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in questo romanzo l`autrice prosegue le avventure del capitano di polizia florindo flores, ormai felicemente in pensione. ma il suo riposo dura poco, perche` viene subito richiamato per collaborare alle indagini su una serie di insoluti delitti avvenuti in sardegna. cosi` il capitano, con il suo consueto spirito indagatore e metodico, e con la curiosita` che lo contraddistingue, si mettera` sulle tracce dell`assassino, penetrando a poco a poco in un caso che piu` sembra intricarsi e piu` lo appassiona e sollecita le doti della sua intelligenza deduttiva. e infatti scopre che...

"il prete giusto" e` la storia di un uomo libero, don raimondo viale (1907-1984), costretto a una sfida impari e solitaria con gli eventi piu` aspri del novecento. abbandonato dalla chiesa e malato, ha affidato a nuto revelli la memoria della sua vita. sullo sfondo della campagna povera del cuneese si snodano gli anni duri dell`infanzia, della prima guerra mondiale, le prime ribellioni in seminario, l`impegno nella parrocchia di borgo san dalmazzo fino allo scontro con i fascisti, le prediche coraggiose contro la guerra, l`imbarazzo della chiesa, il confino. poi, in un crescendo, i grandi drammi collettivi: l`8 settembre, le stragi naziste e fasciste, la persecuzione degli ebrei, fino alla sospensione "a divinis".

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"ma lo sapete che quando pietro incontra gesu ha piu o meno la sua eta? ventotto, ventinove, neanche trent`anni. eppure viene rappresentato sempre come un uomo molto anziano, calvo, con le rughe e la barba bianca. anche leonardo, nell`"ultima cena", lo ha dipinto cosi. sembra che pietro sia nato gia vecchio. invece quando conosce gesu e un giovane, come lui: sono dei ragazzi. e una storia di ragazzi, questa!" (roberto benigni). grazie alla voce di roberto benigni la vita di pietro - pescatore, apostolo, missionario e guida della chiesa - diventa un romanzo pieno di azione e di colpi di scena, in cui intensita e commozione si alternano a improvvisi slanci di leggerezza e ironia. versione ampliata e arricchita del testo dello spettacolo televisivo in onda su rai uno, "pietro. un uomo nel vento" e un libro che parla di amicizia e speranza, di fede e di dubbio, di paura e di coraggio. e che restituisce, come mai era accaduto prima, voce e umanita a una delle figure piu straordinarie della storia. scritto con michele ballerin, chiara mercuri e stefano andreoli. c`e un momento, nel racconto di roberto benigni, in cui sembra di vedere tutto: le onde che si alzano, il vento che fischia, una voce che chiama e un uomo che esita - e poi si lancia. e pietro, il protagonista di una storia antichissima e senza tempo. la storia di un pescatore che si arrabbia, agisce d`impulso, sbaglia, non capisce, si addormenta, soffre, gioisce e si lascia emozionare, proprio come noi. eppure diventa il primo fra gli apostoli, scelto da gesu per il compito piu alto che la storia dell`umanita conosca: aprire o chiudere le porte del paradiso. con "pietro. un uomo nel vento", la voce trascinante di roberto benigni ci conduce dentro la formidabile avventura di un uomo che cade e si rialza mille volte, sospinto da una forza misteriosa, e alla fine trova il coraggio di guardarsi dentro. da gerusalemme a roma, dal lago di tiberiade al circo di nerone, la storia vista attraverso gli occhi di pietro si t

succede a tutti di farsi male, ma possiamo imparare a riconoscere le sofferenze che ci colpiscono alle spalle da quelle a cui noi stessi, piu o meno consapevolmente, ci consegniamo. vittorio lingiardi delimita un territorio vastissimo e oscuro: percorre la storia dei nostri dolori e traccia un confine tra convivenza e connivenza. masochista e un aggettivo che turba, ma qui non si parla di fruste e manette: lo sguardo e sulla personalita e sulle relazioni. lingiardi ci accompagna in stanze interiori, arredate con gli spigoli aguzzi dell`autocritica, le mensole inaccessibili dell`ideale dell`io, le casseforti del sabotatore interno, le lavatrici interminabili del senso di colpa. un racconto sulla vita di tutti i giorni, con un finale sul masochismo politico e il dolore del mondo. pagine scritte con le parole della psicoanalisi, della poesia, del cinema.

"questo fanno i bambini alle persone. le sincronizzano sul tempo dell?amore". una mattina vita apre la porta di casa e trova, accoccolato sull?uscio, kostya. lui, che neppure parla la sua lingua, le cambiera l?esistenza. perche ogni figlio nato sulla terra e il figlio di tutte, di tutti. nei romanzi di viola ardone l?incontro fra esseri umani ha sempre la potenza di un miracolo, capace di scardinare la solitudine, di ricomporre la speranza. kostya ha dieci anni quando si mette in viaggio per arrivare dalla nonna irina, domestica a napoli. nello zaino, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo. suo padre e al fronte per difendere l?ucraina appena invasa. tra soldati che cercano di bloccarlo al confine e sconosciute che gli danno una mano, il bambino riesce ad arrivare. vita, la signora per cui la nonna lavora, lo scopre addormentato sullo zerbino. quattro anni fa lei ha perso suo figlio e ora passa le giornate da sola, o con irina, che ha letto dante e parla italiano come un poeta del duecento. il piccolo ospite inatteso la costringe di nuovo in quel ruolo che il destino le ha tolto. poi, quando il padre di kostya e dato per disperso, irina torna nel suo paese a cercarlo. d?impulso, vita decide di raggiungerla, per aiutarla. tentare di salvare un altro, del resto, e l?unico modo per salvare noi stessi.

nella solitaria e selvaggia brughiera dello yorkshire, invidie, rancori e ossessioni trasformano la storia d`amore tra catherine e heathcliff in un gioco crudele e pericoloso, in una passione assoluta e divorante, destinata a non abbandonarli mai. neppure dopo la morte. a causa dei contenuti troppo forti, del carattere distruttivo del legame tra i due protagonisti e di una costruzione non lineare, "cime tempestose" dovette aspettare il novecento per essere riconosciuto come un capolavoro della letteratura mondiale. a noi lettori di oggi, smaliziati e consapevoli, non resta che continuare a godere di tutto il fascino ambiguo di quest`opera trasgressiva e asessuata: cosi` isolata dalla societa` ed estranea alle convenzioni del suo tempo da risultare, miracolosamente, eterna. con un saggio di virginia woolf.



