredandoli di un`ampia sezione introduttiva che spiega come aumentare l`energia interna (chi), come trasformarla in potere (jing), e come proiettarla all`esterno.

gyurka non ha ancora compiuto quindici anni, quando una sera deve salutare il padre costretto a partire per l`arbeitsdienst. alla domanda perche` agli ebrei venga riservato un simile trattamento, il ragazzo rifiuta di condividere la risposta religiosa, "questo e` il volere di dio". perche` dovrebbe esserci un senso in tutto questo? poco dopo gyurka viene arruolato al lavoro forzato presso la shell, e da li`, un giorno, senza spiegazione, viene costretto a partire per la germania. la voglia di crescere, di vedere e imparare, l`impulso vitale di questo ragazzo sono cosi` marcati e prorompenti, che la sua "ratio" trova sempre una buona ragione perche` le cose avvengano proprio in quel modo e non in un altro.



la morfopsicologia, la scienza della conoscenza dell`anima, dei pensieri e dei sentimenti dell`essere umano attraverso la forma del suo viso, ci aiuta a conoscere noi stessi e gli altri, nonche` - sostiene l`autore - i segreti dell`universo.


"l`io nella teoria di freud e nella tecnica della psicoanalisi" e` un seminario che lacan tenne un anno dopo aver iniziato, a roma, nel 1953, quello che chiamera` "il mio insegnamento". come in tutta la prima serie dei suoi seminari, e cioe` praticamente fino al 1964, lacan si dedica alla rilettura del testo freudiano. e il suo ritorno a freud. in realta` non si tratta solo di una ripresa dei punti cardine della psicoanalisi in uno studio accurato, ma di una critica altrettanto accurata che potremmo chiamare metodologica: perche` il testo freudiano sia leggibile e operativamente efficace nella cura psicoanalitica, occorre che i concetti freudiani prendano posto correttamente e, per farlo, e` necessario uno strumento. lo strumento che lacan utilizza e` la triade composta da immaginario, simbolico e reale. per esempio, in questo seminario, lacan indica chiaramente che non e` la stessa cosa, e nella pratica clinica non si hanno gli stessi effetti, quando l`io e` considerato sul suo versante immaginario e quando lo e` sul suo versante simbolico o ancora sul suo versante reale, sebbene quest`ultimo concetto sara` veramente esplicitato solo pia tardi. l`io di cui parla freud e` costituito a partire da identificazioni e da rapporti duali, ma e` anche l`io che parla, l`io che sogna. lacan distingue quindi l`io in quanto costruzione immaginaria, che ha valore di oggetto, dall`io in quanto soggetto che e` una funzione simbolica.


redatta da piu` di 150 autori, la storia della tecnologia ricostruisce lo sviluppo delle civilta` dall`eta` della pietra al ventesimo secolo attraverso la descrizione di come l`uomo ha manipolato la materia e l`ambiente. la tecnologia e` vista sempre nella sua accezione piu` ampia e nelle sue implicazioni economiche, sociopolitiche e culturali.

redatta da piu` di 150 autori, la storia della tecnologia ricostruisce lo sviluppo delle civilta` dall`eta` della pietra al ventesimo secolo attraverso la descrizione accurata di come l`uomo ha manipolato la materia e l`ambiente. la tecnologia e` vista sempre nella sua accezione piu` ampia e nelle sue implicazioni economiche, sociopolitiche e culturali.


la storia linguistica dei libretti d`opera, settore degli studi poco e solo di recente indagato, crocevia interdisciplinare tra storia della lingua, storia della letteratura, storia della musica, offre ancora molti ambiti da illuminare. il titolo del volume, riprendendo l`etichetta di `parassita` che del librettista ottocentesco e` stata data da uno studioso, gabriele baldini, vi aggiunge l`eloquente aggettivo che rimarca il prestigio letterario di molti testi per musica. si affrontano autori e tendenze dal seicento ai giorni nostri, a partire da un autore centrale della librettistica secentesca come giovan francesco busenello, i cui libretti, musicati da monteverdi e cavalli, rappresentano esempi notevoli dell`opera veneziana del xvii secolo. il secondo capitolo ha per oggetto i metamelodrammi, microgenere rappresentativo della duplicita` dell`opera settecentesca, tra melodramma serio e opera comica. si passa poi all`ottocento, studiando librettisti per compositori importanti, con particolare attenzione ai rapporti tra poesia e musica, come romani autore di libretti per bellini, cammarano e ruffini librettisti per donizetti, piave e boito librettisti per verdi, fino a luigi illica, uno dei principali librettisti tra otto e novecento, autore di testi assai differenti scritti per compositori diversi. nell`ultimo capitolo ci si accosta ad un`opera contemporanea, giocasta di azio corghi con libretto di maddalena mazzocut-mis, attraverso un`intervista con gli autori.


