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la fine di un`amicizia puo far tremare il mondo anche piu della fine di un amore: almeno, per irene e ottavia e andata cosi. la loro e sempre stata una simbiosi giocata sugli opposti: una al liceo si nascondeva, l`altra era la piu popolare; una e cresciuta con una madre molto ingombrante, l`altra con una madre molto assente; a una piaceva pietro, ma a pietro piaceva l`altra. perche adesso non si parlano piu? con una scrittura contemporanea e letteraria, gabriella dal lago ci trascina tra i non detti e i giochi di specchi di un`amicizia tra due millennial a partire da una domanda: provare a tenere in vita un rapporto finito e un gesto di speranza o di paura? la nuova, potentissima voce di una giovane autrice italiana: la voce che mancava a una generazione. dopo dieci anni passati in giro per il mondo a costruire una carriera accademica che non la soddisfa, irene torna a torino e non riconosce piu nulla. nei giorni galleggianti delle vacanze natalizie prova a innamorarsi, va alle feste degli ex compagni di liceo e si intrufola nella quotidianita di chi e rimasto, cercando di riallacciarsi alla sua vita di prima e di prendere le misure alla malattia della madre. ma quella vita sembra sfocata senza ottavia. tra di loro e successo qualcosa per cui non si parlano da due anni - anche se forse sarebbe piu onesto dire che ottavia non le risponde piu. e irene non puo far altro che spiarla attraverso i social, seguendo i suoi popolarissimi canali dove carica meditazioni ed esercizi di yoga. che fine hanno fatto irene e ottavia? alternando i loro punti di vista, muovendosi avanti e indietro per l`europa e spostandosi lungo un arco temporale di vent`anni,giorni futuri tiene insieme molte questioni centrali del contemporaneo: il precariato culturale e la pressione performativa, i ritorni e le partenze degli expat, il tentativo di costruire nuove forme di famiglia, il rapporto genitori-figli dalla prospettiva di una generazione che fatica a pensarsi adulta. gabriella dal lago ha s

"ma lo sapete che quando pietro incontra gesu ha piu o meno la sua eta? ventotto, ventinove, neanche trent`anni. eppure viene rappresentato sempre come un uomo molto anziano, calvo, con le rughe e la barba bianca. anche leonardo, nell`"ultima cena", lo ha dipinto cosi. sembra che pietro sia nato gia vecchio. invece quando conosce gesu e un giovane, come lui: sono dei ragazzi. e una storia di ragazzi, questa!" (roberto benigni). grazie alla voce di roberto benigni la vita di pietro - pescatore, apostolo, missionario e guida della chiesa - diventa un romanzo pieno di azione e di colpi di scena, in cui intensita e commozione si alternano a improvvisi slanci di leggerezza e ironia. versione ampliata e arricchita del testo dello spettacolo televisivo in onda su rai uno, "pietro. un uomo nel vento" e un libro che parla di amicizia e speranza, di fede e di dubbio, di paura e di coraggio. e che restituisce, come mai era accaduto prima, voce e umanita a una delle figure piu straordinarie della storia. scritto con michele ballerin, chiara mercuri e stefano andreoli. c`e un momento, nel racconto di roberto benigni, in cui sembra di vedere tutto: le onde che si alzano, il vento che fischia, una voce che chiama e un uomo che esita - e poi si lancia. e pietro, il protagonista di una storia antichissima e senza tempo. la storia di un pescatore che si arrabbia, agisce d`impulso, sbaglia, non capisce, si addormenta, soffre, gioisce e si lascia emozionare, proprio come noi. eppure diventa il primo fra gli apostoli, scelto da gesu per il compito piu alto che la storia dell`umanita conosca: aprire o chiudere le porte del paradiso. con "pietro. un uomo nel vento", la voce trascinante di roberto benigni ci conduce dentro la formidabile avventura di un uomo che cade e si rialza mille volte, sospinto da una forza misteriosa, e alla fine trova il coraggio di guardarsi dentro. da gerusalemme a roma, dal lago di tiberiade al circo di nerone, la storia vista attraverso gli occhi di pietro si t

succede a tutti di farsi male, ma possiamo imparare a riconoscere le sofferenze che ci colpiscono alle spalle da quelle a cui noi stessi, piu o meno consapevolmente, ci consegniamo. vittorio lingiardi delimita un territorio vastissimo e oscuro: percorre la storia dei nostri dolori e traccia un confine tra convivenza e connivenza. masochista e un aggettivo che turba, ma qui non si parla di fruste e manette: lo sguardo e sulla personalita e sulle relazioni. lingiardi ci accompagna in stanze interiori, arredate con gli spigoli aguzzi dell`autocritica, le mensole inaccessibili dell`ideale dell`io, le casseforti del sabotatore interno, le lavatrici interminabili del senso di colpa. un racconto sulla vita di tutti i giorni, con un finale sul masochismo politico e il dolore del mondo. pagine scritte con le parole della psicoanalisi, della poesia, del cinema.

pubblicato nell`aprile del 1950 e considerato il libro piu` bello di pavese, "la luna e i falo`" e` il suo ultimo romanzo. il protagonista, anguilla, all`indomani della liberazione, torna al suo paese delle langhe dopo molti anni trascorsi in america e, in compagnia dell`amico nuto, ripercorre i luoghi dell`infanzia e dell`adolescenza in un viaggio nel tempo, alla ricerca di antiche e sofferte radici. storia semplice e lirica insieme, costruita come un continuo viavai tra il piano del passato e quello del presente, la luna e i falo` recupera i temi civili della guerra partigiana, la cospirazione antifascista, la lotta di liberazione, e li lega a problematiche private - l`amicizia, la sensualita`, la morte -, in un intreccio drammatico che conferma la totale inappartenenza dell`individuo rispetto al mondo e il suo triste destino di solitudine.