gia` nei racconti di "il treno era in orario" e "viandante, se giungi a spa...", heinrich boll aveva dolorosamente rievocato i drammi del conflitto mondiale e della germania postbellica. ma nel romanzo "dov`eri adamo?" gli orrori della guerra divengono veri protagonisti della narrazione. quasi fossero episodi indipendenti, i nove capitoli del romanzo sono infatti altrettante sequenze in presa diretta su quella inarrestabile tragedia che strappa agli uomini e alle donne, ai militari e ai civili, ogni progetto e ogni sentimento. dai cruenti combattimenti sul fronte orientale, all`orrore dei campi di sterminio, boll racconta con sconcertante realismo schegge di follia e crudelta`.

un testo di filosofia, etica, divinazione, psicologia. il divenire della vita, le sue trasformazioni e il mutare continuo della natura. la presente traduzione dall`originale cinese rintraccia le connessioni con il taoismo, il confucianesimo e la scuola yin-yang. accanto alla versione delle "spiegazioni", "immagini" e "linee", il traduttore ha aggiunto un commento filosofico-psicologico per ogni esagramma. l`i-ching richiede una lettura minuziosa, oltre alla costante applicazione dei suoi princi`pi: il soggetto e` chiamato direttamente in causa da un testo interattivo, che si rivolge alla sua individualita`.



molie`re, anzitutto e soprattutto uomo di teatro, consegno` al futuro una forma chiusa, perfetta, classica, che sarebbe stata modello, per secoli, di una comicita` intrisa della piu` drammatica amarezza. rise dei vizi degli uomini nella consapevolezza di quanto c`e` di comico ma anche di patetico e di tragico in ogni umana debolezza. "don giovanni" e` una delle commedie di molie`re piu` controverse ed enigmatiche, presentata e subito ritirata dal cartellone, con l`accusa di empieta`. non solo "gentiluomo malvagio e falso devoto": il leggendario personaggio e` qui ritratto anche come un modello d`ipocrisia.



in questo straordinario "resoconto" di un viaggio a lourdes, compiuto per osservare con imparzialita` scientifica i fenomeni considerati miracolosi presso il famoso santuario, alexis carrel narra come venga coinvolto, quasi suo malgrado, nella vicenda d`una ragazza ammalata gravissima e incurabile di peritonite tubercolare, che viene condotta dalla madonna in una estrema speranza di guarigione prodigiosa. contro ogni sua previsione di medico saldamente legato ad una visione "positiva" dei fatti biologici, egli assiste al miracolo, che descrive con partecipazione ansiosa, incredula e poi stupefatta. non volendo essere che "uno strumento registratore esatto", carrel non depone nemmeno ora il suo atteggiamento da scienziato, prosegue gli accertamenti, e tuttavia entra "in una indicibile confusione di pensiero", poiche`, com`egli dice, nelle domande che gli si affollano dentro (fatti scientifici nuovi? o fatti appartenenti all`ambito della mistica e del soprannaturale?) non si tratta "di una adesione ad un teorema di geometria, ma di cose che possono cambiare l`orientamento della vita.

il volume propone una lettura critica delle parabole evangeliche del seminatore e dei lavoratori della vigna.

alla voce professione sul suo documento di identita` c`e` scritto pittore. e pittore giorgio vicentini lo e` a 360? gradi. la pittura e` la protagonista assoluta del suo cammino. molti artisti avvertono la predisposizione sin da bambini, la storia ne e` piena. per lui e` diverso, e` un incontro casuale, intorno ai vent`anni, durante il servizio militare. suo commilitone e` un giovane pittore, che sarebbe diventato un amico e che gli presenta la pittura. la scintilla, come per l`amore tisico, scocca immediata. giorgio, a quel tempo, studiava alla facolta` di giurisprudenza, con un`idea romantica e un po` inconsapevole di cosa voleva fare, il criminologo. la scoperta della pittura lo cattura totalmente. in breve decide che nella vita avrebbe fatto quello. lo comunica alla famiglia, che non gradisce, ma tollera, e inizia a sperimentare, a lavorare come un forsennato in un piccolo studio in via cavour, a varese. inizia a fare qualche mostra, a vendere qualche opera, ma soprattutto fa ricerca sulla materia, sullo spazio. gli anni ottanta sono di grande sperimentazione sui materiali, sul senso del suo lavoro, per giungere sino al 1990, una sorta di spartiacque, che costituisce un momento di grande cambiamento per la sua vita professionale e non solo.

il "discorso" di cui si tratta nel seminario del 1970 e` doppio: e` quello della possibile formalizzazione della psicoanalisi, ed e` quello della produzione di senso (nell`esperienza della "lettera" o del significante che si fa nell`analisi, e di plus-de-jouir, nell`esperienza comune, in particolare in quella amorosa); tutti temi che riecheggiano sulla pagina come effetto di quegli anni di contestazione e femminismo. attraverso l`individuazione di quattro posti (agente/verita`; altro/produzione) e dei quattro operatori (soggetto sbarrato, significante-padrone, sapere, plus-godimerito), che nella loro combinatoria danno luogo ai quattro discorsi introdotti nel corso del seminario dell`anno prima (del padrone, dell`isterico, dell`universitario e dell`analista), lacan cerca di mostrare come solo al discorso analitico riesca di non essere un discorso da "sembiante", ovvero di "finta causa". solo il discorso analitico, infatti, riesce a disfare le illusioni che si generano dal ritenere, sia pure in forme diverse, che vi sia una realta` prediscorsiva, e che il linguaggio, a sua volta, organizzi un universo entro il quale si genererebbe una relazione fissa e definitiva tra i quattro posti (e gli operatori che li occupano).

in concomitanza con il settimo centenario della nascita del poeta, la curatrice, tra i massimi specialisti del petrarca volgare, conclude un lavoro durato quasi vent`anni. commentando minuziosamente ogni verso e ogni espressione petrarchesca, il fittissimo richiamo dei testi classici e della poesia volgare precedente e coeva diventa un caleidoscopio culturale e letterario che rifrange, con varieta`, ma con rigorosa precisione, il senso di ogni singola poesia e del "canzoniere" nel suo insieme.


il volume disegna le alterne vicende della popolazione italiana nel lungo periodo che va dall`alto medioevo fino ai giorni nostri. a fronte di una quantita` innumerevole di articoli e saggi riguardanti la storia demografica di singole aree, o dell`italia nel suo complesso per periodi limitati, o, ancora, relativi a particolari problematiche (effetti delle epidemie, declino della fecondita`, ecc.), questa si presenta come opera di sintesi globale. particolare attenzione e` posta nell`evidenziare le specificita` regionali e subregionali dei comportamenti demografici, nonche` le specificita` (e le analogie) italiane rispetto al contesto europeo.















la descrizione di catania di gustavo chiesi, pubblicata a puntate nel 1892, e l?occasione per indagare sul passaggio della citta barocca alla "metropoli" moderna: da questo contributo tendenzioso (quale e il punto di vista positivista di un viaggiatore del xix secolo) si sviluppa l?analisi sui documenti e progetti dell?ottocento catanese; i quali testimoniano la continuita storica della forma urbana, contro una lettura riduttiva che troppo spesso ha preteso di separare alla stregua di "citta parallele" le differenti fasi storiche della crescita urbana, o di costringere catania entro il cliche di citta settecentesca.



figura popolare di quella periferia di buenos aires di cui faceva parte il quartiere palermo all`inizio del secolo, il criollo evaristo carriego e` l`ispiratore inatteso del primo (1930) volume in prosa di borges, che ricorda il "poeta emaciato" come amico di famiglia e testimone della grande citta`. e borges, entrando nella vita di carriego e di palermo, entra nella "materia" stessa di cui e` fatta buenos aires, la percorre, la descrive, guarda da dietro le spalle i giocatori di truco, spia dalle finestre dei bordelli la "vita quotidiana" dell`umanita` che li frequenta, assiste negli spiazzi polverosi alle sfide a coltello, annusa l`aria che sa di primavera e il fumo dell`asado che cuoce all`aperto, commenta e, forse, canta i tanghi e le milonghe.
il volume, che accompagna la mostra monografica dedicata a vittore ghislandi detto fra` galgario (1655-1743), presenta in modo sistematico e completo la produzione di questo grande ritrattista, in un serrato confronto con i principali protagonisti della scena artistica europea del tempo. con fra` galgario il genere del ritratto raggiunse i piu` alti livelli espressivi. l`artista instauro` con i propri "soggetti ritratti" un sottile e complesso gioco di relazioni artistiche e psicologiche che, nel modo di rendere percepibili virtu`, debolezze, vanita`, seduzioni, precorse significativamente molti aspetti tipici della modernita`. il percorso si sviluppa attraverso circa cento opere. catalogo della mostra (bergamo, 2 ottobre 2003-11 gennaio 2004).

"quando, nel 1997, scrissi per la storia di torino, pubblicata da einaudi e dall`accademia delle scienze, un saggio inserito nel capitolo "assistenza e sanita`", dedicato al collegio dei nobili, mai e poi mai avrei pensato di riprendere quest`argomento oggi; e invece, con emozione e orgoglio, ritorno sui miei passi di allora per presentare il progetto del nuovo museo egizio, che proprio in questo palazzo rivede la luce dei fasti passati grazie a un presente e a un futuro ricchi di premesse e contenuti di straordinaria importanza. la collezione egizia di torino, infatti, e` una delle prime al mondo, ospitata dal 1824 in un edificio voluto dalla dinastia sabauda gia` alla fine del xvii secolo, e poi destinato a raccogliere il frutto delle spedizioni archeologiche che gli stessi savoia incoraggiarono con lungimirante mecenatismo; da drovetti a schiaparelli, i reperti raccolti dai due grandi ricercatori piemontesi raccontano ancora oggi questa storia, ormai quasi bicentenaria, di uomini appassionati e di sovrani curiosi, che si e` concretizzata nel tempo fino a far diventare la nostra citta` uno dei centri principali di cultura applicata alla storia e all`arte egizia. cosi`, con la memoria riconoscente legata a quanto e` stato, oggi abbiamo la gratitudine concreta verso chi ha permesso questo percorso nei tempi attuali..." (evelina christillin presidente fondazione museo delle antichita` egizie di torino)

questo libro, quarto di un?opera di 24 volumi iniziatasi con i famosi " messaggi spirituali " che la preannunciarono, completa in un suo sistema logico l?ultimo momento di una trilogia, i cui termini sono: "la grande sintesi", capolavoro filosofico e scientifico di una dottrina posta a base dell?attuale rinnovamento sociale e di una nuova civilta; "le nouri", teoria delle correnti cosmiche e gerarchiche di pensiero, e analisi della tecnica ispirativa e genetica di quella dottrina; "l?ascesi mistica", studio dell?evoluzione di quella tecnica e di quel fenomeno intuitivo sino alla fase mistica e suprema raggiunta dall?autore. a fondamento della dottrina di ubaldi sta il concetto centrale di una evoluzione biologica che, guidata da una legge suprema, conduce gli esseri verso piani di esistenza e di coscienza sempre piu unificati e organici, dove la suprema ricompensa, meritata mediante una opportuna metodologia morale ed etica, e l?ineffabile sensazione della divinita e la conoscenza della sua legge. di grande interesse parapsicologico, teologico e scientifico, questo volume offre pagine di immenso valore spirituale e conoscitivo.

a partire dal xii secolo l`occidente latino ha iniziato a elaborare una concezione filosofico-razionale della natura e del cosmo. a quest`ultimo, non piu` inteso come simbolo di verita` religiose profonde, fu riconosciuta consistenza ontologica e capacita` di agire in modo autonomo. tesi verso la ricerca delle cause fisiche dei fenomeni naturali, andando al di la` della tradizionale interpretazione teologica e simbolica altomedievale, gli autori che si dedicarono allo studio della natura in quell`epoca poterono avvalersi di idee provenienti da testi antichi, filosofici, scientifici, medici e astrologici diventati disponibili grazie alle traduzioni dal greco e dall`arabo, contribuendo a dare fondamento epistemologico alla filosofia della natura. dei testi che tra xii e xiii secolo furono dedicati alla spiegazione e alla ricerca delle cause e della struttura del cosmo viene qui riproposta - in una nuova edizione rivista - un`ampia raccolta in traduzione italiana di passi emblematici tratti da opere di importanti autori medievali impegnati su questo tema: da scoto eriugena ad abelardo, da teodorico di chartres a roberto grossatesta, da alberto magno a tommaso d`aquino.

Portato per la prima volta sulle scene nel 1978 a Londra, Amadeus è l'ultima rielaborazione della leggenda romantica, già raccolta da Puškin, secondo la quale Wolfgang Amadeus Mozart, artista puro e genio innato, sarebbe stato vittima del geloso Antonio Salieri, compositore di corte a Vienna.
